La Dieta Mima Digiuno del Professor Longo: Benefici e Rischi

Contrastare l’invecchiamento cellulare e rafforzare il sistema immunitario e nervoso è possibile. Come? Grazie alla dieta mima digiuno. Questo ricercatore ha sviluppato un sistema nutrizionale, da rispettare per pochi giorni all'anno, che - secondo studi preliminari - potrebbe garantire un qualche beneficio in termini di aumento dell'aspettativa di vita e miglioramento dello stato di salute generale. Non è “science fiction”, qualcosa che potrà avvenire in un futuro ancora remoto, come ad esempio la riprogrammazione e il ringiovanimento cellulare, ma attualità.

Cos'è la Dieta Mima Digiuno?

La dieta mima-digiuno, come confermano molti studi di letteratura, può contribuire ad abbassare l’età biologica, quindi ad allungare la sopravvivenza in salute. La dieta mima digiuno è un regime alimentare dalla durata limitata a cinque giorni, che punta a mimare, appunto, gli effetti di un digiuno sull’organismo per portare al dimagrimento. La dieta mima digiuno, o FMD (Fast-mimicking-diet) è un regime alimentare elaborato da Valter Longo, professore della USC Leonard Davis School. La mima digiuno è una dieta dalla durata limitata - tendenzialmente cinque giorni al massimo -, ipocalorica e progettata per imitare quelli che sarebbero gli effetti di un digiuno, portando così alla perdita di peso. Da non confondere con la dieta intermittente. Sebbene il corpo venga comunque alimentato, spiegano i promotori della dieta, scegliendo alcune tipologie di cibi rispetto ad altri i risultati sarebbero simili a quelli di un vero e proprio digiuno di 5 giorni.

Basi Scientifiche del Digiuno Controllato

Valter Longo ha studiato alcune popolazioni particolarmente longeve, che, spiega, tenderebbero ad adottare diete principalmente vegetariane. Allo stesso tempo, ha osservato soggetti affetti da Sindrome di Laron: una condizione in cui l’organismo è privo dei ricettori dell’ormone della crescita.

Attenzione però! Lo studio è iniziato con l'osservazione dei soggetti affetti dalla Sindrome di Laron, ovvero persone geneticamente prive dei recettori per l'ormone somatotropo (GH o somatotropina). Ciò che ha catturato l'interesse di Longo è il tipo di alimentazione e lo stile di vita di queste persone, che mangiano principalmente cibo fritto e praticano assiduamente il tabagismo e l'alcolismo.

Come Funziona la Dieta Mima Digiuno: Programma e Schema

La dieta mima digiuno di Valter Longo prevede di consumare unicamente alimenti di origine vegetale per la durata di cinque giorni, diminuendo progressivamente le calorie introdotte. Già durante il primo giorno si dà il via ad un deficit calorico importante, consumando circa 1100 - 1150 calorie. Dal secondo giorno le calorie consumate vengono ulteriormente ridotte, arrivando a circa 800, un apporto decisamente basso per qualunque individuo in buona salute. In questo modo l’organismo si troverebbe in uno stato di restrizione calorica pilotata ed estremamente repentina, e soprattutto in una situazione in cui non vengono assunti proteine animali e zuccheri. Andrebbe dunque “in allerta”, consumando quindi le riserve di grasso.

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Cosa si Mangia con la Dieta Mima Digiuno?

Con la dieta mima digiuno si mangiano prevalentemente proteine di origine vegetale, come accennato, evitando dunque sostanzialmente la carne e i latticini . Questo renderebbe la dieta mima digiuno adatta anche alle persone intolleranti al lattosio oppure che seguono una dieta vegana. Questo perché, spiega Longo, il consumo di proteine non animali “inibirebbe” l’ormone della crescita contenuto in eccesso all’interno del corpo umano, rendendolo più resistente alle malattie e diminuendo il rischio dell’insorgenza di alcuni disturbi cronici.

Un esempio di dieta con restrizione calorica può prevedere, eventualmente, il consumo di appositi pasti confezionati adatti allo scopo e integratori alimentari. Qualora si acquistino i pasti confezionati, sarebbe buona norma sottoporsi in primo luogo ad un test per le intolleranze, come il breath test, per evitare di assumere alimenti che potrebbero creare disagi.

