La Dieta Viennese: Un Piano Alimentare per Perdere Peso

La dieta Viennese può far dimagrire fino a 7 chili in due settimane. E’ una dieta che si basa su un regime alimentare ideato dall’Istituto dell’alimentazione di Vienna. L’alimentazione prevista nella dieta dimagrante viennese attiva un cambiamento del metabolismo che, secondo gli esperti, renderebbe possibile mangiare normalmente senza ingrassare al termine della dieta.

Principi Fondamentali della Dieta Viennese

Ma prima di elencare un esempio completo settimanale della dieta viennese per perdere peso velocemente vediamo quali alimenti possono essere consumati durante questo regime alimentare dietetico. Durante la dieta viennese sono vietate tutte le bevande alcoliche e gli zuccheri sotto ogni forma, previsto il consumo di poco sale. Tra gli alimenti permessi ci sono: caffè, carne, pesce, uova, e poi frutta e verdura senza limiti particolari.

Esempio di Menù Settimanale

Ma vediamo ora cosa si mangia in un esempio completo del menù settimanale della dieta viennese. Questa è una suddivisione generalizzata dei nutrienti e benefici.

Importanza della Supervisione Medica

Come facciamo sempre nelle dieta pubblicate sul nostro sito è fondamentale sottolineare che qualsiasi regime alimentare o piano dietetico, incluso quello menzionato, dovrebbe essere iniziato e seguito solo sotto la supervisione diretta di un medico o di un nutrizionista qualificato. Inoltre, un nutrizionista può garantire che tutte le raccomandazioni dietetiche siano bilanciate e forniscono tutti i macro e micronutrienti richiesti per mantenere un corpo sano. Quindi, quello fornito è solo un esempio di schema alimentare e non va inteso come una prescrizione. Ogni persona ha esigenze nutrizionali uniche e lo schema va adattato di conseguenza.

L'Olio d'Oliva: Un Alleato Inaspettato

L’olio d’oliva potrebbe rivelarsi il nuovo, inaspettato alleato delle nostre diete. Non certo perché sia un alimento propriamente light, ma perché stimola la sensazione di sazietà. A dimostrarlo sarebbe uno studio condotto dai ricercatori della Tecniche Universität di Monaco di Baviera (TUM) e dall’Università di Vienna, che hanno constatato che nell’odore dell’olio d’oliva vi sarebbe il vero e proprio segreto per sentirsi sazi e quindi per mangiare meno.

Leggi anche: Dieta contro la carenza di ferritina

Uno Studio Rivela i Benefici dell’Olio d’Oliva nella Dieta

Gli esperti hanno chiesto a un gruppo di volontari di mangiare, per tre mesi, yogurt magro ogni giorno, aggiungendolo alla propria consueta alimentazione. Allo yogurt, i volontari hanno dovuto aggiungere un olio, di semi d’oliva. Dallo studio è emerso che i volontari che mangiavano yogurt con aggiunta di olio d’oliva si dichiaravano più sazi rispetto a coloro i quali avevano assunto differenti tipi di oli. In effetti, i risultati delle loro analisi del sangue riportavano degli alti livelli di serotonina, una sostanza capace di agevolare il senso di sazietà. Il merito pare essere di alcune sostanze aromatiche presenti nell’olio d’oliva, prima tra tutte l’esenale. Tali sostanze stimolerebbero il senso di sazietà, rallenterebbero l’assorbimento degli zuccheri nel sangue e quindi ritarderebbero l’abbassarsi della glicemia.

Dichiarazioni dei Ricercatori

Peter Schieberle e Veronika Somoza, che hanno coordinato la ricerca, si dicono fortemente soddisfatti dei risultati ottenuti, che potrebbero rivoluzionare alcuni principi delle alimentazioni a basso apporto calorico.“Ci auguriamo - affermano gli autori - che questo lavoro apra la strada allo sviluppo di nuovi prodotti alimentari a ridotto contenuto di grassi, ma ad alto potere saziante”.

Consigli Aggiuntivi per un Ritorno in Forma

Voglia di tornare in forma dopo le feste? Smaltire la colomba e le uova di Pasqua e optare per un’alimentazione più sana è l’obiettivo di molti dopo i bagordi e le scorpacciate di questo periodo: ma come tornare in forma dopo le feste? Iniziamo con tanta frutta e verdura, cereali, carne bianca e pesce, limitando i dolci e gli alcolici.

