Dieta per l'Ipotiroidismo di Hashimoto: Cosa Mangiare

L’alimentazione gioca un ruolo chiave nella gestione della tiroidite di Hashimoto. Per chi soffre di tiroidite di Hashimoto, scegliere gli alimenti giusti non è solo una questione di evitare quelli che possono aggravare i sintomi. Creare un piano alimentare equilibrato e vario può aiutare a garantire che si ricevano tutti i nutrienti necessari per sostenere la salute tiroidea e generale.

Cos'è la Tiroidite di Hashimoto?

La tiroidite di Hashimoto è una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario attacca la tiroide, causando una riduzione della produzione di ormoni tiroidei. La tiroidite di Hashimoto è una malattia che sta diventando sempre più comune. Sebbene interessi la tiroide, non è una malattia che dipende da questa ghiandola. Tuttavia può determinare un suo malfunzionamento, dato che è considerata la causa più comune di ipotiroidismo.

Nel caso della tiroidite il sistema immunitario "spara" contro le proteine della tiroide (non riconoscendole più come parte dell'organismo) provocando la graduale distruzione dei tessuti. Sul lungo periodo si può manifestare una ridotta produzione dell'ormone tiroideo, che determina una ipo-funzionalità. Si calcola che fino a circa il 90% di ipotiroidismo sia causato da una tiroidite autoimmune.

Sintomi della Tiroidite di Hashimoto

Sebbene sia ancora opinione comune che la tiroidite sia una malattia silente, la sua presenza viene segnalala da diversi sintomi. Sfortuna vuole che siano molto generici e comuni ad altre situazioni, per cui spesso non vengono presi in considerazione né messi in relazione alla presenza della malattia autoimmune. Fra i sintomi correlati alla tiroidite ci sono: fatica, stanchezza e spossatezza, ansia e depressione, aumento di peso, sensazione di freddo anche quando è caldo, dolori muscolari, rigidità e gonfiore delle articolazioni, infertilità,bassa libido, facilità a contrarre malattie, problemi digestivi, come stitichezza e gonfiore intestinale, necessità di urinare spesso, sete eccessiva.

Se la tiroidite di Hashimoto diventa cronica può favorire anche una serie di disturbi e malattie, come: gozzo tiroideo, infertilità,diabete di tipo 2, colesterolo elevato, infezioni. In presenza di uno o più di questi sintomi che non hanno una causa specifica, chiedi al tuo medico di poter fare gli esami per verificare che la tua tiroide sia funzionale.

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Nutrienti Chiave per la Funzione Tiroidea

La funzione tiroidea è influenzata da vari nutrienti. Uno dei principali nutrienti di cui la tiroide ha bisogno per funzionare correttamente è lo iodio. È importante assicurarsi di consumare abbastanza iodio e selenio, evitare gli alimenti che possono interferire con la funzione tiroidea e includere alimenti ricchi di antiossidanti nella dieta per la tiroidite di Hashimoto.

Per esempio, il selenio è un micronutriente essenziale che contribuisce alla conversione degli ormoni tiroidei da una forma inattiva a una forma attiva. Il selenio, in particolare, è un potente antiossidante che aiuta a proteggere la tiroide dall'ossidazione e dallo stress cellulare.

Lo iodio, infatti, ha un ruolo fondamentale nel funzionamento della tiroide in quanto è un minerale essenziale per la produzione degli ormoni tiroidei in ogni fase della vita dell’individuo. La carenza di iodio è un fattore noto che causa il gozzo della tiroide. Per prevenire la carenza di iodio responsabile del rallentamento della tiroide è consigliato consumare sale iodato. Tuttavia, l’eccesso di iodio è tossico per le cellule tiroidee perché provoca l’infiammazione e può portare, ad esempio, allo sviluppo della tiroide di Hashimoto.

Alimenti Gozzigeni: Cosa Sono?

Sono considerati gozzigeni tutti quegli alimenti che apportano sostanze in grado di interferire con il metabolismo dello iodio. L'attività anti-iodio di questi alimenti è dovuta ai prodotti dell'idrolisi dei glucosinolati, quali tiocianati, isotiocianati e goitrine. Non si commetta, tuttavia, l'errore di credere che "solo gli alimenti gozzigeni" possano provocare gozzo, ovvero ipotiroidismo.

