Dimagrimento Improvviso e Tumore alla Prostata: Cause, Sintomi e Diagnosi

Esistono diversi sintomi che possono essere percepiti da chiunque nel corso della vita e in alcuni rari casi possono essere legati a specifici tipi di cancro. Non devono però allarmare, perché spesso si manifestano senza essere legati a particolari patologie e passano in breve tempo. Se persistono, è invece importante non trascurarli.

Nella maggior parte dei casi sono dovuti a condizioni transitorie, che possono richiedere cure - per esempio infezioni per le quali occorre una terapia antibiotica -, ma talvolta possono essere la prima spia di un tumore. Per questo, di fronte a sintomi che si protraggono nel tempo è necessario rivolgersi al proprio medico. Il medico valuterà l’opportunità di prescrivere eventuali accertamenti per consentire, eventualmente, una diagnosi precoce di un tumore, che a sua volta può cambiare sostanzialmente l’andamento e l’esito della malattia o l’intensità delle cure.

Tra i sintomi da riconoscere ve ne sono alcuni generali, che riguardano tutto l’organismo, e altri localizzati, specifici per i singoli organi.

Sintomi Generali

Una perdita di peso involontaria, pari ad almeno il 10% del proprio peso corporeo, potrebbe essere la spia di un tumore ed in particolare di una neoplasia del tratto gastrointestinale. Perdere peso non sempre significa migliorare il proprio stato di salute.

Stanchezza Eccessiva e Non Giustificata

È facile sentirsi stanchi a causa dei ritmi di vita familiare o lavorativa e non è sempre facile stabilire quando questa sensazione rientra nella norma oppure può essere spia di una condizione patologica. Se però il senso di debolezza e affaticamento non migliora col riposo o persiste nel tempo, è meglio chiedere al proprio medico un esame del sangue per individuare un’eventuale anemia, una condizione caratterizzata dalla carenza di emoglobina nei globuli rossi.

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L’anemia può avere molte cause, ma in alcuni casi poco frequenti rivela la presenza di leucemie oppure di tumori solidi che, sanguinando impercettibilmente ma a lungo, deprivano l’organismo delle sue scorte di ferro.

Perdita di Peso Involontaria

Si insiste tanto sui benefici del perdere peso, a tal punto che ogni etto in meno è quasi sempre interpretato in senso positivo. Un dimagrimento può essere causato da diversi cambiamenti di abitudini: una vera e propria dieta, oppure l’introduzione regolare di alimenti diversi dai precedenti, o da un incremento sostanziale dell’attività fisica.

Se però il dimagrimento è significativo e non si può spiegare con un cambiamento di abitudini e comportamenti, è bene escludere che a provocarlo sia una malattia. Potrebbe trattarsi di un disturbo della tiroide o una patologia gastrointestinale oppure, più raramente, di un tumore. È consigliabile parlarne con il proprio medico, indipendentemente dal fatto che vi sia o meno perdita di appetito, per tutti o per determinati alimenti. Con l’aiuto dello specialista sarà possibile definire meglio il problema.

Febbre

Il rialzo della temperatura corporea è tipico delle malattie infettive, e nella maggior parte dei casi dura pochi giorni, il tempo necessario alle difese dell’organismo a eliminare batteri e virus. Se persiste per settimane o mesi oppure ricorre di frequente, può indicare la risposta a infezioni particolari, più difficili da combattere.

Talvolta, però, la febbre può essere una parte della risposta del sistema immunitario ad alcune forme di tumore, per esempio nel caso di tumori del fegato, del pancreas o di tumori del sangue, come leucemie o linfomi.

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Ittero

La colorazione giallastra della pelle e delle sclere, cioè la parte bianca dell’occhio, è tipica di molte malattie del fegato e delle vie biliari, che nella maggior parte dei casi sono di natura diversa dal cancro. Talvolta un tumore in questi organi può ostruire il normale deflusso della bile, provocando un aumento della concentrazione di bilirubina nel sangue e quindi il tipico colorito itterico.

