Dolcificanti Artificiali: Tipi, Rischi e Alternative

Si sente spesso parlare di dolcificanti artificiali e dei loro effetti sulla salute, del loro ampio uso nel settore alimentare e degli effetti del loro consumo all’interno di un regime alimentare sano ed equilibrato.

Chi inizia una dieta per dimagrire, perdere peso o rimettersi in forma deve tener conto delle calorie assunte e il ricorso ai dolcificanti artificiali è spesso considerato un modo piuttosto comune per ottenere un sapore dolce senza compromettere l’apporto calorico.

In questo articolo, cercheremo di fare chiarezza su cosa sono i dolcificanti artificiali, come e quando vengono usati nel settore dell’alimentazione, come usarli in cucina e integrarli in modo corretto nella propria dieta. Inoltre, forniremo una lista delle principali sostanze che rientrano in questa categoria ed elencheremo pro e contro del loro uso in cucina.

Cosa Sono i Dolcificanti Artificiali?

I dolcificanti artificiali sono noti anche come “edulcoranti artificiali”: sono veri e proprio sostituti dello zucchero comune, e si presentano come sostanze chimiche create dall’uomo e specificamente progettate per conferire un sapore dolce ai cibi e alle bevande senza aggiungere calorie significative.

Si tratta, infatti, di veri e propri sostituti dello zucchero: sostanze chimiche progettate per conferire un sapore dolce ai cibi e alle bevande senza aggiungere calorie significative. Questi composti sono stati sviluppati come alternative allo zucchero raffinato (il saccarosio) per soddisfare la richiesta di dolcezza nei prodotti alimentari, specialmente nell’industria alimentare che si occupa della produzione di dolciumi (ma non esclusivamente).

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Quando si parla di dolcificanti artificiali, inoltre, bisogna tenere a mente la loro intensa dolcezza e il loro forte potere dolcificante, che sono molto superiori a quelli del comune zucchero bianco semolato: da questa caratteristica dipende il fatto che vanno utilizzati quantità molto piccole, con modalità particolari, per ottenere lo stesso livello di dolcezza che si ricava dallo zucchero.

I dolcificanti artificiali hanno una storia che risale a diversi decenni fa: ogni diversa sostanza, però, è stata “scoperta” e utilizzata in tempi e modi differenti. Ciò che accomuna la storia dei dolcificanti artificiali è il fatto che tutti sono stati sviluppati in un contesto molto preciso, ovvero per soddisfare la richiesta di cibi e bevande light o più leggeri dal punto di vista calorico e per fornire delle nuove opzioni a coloro che cercano di ridurre il consumo di zuccheri o gestire il diabete.

D’altro canto, va notato che ciascun dolcificante artificiale ha le proprie caratteristiche chimiche, il proprio profilo di dolcezza e anche i relativi potenziali effetti collaterali: per questo è importante avere piena consapevolezza di cosa si sta utilizzando e di come vada utilizzato; è anche importante rispettare le dosi giornaliere accettabili stabilite dalle agenzie regolatorie per garantire la sicurezza e la non tossicità.

Mappatura delle Principali Tipologie di Dolcificanti Artificiali

Gli esempi più comuni di dolcificanti artificiali usati nell’industria alimentare sono nomi che potrebbero suonarti familiari, come l’aspartame, il sucralosio, la saccarina, la stevia e l’advantame.

Come abbiamo accennato, ognuno di questi dolcificanti ha un sapore e un modo di utilizzo leggermente diversi; alcuni possono addirittura essere usati in combinazione tra loro per ottenere risultati specifici nelle preparazioni culinarie e nella produzione di cibi e bevande senza zucchero.

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Tenete presente che alcune bevande classificate come “senza zuccheri aggiunti” contengono dolcificanti artificiali; se cerchi un prodotto che sia senza zuccheri aggiunti e senza dolcificanti artificiali, prova Dolce di Natura ACE Santal o gli altri gusti della stessa linea.

Di seguito vi forniamo una lista delle tipologie più comuni di dolcificanti artificiali.