L'Importanza dell'Olio Extravergine di Oliva

Oltre che utile per la salute, l’olio extravergine firmato Frantoio Muraglia è anche ricco di sapori e fragranze per accontentare ogni palato. State cercando di adottare uno stile di vita più sano? Potete iniziare mettendo in atto qualche atteggiamento positivo, come un po’ di esercizio fisico tutti i giorni, senza dimenticare la regola dei cinque pasti al giorno: uno spuntino a metà mattina e uno a metà pomeriggio, infatti, vi aiuteranno a mantenere costante il livello di zuccheri e a non cadere vittime dei temibili attacchi di fame. Come l’olio evo, ricco di polifenoli e antiossidanti utili per il sistema immunitario e, nelle dosi giuste, perfetto per abbassare i livelli di colesterolo “cattivo” nel sangue, grazie al suo contenuto di acido linoleico.

Esempi di Ricette per Rimettersi in Forma

Ma quali sono le ricette giuste per rimettersi in forma? Come dicevamo, sì alla frutta, già a partire dalla colazione. Un esempio? Una fetta di pane integrale con ricotta e fettine di kiwi, banana o mela insieme a un bicchiere di latte oppure uno yogurt, a cui aggiungere della frutta fresca, da abbinare a una porzione di cereali integrali, possono essere perfetti per iniziare la giornata con leggerezza e gusto. Anche la verdura è fondamentale per il buon funzionamento del sistema immunitario e per chi vuole riprendersi dalle abbuffate delle feste: abbiniamola a un altro gruppo alimentare, come i carboidrati o le proteine, sia a pranzo che a cena. Il nostro Olio Aromatico al Basilico aggiungerà tutto il profumo e la freschezza del Basilico Genovese DOP; l’Olio Aromatico allo Zenzero, invece, sarà perfetto per bilanciare i sapori più dolci, come quelli di carote e zucca.

Leggi anche: Alimentazione e Disbiosi: Guida Completa

Idee per Primi e Secondi Piatti

Che dire, ad esempio, di una pasta integrale con una crema di zucca, ricotta e un filo di olio aromatico allo zenzero? I legumi sono perfetti anche se vogliamo preparare un hamburger vegetariano per cena: puntiamo su ceci o fagioli e abbiniamoli a patate cotte e schiacciate, con la verdura che più ci piace, come zucchine tagliate alla julienne oppure melanzane cotte e frullate. Che dire, ad esempio, di un piatto a base di merluzzo in padella con pomodori e olive? Abbinato al pane integrale, è un’idea perfetta per chi vuole tornare in forma dopo le feste senza rinunciare al gusto. Anche dei semplici bocconcini di pollo al curry, da abbinare a una porzione di riso e a una di verdure, sono perfetti per un piatto bilanciato e leggero. Per un gustoso secondo possiamo scegliere le proteine, come le carni bianche o anche le uova, o abbinarle a carboidrati e verdure per creare un piatto unico.

La Dieta Chetogenica: Un Approccio Alternativo

Questa dieta, sviluppata alla Mayo Clinic del Massachusetts (USA) negli anni ’20 a scopi dimagranti e perfezionata negli anni ’60 dal medico americano Robert Atkins per sé stesso, crea una situazione metabolica simile al digiuno, ma prevede il ricorso a molti grassi che vengono usati come «carburante cellulare»al posto degli zuccheri. È un regime alimentare che non va adottato con leggerezza per il rischio di danni metabolici, anche gravi, e che si può fare solo se si è seguiti da un medico.

Il Ruolo dei Chetoni

Il «segreto» di questa dieta sono i chetoni, sostanze che derivano dall’ossidazione dei grassi, chiamati anche acetoni per il loro odore caratteristico: il più semplice ketone è, infatti, l’acetone da cui ha preso il nome un tipico disturbo del bambino che può svilupparsi dopo un episodio febbrile o un digiuno prolungato. In queste condizioni aumenta la richiesta di glucosio, fonte energetica primaria, e quando le riserve di zuccheri si esauriscono il metabolismo va a intaccare i lipidi formando corpi chetonici di scarto che finiscono nelle urine e nelle vie aeree, emanando il loro inconfondibile odore di acetone, simile a quello della frutta matura che caratterizza anche chi ha un diabete scompensato. Questo processo di recupero è possibile perché quando, con l’alimentazione, assumiamo glucosio in eccesso lo accumuliamo sotto forma di grassi. Così, se gli zuccheri vengono a mancare, attiviamo il processo inverso, trasformando i grassi in glucosio, ma questo comporta a produzione da parte del fegato, di tre acidi, i cosiddetti corpi chetonici: l’acetone, l’acido acetoacetico e l’acido beta-idrossibutirrico.