Per ridurre il consumo di iodio nei soggetti affetti da ipertiroidismo occorre utilizzare il sale non marino o senza iodio come quello dell’Himalaya e occorre moderare il consumo di: cavolfiori, rape, soia in quanto potrebbero interferire con il funzionamento della tiroide e modificare l’effetto della terapia farmacologica se assunti frequentemente e/o in alta dose.

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Alimenti Consigliati per l'Ipotiroidismo di Hashimoto

Prima di tutto, consumare alimenti ricchi di molecole potenzialmente ad azione antinfiammatoria.

  • Frutta: pere, mele, pesche, agrumi, frutti rossi, albicocche, melone, prugne, uva ecc.
  • Verdure: zucchine, zucca, carciofi, pomodori, asparagi, carote, peperoni, rucola, funghi, cicoria, bieta ecc.
  • Tuberi e legumi: patate dolci, patate, piselli, fagioli neri, ceci, lenticchie ecc.
  • Cereali e pseudo-cereali senza glutine: riso integrale, fiocchi d'avena, quinoa, amaranto, grano saraceno, pasta di riso, mais ecc.
  • Condimenti: turmerico, basilico, rosmarino, paprika, zafferano, pepe nero, salsa, tahini, miele, succo di limone, aceto di mele, ecc.
  • Bevande: acqua, tè e tisane.

Nei soggetti affetti da ipotiroidismo, invece, è raccomandabile introdurre alimenti che maggiormente contengono iodio. Quindi introduci nella tua alimentazione il pesce azzurro, come sgombro, baccalà, merluzzo, sardine e non dimenticare anche le uova. Mirtilli rossi e frutta secca sono ricchi di iodio e possono essere consumati con regolarità anche se bisogna sempre stare attenti a non esagerare.

Quella che segue è, ovviamente, una lista non esaustiva di alimenti che possono aiutare a contrastare la tiroidite di Hashimoto a tavola. Anche in questo caso è valido il consiglio di seguire le indicazioni di un nutrizionista, che possa darti un piano alimentare completo e prescriverti una dieta bilanciata e variegata, così da contrastare eventuali carenze nutrizionali.

Ecco alcuni degli alimenti che sono indicati in caso di tiroidite di Hashimoto:

  • Frutta e verdura fresca: vanno bene soprattutto carote, peperone rosso, patate dolci, verdure a foglia e avocado. Sono ricchi di antiossidanti, vitamine, minerali e fibre.
  • Cereali e pseudo cereali senza glutine: amaranto, avena, grano saraceno, miglio, quinoa, riso, sorgo, teff.
  • Pesci non allevati: i pesci che vivono allo stato selvaggio e quelli grassi - sardine, salmone, tonno, acciughe ecc. - forniscono acidi grassi omega-3, del tipo EPA e DHA che, oltre a promuovere l'azione antinfiammatoria, sono essenziali anche per l’equilibrio ormonale e la funzione tiroidea.
  • Proteine di qualità: kefir di latte di capra, feta, crostacei, cacciagione, manzo allevato al pascolo, pollo bio, proteine vegetali (canapa, quinoa, riso), ricotta di siero di latte, uova bio, yogurt greco.
  • Tuberi e radici: barbabietola rossa, batate, patate americane bianche, ravanelli, sedano rapa, topinambur, zucca.
  • Grassi sani: avocado, farina di cocco, olive, olio extravergine di oliva, di vinaccioli e di avocado.

Alimenti da Evitare o Limitare

In genere, nei soggetti affetti da patologie alla tiroide è consigliabile seguire un’alimentazione antinfiammatoria, con il giusto apporto di vitamine e sali minerali utili alla salute ed evitare alimenti che, combinati ad altri fattori, possano scatenare l’infiammazione dannosa per la tiroide. Evita cibi particolarmente ricchi di grassi idrogenati e cibi ultra-processati e industriali, limitando il consumo di zuccheri in quanto questi hanno un effetto pro-infiammatorio.