  1. Aspartame. L’aspartame è uno dei dolcificanti artificiali più diffusi ed è comunemente utilizzato in bevande dietetiche e prodotti alimentari senza zucchero. È fino a 200 volte più dolce dello zucchero, ma non contribuisce significativamente all’accumulo di calorie. Il suo uso comune prevede l’impiego in bevande gassate dietetiche, dolcificanti in bustine e caramelle “senza zucchero” per bambini e adulti.
  2. Saccarina. La saccarina è uno dei primi dolcificanti artificiali scoperti ed è circa 300-400 volte più dolce dello zucchero. Ha, tuttavia, un retrogusto amaro che lo rende di difficile impiego per alcuni consumatori. Come l’aspartame, è impiegata nella produzione di bevande e caramelle dietetiche, ma anche in alimenti da forno senza zucchero aggiunto.
  3. Ciclamato. Il ciclamato è un dolcificante artificiale fino a 50 volte più dolce dello zucchero. Quando viene metabolizzato, il ciclamato produce una sostanza detta cicloesilammina, che è stata a lungo sospettata di costituire un rischio per la salute: per questo motivo il ciclamato è stato vietato in alcune regioni, a causa di preoccupazioni sulla sua sicurezza, ma è ancora utilizzato in molti Paesi. Oltre alle bevande dietetiche e ad alcuni prodotti da forno, lo contengono anche i gelati.
  4. Acesulfame potassico (Ace-K). L’acesulfame potassico è diverso dagli altri dolcificanti perché è stabile al calore e può essere utilizzato con molta più efficacia nei prodotti da forno. Il suo potere dolcificante è circa 200 volte più forte di quello dello zucchero e quindi viene spesso combinato con altri dolcificanti artificiali per migliorarne il sapore. Si trova spesso in integratori, farmaci in formato sciroppo e prodotti a base di frutta, come succhi e centrifugati.
  5. Sucralosio. Anche il sucralosio è stabile al calore, ma è circa 600 volte più dolce dello zucchero. Per questo motivo viene utilizzato in dosi molto piccole, che possono essere alquanto difficili da dosare. Inoltre, è noto per non avere alcun retrogusto amaro. Si impiega solitamente per bevande dietetiche, prodotti da forno, cibi confezionati e cereali da colazione.
  6. Stevia. La stevia (nome scientifico Rebaudioside A) è un dolcificante artificiale di origine naturale, perché estratto dalle foglie della pianta Stevia rebaudiana. Sebbene le foglie della pianta non siano molto più dolci del comune saccarosio, gli estratti artificiali che si ricavano in laboratorio sono fino a 200-300 volte più dolce dello zucchero. È molto comune trovarlo come dolcificante in bustine da utilizzare in casa o al bar perché non contiene calorie.
  7. Neotamo. Il neotamo è uno dei dolcificanti più dolci mai creati ed è circa 7.000-13.000 volte più dolce dello zucchero, per cui nell’industria alimentare ha un valore economico molto alto. È stabile al calore e può essere utilizzato in una vasta gamma di prodotti, compresi molti cibi confezionati.
  8. Advantame. Il dolcificante artificiale in assoluto più potente, però, è l’advantame, che è circa 20.000 volte più dolce dello zucchero ed è stabile al calore. È stato recentemente approvato dall’EFSA per l’uso in bevande, gomme da masticare, dolcificanti in bustine e prodotti da forno.

Pro e Contro dei Dolcificanti Artificiali

L’uso dei dolcificanti artificiali nel settore alimentare ha vantaggi evidenti in termini economici e pratici, ma presenta anche alcuni svantaggi legati a possibili effetti collaterali, alla sicurezza a lungo termine e all’alterazione del sapore.

Ammesso che se ne faccia un uso moderato (condizione imprescindibile per non creare danni all’organismo e non sviluppare una dipendenza), se vuoi utilizzare dei dolcificanti artificiali, quindi, dovrai considerare una lista di pro e contro, che in parte dipendono anche da considerazioni individuali.