Limiti del Recupero Energetico

Dal catabolismo dei grassi possiamo quindi recuperare energia, ma solo entro un certo limite perché la produzione di corpi chetonici può aumentare solo fino al raggiungimento dei livelli tossici dell’acidosi (iperchetonemia). Oltre quel limite l’organismo elimina i chetoni per ridurne la concentrazione: con le urine elimina gli acidi acetoacetico e il beta-idrossibutirrico e attraverso i polmoni elimina l’acetone che, a contatto con l’aria, emana l’odore di frutta matura.

Applicazioni Terapeutiche: L'Epilessia

Da vari anni si è scoperto che questo tipo di dieta possiede effetti antiepilettici: già Ippocrate descrisse un epilettico che stava meglio se digiunava. Queste proprietà della dieta ketogenica sono state ancor meglio sfruttate con la messa a punto di un’ulteriore versione di questo regime alimentare, chiamata dieta LGIT da Low Glycemic Index Treatment, cioè trattamento a basso indice glicemico che come benzina cellulare fa direttamente usare i chetoni al posto degli zuccheri.

Leggi anche: Benefici di una dieta sana

Meccanismo d'Azione nell'Epilessia

Perché la LGIT funziona nell’epilessia? Gli zuccheri sono il carburante preferito dal cervello. La crisi epilettica è una sorta di tempesta elettrica in cui alcuni neuroni cerebrali diventano ipereccitabili, ma se li si priva del loro carburante l’ipereccitabilità calerà e le crisi epilettiche diminuiranno: uno dei primi studi sull’epilessia pubblicato su Acta Neurologica Scandinavica ha dimostrato che dopo tre mesi di dieta in due terzi dei pazienti la frequenza delle crisi calava di oltre la metà.

Risultati degli Studi

Da quei primi studi dei ricercatori dell’Università di Vienna che ottennero una risposta media di successo superiore al 52% in tre diverse forme di epilessia che colpiscono i bambini (spasmi infantili, sindrome di Dravet e sindrome di Lennox-Gastaut) si è passati a quelli della Johns Hopkins University di Baltimora che ottennero miglioramenti del 70% nell’epilessia mioclono-astatica e ora siamo arrivati a uno studio dell’Hospital for Sick Children di Toronto che l’anno scorso ha riportato un’efficacia dell’82% nello stato epilettico refrattario, fino a un altro studio svedese secondo cui gli effetti neuroprotettivi di questa dieta la renderebbero efficace anche nei disturbi del sonno e della memoria e forse addirittura nella demenza.

Altre Applicazioni Terapeutiche

Questa dieta sta inoltre dimostrando un’efficacia simile ai farmaci anche in altre patologie andando talora a riempire una lacuna terapeutica che lasciava i pazienti indifesi.

La Malattia di McArdle

La storia di Letizia Barbara è italiana, ma vive in Svezia da anni. Sua figlia, Letizia, è affetta dalla malattia di McArdle, una condizione in cui alle cellule dei muscoli manca l’enzima glicogeno-fosforilasi che serve a trasformare il glicogeno, principale riserva energetica del muscolo, in glicogeno, la benzina muscolare, lasciando il paziente incapace di compiere anche il minimo esercizio a causa di spossatezza, rigidità e dolori muscolari. Una situazione particolarmente drammatica per un bambino. Malattie come questa rientrano tra nel gruppo delle glucogenosi e la malattia di McArdle è la glucogenosi di tipo 5, una forma per cui non esiste una specifica cura e che può portare sulla sedia a rotelle anche se esistono forse meno gravi, come pure forme, soprattutto infantili, addirittura fatali per insufficienza respiratoria. La malattia è dovuta a un’alterazione localizzata sul cromosoma 11 la cui forma più frequente nella popolazione occidentale è la R49X. In genere in questi casi si può solo dare ai bambini il consiglio di mangiare carboidrati in continuazione, una misura che però con Letizia non funzionava.

