Dieta per Linfedema: Alimenti Consigliati e da Evitare

La circolazione linfatica è un'essenziale difesa che l’organismo mette in atto contro le minacce infettive, tanto da essere, dopo quello cardiocircolatorio, il più importante sistema del nostro corpo. Quando il sistema linfatico non funziona correttamente la circolazione linfatica viene compromessa e la linfa non viene più drenata, accumulandosi nei tessuti e negli arti. Questo provoca gonfiore, pesantezza, prurito persistente, edema, dolore, difficoltà di movimento e, nelle condizioni più gravi, può causare infezioni ricorrenti. Siamo di fronte al linfedema, una patologia molto diffusa, che colpisce in particolare le donne tra i 30 e i 40 anni.

Cos'è il Linfedema?

Si definisce linfedema un gonfiore, un accumulo di liquido localizzato nei tessuti molli ed interessa soprattutto il sistema linfatico che non è in grado di assorbire (o riassorbire) in maniera corretta la normale produzione di liquido. Il risultato da un punto di vista estetico sara’ che una parte del corpo risulta molto voluminosa, piena di acqua e anche dolorosa alla palpazione. Il linfedema è una patologia infiammatoria cronica che tende a peggiorare, solitamente in modo irreversibile.

I linfedemi, oltre che in base alle cause, si classificano in base al distretto corporeo in cui si manifestano. In questo caso, molto più diffuso tra le pazienti donne, la causa si ricerca in anomalie del sistema linfatico. Il segno tipico del linfedema è costituito dal gonfiore, che può portare a cambiamenti della pelle e dei tessuti.

Linfedema vs. Lipedema

Attenzione a non confondere il lipedema con il linfedema! Mentre il primo, come abbiamo visto, è dovuto ad un malfunzionamento del sistema linfatico, il lipedema è un disturbo dovuto ad una infiammazione cronica del tessuto connettivo lasso, che aumenta il tessuto adiposo con progressiva fibrosi. Cosce, fianchi, natiche e braccia sono le parti del corpo in cui il grasso si accumula per non diminuire nemmeno a seguito di una dieta efficace e del giusto esercizio fisico, rendendo anomale le proporzioni fisiche di chi è affetto da questa patologia.

Per quanto distinte, queste due patologie sono spesso correlate: chi soffre di lipedema, infatti, può essere soggetto ad un aumento della pressione nelle gambe con conseguenti danni ai vasi linfatici.

Leggi anche: Dieta contro la carenza di ferritina

Linfologo e chirurgo vascolare sono gli specialisti giusti per diagnosticare e curare il linfedema. Abbiamo visto che i sintomi del linfedema sono abbastanza tipici, specie nei casi acuti.

I pazienti affetti da linfedema o maggiormente da lipedema rispondono in maniera parziale o nulla alle diete ipocaloriche generiche, accentuando ancora di più il dimorfismo tra le due parti del corpo.

Viene spesso confusa con il sovrappeso, l’obesità e la cellulite ed è influenzata dai cambiamenti ormonali femminili. Viene definita anche sindrome dei due corpi, in quanto è presente una netta sproporzione tra distribuzione del tessuto adiposo nella parte inferiore e quella superiore del corpo. Il tessuto adiposo che si accumula fa assumere alle gambe un aspetto a tronco d’albero, a colonna greca o a tubo di stufa. In diversi casi si è visto anche che lipedema è associato alla perdita di massa muscolare nella zona affetta. La patologia ha il suo esordio già dalla pubertà e peggiora nel caso di obesità o in gravidanza. In una buona percentuale dei casi è associata a insulino-resistenza, ipotiroidismo, tiroiditi, disordini mestruali. Il dolore spontaneo è un segno distintivo del lipedema, e alla palpazione si percepiscono proprio dei noduli anche come piselli o a forma di noci.

Il trattamento per il lipedema è un approccio integrato che prevede la cooperazione di più figure professionali. La diagnosi effettuata da un medico esperto viene supportata da fisioterapisti, nutrizionisti e in caso di necessità da psicologi, in quanto spesso il lipedema è associato a bassa autostima, ansia e a volte depressione. Il trattamento chirurgico per il lipedema in particolare la liposuzione è solo una parte del processo curativo e non è la soluzione definitiva.

