Dieta senza proteine del latte vaccino: alimenti consentiti e vietati

L’allergia alle proteine del latte vaccino (APLV), da non confondere con l’intolleranza al lattosio, è un problema d’ipersensibilità agli alimenti caratteristico dei primi mesi e della prima infanzia. Per allergia alle proteine del latte vaccino si intende la reazione allergica dell’organismo ad alcune proteine del latte di mucca, alimento che sta alla base del latte per l’infanzia e che è presente in moltissime preparazioni alimentari.

Questo tipo di allergia deve essere ben distinta dall’intolleranza al lattosio e non deve essere confusa, in generale, con le intolleranze alimentari. Infatti, questi due disturbi apparentemente uguali hanno, in realtà, caratteristiche ben distinte tra loro: alla base delle malattie allergiche vi è un’alterazione dei normali meccanismi di difesa del corpo, che tendono ad azionarsi nei confronti di sostanze riconosciute come pericolose dall’organismo.

Di fatto, contrariamente all’intolleranza, nel caso delle allergie vi è una produzione di anticorpi che si manifesta a prescindere dalla quantità di alimento o sostanza “pericolosa” ingerita, ovvero anche una piccolissima dose è sufficiente per scatenare la reazione allergica (dose-indipendente). L’intolleranza alimentare, invece, è una tendenza a sviluppare ipersensibilità nei confronti della sostanza o dell’alimento “pericoloso” e, tranne che in alcuni rari casi, è legata alla quantità ingerita (dose-dipendente).

Il latte vaccino contiene svariati tipi di proteine: caseine, lattoglobuline e lattoalbumine. Il latte vaccino si compone di diversi tipi di proteine: le più abbondanti sono dette caseine, poi vi è una soluzione chiamata siero del latte che contiene acqua, lattosio (zucchero del latte), lattoglobuline e lattoalbumine (proteine del siero del latte). Nell’allergia al latte, sono proprio le caseine, le lattoglobuline e le lattoalbumine a scatenare la reazione allergica, esattamente come accade per altri alimenti, farmaci o pollini.

Quando compare e come si manifesta l'allergia

Compare in genere verso il 2° mese di vita, se il bambino è allattato artificialmente; se il bambino è allattato al seno, in genere, compare al momento dello svezzamento o del passaggio al latte di proseguimento. Se il bambino è allattato artificialmente, l’allergia compare di solito verso il secondo mese di vita, mentre se è allattato al seno si manifesta generalmente al momento dello svezzamento o del passaggio al latte artificiale.

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I sintomi sono svariati, possono coinvolgere diversi organi e apparati e comparire anche per dosi apparentemente insignificanti. Le reazioni possono essere immediate o ritardate. Nei casi più seri, è possibile anche la comparsa di una reazione immediata come lo shock anafilattico o l’angioedema (in questi casi è necessario recarsi tempestivamente al pronto soccorso). Shock e angioedema sono le reazioni immediate più gravi e pericolose.

Diagnosi e terapia

Se si ha il sospetto che il bimbo possa essere allergico alle proteine del latte di vacca è bene fare riferimento al proprio pediatra, che saprà valutare la situazione in base alla storia clinica del bambino e potrà eventualmente consigliare di rivolgersi ad un allergologo pediatrico. Tale figura specializzata, dopo l’anamnesi, proporrà specifici test per la diagnosi definitiva.

Se la diagnosi è certa la cura si basa esclusivamente sull’abolizione temporanea ma scrupolosa dalla dieta delle PLV (proteine del latte vaccino). Se il bambino presenta effettivamente un’allergia alle proteine del latte vaccino, la terapia si basa esclusivamente sull’eliminazione temporanea ma scrupolosa dall’alimentazione di tali sostanze “incriminate”.

La durata della dieta priva di proteine del latte vaccino deve essere la più breve possibile e va necessariamente concordata con il pediatra, che valuterà segni e sintomi specifici. Attenzione: la reintroduzione del latte di vacca nell’alimentazione del bambino dovrà avvenire attraverso modalità e tempi stabiliti dal pediatra, senza tentativi estemporanei da parte dei genitori. Infatti le eventuali reazioni allergiche, manifestabili anche per piccolissime dosi di proteine del latte vaccino, potrebbero essere molto pericolose per il bimbo.

Alimenti consentiti e alimenti da evitare

La scelta più pratica è dunque quella di studiare un menù completamente privo dell’alimento allergene. È importante evitare alimenti che contengono latte per prevenire reazioni allergiche. Dovresti leggere attentamente le etichette dei prodotti per le informazioni sulla presenza di latte, in particolar modo gli alimenti per bambini preparati e confezionati.

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Queste proteine potrebbero essere contenute in un alimento anche senza l’indicazione in etichetta delle parole “latte vaccino”. Leggere con molta attenzione le etichette nutrizionali degli alimenti poiché, a volte, sono presenti nomi poco comprensibili che comunque indicano sostanze presenti nel latte vaccino (es: caseine, lattoglobuline e lattoalbumine). Se tra gli ingredienti dell’alimento si trovano queste parole si deve intendere che sono presenti le proteine del latte vaccino.

