L'ipotiroidismo è una condizione patologica caratterizzata da un rallentamento generale delle funzioni metaboliche a causa di un'insufficiente azione degli ormoni tiroidei a livello tessutale.
Cos'è l'ipotiroidismo?
L’ipotiroidismo è una condizione abbastanza comune, ma spesso viene trascurata. L’incidenza è maggiore nelle donne. Gli ormoni tiroidei prodotti dalla tiroide sono due: T4 tiroxina e T3 triiodotironina. Questi ultimi hanno il compito di controllare la velocità con cui il corpo brucia le calorie ed utilizza l’energia ed inoltre influenzano funzioni quali frequenza cardiaca, integrità della pelle, flusso renale, temperatura corporea, fertilità e digestione.
L’ipofisi produce il TSH, un ormone che stimola la produzione di ormoni tiroidei da parte della tiroide; in base all’aumento o alla riduzione dei livelli di ormoni tiroidei nel sangue, l’ipofisi aumenta o riduce il rilascio di TSH. L’ipotiroidismo si definisce primario quando il disturbo riguarda direttamente la tiroide. Le patologie a carico della tiroide possono essere congenite oppure il ridotto funzionamento tiroideo può essere determinato da fattori esterni quali, ad esempio, la terapia con iodio.
Quando l’ipotiroidismo è presente alla nascita si può verificare un ritardo nello sviluppo del bambino. Nei casi di ipotiroidismo primario la tiroide funzione poco e quindi si registrano bassi livelli di FT4 e di FT3 ed un TSH aumentato. Infatti i bassi livelli di ormoni circolanti non segnalano all’ipofisi di interrompere la produzione di TSH. Quando l’ipotiroidismo primario di definisce subclinico i sintomi sono lievi così come l’aumento del TSH è lieve; tale condizione rende difficile la diagnosi tuttavia il paziente ha difficoltà a dimagrire ed un senso di stanchezza maggiore.
L’ipotiroidismo in casi più rari può essere secondario, vale a dire conseguenza di un mal funzionamento di un altro organo diverso dalla tiroide. Nell’ipotiroidismo secondario i valori di TSH, FT3 e FT4 sono tutti bassi. Affinché la tiroide riesca a produrre gli ormoni tiroidei in maniera adeguata è necessaria la presenza di iodio, non a caso, la carenza di iodio nella dieta è la causa più comune di ipotiroidismo. Il nostro corpo non è in grado di produrre autonomamente iodio, pertanto è necessario assumerlo attraverso l’alimentazione. L’apporto ideale di iodio por die è di 150 mcg e può raggiungere i 300 mcg/die in caso di gravidanza e/o allattamento poiché indispensabile per lo sviluppo del sistema nervoso centrale del feto.
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Al fine di sopperire alla carenza di iodio l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) consiglia l’utilizzo di sale iodato al posto del sale da cucina. Viene consigliato l’utilizzo di sale iodato In misura di 5 gr di sale/die pari a 2 grammi di sodio.
Quali problemi comporta l’ipotiroidismo?
Dal momento che il rilascio degli ormoni tiroidei influenza i processi anticipati, in presenza di ipotiroidismo si potrebbero verificare i seguenti sintomi:
- Bradicardia
- Secchezza della pelle
- Fragilità dei capelli
- Sensazione di stanchezza e debolezza
- Depressione
- Riduzione della memoria
- Mixedema
- Mestruazioni irregolari
- Gonfiore al viso e agli occhi
- Aumento di peso
- Stipsi
- Non tolleranza al freddo
- Riduzione della fertilità
- Colesterolo aumentato
Alimenti consigliati in caso di ipotiroidismo
Gli alimenti consigliati in caso di ipotiroidismo per una corretta dieta sono tutti quei cibi che contengono iodio.
Ecco un elenco degli alimenti da mangiare con ipotiroidismo:
- Pesce
- Alghe
- Molluschi e crostacei
- Cereali
- Sale marino
- Uova
- Legumi
- Kefir
- Frutta secca
Sì, ma la quantità di iodio in esse contenuta dipende da molteplici fattori. Uno dei più importanti è rappresentato dalla tipologia del terreno e dal quantitativo di iodio presente in esso.
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Accanto allo iodio è fondamentale l’assunzione di un ulteriore minerale, il selenio, il quale ha una funzione antiossidante, protegge la tiroide dagli stress ossidativi e svolge un ruolo importante nella produzione di ormoni tiroidei (in quanto favorisce l’attività degli enzimi DESIODASI 1 e 2, responsabili nella conversione di T4 in T3). Il selenio è presente in misura maggiore nei seguenti alimenti: noci del brasile, tonno, vongole, gamberi, salmone, carne e salumi, latticini, uova, farina d’avena, lenticchie.
Cosa non mangiare per chi soffre di ipotiroidismo?
In caso di ipotiroidismo è sconsigliato abusare di cibi contenenti fitoestrogeni ed alcuni studi hanno dimostrato come i cibi contenenti tiocianati possano interferire con l’assorbimento di iodio, pertanto potrebbero modificare l’effetto della terapia medicinale.
Vediamo insieme di quali alimenti è sconsigliato l’abuso:
- Soia ed ipotiroidismo: La soia contiene fitoestrogeni (isoflavoni). Sebbene ad oggi non risultino in letteratura evidenze scientifiche che vietino in maniera assoluta il consumo di soia in caso di problemi alla tiroide. Il mio consiglio, in caso di intolleranza al lattosio, è quello di alternare al latte di soia del latte vegetale: di cocco, di mandorla, di avena, di riso, di nocciola.
- Le crucifere (broccoli, cavoli, cavoletti di Bruxelles)
- Olio di colza
- Spinaci
- Lattuga
Anche la cottura di specifici alimenti può andare ad influenzare l’assorbimento di iodio:
- Frittura -20% di iodio
- Grigliatura -23% di iodio
- Bollitura - 58% di iodio (WHO,1996)
Inoltre, occorre ricordare che si può andare incontro ad una disfunzione della tiroide anche a causa di alcuni cibi, soprattutto soia e derivati che possono far aumentare il TSH e gli anticorpi in caso di tiroidite e se si consumano molto le crucifere crude (come cavolfiori e broccoli). Inoltre, gli zuccheri raffinati e alimenti trasformati aumentano l’infiammazione. Infatti infiammazione e permeabilità intestinale possono incidere negativamente sul funzionamento della tiroide perché è stato dimostrato che tiroide e intestino sono connessi. C’è una relazione bidirezionale tra queste due aree del corpo.
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Ipotiridismo e menopausa
Durante la menopausa assistiamo ad uno squilibrio della funzione ormonale e l’aumento del livello di estrogeni potrebbe influenzare la corretta funzionalità della tiroide con sintomi riconducibili ad una tiroide ipoattiva.
L’ipotiroidismo in questa fase della vita può portare ad un aumento della sintomatologia della menopausa e al rischio di sviluppare osteoporosi e malattie cardiovascolari. Pertanto le donne in menopausa che stanno già assumendo farmaci per l’ipotiroidismo, potrebbero aver bisogno di modificarne il dosaggio. La menopausa di per sè è già un periodo difficile per le donne a causa di un metabolismo che cambia e la possibilità concreta di aumentare di peso. In caso di ipotiroidismo è ancora più fondamentale seguire una dieta per la menopausa per perdere peso.
| Alimento | Effetto sull'assorbimento di iodio |
|---|---|
| Frittura | -20% di iodio |
| Grigliatura | -23% di iodio |
| Bollitura | -58% di iodio |