Tra i vantaggi dell’uso di dolcificanti artificiali non possiamo non citare la bassa presenza o la totale assenza di calorie: è proprio questo il principale motivo del loro sviluppo e della loro commercializzazione, e questa caratteristica li rende utili per coloro che cercano di ridurre l’apporto calorico o controllare il peso. Anche le persone che mirano a un maggiore controllo del diabete possono trarre vantaggio dall’uso di queste sostanze, perché di fatto i dolcificanti artificiali non influenzano significativamente i livelli di zucchero nel sangue.

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Alcuni medici e dentisti sostengono che questo diverso metodo per dolcificare non contribuisca alla formazione di placca dentale e alla carie dentaria, e che quindi sia una scelta migliore per il benessere dei denti rispetto allo zucchero.

Esistono poi questioni di tipo diverso, che riguardano ad esempio l’impatto ambientale e la conservazione delle risorse del pianeta: quella della canna da zucchero su larga scala non è tra le coltivazioni più sostenibili, e in passato è già stata causa di distruzione di ampi ecosistemi ambientali.

Alcune persone, di contro, possono sperimentare effetti collaterali indesiderati derivanti dall’uso di dolcificanti artificiali, come mal di testa, disturbi gastrointestinali o reazioni allergiche. Ci sono alcuni dubbi anche sulla loro sicurezza a lungo termine: anche se i dolcificanti artificiali approvati dall’EFSA sono stati approvati come sicuri (se consumati con moderazione) continuano a sussistere preoccupazioni sulla loro sicurezza a lungo termine, che ha dato luogo a lunghi filoni di ricerca.

In particolare, sembra che l’uso prolungato di tali sostanze sintetiche possa tenere sempre alto o addirittura aumentare il desiderio di consumare dolci e dolciumi, creando una sorta di dipendenza. Anche il retrogusto di alcuni dolcificanti artificiali non può essere paragonato alla dolcezza dello zucchero comune, e può risultare sgradevole o troppo caratteristico per alcuni consumatori.

Dei limiti si registrano anche nella resa in laboratorio o in cucina, nella preparazione di ricette complesse: alcuni dolcificanti artificiali non sono stabili al calore e potrebbero non essere adatti per la cottura ad alte temperature o la preparazione di prodotti da forno.

Dolcificanti Alternativi Ammessi Dalla Normativa Europea

I dolcificanti alternativi ammessi dalla normativa europea sono stabiliti dal regolamento CE 1333/2002.

Ovviamente, non sono ammessi in tutte le categorie di alimenti e, pertanto, se vuoi sapere se li puoi utilizzare devi consultare il suddetto regolamento CE 1333/2002.

In ogni caso, se utilizzi i dolcificanti alternativi nel tuo prodotto, nella denominazione del prodotto devi specificare “con edulcoranti” se utilizzi solo i dolcificanti alternativi oppure “con zuccheri ed edulcoranti” se utilizzi i dolcificanti alternativi in associazione con zucchero, glucosio, fruttosio, sciroppo di glucosio, ecc.

Di seguito, riporto alcune informazioni riguardanti l’ impatto che possono avere i dolcificanti alternativi più utilizzati, sia sul prodotto che sulla salute dei consumatori.