Sulle etichette alimentari infatti, vengono utilizzati numerosi termini per indicare la presenza di latte e delle diverse relative proteine. Alcuni ad esempio comprendono latte acidophilus, latticello, latte condensato, latte disidratato, latte evaporato, latte senza lattosio, latte di malto, derivati del latte, solidi del latte, latte scremato, latte pastorizzato, latte magro, latte acido.

Nelle etichette nutrizionali gli alimenti sono sempre indicati in ordine decrescente, ossia i primi nomi della lista sono gli ingredienti presenti in maggior quantità nell'alimento, via via che si procede nella lettura si trovano quelli presenti in minor quantità.

Se si acquistano pizze confezionate e surgelate, così come i preparati impanati pronti da cuocere, è necessario leggere bene le etichette perché normalmente sono prodotti che contengono latte.

Alimenti consentiti:

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  • Verdure crude e cotte
  • Frutta. Anche in questo caso, scegliere frutti di tipo e colore diversi consente di apportare nel modo giusto tutti i sali minerali, le vitamine e gli antiossidanti necessari per l’organismo del piccolo.

Alternative al latte vaccino

Il latte, artificiale o fresco, che contiene PLV, dovrà essere sostituito secondo le indicazioni del pediatra, tenendo ben presente che oggi esistono numerose formule di latte artificiale studiate proprio per queste allergie.

La scelta della formula lattea migliore per un determinato bambino sarà guidata dall’età del piccolo, dalla presenza di altre allergie alimentari, dal potenziale allergenico residuo, dalla composizione e palatabilità, dal costo e dalla disponibilità dei dati clinici che ne dimostrino l’efficacia.

I latti idrolisati, che vengono utilizzati in alternativa a quello vaccino, si differenziano per:

  • Le proteine scelte per l’idrolisi (caseina, sieroproteina, riso, miscele, etc.);
  • Le modalità di riduzione dell’allergenicità (calore, idrolisi enzimatica, ultrafiltrazione);
  • Il grado di idrolisi (estensivi, parziali).

EHF (formule estensivamente idrolizzate) sono formule ottenute a partire dal latte vaccino, ma trattate in modo tale che le proteine vengano tagliate, riducendo così la possibilità di una reazione allergica. AAF (formule amminoacidiche) non contengono residui di proteine del latte vaccino. Contengono amminoacidi, vale a dire i costituenti delle proteine, e sono non-allergenici. Si tratta di Alimenti a Fini Medici Speciali che devono essere utilizzati sotto controllo medico. Il pediatra raccomanderà la formula più adatta al tuo bambino. Contengono tutti i nutrienti di cui il tuo bambino ha bisogno per crescere e svilupparsi. Tuttavia, se il tuo bambino cresce e passa a cibi solidi, alcuni alimenti vengono limitati, quindi è importante assicurarsi che assuma abbastanza calcio. Hanno delle caratteristiche leggermente diverse da quelle delle formule standard e possono avere un aspetto e odore differenti.

Le formule lattee contenti aminoacidi rappresentano la scelta migliore per i bambini che presentano reazioni allergiche alle formule estesamente idrolizzate. L’utilizzo di latti a base delle proteine della soia è invece controverso poiché possono comportare svantaggi nutrizionali, quali basso assorbimento di minerali e di elementi essenziali. raccomandano di non utilizzare le formule a base di proteine di soia nei primi 6 mesi di vita o in presenza di sintomi gastrointestinali e di valutare caso per caso il loro utilizzo tra i 6 e 12 mesi di vita.

Il latte di riso (bevanda a base di riso) è costituito da proteine di riso idrolizzate per ridurre il potenziale allergizzante. è importante sapere che le bevande vegetali non sono raccomandate per i bambini. Sono studiate per essere usate come unica fonte di nutrimento nei primi sei mesi. Poi, fino al compimento del primo anno, le formule di proseguimento sono usate come accompagnamento alla dieta, mentre l’apporto di cibo solido aumenta. È una buona idea parlare con il pediatra riguardo alle alternative ai latticini, visto che questi sono un’importante fonte di calcio. Gli Alimenti a Fini Medici Speciali per la gestione dell’APLV destinati ai bambini di 1-10 anni sono disponibili su prescrizione.

È importante che il tuo medico o altri professionisti sanitari ti consiglino riguardo ad alimenti sostitutivi adatti o integratori per assicurare un corretto apporto di calcio.

Consigli utili

Per contaminazione si intende di “contatto incrociato” (o contaminazione incrociata) e si verifica quando un alimento entra in contatto con un altro cibo e le loro proteine si mescolano. Quando si vive con un soggetto affetto da allergie alimentari, seguire alcune accortezza può facilitare la vita di tutti i giorni. Se si commette un errore, per distrazione o sbadatezza, preparare ex novo l’alimento (previa corretta pulizia di tutta l’attrezzatura da utilizzare). Grazie alle procedure igieniche HACCP possiamo contenere i rischi e mantenere il controllo sugli alimenti che prepariamo e consumiamo.

Ricordiamo bene: non è possibile eliminare la caseina in un alimento a base di latte vaccino. L’unico modo è sostituire l’alimento con una variante a base vegetale.

Solitamente, l'allergia alle proteine del latte di mucca tende a scomparire dopo il primo anno di vita del bambino ed è molto raro che persista oltre i tre-quattro anni d’età. È anche importante ricordare che molti bambini guariscono dall’APLV entro i 3 anni di età. Parlane con il tuo medico pediatra.

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