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Alcuni alimenti possono interferire con la funzione tiroidea, aumentando lo stato infiammatorio dell’organismo. Alcuni alimenti che dovrebbero essere fortemente limitati o evitati sono:

  • Latticini, anche senza lattosio: poiché non sono gli zuccheri del lattosio a determinare l’infiammazione, ma le caseine, ovvero le proteine del latte.
  • Cibi ricchi di glutine, per persone che riscontrano sensibilità al glutine.
  • Cibi ricchi di zuccheri aggiunti.
  • Alimenti fritti e condimenti ricchi di grassi saturi come burro e varie salse.
  • Alimenti ricchi di iodio e selenio in eccesso: lo iodio, così come il selenio, sono necessari per la sintesi degli ormoni tiroidei, ma devono essere ben dosati al fine di evitarne la tossicità e gli annessi effetti collaterali.
  • Crucifere o brassicacee crude: fanno parte di questa categoria di vegetali i cavoli, le rape, i rapanelli e la senape. Questi vegetali da cotti possono comunque essere consumati, mantenendo sempre la varietà nelle fonti vegetali.

È consigliabile evitare alimenti che possono peggiorare l’infiammazione cronica innescata dalla produzione degli autoanticorpi contro la tiroide e che possono interferire con la funzione tiroidea, come:

  • Cibi pro infiammatori tra cui: latticini, carni lavorate e insaccati, zuccheri raffinati, cibi con farine raffinate, cibi ricchi di grassi saturi.
  • Cibi con effetto gozzigeno tra cui: crucifere crude (possono interferire con il metabolismo dello iodio), nitrati (composti chimici contenuti solitamente nel pesce e nelle carni lavorate).

Esempio di Dieta Settimanale

Per questo motivo, nei casi di disturbi alla tiroide, è consigliabile seguire un piano alimentazione personalizzato in cui tutti gli alimenti virtuosi e quelli da evitare siano calibrati in modo da garantirti il giusto apparto giornaliero e ti permettano di sentirti in salute.

Al fine di assicurarsi un corretto fabbisogno di nutrienti e, al contempo, una riduzione dello stato infiammatorio, occorre precisare che le indicazioni dietetiche e la costruzione di una dieta settimanale per la tiroidite di Hashimoto devono essere stilate da una figura professionale che terrà conto del quadro clinico generale della persona, valutando:

  • Gli esami clinici.
  • La presenza di terapie sostitutive a supporto degli ormoni tiroidei, come Eutirox.
  • Eventuali carenze di minerali e micronutrienti (è frequente per persone con tiroidite di Hashimoto il bisogno di integrare vitamine del gruppo B, magnesio, ferro, vitamina C e D, zinco, acidi grassi essenziali, iodio e selenio nei corretti dosaggi).
  • Altre patologie preesistenti e/o associate alla tiroide.

Ad esempio, è molto comune riscontrare celiachia, ovvero l’intolleranza al glutine, nelle persone con tiroidite di Hashimoto; è quindi importante svolgere uno screening della celiachia al manifestarsi di una patologia tiroidea di tipo autoimmune, al fine di costruire una dieta che possa agire pienamente in sinergia con le cure farmacologiche e l’integrazione, ove presenti.

Esempio di Colazione

Una colazione equilibrata può aiutare a gestire i sintomi della tiroidite di Hashimoto, contenendo lo stato infiammatorio cronico a cui l’organismo è sottoposto. Alcuni esempi di colazione:

  • Smoothie con avena, frutta fresca, bevanda vegetale al riso e scaglie di cocco.
  • Omelette a base di uova e verdure con gallette di mais.
  • Pane di grano saraceno tostato con avocado e salmone fresco.
  • Porridge di quinoa con cannella, semi di lino, noci del Brasile e frutta fresca.

Esempio di Cena

Cena: Orata al cartoccio con fagiolini e limone; contorno di verdura cotta (es.

Infiammazione e Tiroidite di Hashimoto

La malattia autoimmune in generale è provocata dalla presenza di una infiammazione di basso grado che diventa cronica. Si tratta di un tipo di infiammazione che non da segnali, come il dolore o il gonfiore. Nella maggior parte dei casi dall'intestino: è stato ormai accertato che la presenza di disturbi intestinali cronici causa infiammazione intestinale (che a sua volta facilita la sindrome dell’intestino permeabile e dell’intestino irritabile IBS) e facilita la comparsa delle malattie autoimmuni.

