C’è una dieta che non conta le calorie. Il suo nome è Dieta Rina. Viene da un paese lontano e promette di perdere peso in novanta giorni. La dieta Rina è un regime dietetico che arriva dalla Romania e che ha riscosso successo in tutto il mondo grazie alla possibilità di dimagrire senza conteggi calorici o stressanti pesate continue degli alimenti.
La dieta Rina è diventata famosa tra chi è in cerca di un dimagrimento importante perché permetterebbe di perdere fino a 25 kg in 3 mesi. Non si tratta quindi di una dieta lampo, sebbene la media del peso perso per ogni giorno di dieta non si discosti di molto da certi risultati promessi in quella tipologie di diete.
Per definire la dieta Rina è invece il caso di parlare di dieta disgiunta, ovvero di una dieta che punta al dimagrimento attraverso la rotazione di alcuni gruppi di alimenti. Come anticipato nell’introduzione, si tratta di una dieta disgiunta che separa gli alimenti in gruppi e ne prevede un consumo a rotazione evitando ogni tipo di abbinamento. Sarà quindi impossibile per chi la segue abbinare proteine e carboidrati per chi la segue.
Come Funziona la Dieta Rina?
È una dieta che non mischia i cibi. Ogni giorno mangi solo un tipo di cibo. A questo punto si parte con l’alternanza: per tre mesi si dovrà ripetere questo ciclo di 4 giorni in cui il primo è dedicato al solo consumo di proteine, il secondo al solo consumo di carboidrati complessi, il terzo ai carboidrati semplici e il quarto alle vitamine.
Ma come funziona questa dieta disgiunta? Lo schema dura quattro giorni e devi ripetere i quattro giorni per tre mesi. Ogni giorno, si dovranno anche bere almeno 2 litri d’acqua, mentre è previsto che una volta al mese si osservino 24 ore di digiuno per eliminare le tossine in eccesso e migliorare il funzionamento degli organi. Per farla bene, devi bere molta acqua.
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La dieta disgiunta si basa sulla separazione dei nutrienti durante i pasti. L’idea è quella di evitare di assumere contemporaneamente carboidrati e proteine, in quanto si ritiene che questa combinazione possa rallentare la digestione e favorire l’accumulo di grasso corporeo. La dieta disgiunta prevede quindi pasti composti da un solo tipo di alimento, alternando ad esempio giorni in cui si mangiano solo carboidrati a giorni in cui si mangiano solo proteine.
Lo Schema dei Quattro Giorni
I quattro giorni si alternano in questo modo: giorno proteico, giorno di fibre, giorno di carboidrati, giorno di frutta. Il ventinovesimo giorno si chiama giorno di purificazione o water day.
- Giorno 1 - Proteico: In questo giorno puoi mangiare carne, pesce e uova.
- Giorno 2 - Amidi (Fibre): A pranzo e a cena, mangi riso, farro e legumi.
- Giorno 3 - Zuccheri (Carboidrati): Puoi mangiare senza colpa pane e pasta. Anche un pezzo di cioccolato fondente.
- Giorno 4 - Vitaminico (Frutta): Solo per la frutta.
Regole Aggiuntive
Le regole sono semplici: si mangia dalla mattina fino alle otto/nove di sera. Dopo questo orario non si mangia più nulla fino alla mattina successiva, ma si possono bere delle tisane dolcificate a zero calorie. Non è un regime low carb, quindi i carboidrati sono presenti anche nel giorno cosiddetto proteico, sotto forma di frutta e verdura. Ed è una dieta che non presenta rischi o controindicazioni, ma fa dimagrire perché migliora la digestione ed è settata su un’alimentazione molto semplice e naturale, con un giorno di sfizi (il terzo).
Ci sono anche delle ore per i pasti. Il primo pasto è sempre a base di frutta. Lo devi fare prima di mezzogiorno. Il pranzo si fa dopo le dodici. La cena si fa prima delle otto di sera. Una volta al mese, è previsto un giorno di stop. Un giorno solo con acqua e succhi di verdura.
Esempio Dettagliato dei 4 Giorni
Giorno 1 - Proteico
- Colazione: una banana grande o due pere piccole o due pesche piccole o due mele cotte, caffè o tè a scelta senza zuccheri aggiunti. Si può spolverizzare la frutta con della cannella, soprattutto se la mangiamo cotta. Il totale deve essere di 150-200 gr di frutta.
- Pranzo: una porzione di massimo 150 gr di carne tra vitello, pollo o tacchino, oppure fino a 2 uova sode o 200 gr di formaggio scremato come quark magro o fiocchi di latte magri o un etto di prosciutto cotto o bresaola. Insalata mista verde (solo verde) a volontà condita con succo di limone o aceto di mele, ma senza olio. In alternativa alla carne, pesce bianco come merluzzo, nasello, spigola, pollock (sempre sui 150-200 gr). Una porzione di minestrone senza patate o legumi può essere inclusa, o una tazza di brodo vegetale o di carne, purché sia piccola e non contenga olio.
