Il cancro alla prostata (PCa) è il secondo tumore solido più comune negli uomini e la quinta causa di mortalità per cancro. I dati degli studi preclinici e osservazionali hanno individuato che una dieta equilibrata è associata alla prevenzione primaria del cancro alla prostata.
L'Importanza della Prevenzione a Tavola
L’alimentazione è uno dei fattori sui quali è possibile intervenire per controllare la progressione del tumore. Inoltre, la dieta ha un ruolo importante nella prevenzione dell’ipertrofia prostatica.
Gli interventi mirati alla salute della prostata attraverso l’alimentazione sono soprattutto due: bloccare l’effetto del deidrotestosterone, un ormone responsabile della crescita delle cellule maligne nella prostata, e assicurare un’azione antiossidante contro i radicali liberi dell’ossigeno.
Una dieta equilibrata dovrebbe essere varia, bilanciata nel numero di calorie e in grado di mantenere il peso forma; ricerche scientifiche hanno messo in evidenza come seguire una dieta ricca di vegetali e povera di grassi animali (grassi saturi), comporti una diminuzione del rischio di tumore.
L’organismo ha bisogno di numerosi nutrienti che derivano dal consumo di un’ampia varietà di cibi (frutta, verdura, legumi, cereali, pesce, pollame, carni e latticini, olii) che vanno distribuiti in modo equilibrato nell’arco della giornata e della settimana.
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Per tali ragioni, la dieta mediterranea, che comprende pietanze ricche di fibre, vitamine e minerali, si conferma come uno dei migliori regimi alimentari da seguire.
Recenti Scoperte Scientifiche
Recentemente, uno studio che ha arruolato più di 1.900 uomini ha dimostrato che l’assunzione di acidi grassi saturi e livelli crescenti di monoinsaturi aumentano il rischio di Pca, e i rischi maggiori sono derivati dall’assunzione di grandi quantità di cibi fritti. I dati riportati in una metanalisi di 27 studi suggeriscono che il consumo di bevande zuccherate sia associato a una aumentato rischio di sviluppo di PCa.
Una recente metanalisi di 16 studi e più di 1 milione di uomini analizzati ha riportato che un maggiore consumo di caffè potrebbe essere associato a un minor rischio di sviluppare tumore della prostata, con un’associazione lineare tra il numero di tazze al giorno e il rischio ridotto della malattia prostatica. Inoltre, un aumentato consumo di prodotti caseari potrebbe aumentare il rischio di sviluppare PCa.
Tutti gli studi suggeriscono una associazione tra consumi più elevati di alimenti grassi, cibi fritti, carne rossa e latticini e incidenza di PCa.
L'Importanza dell'Attività Fisica
Alimentazione ed esercizio sono intrinsecamente collegati. Ad oggi, oltre 500 studi epidemiologici osservazionali hanno esaminato l’associazione tra attività fisica e incidenza del cancro.
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A tal fine, Kenfield et al. hanno proposto un punteggio sullo stile di vita per la prevenzione di tumore prostatico, incorporando la cessazione del fumo, attività fisica, BMI inferiore a 30 m/kg2 e dieta mediterranea. Pazienti con punteggi più alti avevano il 68% in meno di rischio di morte per cancro alla prostata. Oltre a influenzare gli esiti oncologici, lo stile di vita può anche migliorare la aumentata resistenza fisica ai problemi creati dal tumore e ridurre i carichi emotivi dovuti alla patologia.
Dieta Mediterranea e Tumore alla Prostata
Un recente studio suggerisce che seguire questo regime alimentare potrebbe aiutare a ridurre il rischio di progressione di alcuni tumori della prostata in stadio iniziale. Un’alimentazione ricca di frutta, verdura, legumi e cereali integrali e povera di prodotti animali e zuccheri raffinati potrebbe essere una strategia efficace e non invasiva per tenere a bada il tumore della prostata localizzato. Si tratta della dieta mediterranea, che già sappiamo essere utile nella prevenzione di tumori come quelli al colon e al seno.
Per ogni aumento di un’unità nel punteggio, il rischio di progressione della malattia si è ridotto almeno del 10 per cento.
Alimentazione a Prevalenza Vegetale Post-Diagnosi
Non solo per la prevenzione: una dieta a base prevalentemente vegetale è importante anche dopo la diagnosi, poiché riduce - fino a dimezzarlo - il rischio che la malattia progredisca o che si ripresenti.
All’interno dello studio CaPSURE, nel 2004 ha preso il via il sottostudio CaPSURE Diet and Lifestyle, che ha visto protagonisti pazienti con tumore della prostata di grado precoce o intermedio che hanno compilato un questionario di frequenza alimentare. In particolare, il questionario ha permesso ai ricercatori di valutare quanto e quanto spesso sono stati consumati circa 140 diversi alimenti e bevande e di calcolare poi, in base ai risultati, alcuni indici dietetici legati a una dieta vegetale in generale e a una dieta vegetale sana.