Abbondanti Sudorazioni Notturne

Capita alle donne in menopausa di svegliarsi nel cuore della notte completamente bagnate di sudore. In questo caso si tratta di un sintomo associato ai cambiamenti ormonali. Ma se non si è in menopausa e sono presenti altri sintomi, per esempio un linfonodo gonfio, prurito su tutto il corpo o spossatezza, il medico potrà prescrivere esami di approfondimento per escludere la presenza di un tumore del sangue, come il linfoma di Hodgkin.

Prurito

La comparsa di un prurito persistente e diffuso a tutta la superficie del corpo può dipendere da una pelle troppo secca o da varie condizioni banali, ma può anche essere specchio di una malattia del fegato o di un linfoma, in particolare se il prurito è maggiore la sera e la notte rispetto alla mattina.

Dispepsia

La dispepsia è una sensazione di dolore o fastidio nella parte alta dell’addome, a volte accompagnata da nausea. È un disturbo molto comune, soprattutto dopo pasti abbondanti, grassi o molto speziati. Se tuttavia compare improvvisamente, è particolarmente fastidiosa o dolorosa e persiste nel tempo, occorre farla valutare dal medico.

Sintomi Localizzati

Noduli o Rigonfiamenti

È importante conoscere il proprio corpo per cogliere con prontezza la comparsa di un nodulo prima inesistente. Le donne sono informate su questa eventualità e sanno di doversi subito rivolgere al medico se sentono un nodulo al seno o se si accorgono di altri cambiamenti nell’aspetto delle mammelle, per esempio arrossamenti o rigonfiamenti cutanei o alterazioni del capezzolo.

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Anche gli uomini possono sviluppare un tumore mammario, sebbene molto più raramente, e non devono quindi trascurare gli stessi segnali (i casi di tumore della mammella che riguardano il sesso maschile sono lo 0,5-1 per cento del totale). Inoltre devono abituarsi a riconoscere la presenza di ingrossamenti a livello dei testicoli, ricordando che i tumori che si sviluppano in questa zona guariscono ormai nella stragrande maggioranza dei casi.

In entrambi i sessi, e anche nei bambini, rigonfiamenti sospetti si possono formare a livello del collo, dell’inguine o sotto le ascelle. Spesso si tratta di linfonodi ingrossati in risposta a infezioni o infiammazioni. Se però queste formazioni persistono per più di tre settimane, tendono ad aumentare di volume o sono poco mobili, è bene farle controllare perché potrebbero essere il primo segno di un tumore in un organo adiacente, oppure di una leucemia o di un linfoma.

Nei

Come per la comparsa di noduli, anche l’aspetto della propria pelle va ben conosciuto e tenuto sotto controllo. È normale che nel corso della vita compaiano nuovi nei. Ma se questi hanno un aspetto diverso dagli altri, prudono, sanguinano, aumentano rapidamente di dimensione o cambiano forma e colore nel giro di settimane o mesi è bene farli controllare.

Queste precauzioni sono particolarmente importanti per chi ha avuto casi di tumore della pelle in famiglia oppure ha la pelle chiara, per cui si scotta facilmente, o tende ad avere efelidi o molti nei.

Vesciche o Ulcere

Lesioni di questo tipo che compaiono sulla pelle o sulle mucose della bocca, della vulva o del pene devono essere fatte vedere al medico. Possono avere cause infettive oppure, come le afte in bocca, associarsi a condizioni di particolare stanchezza e stress. Anche queste lesioni, se non si risolvono in tre settimane circa, richiedono accertamenti.

Tosse e/o Voce Rauca

Anche disturbi comuni come la tosse o l’abbassamento della voce, se non passano in circa tre settimane, tendono a peggiorare o si accompagnano a striature di sangue, devono essere riferiti al medico, soprattutto nei fumatori o ex fumatori, più a rischio per tumori del polmone e della laringe.