Importanza della Dieta nel Linfedema

Sia in ottica preventiva, sia come indispensabile ausilio terapeutico, la revisione delle proprie abitudini alimentari riveste una grande importanza. L’alimentazione svolge un ruolo cruciale sia nella prevenzione sia nella gestione terapeutica del linfedema. Per coloro che soffrono di linfedema è fondamentale adottare un regime alimentare mirato a evitare l’accumulo eccessivo di fluido linfatico e a ridurre lo stato di infiammazione cronica delle cellule.

Leggi anche: Alimentazione e Disbiosi: Guida Completa

La dieta nel linfedema potrebbe sembrare un argomento marginale. Tuttavia ormai ci sono tutta una serie di risorse informative alternative alle fonti medico-scientifiche ed il rischio di incorrere in concetti fuorvianti se non addirittura sbagliati e dannosi è dietro l’angolo. È stato osservato che avere un alto indice di massa corporea aumenta il rischio di sviluppare un linfedema. Inoltre gli studi mostrano che l’obesità influisce sui livelli di linfa nel corpo e negli arti. Una volta che un linfedema si è sviluppato, la perdita di peso è associata ad una sua parziale riduzione e più facile gestione. Inoltre controllare il peso corporeo permette di migliorare le problematiche correlate al linfedema quali benessere della cute, mobilità articolare, funzionalità del distretto interessato e dell’organismo in generale.

Non esiste una dieta specifica da consigliarti per prevenire o per far sì che il linfedema non peggiori. Tuttavia è fondamentale mantenere il peso sotto controllo o di dimagrire se si è in sovrappeso. Il controllo del peso è un aspetto importante nella gestione del linfedema perché l’accumulo di grasso rende più difficile il trattamento. È consigliabile mantenere il peso entro i limiti normali per il proprio fisico e la propria altezza, cercando di non ingrassare o di dimagrire, a seconda del caso. Evitare le diete d’urto che fanno dimagrire in poco tempo. Qualunque dieta deve avvenire sempre sotto controllo medico. Oltre alla dieta è bene non fumare, perché il fumo rallenta la circolazione e può peggiorare le condizioni della pelle, già stressata dal linfedema.

Il primo consiglio è rivolgersi a uno specialista per elaborare un piano alimentare mirato, che aiuti a raggiungere e a mantenere un adeguato peso corporeo.

Linee Guida Generali per l'Alimentazione

Dal punto di vista nutrizionale non esiste una specifica dieta nel linfedema che si sia dimostrata più efficace o in qualche modo necessaria. Tuttavia ci sono alcune importanti indicazioni su ciò che è bene e ciò che è sbagliato fare.

Ai pazienti affetti da linfedema, ad esempio, viene consigliato di consumare molta frutta, verdura e cereali integrali, oltre a numerose proteine ad alto valore biologico che aiutano a tutelare l’integrità dei tessuti. Una dieta equilibrata, che privilegi frutta, verdure e cereali integrali, evitando però eccessi di fibre che potrebbero infiammare il colon. È importante integrare le proteine di alto valore biologico, cha aiutano a contrastare la lacerazione dei tessuti. Quindi carni bianche come tacchino, vitello, coniglio e pollo, oltre a pesce, uova e legumi.

Leggi anche: Benefici di una dieta sana

I grassi non vanno eliminati, ma attentamente bilanciati, scegliendo gli omega 3, mentre non possono mancare sali minerali e vitamine che favoriscono lo sviluppo cellulare e la formazione del collagene. I grassi non vanno eliminati, ma è essenziale bilanciarli correttamente. Mi riferisco ai grassi “buoni”, ovvero gli omega 3 e 6. Potrebbe, inoltre, essere consigliabile integrare la dieta con sali minerali e vitamine che favoriscono lo sviluppo cellulare e la formazione del collagene, come la vitamina A, la vitamina C, la vitamina D e lo zinco.

Particolare attenzione va riservata ai carboidrati, preferendo quelli complessi e a basso indice glicemico, mentre il sale va evitato il più possibile, così come l’alcol. Per mantenere un corretto bilanciamento degli ormoni insulina e glucagone, fondamentale per evitare che la linfa si accumuli, è cruciale regolare il consumo di carboidrati. I carboidrati possono innalzare la glicemia e provocare una risposta insulinica, è importante per chi soffre di linfedema moderarne l'assunzione. Questo non vuol dire che vanno eliminati dalla dieta, ma è opportuno introdurli con misura e selezionando la tipologia più corretta, privilegiando i carboidrati complessi e a basso indice glicemico.