  • Saccarina: La saccarina ha un potere dolcificante circa 400 volte superiore a quello del saccarosio; è stato il primo dolcificante alternativo ad essere utilizzato nell’ industria alimentare. La saccarina non viene quasi piu’ utilizzata dall’ industria alimentare e tra i motivi vi è il fatto che essa possiede un retrogusto metallico ed amarognolo; è stata, quindi, soppiantata da altri dolcificanti.
  • Aspartame: Il potere dolcificante dell’aspartame è circa 200 volte superiore a quello del saccarosio; è un dipeptide artificiale composto da due amminoacidi: l’acido aspartico e la fenilalanina; l’ estremità carbossilica di quest’ ultima, è esterificata con una molecola di metanolo. Una volta ingerito, l’aspartame viene rapidamente metabolizzato nei suoi tre componenti: Acido Aspartico, Fenilanina e Metanolo.
  • Ciclamati: Il ciclamato ha un potere dolcificante pari a circa 50 volte quello del saccarosio. Il ciclamato viene generalmente utilizzato in associazione con altri dolcificanti quali l’ aspartame, la saccarina e l’ acesulfame k ma può essere anche usato come agente aromatizzante. Il prodotto del metabolismo del ciclamato è la cicloesilammina; è questa la molecola sospettata di avere effetti nocivi sulla salute umana.
  • Acesulfame K: L’ acesulfame K (sale di potassio dell’ acesulfame) è stato introdotto solo recentemente come dolcificante sintetico alternativo al saccarosio; il suo potere dolcificante è circa 200 volte, superiore a quello dello zucchero; dunque, è paragonabile a quello dell’ aspartame. Una delle caratteristiche di questo dolcificante è che non viene metabolizzato dall’ organismo umano e, pertanto, viene secreto tal quale attraverso le urine; per quanto concerne il suo utilizzo, essendo termostabile (resiste a temperature di 200 °C senza subire nessuna degradazione termica) viene impiegato principalmente per dolcificare i prodotti da forno.
  • Sucralosio: Il sucralosio si ottiene sostituendo 3 gruppi ossidrilici del saccarosio con altrettanti atomi di cloro. Si tratta, dunque, di un dolcificante artificiale, anche se la molecola di partenza, il saccarosio è totalmente naturale. Il suo potere dolcificante è molto elevato: circa 600 volte quello del saccarosio. Per questo motivo viene utilizzato in quantità molto piccole; ciò comporta problemi di dosaggio e, pertanto, viene supportato dalle maltodestrine.
  • Stevia: La stevia è una pianta coltivata prevalentemente in Sud America, in alcuni Paesi Orientali (Thailandia, Cina) ed in Israele. Le foglie di stevia hanno un potere dolcificante di circa 30 volte quello del saccarosio; gli estratti glicosidici, invece arrivano ad avere un potere dolcificante pari a 300 volte quello del saccarosio. Il principio attivo, che conferisce alla Stevia il potere dolcificante, sono i cosiddetti Glicosidi Diterpenici, caratterizzati dalla presenza, nella loro struttura, di 3 molecole di glucosio; essi sono localizzati prevalentemente nelle foglie.

Effetti sulla Salute dei Dolcificanti Artificiali

Uno dei motivi principali per cui i dolcificanti artificiali sono così diffusi è la loro capacità di ridurre l’apporto calorico, rendendoli apparentemente ideali per chi desidera perdere peso o per chi deve controllare il livello di zuccheri nel sangue.

I principali benefici dei dolcificanti artificiali includono:

  • Zero o poche calorie, utili nelle diete ipocaloriche.
  • Non provocano un aumento diretto della glicemia, il che li rende una opzione per i diabetici.
  • Permettono di ridurre lo zucchero senza rinunciare al gusto dolce, favorendo il controllo del consumo di zuccheri semplici.

Tuttavia, alcuni studi hanno sollevato preoccupazioni sugli effetti a lungo termine:

  • Possibile alterazione del metabolismo: alcuni dolcificanti sembrano influenzare negativamente la regolazione della glicemia e dell’insulina, portando paradossalmente a un aumento della fame.
  • Impatto sul microbiota intestinale: ricerche recenti hanno suggerito che dolcificanti come il sucralosio e l’aspartame possano modificare la composizione del microbiota intestinale, con conseguenze potenziali sulla digestione e sul sistema immunitario.
  • Rischio di dipendenza dal gusto dolce: il loro utilizzo abituale può aumentare il desiderio di dolce, spingendo a consumare più cibi zuccherati.

In teoria, i dolcificanti artificiali non contengono zuccheri e non dovrebbero alterare la glicemia, rendendoli una scelta vantaggiosa per i diabetici. Tuttavia, alcuni studi suggeriscono che un uso prolungato possa influenzare la risposta insulinica e la sensibilità all’insulina.

Dolcificanti Consigliati e Sconsigliati per Diabetici

I dolcificanti artificiali più consigliati per i diabetici sono:

  • Stevia - Naturale, non impatta sulla glicemia.
  • Eritritolo - Basso impatto glicemico e ben tollerato.
  • Sucralosio - Non metabolizzato dal corpo, quindi a impatto nullo sulla glicemia.