- Cena: a cena si mangia metà della porzione delle proteine del pranzo (quindi 75-100 gr di carne o pesce, 100 gr di fiocchi di latte), più insalata e minestra.
Giorno 2 - Giorno delle Fibre
- Colazione: uguale al giorno 1.
- Pranzo: 80 gr di riso bianco o integrale e 100 gr di legumi come piselli freschi oppure altri legumi pesati da lessi e una porzione di verdure grigliate (zucchine, peperoni, pomodori, melanzane). Al posto del riso, cereali integrali come farro o avena o falsi cereali come la quinoa sono concessi.
- Cena: il riso deve essere dimezzato a 40 gr, stessa cosa per i legumi, mentre le verdure possono essere libere. In questo giorno si consiglia una camminata di un’ora tra pranzo e cena.
Giorno 3 - Giorno dei Carboidrati
- Colazione: come nel giorno 1.
- Pranzo: una pizza marinara o altro tipo di pizza solo con verdure, ma senza mozzarella né formaggio né salumi o altre proteine animali. In alternativa un piatto di pasta (porzione libera ma senza esagerare) con pesto o sugo semplice.
- Cena: un gelato frutta e crema oppure una fetta di torta (è tutto vero, state leggendo il giusto) tipo paradiso o ciambellone. Alternative: patate al forno con poco olio e aromi. In questo giorno si consiglia una camminata di un’ora tra pranzo e cena.
Giorno 4 - Vitaminico
- Colazione: come nel giorno 1.
- Snack: 10 mandorle.
- Pranzo: un’insalata mista verde con aggiunta libera di cetrioli o pomodori o peperoni, con un cucchiaino o due tra olio e semi oleaginosi (chia, lino, zucca), e ortaggi a scelta, più una manciata di noci (5) o mandorle (10-12).
- Snack: 10 mandorle o tre pezzi di frutta disidratata come prugne o albicocche.
- Cena: macedonia di 200 grammi di frutta più 2 noci, o insalata con frutta (per esempio mela o pera e noci più rucola o lattughino), senza olio nel caso dell’insalata e senza zucchero nel caso della macedonia. In questo giorno si consiglia una camminata di un’ora tra pranzo e cena.
Dieta Ciclica e Giorno di Stop
Il piano alimentare di quattro giorni su indicato va ripetuto ciclicamente. Perciò dopo aver consumato la giornata delle vitamine, si ritornerà a quella delle proteine, e così via per novanta giorni. Allo scoccare del 29esimo giorno arriva il Water Day, e va fatto tra il quarto e il nuovo primo giorno, per tre volte in tutto nei 90 giorni. In questo giorno sono consentiti minestroni senza olio né legumi né patate a pranzo e a cena, centrifugati di verdura e frutta, tè e tisane.
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Mantenimento Dopo la Dieta Rina
Dopo i primi 90 giorni, è necessario un break dalla dieta di 90 giorni. Per poi riprendere. Anche durante lo stop bisogna proseguire con una dieta dissociata. In sostanza, il mantenimento prevede colazione con frutta oppure yogurt greco, pranzo con pasta o cereali con sugo semplice e insalata, cena con proteine a scelta tra carne, pesce, uova o prodotti del legumi come il tofu e verdure. A pasto potete usare un cucchiaino di olio. Potete fare un pasto libero una volta a settimana, e concedervi snack a base di frutta secca, cioccolato extra fondente, olive.
Criticità e Rischi della Dieta Rina
Questa dieta fa perdere peso in fretta. Per questo, non è per tutte. È pensata per chi ha molti chili da perdere. Ma ha dei rischi per la salute. È una dieta con poche scelte. Il corpo può sentire la mancanza di alcuni cibi. Può dare dei problemi. Per la tua salute, è una cosa seria. Prima di iniziare, parla con un medico. Chiedi il suo parere. Un medico sa cosa è giusto per te. Non fare questa dieta da sola. Il tuo corpo è un bene prezioso.
Esistono diverse teorie e opinioni sulle diete disgiunte, ma poche sono le prove scientifiche a favore di questa pratica alimentare. Alcuni studi hanno dimostrato che questo tipo di dieta può portare alla perdita di peso a breve termine, ma non è ancora chiaro se i benefici siano duraturi nel tempo. Inoltre, alcune ricerche suggeriscono che la dieta disgiunta potrebbe essere associata a un aumento del rischio di malattie cardiache e diabete di tipo 2. Tuttavia, è importante notare che molti degli studi condotti finora sono stati eseguiti su un campione limitato di persone e non sono stati condotti su larga scala.