Difficoltà a Deglutire

In presenza di una sensazione di dolore o di una difficoltà a deglutire (disfagia) che non scompare e anzi tende a peggiorare nel tempo è bene rivolgersi a un medico per escludere la presenza di un tumore dell’esofago.

Difficoltà a Urinare

I disturbi urinari sono molto comuni soprattutto negli uomini a partire da una certa età, ma sono frequenti anche nelle donne giovani. In questo secondo caso derivano più spesso da infezioni delle vie urinarie, mentre negli uomini dipendono nella maggior parte dei casi da un ingrossamento benigno della prostata, normale con il passare degli anni.

Sarà il medico a valutare, caso per caso, se occorrono ulteriori accertamenti per escludere che il disturbo non nasconda un tumore.

Difficoltà a Respirare

La mancanza di fiato si accompagna all’avanzare dell’età e soprattutto nelle persone che soffrono di bronchite cronica può essere importante. Tuttavia, se compare in una persona sana o peggiora in tempi brevi è bene parlarne con il proprio medico.

Sanguinamenti

Ogni sanguinamento da qualunque orifizio del corpo (con le feci, le urine, nel vomito o a livello vaginale) deve essere riferito al medico. La presenza del sangue nelle feci dipende nella maggior parte dei casi da emorroidi o altre lesioni banali e quello nelle urine può anche essere provocato da calcoli o infezioni, ma in entrambi i casi è bene parlarne con il proprio medico che può richiedere esami di approfondimento.

Non bisogna poi esitare ad approfondire il disturbo se il sangue compare nel catarro espettorato con la tosse. Non è il caso di allarmarsi, perché il fenomeno può trovare spiegazioni più rassicuranti di un sospetto tumore, ma richiede subito approfondimenti, soprattutto nei fumatori.

Le perdite di sangue dal naso sono in genere le più innocenti e solo in rarissimi casi, se molto ricorrenti e abbondanti, possono essere premonitrici di una leucemia. Nelle donne la comparsa di perdite ematiche tra una mestruazione e l’altra va indagata, ma nella maggior parte dei casi è dovuta ad alterazioni funzionali e non organiche. Tuttavia, anche questi fenomeni, soprattutto se si verificano dopo i rapporti sessuali o dopo la menopausa, richiedono accertamenti.

Disturbi Intestinali

In presenza di un cambiamento della propria regolarità intestinale, con la comparsa di stipsi o diarrea oppure con la presenza di sangue nelle feci, si consiglia sempre un controllo dal proprio medico. Oltre nove casi su dieci di tumori intestinali si verificano sopra i cinquant’anni di età.

Nelle persone più giovani è più probabile che la stipsi sia legata a comportamenti e abitudini alimentari e la diarrea a infezioni o altre patologie. In ogni caso, se i disturbi si protraggono per più di un mese, è bene sentire il proprio medico.

La sensazione di gonfiore addominale è molto comune tra le donne, e in gran parte dei casi può essere uno dei sintomi della sindrome del colon irritabile. Se tuttavia è particolarmente fastidiosa e persistente è bene sottoporsi a una visita ginecologica per escludere la presenza di un tumore dell’ovaio.

Dolore

Diversamente da quanto si può pensare, il dolore non è uno dei sintomi più comuni e precoci del cancro, a meno che la malattia non sia localizzata alle ossa. Il dolore è un sintomo molto complesso da indagare perché può avere diverse cause.

Tuttavia, è bene ricordare che in rari casi una lombalgia che non passa potrebbe indicare un tumore dell’ovaio o del colon, un forte e persistente dolore alla spalla potrebbe essere provocato da un tumore al polmone e dolori addominali potrebbero dipendere da un tumore del pancreas o dello stomaco.