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I dati parlano chiaro: i pazienti che consumano una dieta a prevalenza vegetale (e quindi hanno ottenuto punteggi più alti negli indici di dieta vegetale) hanno mostrato un rischio di progressione di malattia inferiore del 52% rispetto a quelli che seguono una dieta meno “verde”. Risultati simili anche per il rischio di ricorrenza della malattia, che si riduce del 53% con una dieta particolarmente ricca di alimenti vegetali.
“I risultati di questo studio indicano che un regime alimentare a base vegetale si associa a un minor rischio di progressione e ricorrenza del carcinoma prostatico” affermano gli autori, sottolineando che questo beneficio sembra maggiore negli over-65 e in persone con un ritmo di camminata sostenuto/veloce (oltre 3 ore/settimana). “Dopo una diagnosi di tumore della prostata, ai pazienti dovrebbe essere raccomandata una consulenza su dieta ed esercizio, per migliorare gli esiti clinici” concludono.
Consigli Pratici sull'Alimentazione
Ogni caso è a sé, lo si sente ripetere spesso quando si parla di medicina e di cancro, e questo vale anche per la “dieta ideale” in caso di tumore della prostata. Sulla base dei trattamenti e dello stato di salute generale del paziente, i consigli su come scegliere gli alimenti possono infatti cambiare: per una persona sottopeso potrebbe per esempio essere necessario consumare cibi ricchi di calorie, da evitare invece in chi è sovrappeso.
Restando nell’ambito delle diete a base vegetale, ecco alcuni consigli generali che possono aiutare a modificare la propria alimentazione rendendola più “sana”:
- Consuma almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno (vanno bene alimenti freschi, cotti, surgelati o in scatola).
- Cerca di portare in tavola frutta e vegetali di diversi colori per garantirti l’assunzione di una varietà di vitamine e minerali.
- Consuma ogni giorno alimenti che contengono amido (patate, pane, pasta, riso).
- Cerca di scegliere cereali integrali quando possibile.
- Non dimenticarti dei legumi: fagioli, lenticchie e piselli sono poveri in grassi e sono una buona fonte di proteine, da consumare in alternativa alla carne.
Quali Alimenti Mettere in Tavola
Gli alimenti ideali sono quelli ricchi di minerali (soprattutto il selenio, che si trova nel pesce, nelle uova, nel fegato e nel pollame), vitamine (frutta e verdura fresche ) e fibre. Più precisamente:
- alimenti integrali, naturali e biologici (legumi, derivati della soia e cereali integrali come grano, orzo, riso, segale, avena), perché sono liberi da antiparassitari e altri contaminanti;
- alimenti vegetali freschi, per quanto possibile crudi, perché apportano nutrienti con azione preventiva per la salute e il benessere della prostata;
- alimenti contenenti fitoestrogeni e acidi grassi omega-3, perché bloccano il deidrotestosterone contrastando l’ingrossamento;
- alimenti contenenti carotenoidi tra cui soprattutto il licopene (ad esempio pomodori, carote, radicchio verde, spinaci, papaia, mango, cicoria, peperoni rossi, rucola, lattuga a cappuccio, lattuga, broccoletti di rape, cavoli di Bruxelles, melone, pompelmo rosa, fragola, uva rossa, albicocca), che si concentrano all’interno delle cellule della prostata proteggendola dall’azione dei radicali liberi.
Sebbene sia consigliato preferire verdure crude quando possibile, il pomodoro fa eccezione: per facilitare l’assorbimento del licopene è bene mangiare pomodori piccoli e cotti, poiché è difficilmente assimilato da pomodori crudi.
Il licopene ha un’altissima capacità antiossidante e anti radicali liberi: una volta assunto con gli alimenti vegetali si concentra soprattutto nella prostata, nei testicoli, nelle ghiandole surrenali, e nel fegato, dove si deposita se introdotto in abbondanza e non utilizzato.
Sostanze sotto Esame
La ricerca si sta concentrando su queste sostanze che sembrano avere un ruolo nella prevenzione del tumore della prostata:
- licopene (sostanza presente principalmente nel pomodoro rosso, ma anche nel melone e nel pompelmo rosa);
- vitamina A (abbondante negli alimenti vegetali: i più ricchi sono le albicocche, le arance, le carote, il cavolo, il crescione, l'indivia, i pomodori, il prezzemolo e gli spinaci);
- vitamina D (presente in pesce e uova);
- vitamina E (ne sono ricchi gli alimenti di origine vegetale: semi, cereali, frutta e ortaggi);
- derivati della soia;
- thè verde.
Alimenti da Evitare
Fra le probabili cause alimentari dell’ingrossamento della prostata ci sono:
- peperoncino, spezie, pepe;
- insaccati e grassi saturi di origine animale (carni rosse cotte alla griglia, formaggi e fritti a causa degli ormoni sintetici dati agli animali per ingrassarli);
- superalcolici.