Benefici Potenziali della Dieta Mima Digiuno

Si suppone che l’alimentazione mima digiuno potrebbe fortificare l’organismo: credendo di “dover” digiunare per brevi periodi il corpo diventerebbe più robusto, e meno soggetto alle malattie. Inoltre si ipotizza che questo tipo di alimentazione possa avere degli effetti positivi per quanto riguarda le patologie cardiovascolari e la sindrome metabolica. Diminuirebbe inoltre i fattori di rischio legati all’insorgenza del cancro.

Già un anno fa il gruppo di ricerca del professor Longo aveva pubblicato un articolo che dimostrava come la periodica privazione strategica di alcuni nutrienti svolga una funzione anti-cancerogena. Lo studio odierno aggiunge un tassello e dimostra che solo 5 giorni al mese di una speciale dieta che mima il digiuno ha effetti rigenerativi e protettivi che durano a lungo su tutto l’organismo. Ma le novità non finiscono qui, perché la dieta è stata testata anche nell’uomo. Lo studio pilota, effettuato su 19 soggetti relativamente sani, ha dimostrato che le ricerche condotte nei modelli sperimentali sono effettivamente applicabili. La dieta, somministrata una volta al mese per cinque giorni, ha ridotto i fattori di rischio e i biomarcatori di invecchiamento, diabete, malattie cardiovascolari e cancro.

Secondo Longo per la maggior parte delle persone la dieta mima-digiuno potrebbe essere effettuata ogni 3-6 mesi a seconda della circonferenza addominale e dello stato di salute. Per i soggetti obesi o le persone a rischio elevato invece la dieta potrebbe essere consigliata dal medico fino ad una volta ogni due settimane. Il suo team di ricerca in California ha appena completato un più ampio studio clinico randomizzato con oltre 70 pazienti.

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Secondo il professore, gli effetti della mima-digiuno sono indipendenti dalla perdita di peso e sono dovuti a una “riprogrammazione metabolica”. Ovvero i cambiamenti indotti a insulina, IGF1 ed altri parametri spostano il paziente da uno stato di insulino-resistenza a insulino-sensibile. Uno studio di laboratorio condotto su topi in cui è stato indotto un danno del pancreas tale da stoppare la produzione di insulina in maniera permanente, come avviene in forme di diabete di tipo 1, evidenzia che 5-6 cicli di dieta mima-digiuno sono in grado di ripristinare la normale attività pancreatica, in maniera permanente dopo soli 50 giorni, grazie a un processo di riparazione, dovuto all’azione della dieta stessa.

In buona sostanza, durante la mima-digiuno il corpo si restringe, le cellule differenziate iniziano a ridursi in quantità e volume, le cellule staminali ematopoietiche cominciano a dividersi ed espandersi, potenzialmente riprogrammandosi.

Le evidenze più solide riguardano la preservazione di un corretto stato di salute delle cellule, a livello di tutti gli organi. Il processo è reso possibile dall’esaurimento delle riserve di glucosio e dal ricorso al grasso, come fonte energetica. Riducendo la glicemia, si riduce la risposta infiammatoria e aumenta la resistenza allo stress.

La dieta mima-digiuno di Longo potrebbe essere utile per migliorare lo stato di salute delle cellule e prevenire malattie degenerative. Potrebbe anche favorire il mantenimento della salute cerebrale e avere così un potenziale ruolo preventivo nei confronti di malattie quali l’ictus cerebrale, l’Alzheimer e il Parkinson.

Rischi e Cosa Considerare

Occorre comunque dire che tali ipotesi sono, appunto, attualmente ipotesi prive di vere e proprie sperimentazioni sugli esseri umani. Piuttosto, alcune conseguenze a breve termine comprendono senso di fame, stanchezza, irritabilità, senso di debolezza persistente.Vale inoltre la pena ricordare che periodi di digiuno, se non accompagnati da una dieta sana e bilanciata, possono risultare del tutto inutili nel lungo periodo, con il recupero del peso perso durante il periodo di dieta.

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La dieta mima digiuno può far perdere peso, a causa del forte deficit calorico cui il corpo viene sottoposto per diversi giorni. Viene quindi talvolta usata come dieta per dimagrire. Tuttavia come accennato nella maggior parte dei casi la perdita di peso è solo momentanea, e viene seguita da un recupero dello stesso con conseguente frustrazione del paziente; frustrazione che nei casi più gravi può sfociare in veri e propri disturbi del comportamento alimentare.

