Cos'è il Movimento Pro-Ana?
Il movimento Pro-Ana, promosso esclusivamente in uno spazio virtuale, ha come obiettivo l’assidua ricerca di raggiungere un target di peso molto basso. Questa aspirazione è percepita come l’unica modalità di conseguimento della perfezione e dell’eccellenza, sia dal punto di vista corporeo che spirituale. Dunque l’anoressia è percepita dai partecipanti del movimento come un vero e proprio stile di vita piuttosto che come un disturbo; essa è una dimostrazione di forza e non la manifestazione di una problematica di salute mentale e fisica.L'Influenza di Internet e dei Social Media
Secondo uno studio pubblicato nel 2012 da Peebles e colleghi, internet sarebbe stato lo spazio che avrebbe maggiormente favorito lo sviluppo del movimento, infatti è stato osservato come il suo radicarsi sia stato possibile anche grazie all’utilizzo di social media, blog e forum online. Inoltre, la possibilità di poter condividere la problematica con altre pazienti e la glorificazione del disturbo non hanno fatto altro che intensificare le manifestazioni di esso e renderne complicato il trattamento.Per contrastare la ancora più estesa ascesa di questo movimento, le organizzazioni che promuovono la lotta contro i disturbi alimentari, iniziarono a richiedere la chiusura dei siti pro-ana; tuttavia, questa azione ebbe l’effetto opposto ed essi acquistarono notorietà. È stato stimato come tra il 2005 e il 2010 fossero quasi undici milioni i visitatori regolari di questi siti, di cui il 99% donne di età compresa tra i 12 e i 40 anni (con un picco tra i 13 e i 25).Cosa Si Trova Nei Siti Pro-Ana?
Secondo quanto riportato da uno studio di Csipke e Horne, pubblicato nel 2007, dando uno sguardo a questi portali, è possibile osservare come il mondo di internet rappresenti una vera e propria opportunità per le pazienti per scambiarsi consigli e strategie: infatti, all’interno di questi siti è possibile trovare delle sezioni, ognuna dedicata ad un’area specifica, tra cui come trovare un compagno di dieta oppure partecipare ad un contest per mettersi alla prova o trovare dei veri e propri “tips and tricks”.Il crescente interesse per questi siti da parte delle giovani donne, anche non affette da un disturbo alimentare, ha portato ad interrogarsi su quali fossero i fattori concorrenti all’utilizzo di essi.Profili degli Utenti Coinvolti
Nel 2016, grazie ad uno studio condotto da Yom-Tov e colleghi, sono stati evidenziati i tratti più marcati di alcuni utenti del sito myproana.com, ovvero quello maggiormente utilizzato in tutto il mondo, che si sono prestati a partecipare ad una ricerca volta all’individuazione di differenze tra stato fisico e mentale e comportamento online delle persone coinvolte nelle comunità pro-anoressia. Il campione finale dello studio comprendeva 761 soggetti e dai risultati è stato possibile osservare che il più del 45% degli utenti aveva ricevuto una diagnosi di disturbo depressivo, più del 77% aveva messo in atto comportamenti volontari autolesivi, il 46% aveva tentato il suicidio almeno una volta; solo poco più del 7% riportava di essere sottoposto a trattamento per almeno un disturbo.Studi comparativi con altri siti web, hanno tuttavia mostrato che gli utenti di myproana.com rappresentano il campione meno a rischio, con un buon interesse per una possibile terapia. Gli utenti intervistati tendono dunque a fare una distinzione tra l’utilizzo dei siti Pro-Ana e lo sviluppo di un disturbo alimentare, affermando che la frequentazione di questi portali non è la causa dell’esordio del disturbo. Frequentemente gli utenti riportano di aver ricevuto supporto all’interno di queste community anziché pericolosi incoraggiamenti.Segnali di Allarme da Non Sottovalutare