È bene limitare il consumo di sale poiché contribuisce al gonfiore agli arti. Quindi, fare attenzione a quello aggiunto per il condimento, ma anche a quello contenuto in alcuni alimenti come insaccati, snack e cibi confezionati. Come abbiamo visto, è meglio evitare carboidrati ad alto indice glicemico, così come moderare il consumo di carni rosse, bevande zuccherate e alcoliche.

Proteine

Un secondo aspetto molto importante nella dieta per il linfedema è legato all’assunzione di proteine. Siccome il linfedema è caratterizzato da un progressivo accumulo di proteine nello spazio interstiziale, alcuni suggeriscono che riducendone l’apporto si possa contrastare il gonfiore. Tuttavia questo ragionamento è profondamente fallace e potenzialmente molto pericoloso. Le proteine infatti contengono gli amminoacidi fondamentali di cui il corpo ha bisogno per vivere. Se questi non vengono introdotti col cibo, l’organismo li andrà a prelevare da se stesso consumando i muscoli ed entrando in una condizione di denutrizione (Mahan and Escott-Stump, 2007).

Sale e Acqua

Alcune fonti suggeriscono che diete a basso contenuto di sale possono essere utili a gestire il linfedema. In questo contesto la persona dovrebbe quindi evitare di aggiungere sale (cloruro di sodio) alle pietanze in cottura e a tavola e usare sostanze alternative. Tuttavia, se da un lato il sodio è in grado di trattenere i liquidi, bisogna capire che un linfedema trattiene i liquidi soprattutto a causa dell’accumulo di proteine, e non di sodio, nell’interstizio (Földi et al. 2003). Allo stesso modo alcuni pensano che ridurre l’assunzione di acqua diminuisca il gonfiore. Tuttavia, come detto sopra, l’aumento di concentrazione proteica conseguente alla riduzione di acqua tende ad incrementare la pressione oncotica uscente dai vasi sanguigni e quindi la frazione di liquidi richiamata nell’interstizio. Per questa ragione ridurre l’assunzione di acqua può essere controproducente.

Diuretici

I diuretici sono usati normalmente per trattare edemi quali ad esempio quelli conseguenti ad arresto cardiaco. Tuttavia in caso di linfedema puro sono fortemente sconsigliati. Infatti, oltre a non essersi dimostrati in grado di migliorare il gonfiore (BNF, 2007), l’assunzione prolungata può aggravare la situazione a causa dell’incremento di concentrazione proteica nel sistema linfatico, che a sua volta può portare ad un aumento della fibrosi del linfedema nel lungo termine (Földi and Földi, 2003a; Lymphoedema Association of Australia 2011). Esistono tuttavia alcune circostanze in cui si possono assumere diuretici, come ad esempio nella fase iniziale del trattamento tramite Terapia Decongestiva Complessa o in condizioni patologiche complesse; tuttavia il periodo di assunzione dovrebbe essere breve e limitato. Bisogna infine dire che i diuretici non sono soltanto farmaci, ma anche sostanze di consumo quotidiano come la caffeina e l’alcol.

Integratori e Vitamine

Non ci sono integratori o specifiche vitamine che abbiano mostrato di ridurre il linfedema. Il linfedema è una problematica complessa che richiede una gestione complessa. Dal punto di vista della dieta il linfedema non presenta nessuna formula magica.

Diete più utilizzate nel trattamento del lipedema

Diete più utilizzate nel trattamento del lipedema:

  • Dieta RAD
  • Dieta Mediterranea modificata
  • Dieta Chetogenica

Dieta RAD (Rare Adipose Disorder)

RAD (rare adipose disorder ): è una dieta antinfiammatoria indirizzata a pazienti che presentano patologie del tessuto adiposo come il lipedema o il linfedema. È una dieta elaborata dalla prof.ssa Herbst che si basa sul controllo dell’insulina e degli estrogeni e nel contrastare i problemi intestinali da cui spesso sono affette le pazienti che soffrono di tale patologia attraverso un riassestamento del microbiota e bilanciando correttamente il rapporto omega3/omega6. Gli elementi essenziali della dieta RAD sono i seguenti:

  • minor consumo di latticini pastorizzati e proteine e grassi animali;
  • minor consumo di zuccheri semplici e carboidrati (soprattutto ad alto indice glicemico);
  • minor consumo di sale;
  • minor consumo di grano o prodotti a base di farina trasformata;
  • minor consumo di additivi conservanti o sostanze artificiali in generale come dolcificanti, salse o sciroppi nei succhi di frutta;
  • maggior consumo di frutta, verdura (ottimi i frutti di bosco che rinforzano i capillari), ponendo attenzione alla frutta disidratata come uvetta, prugne secche, che ha un alto contenuto di zuccheri;
  • maggior consumo di cereali integrali naturali privi di glutine e tutte le varietà di legumi;
  • presenza di grassi “buoni” di origine vegetale come olio d’oliva, avocado, lino e cocco.