È dunque la presenza di una infiammazione cronica che provoca la manifestazione autoimmune e i conseguenti sintomi che le persone affette da tiroidite di Hashimoto sperimentano. Cosa provoca l'infiammazione che facilita le malattie autoimmuni? Fra i fattori determinanti ci sono: allergeni alimentari, come il glutine o i latticini, stress, carenze nutrizionali, disturbi intestinali che favoriscono sindrome dell’intestino permeabile.

Alimentazione antinfiammatoria in caso di malattia autoimmune: L’alleato numero uno in caso di infiammazione (intestinale e non) è l’alimentazione. L’infiammazione è infatti spesso legata a una errata alimentazione. Da più parti ormai viene raccomandato di limitare gli alimenti che contengono glutine, come le farine e i cereali. Sembra infatti che vi sia una relazione fra malattie autoimmuni e celiachia: tale malattia tende a essere più presente in chi soffre di un disturbo autoimmune.

Anche limitare il latte e i derivati può giovare in presenza di tiroidite autoimmune e di infiammazione intestinale: sai, infatti, che l'intolleranza al lattosio è molto comune in presenza di tiroidite di Hashimoto? L'eccesso di zucchero è un altro fattore che aumenta l'infiammazione dell'intestino, favorendo anche una disbiosi intestinale, cioè un disequilibrio del microbiota, oltre a favorire un aumento dei valori della glicemia nel sangue e del peso corporeo, della stanchezza, del nervosismo ecc. Infine, anche i prodotti processati, già confezionati e il cibo spazzatura sono alimenti infiammatori, oltre ad avere un contenuto di nutrienti molto basso, per cui se soffri di infiammazione andrebbero limitati.

Integrare varianti integrali di pasta, più ricca di fibre rispetto alla pasta con farine raffinate, risulta la scelta più indicata, sia per il minor impatto sulla glicemia che per favorire la corretta funzionalità intestinale. Per una dieta equilibrata e varia, anche la pasta andrebbe alternata, scegliendo sia varianti a base di cereali che contengono glutine che quelle naturalmente senza glutine, come, ad esempio, la pasta di mais o di grano saraceno.I cibi processati senza glutine è consigliabile integrarli in dieta solo quando la tiroidite di Hashimoto coesiste con la celiachia.

Stile di Vita e Tiroidite di Hashimoto

Accanto all'alimentazione, anche lo stile di vita è indispensabile per poter contrastare l'infiammazione che è alla base della tiroidite di Hashimoto. Ecco allora due fattori che puoi integrare nella tua quotidianità.

  1. Attività fisica: L’esercizio fisico regolare migliora la salute generale e può anche aiutare ad alleviare i sintomi dell’ipotiroidismo come affaticamento, mancanza di energia, problemi di sonno, umore basso, metabolismo lento e perdita ossea. Può anche ridurre il rischio di sviluppare malattie cardiache. Favorisce inoltre una migliore regolarità intestinale e contrasta la stitichezza che può aumentare l'infiammazione intestinale.
  2. Gestione dello stress: Poiché lo stress è uno dei fattori che facilita la comparsa di infiammazione, è indispensabile riuscire a gestirlo. Secondo una ricerca, le attività che permettono di ridurre lo stress possono avere un effetto terapeutico positivo in chi è affetto da una malattia autoimmune.

Rimedi Naturali per la Tiroidite

Come visto in questo articolo, per contrastare la tiroidite di Hashimoto è fondamentale contrastare la presenza dell’infiammazione e riequilibrare il benessere intestinale. In questo caso, possono essere utili diversi rimedi che hanno effetto antinfiammatorio naturale e antiossidante. Eccone alcuni.

  • Curcuma: La sua azione antiossidante e antinfiammatoria - grazie alla presenza di curcumina e dei curcuminoidi - è ottima per contrastare l'infiammazione cronica e di basso grado. Anche se non è una spezia specifica per la tiroide aiuta a contrastare l'avanzare della tiroidite di Hashimoto, sostenendo in questo modo la funzionalità della ghiandola.
  • Triphala: In caso di disfunzione intestinali, con presenza di stitichezza o alvo alternato (diarrea alternata a stitichezza), è fondamentale ripristinarne la corretta funzionalità. In questo caso possono essere d’aiuto piante che facilitano la regolarità intestinale e aiutano a spegnere l’infiammazione, come la Triphala, la polvere ottenuta da 3 frutti indiani.