La dieta Rina, come altre tipologie di dieta dissociata, non sono supportate da evidenze scientifiche unanimi, e anzi potrebbero addirittura causare la perdita di massa magra rispetto alla massa grassa (Golay et al., 2000); Monotonia, a causa dello “schema” che si ripete ogni quattro giorni, e che potrebbe portare ad una limitazione nella varietà dei nutrienti consumati; Assenza di equilibrio nutrizionale, il fulcro delle diete dissociate. Queste ultime non prevedono pasti bilanciati con una corretta combinazioni di nutrienti, “separandoli” giorno per giorno o pasto per pasto. La separazione dei macronutrienti non fornisce benefici supportati da prove scientifiche consistenti. Anzi, il fulcro di un’alimentazione corretta sarebbe non tanto la separazione tra macronutrienti, ma piuttosto la combinazione di questi ultimi in maniera bilanciata (Jacobs & Tapsell, 2013). Separare gli alimenti, inoltre, aumenta il rischio di non assumere una quantità adeguata di nutrienti essenziali, e potrebbe portare a problematiche anche importanti, ad esempio infiammazioni; Affaticamento e debolezza. A causa della scarsa varietà alimentare, e a causa del giorno di digiuno, seguire la dieta Rina potrebbe causare sensazioni di debolezza e di affaticamento. Effetto yo-yo e demotivazione.
Come spesso accade per le diete che promettono una perdita di peso importante, e in particolare per le diete cosiddette “di moda” seguite senza un supporto professionale, il rischio di incorrere nel cosiddetto effetto yo-yo è molto elevato. Di cosa si tratta? L’effetto yo-yo è una condizione in cui il peso viene perso e poi recuperato, anche più volte. È molto comune a seguito di diete ipocaloriche, appunto, seguite senza un supporto adeguato. Questo può avere un impatto anche estremamente negativo sul benessere psicologico, e nei casi più gravi si rischia di sfociare nei cosiddetti DCA, i disturbi del comportamento alimentare; Mancanza di gratificazione alimentare. Stesso discorso per quanto riguarda la totale eliminazione di “schifezze” come i dolciumi che, se assunti in quantità moderate anche nel corso di una dieta ipocalorica possono aiutare a mantenere alta la motivazione. I cosiddetti “sgarri” nella dieta non vanno per forza demonizzati, e anzi, se in piccole quantità possono essere dei validi alleati. Discorso diverso se occorre seguire una dieta per il colon irritabile o una dieta fodmap, in cui, seguiti da un medico, potrebbe essere necessario eliminare per un po’ alcuni alimenti; Mancanza di educazione alimentare. Per perdere peso è necessaria una dieta ipocalorica - e in determinati casi a basso contenuto di alcuni macronutrienti (come potrebbe essere la dieta low carb). Tuttavia, per mantenere il peso perduto, è necessario un approccio che favorisca l’educazione alimentare e un rapporto sano con il cibo, che la dieta Rina non fornisce. Un approccio che promette perdite di peso consistenti in poco tempo è sostanzialmente dannoso e anch’esso, in alcuni casi, può favorire l’insorgere di disturbi del comportamento alimentare.
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Per elaborare un menù e pianificare la dieta Rina è necessario attenersi alle indicazioni generali della dieta stessa, tra cui evitare di mescolare i macronutrienti - si tratta del punto essenziale - e seguire lo schema di quattro giorni proposto. Il menù andrebbe dunque pianificato di conseguenza, dedicando il primo giorno alle proteine, il secondo giorno agli amidi, il terzo giorno ai carboidrati e il quarto giorno alle vitamine. Una pianificazione simile dei pasti può risultare difficoltosa, e monotona a lungo andare.
Chi Può Prescrivere una Dieta per Dimagrire?
Come già accennato, ma come teniamo a ripetere, è assolutamente sconsigliato seguire una dieta ipocalorica fai-da-te o una dieta dissociata senza adeguato supporto professionale, perché una dieta per dimagrire fatta in questo modo può essere dannosa per la salute soprattutto se seguita a lungo termine. Qualora si desideri dimagrire è, piuttosto, consigliato rivolgersi a dei professionisti qualificati che possono creare un piano alimentare su misura. Soprattutto se si è in condizioni che rendono più “difficoltoso” il dimagrimento, come la menopausa, la dieta Rina seguita in autonomia non rappresenta una soluzione valida.
In Italia, solo tre figure possono legalmente prescrivere una dieta:
- Medico dietologo: Si tratta di un medico specializzato in alimentazione. Può prescrivere farmaci, diagnosticare disturbi alimentari e richiedere esami diagnostici, oltre a creare piani alimentari su misura.
- Dietista: Professionista in possesso di una laurea in dietistica. Prepara piani alimentari su indicazione dei medici e assiste i pazienti nella loro corretta applicazione. Non può prescrivere farmaci, ma può monitorare il piano alimentare e fornire indicazioni generali su un’educazione alimentare corretta.
- Biologo nutrizionista: È un professionista laureato in biologia, specializzato in nutrizione. Può creare piani alimentari personalizzati e aiutare il paziente a seguire buone abitudini alimentari. Non può prescrivere farmaci.