I dolcificanti meno consigliati per chi ha il diabete sono:

  • Aspartame - Alcuni studi suggeriscono possibili effetti negativi sul metabolismo.
  • Saccarina - Può alterare il microbiota intestinale e avere effetti indiretti sulla glicemia.

Dolcificanti e Rischio Cardiovascolare

Fari puntati sui dolcificanti artificiali (edulcoranti) per il rischio cardiovascolare correlato al loro consumo. I ricercatori hanno studiato 103.388 adulti francesi, età media 42 anni, circa 80% donne, utilizzando i dati di indagine via web lanciata in Francia nel 2009 per indagare la relazione tra alimentazione e salute.

Durante un periodo medio di follow-up di 9 anni, sono stati registrati 1502 eventi cardiovascolari (età media all’evento di 62,7 anni) e l’assunzione di dolcificanti artificiali è risultata associata a una maggiore incidenza di malattie cardiovascolari, con un aumento del 9%, tra cui infarto del miocardio, sindrome coronarica acuta, angioplastica, angina, ictus o attacco ischemico transitorio.

Gli autori concludono che i dati dello studio suggeriscono una potenziale associazione diretta fra un alto consumo di dolcificanti e malattia cardiovascolare; pertanto, gli edulcoranti non sembrano essere una alternativa salutare e sicura allo zucchero e, pur non essendoci prove sufficienti per definire una quantità di dolcificante artificiale sicuramente dannosa, esiste comunque un’associazione dose-effetto, dato che il rischio di eventi cardiovascolari cresceva con un consumo maggiore.

Alternative Naturali

Altrettanto importante è valutare delle alternative naturali ai dolcificanti artificiali, tra cui:

  • Sciroppo d’agave
  • Mosto e succo d’uva
  • Melassa
  • Malto di cereali
  • Sciroppo d’acero
  • Zucchero di palma da dattero
  • Succo di frutta concentrato

Tutti contengono una quantità rilevante di calorie e impattano sulla glicemia, sebbene alcuni, in particolare il malto di cereali o lo sciroppo d’acero, siano anche un‘ottima fonte di antiossidanti e vitamine del gruppo B.

Nuove Linee Guida dell’OMS

Le ultime raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sconsigliano di assumere dolcificanti come sostituti del classico zucchero. A lungo termine non aiuterebbero a tenere sotto controllo il peso né a ridurre il rischio di malattie connesse a sovrappeso e obesità.

Le linee guida appena pubblicate sono basate sugli esiti di una revisione sistematica che riunisce le prove scientifiche più attuali sugli effetti sulla salute dell’uso di dolcificanti diversi dallo zucchero. Gli studi considerati nella revisione sono 283 e comprendono sia quelli randomizzati controllati (i più attendibili), sia quelli osservazionali (che non possono dimostrare una relazione di causa ed effetto tra fenomeni, ma possono rilevare un’associazione).

I risultati di entrambi i tipi di studi hanno mostrato che l’assunzione di edulcoranti non zuccherini ha un basso impatto sull’apporto calorico e sulla perdita di peso se paragonati nel tempo agli effetti dello zucchero.

Conclusioni

L’uso dei dolcificanti artificiali è un tema che divide l’opinione pubblica e la comunità scientifica. Da un lato, offrono un’alternativa ipocalorica allo zucchero, permettendo di ridurre il consumo di calorie e di controllare meglio la glicemia. Dall’altro, gli studi più recenti suggeriscono che alcuni di essi potrebbero avere effetti indesiderati sul metabolismo, sul microbiota intestinale e sulla regolazione della fame.

Il consiglio finale è di ascoltare il proprio corpo e di fare scelte alimentari equilibrate, senza eccessi né estremismi. Se hai dubbi su quale dolcificante sia più adatto alle tue esigenze, una consulenza nutrizionale personalizzata può aiutarti a trovare la soluzione migliore per il tuo stile di vita.

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