Tumore alla Prostata: Sintomi e Diagnosi

Il tumore alla prostata è una delle patologie più diffuse fra gli uomini. All’interno della popolazione maschile è sicuramente una delle patologie più frequenti, tanto che rappresenta il 19,8% circa dei carcinomi diagnosticati agli uomini. Questa patologia può interessare circa un uomo su 8 in Italia, ma al contempo è attualmente fra le neoplasie con le maggiori possibilità di sopravvivenza: si stima che a 5 anni dalla diagnosi l’91% dei soggetti resti in vita, un numero destinato a crescere ulteriormente grazie all’evoluzione della ricerca e alla sensibilizzazione alla prevenzione.

Molto spesso i sintomi del tumore alla prostata non si presentano con tempestività e non è facile riconoscerli. Nelle prime fasi, si associa al tumore una prostata ingrossata: questo aumento di dimensione provoca una compressione dell’uretra, che attraversa la prostata per portare l’urina dalla vescica verso l’esterno. L’urina non ha quindi modo di transitare regolarmente e si verifica un’alterazione del suo flusso.

Se ha già coinvolto altri distretti, il tumore alla prostata può dare mal di schiena, febbre, brividi. Secondo le statistiche, la percentuale di casi rilevati dopo la diffusione del cancro arriva al 30%, proprio a causa della sintomatologia non sempre identificabile: i sintomi urinari ad esempio compaiono solo nelle fasi più avanzate della malattia e possono indicare anche la presenza di patologie diverse dal tumore, come l’ipertrofia prostatica benigna.

È quindi molto importante che la diagnosi sia eseguita da un medico specialista che prenda in considerazione diversi fattori prima di decidere come procedere. Non è importante solo guardare i sintomi, ma anche quello che è l’indicatore più diretto della presenza di problemi alla prostata.

I sintomi aspecifici del tumore della prostata metastatico in genere sono: stanchezza molto intensa (definita fatigue), senso di malessere generalizzato, perdita di peso ingiustificata. A seconda della parte del corpo interessata dalle metastasi, possono comparire sintomi differenti:

  • OSSA: il sintomo più comune è il dolore; frequentemente si verificano fratture poiché le metastasi rendono le ossa più deboli. Nel caso in cui ci siano metastasi nei pressi della spina dorsale, può verificarsi la compressione midollo spinale.
  • LINFONODI: si possono avvertire i linfonodi duri e gonfi.

PSA (Antigene Prostatico Specifico)

Il PSA (acronimo inglese che si traduce con Antigene Prostatico Specifico) è una proteina che viene prodotta dalla prostata con l’obiettivo di mantenere fluido il liquido seminale in seguito all’eiaculazione. Essendo sintetizzata esclusivamente dalle cellule di questa ghiandola, può costituire un marker delle patologie che la coinvolgono. È infatti quantificabile il suo livello di presenza nel sangue, che in condizioni normali è compreso fra 0 e 4 nanogrammi per millilitro di sangue.

Se i valori risultano elevati, potrebbe trattarsi di un primo segnale dello sviluppo di tumore alla prostata. Ma non è scontato, poiché un alto dosaggio di PSA potrebbe anche essere collegato a un’infiammazione benigna della ghiandola o una iperplasia benigna, così come a fattori non legati alla prostata: insufficienza renale, conseguenze di esami diagnostici specifici (ecografia transrettale, citoscopia, colonscopia e biopsia), attività sessuale, traumatismi derivati dall’uso di moto o bicicletta, uso di farmaci per contrastare la calvizie e l’ipertrofia prostatica. Perfino le stagioni, l’etnia di appartenenza e il peso possono influire sul livello di PSA.

Quindi non è detto che il singolo risultato dell’esame con valore superiore a 4 ng/ml debba essere legato al tumore alla prostata, il cui sviluppo è accertato solo nel 20% dei casi in cui i valori di PSA sono compresi fra 4 e 10 ng/ml. Allo stesso tempo, valori bassi di PSA non possono sempre tradursi in un’esclusione della patologia. La presenza di un tumore alla prostata è comunque più probabile se i valori di PSA risultano superiore a 10 ng/ml.