Inoltre, è dimostrato che i metaboliti del colesterolo, danno inizio alla degenerazione delle cellule prostatiche, che quindi promuovono l’ingrossamento della prostata.
Questi alimenti causano un’acidificazione dell’intero organismo e dell’urina portando ad una condizione patologica che predispone ad infiammazione degenerativa della prostata.
Ciò significa che chi ha un problema di tumore della prostata dovrebbe assolutamente evitare cibi e bevande che possano irritare le vie urinarie come gli insaccati, i fritti, i cibi piccanti o speziati. Sarebbe da limitare anche il consumo di bevande gassate ma soprattutto di bevande alcoliche.
L’Importanza dell’Idratazione
È opportuno bere almeno due litri di acqua al giorno, meglio se oligominerale. Bevendo tanto si lava la prostata e si evita il ristagno delle sostanze irritanti contenute nell'urina. Queste sostanze non determinano direttamente ipertrofia ma, provocando irritazione, generano i tipici disturbi urinari dell'Ipb, anche quando questo disturbo è ancora silente.
Per quanto riguarda le bevande alcoliche, è consigliabile non superare i due bicchieri di vino al giorno: il vino, infatti, contiene vari antiossidanti, tra cui il resveratrolo.
Sovrappeso, Obesità e Tumore alla Prostata
Per definizione il sovrappeso e l’obesità sono definiti da un indice di massa corporea (IMC o BMI) rispettivamente tra 25-30 kg/m2 e maggiore di 30. È risaputo che l’obesità è associata ad alcune “classiche” malattie come l’ipertensione arteriosa, il diabete, problemi osteo-articolari, mentre è meno noto che correla anche con un maggior rischio di tumori.
Un peso non salutare costituisce un fattore di rischio per il tumore alla prostata, in quanto è associato a forme più aggressive avanzate. L’associazione è valida sia prima che al momento della diagnosi. In aggiunta, come dimostrato da molti studi, la prognosi è generalmente più sfavorevole e, perciò, coloro che prendono peso dopo la diagnosi hanno un maggior rischio di incorrere in recidive.
Sempre più evidenze depongono a favore che il consumo di zuccheri, con il conseguente aumento dell’insulina, può promuovere l’aggressività del tumore. Ma, così come per i grassi, anche i carboidrati non sono tutti uguali e quelli ritenuti più pericolosi sono soprattutto quelli più raffinati.
Grassi e Tumore alla Prostata
Alcuni fattori alimentari possono essere messi in relazione con un aumento del rischio di tumore alla prostata come per esempio l’eccesso di calorie e dei grassi. Tra questi sono particolarmente sfavorevoli i saturi, cioè gli acidi grassi privi di doppi legami chimici nella molecola. Questa tipologia di grassi è stata più volte associata ad un maggior rischio di sviluppare un tumore alla prostata in stadio avanzato, soprattutto se di provenienza animale.
D’altra parte l’evidenza scientifica suggerisce che i grassi di origine vegetale, come per esempio nella frutta secca e nell’olio di oliva, possono essere benefici e protettivi, soprattutto nelle forme tumorali non avanzate.
Verdure e Vitamine
Le verdure mostrano proprietà protettive e al centro di un ampio interesse della ricerca sulle molecole coinvolte. Un altro protagonista è sicuramente il pomodoro, ricco di licopene, una sostanza antiossidante che può inibire la crescita delle cellule tumorali prostatiche e le loro metastasi.
In ambito nutrizionale un micronutriente particolarmente importante è la vitamina D. È stato osservato che il rischio di tumore alla prostata è più alto quando l’esposizione solare è bassa oppure quando i livelli di vitamina D circolanti sono insufficienti. Viceversa una concentrazione più alta ci protegge di più. Attraverso l’azione su specifici recettori questa vitamina è in grado aumentare le difese antiossidanti e di agire sull’arresto della replicazione cellulare inibendo la proliferazione ed inducendo l’apoptosi, cioè quel meccanismo che provoca in modo programmato la morte delle cellule.
Tabella Riassuntiva Alimenti Consigliati e Da Evitare
| Categoria | Alimenti Consigliati | Alimenti da Evitare |
|---|---|---|
| Grassi | Olio d'oliva, frutta secca | Grassi saturi (carni rosse, latticini) |
| Carboidrati | Cereali integrali, legumi | Zuccheri raffinati, bevande zuccherate |
| Proteine | Pesce, pollame, legumi | Carni rosse processate |
| Verdure e Frutta | Pomodori (cotti), carote, verdure a foglia verde, frutta di stagione | - |
| Bevande | Acqua, tè verde | Alcool, bevande gassate |
| Varie | Alimenti integrali, naturali e biologici | Peperoncino, spezie piccanti, fritti |
È fondamentale personalizzare l’alimentazione insieme ad uno specialista in nutrizione oncologica.
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