Una buona abitudine potrebbe essere quella di introdurre cibi fermentati (come il kefir), che contengono probiotici utili per il sistema immunitario e la salute del sistema digerente, perché in grado di aumentare la diversità dei batteri buoni intestinali; maggiore frequenza di cottura al vapore, a pressione o bollito, a discapito del fritto. Tali indicazioni nutrizionali hanno lo scopo di ridurre lo stato infiammatorio cronico, mantenendo un peso corporeo equilibrato, ma allo stesso tempo alti livelli di energia, mediante l’esclusione o la limitazione di alimenti ad azione pro infiammatoria.

Dieta Mediterranea Modificata

Dieta Mediterranea modificata: (mMeD di Renzo 2021): è una dieta studiata recentemente dal gruppo della prof.ssa Di Renzo. Si basa su una restrizione calorica del 20% rispetto al fabbisogno energetico di cui il 45% derivano da carboidrati, il 30% da grassi di cui solo il 6% deriva da grassi saturi e il 25% da proteine di cui almeno la metà da fonti vegetali. Le caratteristiche essenziali di questa dieta sono:

  • eliminazione dei derivati del latte tranne la ricotta;
  • eliminazione dei carboidrati ad alto indice glicemico, comprese le patate;
  • eliminazione di tutte le bevande alcoliche e analcoliche;
  • eliminazione di tutti i cibi trasformati e conservati come salumi e prodotti in scatola;
  • eliminazione del burro a favore dei grassi sani come olio di oliva, noci;
  • maggior consumo di frutta e verdura;
  • maggior consumo di cereali integrali e legumi;
  • maggior consumo di spezie al posto del sale.

Dieta Chetogenica

Tra le diete più frequentemente consigliate a chi soffre di linfedema, è quella chetogenica, in quanto incide non solo sulla perdita di peso, ma anche sull’infiammazione dell’organismo e sul controllo dei livelli glicemici. Una delle diete più efficaci nel trattamento del linfedema è la dieta chetogenica, in quanto incide non solo sul calo ponderale, ma anche sullo stato infiammatorio del paziente e sul mantenimento di livelli di glicemia stabili, fondamentali nel corretto drenaggio dei liquidi.

Attualmente la dieta chetogenica, è probabilmente la migliore strategia che risponde al lipedema grazie ai suoi meccanismi che consentono di essere più efficace nel bruciare grasso nelle zone interessate e a preservare la massa muscolare. La dieta chetogenica ad alto contenuto di grassi costituita dal 70% di grassi, 25% di proteine e 5% di carboidrati permette anche di ridurre il dolore, l’edema delle zone affette da lipedema, riduzione della fibrosi e dell’infiammazione e miglioramento della qualità della vita del paziente. Nella dieta chetogenica ad alto contenuto di grassi, il 70% di grassi sono dati soprattutto da grassi buoni derivati da frutta secca, olio di cocco, olio di oliva e avocado, con l’eliminazione di tutti i grassi derivanti da cibi processati come prodotti in scatola e insaccati. Le proteine invece derivano soprattutto da animali allevati all’aperto e alimentati con mangimi qualitativamente ottimali. Le fonti di carboidrati sono dati soprattutto da verdura e ortaggi ricchi di fibre.

Alimenti da Evitare: Fitoestrogeni

Particolare attenzione va rivolta ai fitoestrogeni: Tra gli alimenti che andrebbero evitati nell’alimentazione per lipedema visto la forte caratterizzazione ormonale della patologia troviamo poi quelli contenti fitoestrogeni: in primo luogo soia e derivati (latte di soia, supplementi di soia, proteine della soia). L’introduzione di fitoestrogeni non avviene soltanto attraverso l’assunzione diretta di soia, ma anche attraverso il consumo di carne proveniente da allevamenti intensivi, in cui gli animali vengono nutriti con questo legume (o altre fonti di fitoestrogeni). Non è l’unico motivo per cui ridurre il consumo di carne: il colesterolo alimentare potrebbe infatti fungere da stimolo a un’iperproduzione estrogenica.

