Dieta per l'Ipotiroidismo: Alimentazione e Funzione Tiroidea

Tra le ghiandole del nostro corpo, la tiroide occupa un posto di rilievo per il suo vasto bagaglio di funzionalità. La tiroide è una piccola ghiandola a forma di farfalla situata nella parte anteriore del collo, tra la laringe e la trachea, che svolge un ruolo fondamentale per il nostro organismo in quanto produce gli ormoni tiroidei, necessari per la regolazione, ad esempio, del metabolismo, della temperatura corporea e della forza muscolare. Per questo motivo per funzionare bene, è fondamentale seguire un’alimentazione adeguata.

Il Ruolo degli Ormoni Tiroidei

L’attività della tiroide è controllata dall’ipotalamo e dall’ipofisi. Il rilascio di ormoni tiroidei nel sangue è regolato dal fattore ipotalamico TRH e dalla tropina adenoipofisaria TSH mediante un meccanismo di feedback negativo. La diminuzione, infatti, di ormoni tiroidei nel sangue stimola la produzione nell’ipotalamo del fattore di rilascio della tireotropina (TRH), il quale, a sua volta, stimola il rilascio di TSH da parte dell’adenoipofisi. Questo meccanismo di autoregolazione (controllo retrogrado) può venire meno se c’è un’alterazione del funzionamento della ghiandola tiroidea.

Ipotiroidismo: Sintomi e Diagnosi

L'ipotiroidismo deriva dalla diminuzione della produzione di ormoni da parte della ghiandola tiroidea. Nell’ipotiroidismo (produzione insufficiente di ormoni tiroidei) i sintomi possono includere: aumento di peso, causato da rallentamento dei processi metabolici, ritenzione idrica, stanchezza, intolleranza al freddo, umore sottotono, fatica a concentrarsi e rallentamento psicomotorio. Diagnosticare il prima possibile le condizioni di tiroide non attiva è fondamentale, poiché bassi livelli di alcuni ormoni possono alterare i processi biologici, con sintomi spiacevoli conseguenti. In presenza di questi sintomi che possano essere ricondotti ad una delle patologie sopra descritte, è importante rivolgersi subito al proprio medico per verificare la funzionalità tiroidea.

Importanza dello Iodio

Si evince chiaramente l’importanza dello IODIO per la tiroide. Lo iodio è un elemento fondamentale per il corretto funzionamento tiroideo e il suo adeguato apporto con l’alimentazione è fondamentale (circa 100-150 mcg al giorno). Lo iodio, infatti, ha un ruolo fondamentale nel funzionamento della tiroide in quanto è un minerale essenziale per la produzione degli ormoni tiroidei in ogni fase della vita dell’individuo. La carenza di iodio è un fattore noto che causa il gozzo della tiroide. Per prevenire la carenza di iodio responsabile del rallentamento della tiroide è consigliato consumare sale iodato. Tuttavia, l’eccesso di iodio è tossico per le cellule tiroidee perché provoca l’infiammazione e può portare, ad esempio, allo sviluppo della tiroide di Hashimoto.

Lo iodio, dal greco iodes (violetto), è diffuso nell’ambiente in diverse forme chimiche, è infatti contenuto nelle rocce, nel suolo e nell’acqua. Lo iodio dei mari evapora per tornare sulla superficie terrestre attraverso le piogge ed essere poi assorbito dalle piante. È un microelemento contenuto soprattutto nel sale marino, pesce e frutti di mare, alghe e uova.

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Alimentazione Consigliata per l'Ipotiroidismo

L’alimentazione dovrebbe allinearsi al modello mediterraneo, quindi normocalorica, normoproteica e a basso indice glicemico. Gli alimenti che dovrebbero essere presenti sono sicuramente i cereali integrali con e senza glutine, i legumi, l’olio extravergine d’oliva, la frutta a guscio, il pesce, la frutta fresca e le verdure. Il sale iodato, inoltre, non dovrebbe mai mancare, soprattutto nelle zone dove è rilevante la carenza di iodio. Nei soggetti affetti da ipotiroidismo, invece, è raccomandabile introdurre alimenti che maggiormente contengono iodio. Quindi introduci nella tua alimentazione il pesce azzurro, come sgombro, baccalà, merluzzo, sardine e non dimenticare anche le uova. Mirtilli rossi e frutta secca sono ricchi di iodio e possono essere consumati con regolarità anche se bisogna sempre stare attenti a non esagerare.

Il consumo di alcuni alimenti ricchi di sostanze nutritive può contribuire a potenziare l'efficacia della tiroide.

Integrazione di Nutrienti Essenziali

Presta particolare attenzione all’integrazione in quanto sono fondamentali anche nutrienti come la vitamina D, antiossidanti, magnesio e zinco che permettono di ridurre l’infiammazione della tiroide. Quindi, introduci nella tua alimentazione frutta, verdura e grassi buoni come frutta secca, olio extravergine di oliva, noto per i suoi benefici per la salute correlati alla riduzione del rischio di cancro, malattie coronariche, ipertensione e malattie neurodegenerative e pesce azzurro. Quest’ultimo come abbiamo detto prima, è ricco anche di iodio che, nei soggetti affetti da ipotiroidismo, è necessario integrare correttamente.