Come accennato la dieta mima digiuno di Valter Longo può causare effetti collaterali fastidiosi ed essere addirittura pericolosa per alcuni soggetti. Sebbene alcuni studi confermerebbero i potenziali benefici per la salute qualora si effettui il digiuno controllato limitandosi a pochi giorni l’anno, va inoltre ricordato che non esistono ancora vere e proprie basi scientifiche e sufficienti studi che confermerebbero le presunte proprietà benefiche di questa tipologia di dieta. Anche il digiuno intermittente può presentare dei rischi, come accade per la dieta mima digiuno.

È assolutamente sconsigliata a chi soffre di certe malattie. Verificare di essere idonei alla dieta mima digiuno: la dieta mima digiuno esercita una serie di effetti abbastanza radicali (riduzione ed espansione dei tessuti e degli organi, ad esempio il fegato e i muscoli). Non tutti sono in grado di tollerarla e, per certi individui, può risultare "disagevole".

Anzitutto, il calo ponderale è parzialmente dovuto alla disidratazione e allo svuotamento delle riserve di glicogeno muscolare ed epatico. Ciò significa che pur essendo tendenzialmente benefica, la dieta mima digiuno si rivela anche debilitante. In secondo luogo, l'aumento dei corpi chetonici è imputabile ad una condizione di ipoglicemia e ossidazione lipidica. Potenzialmente tossici, questi composti sono il frutto di un metabolismo cellulare compromesso/incompleto (per la carenza di glucosio). Il cervello funziona solo "a zuccheri" (non è in grado di ossidare i grassi), ma può utilizzare i corpi chetonici, anche se in quantità limitate. Il GH (di conseguenza IGF-1) partecipa alla crescita e al ricambio di tutti i tessuti nell'organismo. I suoi effetti sono del tutto fisiologici e non vanno considerati negativi; basti pensare che il picco di GH avviene nel periodo dello sviluppo fisico in giovane età, quando le malattie croniche e i tumori risultano statisticamente più rari.

Tuttavia, la sua potenziale nocività dipende soprattutto dai parametri con i quali viene programmato, pertanto l’utilizzo indiscriminato su tutti i pazienti indipendentemente dal tipo e grado di malattia e dallo stato nutrizionale del paziente stesso, non può essere applicato. Un utilizzo non controllato può anche peggiorare lo stato di salute.

Tra le grandi incognite del digiuno vi è il rischio della malnutrizione, motivo per cui medici e ricercatori sconsigliano vivamente il ricorso al fai-da-te. Le alterazioni dello stato nutrizionale sono, infatti, estremamente frequenti tra i pazienti oncologici. La malnutrizione per difetto, caratterizzata dalla perdita di peso corporeo e di massa muscolare, è considerata una “malattia nella malattia” con cui convivono circa 33 milioni di persone in Europa. Essa riduce la tolleranza ai trattamenti, peggiora la qualità di vita e aumenta la mortalità.

Chi Dovrebbe Evitare la Dieta Mima Digiuno?

In generale la dieta mima digiuno andrebbe evitata sempre se effettuata in autonomia: occorre piuttosto chiedere un consulto ad un professionista della nutrizione qualificato, come un biologo nutrizionista. Inoltre, è controindicata per:

  • Bambini e adolescenti;
  • Donne in stato interessante;
  • Chi soffra di reflusso gastroesofageo e ulteriori disturbi del tratto gastrointestinale;
  • I soggetti in sottopeso, anche non grave;
  • Pazienti anemici;
  • Coloro che soffrono di disturbi del comportamento alimentare;
  • Diabetici insulinodipendenti;
  • Chi, in generale, soffra di malattie croniche.

In generale, lo ricordiamo ancora una volta, non andrebbe mai effettuata senza aver consultato un medico.

«Se questo studio confermerà i risultati della pubblicazione su Cell Metabolism sarà possibile per medici e dietologi raccomandare questa dieta per influenzare i fattori di rischio testati, mentre il suo uso per la prevenzione e la terapia di malattie dovrà aspettare ulteriori studi clinici e l’approvazione del Ministero della Sanità», conclude Longo.

Consumare prevalentemente proteine di origine vegetale a discapito di quelle animali provenienti dalla carne e dai formaggi. Queste attiverebbero i geni promotori della crescita, dell'invecchiamento e talvolta della degenerazione (fino al cancro).

Periodicamente (da 30 giorni a 4 mesi, in base al soggetto), seguire 5 giorni di alimentazione programmata: il dott Longo ha raccolto in una scatola tutti i cibi da consumare nell'arco di tempo in questione.

Personalmente le ho provate entrambe, e la restrizione calorica a tempo è molto più semplice e anche molto più sicura» spiega Longo.

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