La Connessione Tiroide-Intestino

È ormai dimostrata la connessione tiroide-intestino per le patologie autoimmuni. Un’infiammazione del tratto intestinale, dovuta e/o peggiorata da una dieta squilibrata, determina una condizione di leaky-gut, ossia una maggiore permeabilità intestinale ad alimenti e patogeni. Il tratto gastrointestinale ospita il 70% del sistema immunitario e quando la barriera intestinale comincia ad essere infiammata e porosa, le tossine (molecole che non dovrebbero andare in circolo) entrano nel corpo, stimolando la risposta immunitaria a livello sistemico.

Per le persone con tiroidite di Hashimoto, la salute intestinale dev’essere curata al pari della dieta, al fine di gestire l’infiammazione e regolare il corretto assorbimento dei nutrienti con la dieta e l’integrazione alimentare, funzioni che avvengono per la maggior parte grazie a questo organo.

Spesso chi soffre di una patologia di tipo autoimmune della tiroide presenta anche una condizione di disbiosi intestinale. La disbiosi intestinale, ovvero l’alterazione della flora batterica intestinale, o microbiota, si è riscontrata con una forte incidenza in persone affette da tiroidite di Hashimoto, e si è scoperto essere sia un importante fattore di rischio per la sua insorgenza e, se protratta nel tempo, può peggiorare il quadro clinico generale favorendo lo stato infiammatorio dell’organismo.

Una flora batterica ricca di batteri “buoni” lavora in sinergia con il sistema immunitario, sfavorendo la colonizzazione di batteri o altri microrganismi “cattivi” e agevolando l’assorbimento dei macro e micro nutrienti introdotti con gli alimenti e l’integrazione.

Consigli Aggiuntivi

Presta particolare attenzione all’integrazione in quanto sono fondamentali anche nutrienti come la vitamina D, antiossidanti, magnesio e zinco che permettono di ridurre l’infiammazione della tiroide. Quindi, introduci nella tua alimentazione frutta, verdura e grassi buoni come frutta secca, olio extravergine di oliva, noto per i suoi benefici per la salute correlati alla riduzione del rischio di cancro, malattie coronariche, ipertensione e malattie neurodegenerative e pesce azzurro. Quest’ultimo come abbiamo detto prima, è ricco anche di iodio che, nei soggetti affetti da ipotiroidismo, è necessario integrare correttamente.

Ferro, acido folico e vitamina B12, poi, sono particolarmente indicati nel caso in cui tu sia affetto da tiroide di Hashimoto a causa della frequente anemia e malattie cardiovascolari riscontrata in questi soggetti. Ma in generale, sono nutrienti fondamentali in ogni soggetto in quanto il ferro e l’acido folico favoriscono la replicazione cellulare, in particolare dei globuli rossi; mentre la vitamina B12 contribuisce alla riduzione della stanchezza e dall’affaticamento - tipici sintomi di soggetti affetti da ipotiroidismo- nonchè alla normale formazione dei globuli rossi.

Zinco, selenio e magnesio sono micronutrienti fondamentali accanto allo iodio per i soggetti affetti da disturbi alla tiroide. In particolare, il selenio potrebbe essere utile per prevenire delle disfunzioni tiroidee.

Sicuramente introdurre attività fisica personalizzata in base alla tua particolare condizione sarà di giovamento per la tua tiroide e ti aiuterà a mantenerti in forma e in salute. Così come ridurre il consumo di alcol e sigarette è una corretta abitudine di vita da introdurre in quanto, ad esempio, è noto in letteratura che il consumo di sigarette ha un effetto negativo sulle complicazioni oculari dell’ipertiroidismo autoimmune o malattia di Graves- Basedow.

Per attivare correttamente il segnale metabolico è importante assumere un adeguato apporto calorico e un adeguato apporto proteico prediligendo sempre prodotti di alta qualità.

Come vedi, imparare a mangiare correttamente nei casi di disfunzioni alla tiroide è davvero una strategia terapeutica imprescindibile non solo per gestire correttamente la tua patologia tiroidea ma anche per prevenire alterazioni tiroidee nel tempo.

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