Ferro, acido folico e vitamina B12, poi, sono particolarmente indicati nel caso in cui tu sia affetto da tiroide di Hashimoto a causa della frequente anemia e malattie cardiovascolari riscontrata in questi soggetti. Ma in generale, sono nutrienti fondamentali in ogni soggetto in quanto il ferro e l’acido folico favoriscono la replicazione cellulare, in particolare dei globuli rossi; mentre la vitamina B12 contribuisce alla riduzione della stanchezza e dall’affaticamento - tipici sintomi di soggetti affetti da ipotiroidismo- nonchè alla normale formazione dei globuli rossi.

Zinco, selenio e magnesio sono micronutrienti fondamentali accanto allo iodio per i soggetti affetti da disturbi alla tiroide. In particolare, il selenio potrebbe essere utile per prevenire delle disfunzioni tiroidee. Il selenio è un micronutriente naturalmente contenuto nel tessuto tiroideo, che svolge un ruolo fondamentale nella produzione degli ormoni tiroidei. Da alcuni anni sappiamo, che oltre al deficit di iodio, anche altri fattori ambientali, in particolare la carenza di selenio, possono contribuire all'insorgenza di ipotiroidismo. I cereali, la carne ed il pesce sono fonti importanti di selenio.

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Alimenti da Moderare o Evitare

Una particolare attenzione deve essere riservata alla soia e alle verdure appartenenti alla famiglia delle Brassicacee che sembrano interferire con il metabolismo dello iodio. Esistono alcuni alimenti e integratori che possono avere un impatto negativo sui sintomi dell'ipotiroidismo, ed eventualmente peggiorarli.

  • Soia: interferisce con l'assorbimento della tiroxina, quindi è meglio evitarla se si sta assumendo la tiroxina prescritta. Diversi studi hanno confermato che i prodotti contenenti soia inibiscono l’assorbimento degli ormoni tiroidei.
  • Verdure crocifere: ad alcune persone affette da ipotiroidismo viene detto di evitare alimenti come cavolfiori, cavoli, broccoli, cavoli e cavoletti di Bruxelles. È stato dimostrato che queste verdure, in determinate situazioni, interferiscono con il modo in cui la tiroide utilizza lo iodio.

Esistono poi dei particolari alimenti (come cavoli, broccoli, cavolfiori, soia, semi di lino, rape, ravanelli, miglio e tapioca) che - specie se consumati crudi - aumentano notevolmente il fabbisogno di iodio, perturbandone il metabolismo.

In genere, nei soggetti affetti da patologie alla tiroide è consigliabile seguire un’alimentazione antinfiammatoria, con il giusto apporto di vitamine e sali minerali utili alla salute ed evitare alimenti che, combinati ad altri fattori, possano scatenare l’infiammazione dannosa per la tiroide. Evita cibi particolarmente ricchi di grassi idrogenati e cibi ultra-processati e industriali, limitando il consumo di zuccheri in quanto questi hanno un effetto pro-infiammatorio.

Stile di Vita e Tiroide

Sicuramente introdurre attività fisica personalizzata in base alla tua particolare condizione sarà di giovamento per la tua tiroide e ti aiuterà a mantenerti in forma e in salute. Così come ridurre il consumo di alcol e sigarette è una corretta abitudine di vita da introdurre in quanto, ad esempio, è noto in letteratura che il consumo di sigarette ha un effetto negativo sulle complicazioni oculari dell’ipertiroidismo autoimmune o malattia di Graves- Basedow.

Considerazioni Importanti

Come vedi, imparare a mangiare correttamente nei casi di disfunzioni alla tiroide è davvero una strategia terapeutica imprescindibile non solo per gestire correttamente la tua patologia tiroidea ma anche per prevenire alterazioni tiroidee nel tempo. La modifica della dieta non può curare l'ipotiroidismo.

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Il fatto che la medicina ufficiale dia poca importanza alla dieta nel trattamento dell'ipotiroidismo, deriva anche dal fatto che questo disturbo può essere agevolmente controllato attraverso una terapia sostitutiva a base di levotiroxina, eventualmente affiancata da triodotironina. deficitarii in tutti i casi di ipotiroidismo, vengono assunti con una semplice compressa di medicinale. Efficace, sicura ed in terapia da moltissimi anni, la levotiroxina dev'essere assunta secondo le indicazioni mediche; generalmente, si consiglia di assumerla a stomaco vuoto, a distanza di almeno 4-5 ore dall'assunzione di integratori di ferro o calcio, nonché dei multivitaminici che li contengono. Analogo discorso per gli antiacidi a base di sali di alluminio o magnesio, e per alimenti come farina di soia, noci, e vari farmaci (colestiramina, colestipolo, sucralfato).

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