La dieta alcalina (o alcalinizzante) è sempre più popolare: sembrerebbe che gli alimenti, a seconda della loro acidità o basicità, possano influenzare la salute del corpo, in primis il metabolismo dell’osso, causando o prevenendo l’osteoporosi.
Secondo i sostenitori di questa dieta, il consumo di alimenti considerati acidi, come la carne rossa, può alterare l’equilibrio del livello di pH e influire negativamente sulla salute. Secondo questo approccio alimentare, sarebbero gli alimenti acidi a causare le malattie, pertanto controllare l’alcalinità dell’organismo aiuterebbe a contrastare disturbi e patologie anche gravi. E come? Secondo Young, grazie a tutti gli alimenti che sono in grado di “alcalinizzare” il corpo.
Cerchiamo di capire meglio cos'è questa dieta, cosa mangiare e quali sono i suoi benefici e controindicazioni.
Cos'è la Dieta Alcalina?
La cosiddetta dieta alcalina si basa sull’assunzione di alimenti che, secondo chi la sostiene, dovrebbero portare il pH del corpo verso l’alcalinità (il contrario dell’acidità). Questa dieta suggerisce di consumare cibi alcalini (non acidi) in modo da non acidificare l’organismo, in particolar modo le cellule, le urine o il sangue.
Per definire l’acidità di un alimento possiamo utilizzare il PRAL: Potential Renal Acid Load. Gli alimenti con PRAL negativo sono, tendenzialmente, tutti i prodotti di origine vegetale, mentre quelli che favoriscono un aumento dell’acidità sono quelli di origine animale.
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Una dieta alcalina efficace, infatti, prevede un 80% di alimenti “alcalinizzanti” e un restante 20% di cibi “acidificanti”. In pratica, sono da preferire verdure, frutta, legumi e pesce.
Come Funziona il pH nel Corpo?
Non si può parlare di dieta alcalina senza parlare di pH, anche se non è scopo di questo articolo spiegare l’equilibrio acido base perché è davvero un argomento molto articolato. Aggiunge il nostro nutrizionista: «il pH è una scala di misura che viene utilizzata per definire il carattere acido-base delle soluzioni e vede il suo punto di neutralità pari a 7. Per valori che sono inferiori parleremo quindi di acidità, al contrario per valori superiori parleremo di soluzioni basiche o alcaline.
Come può questo discorso interessare l’organismo umano? Semplice: l’ambiente cellulare è caratterizzato da un proprio equilibrio (acido o basico) che permette alle cellule di massimizzare le loro prestazioni. Il nostro corpo ha un pH, mediamente, di 7.4, punto essenziale per l’efficienza metabolica. Sulla base di quanto appena detto, negli anni si è pensato di controllare questo valore con l’alimentazione attraverso l’introduzione della “dieta acido-base” nota ai più come “dieta alcalina” o “dieta alcalinizzante”. È una dieta che si basa sull’assunzione di alimenti che dovrebbero portare il pH verso l’alcalinità, aumentandone i valori.
Durante il processo digestivo vengono secreti succhi gastrici che hanno un pH estremamente acido: ci aiutano a digerire, guai se non fosse così. Il nostro organismo lavora continuamente per mantenere il pH ai valori fisiologici: quando si assume una sostanza acida, l’organismo si attiva mettendo in moto meccanismi che permettono al pH di rimanere stabile.
Cosa Mangiare nella Dieta Alcalina?
La dieta alcalina propone il consumo di cibi alcalinizzanti come verdure, frutta, legumi, frutta secca. Ecco alcuni esempi:
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- Frutta: limoni, kiwi, anguria, banane, albicocche, uva, mele, pere
- Verdura e tuberi: spinaci, zucchine, cetrioli, carote, melanzane, patate, cavolfiore
- Legumi: lenticchie, piselli, ceci, fave, fagioli
- Cereali: quinoa, miglio, amaranto
- Frutta secca: noci, mandorle, nocciole, fichi secchi
Inoltre, è fondamentale il consumo di acqua alcalina, che troviamo nella maggior parte dell’acqua in bottiglia; bisogna evitare invece l’acqua di rubinetto.
Alimenti da Evitare
Sono da evitare o limitare:
- Cereali come pasta, pane, avena, segale
- Carne e pesce, ad esempio maiale, tonno, manzo, crostacei
- Derivati animali come uova, formaggi stagionati, latte
- Caffè e bevande alcoliche
- Alimenti trasformati e zucchero
Benefici della Dieta Alcalina: Realtà o Mito?
I benefici della dieta alcalina sembrerebbero derivare dall'abbondante apporto di vitamine, minerali e antiossidanti presenti in frutta e verdura. Ciò nonostante, vi è un generale consenso nel riconoscere i benefici di una dieta ricca di frutta e verdura, non solo per i minerali alcalinizzanti che contiene, ma anche per l'apporto di fibre, vitamine ed antiossidanti, e per la capacità di prevenire varie patologie del benessere (alcuni tipi di cancro, obesità , diabete, ipertensione ed iperlipidemie).