Ma Barbara non si è data per vinta, ha studiato, ha letto finché ha capito che i grassi potevano essere una fonte di energia alternativa agli zuccheri per la sua bambina. Contro il parere dei medici, cercando notizie su Internet, l’ha allora portata in un Centro degli Uniti specializzato in questi casi, dove Letizia ha iniziato a seguire una dieta ketogenica e i risultati sono stati ottimi. Tornate a casa, i medici svedesi, visto cosa i colleghi americani erano riusciti ad ottenere, hanno subito messo a disposizione della piccola un «keto-team» per farle seguire la dieta. Per rendere più piacevole quello che a Letizia poteva sembrare uno spiacevole obbligo, Barbara ha allora creato per sua figlia un intero menù di leccornie che hanno meravigliato gli stessi specialisti per la ricchezza e per la precisione con cui è stato curato ogni piatto senza trasgredire le rigide regole imposte dalla dieta.

Emicrania

Le applicazioni di questa dieta hanno continuato a crescere negli anni: anche in Italia gli studi non mancano e nel 2015 uno studio di Cherubino di Lorenzo pubblicato sull’European Journal of Neurology ne ha verificato l’utilità nell’emicrania mostrando come questa dieta riduca significativamente sia il numero degli attacchi di mal di testa, sia la necessità di ricorrere ai farmaci, probabilmente migliorando il metabolismo neuronale e riducendo la situazione infiammatoria. La possibile spiegazione è che anche nell’emicrania c’è un’onda di ipereccitabilità neuronale durante l’attacco: è minore rispetto a quella dell’attacco epilettico, ma la dieta funzionerebbe anche in questo caso. «Abbiamo appena preso in carico anche il primo paziente McArdle italiano che sta seguendo la dieta qui in Italia - dice Di Lorenzo- Le glucogenosi sono malattie fortunatamente rare, ma se basta usare l’alimentazione per cambiare in meglio la vita di chi ne soffre, è importante farlo sapere, anche perché altre malattie trattabili con questa dieta, come ad esempio l’emicrania o l’epilessia, rare non sono».

Ritardo dello Sviluppo Psico-Motorio

Se comunque pensate che le applicazioni della ketogenica siano esaurite vi sbagliate: uno studio appena pubblicato da ricercatori cinesi dell’Università di Zhengzhou sul Chinese Journal of Contemporary Pediatrics ne indica l’efficacia anche nel GDD, acronimo di Global Developmental Delay, cioè ritardo dello sviluppo psicomotorio a cui possono andare incontro fino al quinto anno d’età dall’1 al 3% dei bambini, soprattutto se maschi, spesso a causa di problemi avuti durante il parto e talora per cause genetiche. In questi casi il trattamento di scelta era una lunga terapia occupazionale con cui si tentava di inserire il bambino in situazioni complesse di gioco e di problem solving. Nel recente studio cinese la dieta ketogenica ha invece dimostrato, già dopo tre mesi, un rapido recupero neuro-comportamentale ed emotivo, con miglioramenti motori e del linguaggio a fronte di effetti collaterali poco significativi: su 77 bambini 6 hanno avuto un po’ di diarrea e solo uno lievi problemi di calcolosi urinaria (renella).

Deficit dell’Attenzione e Iperattività

Gli effetti benefici di questa dieta sullo sviluppo neurocomportamentale non sono comunque una novità: già in passato è stata usata con successo anche in bambini affetti da ADHD, il disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività, un problema che il Raine Study condotto su 1.799 quattordicenni, pubblicato sul Journal of Attention Disorders dai ricercatori del Telethon Institute of Child Health Care Research di Perth, in Australia, aveva legato alla dieta «all’americana» e giudicato prevenibile con un’alimentazione salutistica di tipo mediterraneo in cui prevalgono frutta, verdura, prodotti a base di grano integrale, carne bianca e pesce.

Alimentazione e Attività Fisica: La Chiave per la Salute

Alimentazione e attività fisica giocano un ruolo fondamentale per la nostra salute e rappresentano la chiave per la prevenzione delle malattie. La prevenzione primaria ha come obiettivo il mantenimento dello stato di salute dell’individuo, promuovendo uno stile di vita sano e aiutando a contrastare i comportamenti a rischio, indipendentemente dall’ambito di riferimento. Due dei fulcri più importanti sono l’alimentazione e l’attività fisica. Mediante una dieta bilanciata e una regolare pratica sportiva possiamo accrescere il nostro benessere, ridurre il rischio di sviluppare patologie croniche e migliorare la qualità della vita.

tags: #dieta #università #di #vienna #piano #alimentare

Scroll to Top