Ma come riconoscere precocemente i disturbi alimentari? A quali segnali porre attenzione? “Spesso i disturbi alimentari hanno una insorgenza subdola e aspecifica, che dura mesi o anni e per tale ragione restano a lungo sottodiagnosticati”, prosegue Agostiniani. Una revisione sistematica della letteratura scientifica condotta di recente dalla Società Italiana di Pediatria che ha preso in considerazione 657 studi recenti, ovvero condotti negli ultimi 4 anni, ha messo in luce i campanelli di allarme a cui genitori e pediatri devono prestare attenzione.Segnali Comportamentali
* Cambiamento di atteggiamento nei confronti del cibo, come mangiare in modo estremamente lento.* Riduzione drastica delle porzioni.* Eliminazione di intere categorie di alimenti dalla propria dieta.* Sviluppo di rituali particolari, come tagliare il cibo in pezzi minuscoli.* Evitare i pasti in compagnia.* Creare scarti alimentari esagerati.Attenzione all'Aspetto Fisico
Chi soffre di un disturbo alimentare può mostrare una preoccupazione costante per il proprio peso, esprimendo insoddisfazione per il proprio corpo anche in assenza di un reale cambiamento fisico. Un altro segnale da non sottovalutare è l’eccessiva attività fisica, soprattutto negli adolescenti maschi. "Non si tratta solo di un aumento dell’esercizio sportivo, ma di una costante necessità di movimento, come salire e scendere le scale ripetutamente, camminare sul posto o rimanere in piedi il più possibile, anche quando si avverte una forte stanchezza", prosegue Bozzola. I ragazzi possono apparire attivi ed energici anche se sono sottopeso. Secondo una ricerca, il 90% dei pazienti con anoressia nervosa continua a praticare attività fisica nonostante la stanchezza e l’affaticamento dovuti alla perdita di peso.Sintomi Fisici
Oltre ai segnali comportamentali, ci sono sintomi fisici che possono suggerire la presenza di un disturbo alimentare. Tra questi, la sensazione costante di freddo, episodi di vertigini o svenimenti, affaticamento e, nelle ragazze, alterazioni del ciclo mestruale fino all’amenorrea.Uno screening tempestivo e un’attenzione a questi segnali possono fare la differenza.Il Ruolo della Genetica e dell'Ambiente
La ricerca scientifica negli anni ha dimostrato che esiste una predisposizione genetica a sviluppare disturbi del comportamento alimentare. Per l’anoressia nervosa, gli studi sui gemelli indicano una componente genetica variabile dal 16% al 74%, con differenze tra maschi e femmine e a seconda dell’età di esordio (è maggiore nel caso dei maschi con esordio prima della pubertà e nelle femmine dopo l’inizio della pubertà). Anche l’ambiente familiare influisce: i figli di persone con DCA hanno un rischio da 3 a 5 volte maggiore di sviluppare problemi simili. Esperienze stressanti come bullismo, conflitti familiari o lutti possono contribuire all’insorgenza del disturbo. Anche il mondo digitale è un fattore di rischio: i social media e i siti pro-ana possono influenzare negativamente l’immagine corporea degli adolescenti.Cosa Fare?
Questi dati potrebbero aiutare i professionisti a implementare ed affinare gli interventi terapeutici con chi soffre di disturbi alimentari o è a rischio di svilupparli. Sebbene le linee guida citino alcuni approcci di comprovata efficacia quali la CBT-ED, la ricerca può comunque aiutare a sviluppare trattamenti più mirati. In occasione della Giornata del Fiocchetto Lilla, la SIP invita i genitori a prestare attenzione ai segnali e a non sottovalutare eventuali cambiamenti nel comportamento alimentare dei propri figli. Rivolgersi al pediatra ai primi dubbi è il primo passo per affrontare il problema.Tabella: Segnali di allarme nei disturbi alimentari
| Categoria | Segnali |
|---|---|
| Comportamentali | Mangiare lentamente, ridurre porzioni, eliminare cibi, rituali durante i pasti, evitare pasti in compagnia. |
| Aspetto Fisico | Preoccupazione costante per il peso, insoddisfazione per il corpo, eccessiva attività fisica. |
| Sintomi Fisici | Sensazione costante di freddo, vertigini, svenimenti, affaticamento, alterazioni del ciclo mestruale. |
Leggi anche: Approfondimento: dieta senza sale
Leggi anche: Come perdere peso facilmente
Leggi anche: Idee per una dieta equilibrata