Alimenti Consigliati

Tra gli alimenti di origine animale, laddove assunti, vanno preferite le carni bianche da animali non provenienti da allevamenti intensivi, ma alimentati a erba e in pascoli all’aperto; uova di origine biologica, pesci non d’allevamento che siano ricchi di omega-3 (salmone selvaggio, sgombro, aringa, acciuga, pesce azzurro).

Misure Preventive

Le misure preventive comprendono semplici comportamenti come:

  • l’evitare la vicinanza a fonti di calore;
  • evitare gli sforzi fisici eccessivi;
  • non scegliere indumenti o accessori troppo stretti;
  • avere particolare cura di cute e delle unghie dell’arto colpito;
  • evitare le vaccinazioni, le flebotomie e i cateterismi EV a carico dell’arto colpito.

Attività Fisica

Come detto fin dall’inizio è importante un’attività fisica costante e specifica. In generale, si indirizza il paziente verso percorsi di attività fisica che non mettano in sofferenza le giunture (come ad esempio la corsa). Ideali le attività in acqua, il nuoto come prima scelta o il nordic walking, lo yoga, il pilates e le camminate, ma sempre con i calzari!

Fai movimento ogni giorno. Ad esempio cammina per 30’ in modo costante e regolare. Il movimento stimola la pompa venosa spingendo il sangue verso l’alto.

Consigli aggiuntivi

  • Indossa scarpe comode con 2 - 2,5 cm di tacco per camminare.
  • D’estate, quando il tempo lo permette, fai lunghe passeggiate al mare, con l’acqua fino alla vita.
  • A casa, usa il più possibile degli zoccoli anatomici che esercitano un massaggio graduale.
  • Usa regolarmente, fin dal mattino, calze elastiche a compressione graduata.
  • Scegli scarpe comode ed evita modelli che costringono il piede, i tacchi alti o i sandali con passanti tra le dita.
  • Mentre fai la doccia, indirizza il getto dell’acqua verso la pianta del piede.
  • Tieni a portata di mano una crema o delle bustine antinfiammatorie.
  • Evita processi infiammatori ai piedi e alle gambe che possono compromettere la salute degli arti. Quindi, fai pediluvi e controlla se si presentano delle micosi tra le dita.
  • Non esporti al sole nelle ore calde.
  • Non bagnare gli indumenti per tenere freschi gli arti.
  • Usa indumenti comodi e non troppo stretti.
  • Non rimanere seduta troppo a lungo con costumi stretti nel cavo inguinale.
  • Fai delle passeggiate la mattina presto e la sera per attivare il circolo linfatico.
  • Si può camminare dentro l’acqua all’altezza dell’inguine senza sforzare troppo gli arti.
  • Consulta subito il medico o vai al pronto soccorso in caso di gonfiore, rossore e calore.
  • Se prendi l’aereo o fai un lungo viaggio in macchina, sarebbe opportuno indossare la guaina elastica e non tenere la gamba piagata troppo a lungo. La piegatura del gambale all’altezza del ginocchio può bloccare la circolazione venosa e linfatica provocando un edema. Se possibile, cammina un po’ in aereo e fai dei movimenti con i piedi (punta - tacco).

Moda e linfedema alla gamba possono andare d'accordo? La risposta è sì, anche quando si tratta di scarpe.

La monoterapia (solo linfodrenaggio, o calza elastica, o attività motoria, etc…) non costituisce terapia valida ed efficace per questa patologia. Come vedremo in seguito anche per il lipedema, è necessaria un’alimentazione mirata e personalizzata e sicuramente a basso contenuto di carboidrati e antiinfiammatoria, insieme ad una attività fisica costante (il nuoto rimane la migliore scelta).

In Studio Sicor possiamo contare sulla professionalità della La Dott. Dott. ssa Stefania Re - Ordine dei medici e odontoiatri di Torino n. 1.

Le informazioni presenti nel sito devono servire a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico-paziente.

Ai sensi e per gli effetti dell’art. 13 GDPR 679/16, con la sottoscrizione del presente modulo, fornisco il mio consenso al trattamento dei dati personali forniti a seguito dell'invio.

tags: #dieta #per #linfedema #alimenti #consigliati #e

Scroll to Top