La diminuzione del PSA ratio, ovvero il rapporto tra PSA libero e totale, che risulta il più utilizzato in relazione al PSA totale. Se infatti il rapporto risulta inferiore al 10% e soprattutto al 7%, sembra che le probabilità di rilevare un tumore siano superiori all’80%. Questi derivati, la cui utilità è tuttora da chiarire, è spesso relativa soprattutto a valori di PSA compresi tra 4 e 10 ng/ml.

Per approfondire la situazione, si devono quindi abbinare all’esame del livello di PSA ulteriori esami di accertamento. L’efficacia dell’analisi del PSA come test di screening non mette d’accordo la comunità scientifica, mentre la sua utilità nel tenere sotto controllo i casi già trattati è assodata. Negli uomini più giovani è indicato solo se sussiste un sospetto diagnostico oppure se i familiari più stretti hanno sofferto o soffrono di tumore alla prostata. Anche i soggetti più anziani, in particolare se hanno più di 70 anni e altre patologie in corso, devono fare attenzione nel sottoporsi all’esame del livello di PSA: l’eventuale diagnosi di tumore non ne modificherebbe l’aspettativa di vita e ne peggiorerebbe invece la qualità.

Risonanza Magnetica Multiparametrica (RM mp)

Risonanza magnetica multiparametrica (RM mp), il metodo avanzato più efficace per la valutazione della prostata. La biopsia è l'unico esame in grado di identificare con certezza la presenza di cellule tumorali nel tessuto prostatico, e consiste nel prelievo del tessuto prostatico tramite l’utilizzo di una sonda rettale.

Prima di un’eventuale biopsia, che resta una tecnica invasiva, è vantaggioso sottoporre il paziente a risonanza magnetica multiparametrica della prostata, fondamentale per decidere se e come sottoporre il paziente a biopsia e per ridurre l’eccesso di diagnosi e dei trattamenti. La RM mp è utile anche dopo una biopsia negativa dopo la quale resta però il sospetto diagnostico: può infatti identificare un eventuale tumore alla prostata e la sua estensione, facilitando lo studio del trattamento giusto.

È inoltre in atto un’ulteriore evoluzione della relazione particolarmente preziosa fra RM mp e biopsia. In caso di sospetta neoplasia, il medico può unire le immagini date dalla risonanza magnetica prostatica multiparametrica a quelle prodotte dall’ecografia endorettale, per poi procedere con la biopsia prostatica fusion o biopsia di fusione. L’accoppiamento delle immagini mette in luce le aree in cui si sospettano processi tumorali in corso, rendendo così possibili prelievi di tessuto mirati.

La biopsia permette infine di determinare in quale fase si trovi il tumore alla prostata a seconda del coinvolgimento dei linfonodi e della presenza di metastasi. Molti tumori si rivelano infatti poco aggressivi, rimangono confinati alla prostata e presentano un decorso piuttosto lento. Ciò significa che i pazienti possono essere in grado di convivere col tumore per anni senza sottoporsi a specifici trattamenti e senza subire conseguenze negative per la loro salute.

Inoltre, quando necessarie, le opzioni terapeutiche sono molteplici e piuttosto efficaci. Purtroppo, accanto alle forme a crescita molto lenta, esistono anche carcinomi prostatici, più aggressivi, con tendenza a metastatizzare.

Se si tratta di una forma particolarmente aggressiva, stanchezza molto forte, malessere generale e perdita di peso possono essere sintomi di un’espansione del carcinoma prostatico oltre la ghiandola stessa.

Trattamenti per il Tumore alla Prostata

La scelta del trattamento dipende dal livello di rischio rilevato: se risulta basso, spesso il medico opta per un controllo vigile, ovvero monitoraggio continuo. È la scelta più frequente nel caso si tratti di soggetti anziani o con tumori asintomatici e di piccole dimensioni.

Esistono diversi regimi di terapia ormonale che, in genere, vengono usati in sequenza: ciò ha consentito negli ultimi anni di aumentare molto l’aspettativa di vita dei pazienti con tumore della prostata in fase avanzata.

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