Nella letteratura scientifica si possono trovare vari studi che evidenziano l'importanza di consumare ogni giorno una buona quantità di alimenti alcalini per prevenire l'osteoporosi, la debolezza muscolare associata all'invecchiamento (la funzionalità renale e con essa la capacità di eliminare l'eccesso di idrogenioni si riduce con la vecchiaia) e la formazione di alcuni tipi di calcoli urinari (come quelli costituiti da acido urico, cistina e ossalati di calcio). Una dieta alcalina, inoltre, aiuta a contrastare la perdita di calcio dovuta all'eccessiva assunzione di sodio (largo uso di alimenti salati) ed in tal senso è utile per le donne nel periodo postmenopausale, specie se a rischio osteoporosi.
Nello sport, ed in particolare nel bodybuilding - dove l'apporto proteico è particolarmente elevato (anche 2 o 3 volte superiore rispetto ai livelli standard) - si consiglia di mantenere elevato l'apporto di frutta e verdura per contrastare l'acidosi indotta da questo stile alimentare. Allo stesso scopo è utile l'integrazione di glutammina, che viene utilizzata dai reni per sintetizzare ammoniaca (NH3), la quale accetta spontaneamente un protone (NH4+) e viene escreta come ione ammonio, rimuovendo così ioni H+ e mitigando l'acidosi.
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Modulare l'acidità della dieta può avere anche un significato terapeutico. Una dieta alcalina - che enfatizzi il consumo di frutta (ad eccezione di prugne ed ossicocco o mirtillo palustre), vegetali (ad eccezione di mais e lenticchie) e latte, a discapito di carne, uova, pesce e cereali - è infatti capace di abbassare il pH urinario ostacolando la formazione di calcoli renali acidi, come quelli costituiti da acido urico, ossalati di calcio e cistina.
Tuttavia, è fondamentale sottolineare che la scienza non avalla i principi di questo regime alimentare. La ricerca evidenzia, infatti, che il cibo che ingeriamo non è in grado di alterare i livelli di pH del sangue. Possono verificarsi cambiamenti nel pH della saliva o dell’urina (che sono considerati prodotti di scarto), ma la maggior parte delle persone difficilmente mangerà così tanti cibi alcalini da avere un impatto sul sangue.
Controindicazioni e Rischi
La controindicazione principale della dieta alcalina è la stessa di molte altre diete che eliminano determinate categorie di alimenti: il rischio di carenze nutrizionali. In questo caso, con l’esclusione degli alimenti di origine animale, vengono meno le proteine ad alto valore biologico e la vitamina B12. Inoltre, così come a livello patologico esiste l’acidosi, c’è anche il suo opposto: l’alcalosi.
Come abbiamo visto è una dieta che favorisce alcuni alimenti, escludendone altri. Pertanto non garantisce il corretto apporto nutrizionale. Inoltre, chi soffre di insufficienza renale, di problemi cardiaci o altre malattie o assume farmaci deve sempre consultarsi con il proprio medico.
Dieta Alcalina e Perdita di Peso
Secondo il suo ideatore, con questa dieta si può perdere almeno 1 kg in 2-3 giorni. Tuttavia come abbiamo già ricordato, non c’è alcuna prova scientifica ad avvalorare questa affermazione. Tra l’altro, è un traguardo che può essere raggiunto anche con una dieta ipocalorica equilibrata, cioè che prevede tutti i nutrienti.
Dieta Alcalina e Infiammazione
Non ci sono studi che indagano il rapporto tra dieta alcalina e infiammazione. Tuttavia, le ricerche su altri regimi alimentari suggeriscono che una dieta ricca di alimenti vegetali e fibra potrebbe essere efficace nel combattere l’infiammazione. Questo grazie ai flavonoidi, presenti in frutta e verdura, considerati antinfiammatori.
Dieta Alcalina e Salute del Cuore
Anche in questo caso la scienza non ha alcuna prova della relazione tra dieta alcalina e salute del cuore. L’enfasi dell’approccio di Young basato su frutta, verdura, noci e semi, avocado, olio d’oliva e pesce in realtà non è così giustificato. Infatti, già la dieta mediterranea ha ampiamente dimostrato di ridurre il rischio di malattie cardiache, la pressione sanguigna e il colesterolo cattivo.
Dieta Alcalina e Cancro: Cosa Dice la Scienza?
La dieta alcalina viene spesso promossa come rimedio naturale contro il cancro. Questo falso mito nasce dall’idea che i tumori si sviluppino in ambienti acidi e che modificare il pH del corpo per avere un ambiente corporeo meno acido possa ostacolare la crescita tumorale. Si tratta però di una convinzione infondata: il nostro corpo mantiene il pH del sangue stabile e non può essere modificato in modo significativo attraverso l’alimentazione. I tumori possono alterare il pH locale nei tessuti, ma non dipendono dal pH generale dell’organismo. Non esistono prove scientifiche che colleghino efficacemente dieta alcalina e cancro e anzi, queste teorie rischiano di allontanare da cure mediche efficaci.
In sintesi, l’idea che sia possibile combattere il cancro, rendendo basico il pH dei tessuti con un intervento dietetico esterno, è priva di fondamento scientifico.
Nessuna dieta da sola può curare il cancro.
Conclusioni
È opportuno ricordare che si tratta di una dieta senza un concreto fondamento scientifico. Affermare che la dieta abbia un ruolo importante in tutti gli aspetti della vita dell’individuo è scontato e il metabolismo dell’osso non fa eccezione. Sfortunatamente è sempre più facile imbattersi, più o meno ovunque, in informazioni non del tutto corrette.
Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate.