Luglio 18, 2023 - L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), che fa parte dell’OMS, ha valutato per la prima volta la cancerogenicità dell’aspartame. Gli esperti dell’Agenzia, riuniti dal 6 al 13 giugno, hanno concluso che il dolcificante “può essere cancerogeno per l’uomo”, inserendolo nella categoria 2B.
La Classificazione IARC e le Evidenze Scientifiche
La IARC ha indicato l’aspartame come possibile sostanza cancerogena per gli esseri umani e lo ha per questo classificato all’interno del gruppo 2B. Fanno parte di questo gruppo le sostanze su cui ci sono limitate e contrastanti evidenze sulla loro possibile cancerogenicità. Queste indicazioni nascono dai risultati di tre studi osservazionali, nei quali gli effetti sulle persone del consumo di bevande contenenti aspartame sono stati monitorati nel tempo. Non si tratta però ancora di risultati definitivi. Il rapporto conclusivo della IARC sarà pubblicato solo nei prossimi mesi.
La IARC, in particolare, nella valutazione si è basata soprattutto su tre grandi studi osservazionali, che hanno indagato la relazione tra una tipologia di tumore al fegato (il carcinoma epatocellulare) e il consumo di aspartame. Nessuno degli studi ha evidenziato un nesso di causalità e offre solo evidenze limitate di un legame tra malattia e dolcificante. Va ricordato che la Iarc, non stabilisce livelli di assunzione sicuri, né indica ‘quanto’ una sostanza sia cancerogena rispetto a un’altra, ma valuta solo quanto si è certi che una molecola, un alimento o un comportamento sia cancerogeno o meno, sulla base degli studi scientifici a disposizione.
L’aspartame, per cui erano disponibili solo evidenze limitate, è stato quindi inserito nel gruppo 2B dei ‘possibili cancerogeni’ per gli esseri umani, che conta circa 300 voci, tra cui l’estratto di Aloe vera e i sottaceti. Quando il grado di certezza aumenta, si passa al gruppo 2A dei ‘probabili cancerogeni’, quello della carne rossa, delle bevande molto calde e dei fumi di frittura ad alta temperatura, e poi al gruppo 1 dei ‘cancerogeni certi’, che comprende, tra gli altri, il fumo di sigaretta, la luce solare, le bevande alcoliche e la carne trasformata.
Il Ruolo dell'Istituto Ramazzini
“La valutazione da parte dello IARC sull’aspartame come possibile cancerogeno conferma ancora una volta l’importanza e la predittività degli studi di cancerogenesi sperimentale condotti dal Centro di Ricerca sul Cancro Cesare Maltoni dell’Istituto Ramazzini - commenta il direttore, Daniele Mandrioli - Partiti nel 1998 dall’idea del professor Cesare Maltoni, e condotti successivamente dal dott. Morando Soffritti e dalla dott.ssa Fiorella Belpoggi insieme ai ricercatori del Centro di Ricerca, gli studi sperimentali sugli effetti a lungo termine dell’aspartame svolti dall’Istituto hanno evidenziato per primi gli effetti cancerogeni sperimentali di questa sostanza”.
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In particolare, il Centro di Ricerca del Ramazzini ha realizzato due studi a partire dalla vita embrionale (su ratto e topo) e uno studio a partire dalla vita adulta (su ratto), dove si sono evidenziati effetti cancerogeni su diversi organi e tessuti. Successivamente, diversi studi epidemiologici sull’uomo emersi hanno poi mostrato effetti cancerogeni sugli stessi organi, in particolare al fegato. Gli studi dell’Istituto Ramazzini sono stati considerati nelle valutazioni di cancerogenicità dell’aspartame da parte del Working Group IARC, che ha inoltre richiesto all’Istituto Ramazzini ulteriori dati e analisi statistiche sui tumori linfoidi e mieloidi osservati negli studi che sono stati prontamente forniti e pubblicati. Gli studi sperimentali dell’Istituto Ramazzini sono stati infine citati nella valutazione del Working Group IARC che ha classificato come possibile cancerogeno l’aspartame (Gruppo 2B).
Il Centro di Ricerca sul Cancro “Cesare Maltoni” della Cooperativa Sociale Onlus Istituto Ramazzini, che ha sede a Bologna, con oltre 200 composti studiati in oltre 50 anni di attività, è il più grande programma di cancerogenesi sperimentale d’Europa e i suoi studi hanno spesso contribuito in maniera rilevante alle valutazioni da parte di IARC di cancerogeni quali cloruro di vinile, amianto, benzene, fluoro-edenite.
Valutazione della Sicurezza e Dose Giornaliera Accettabile (DGA)
A eseguire una valutazione della sicurezza ci ha pensato il Comitato di esperti congiunto Fao/Oms sugli additivi alimentari (Jecfa), che ha reso note le sue conclusioni insieme a quelle Iarc. Secondo gli esperti non ci sono ragioni sufficienti per cambiare la dose giornaliera accettabile (Adi) attualmente in uso per l’aspartame di 40 mg per kg di peso corporeo, un livello ben al di sopra del consumo abituale: visto che in media una bibita senza zuccheri contiene 200-300 mg di aspartame per lattina, un adulto di 70 kg dovrebbe consumarne più di 9-14 in un solo giorno per superare la dose massima quotidiana.
Secondo la JECFA, la dose giornaliera di aspartame accettabile è di 40 mg/kg. Questo significa che una persona di 70 kg può consumarne fino a 2,8 grammi al giorno, che corrispondono al bere tra le 9 e le 14 lattine di bibite, contenenti ciascuna tra i 0,2 e i 0,3 grammi di aspartame.
Il comitato di esperti JECFA ha concluso che i dati valutati non indicano ragioni sufficienti per modificare la dose giornaliera accettabile (DGA) per l’aspartame precedentemente stabilita di 0-40 mg/kg di peso corporeo.
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«Gli studi di genotossicità in vitro e in vivo - ricorda Branca - hanno dato risultati contrastanti e non si possono escludere fattori confondenti».
Se una lattina di bibita dietetica contiene generalmente 200 o 300 mg di aspartame, un adulto di 70 kg dovrebbe consumare più di 9-14 lattine al giorno per superare la dose giornaliera accettabile, supponendo che non vi siano altre assunzioni da altre fonti alimentari.
Nel comunicato congiunto si è dato un messaggio rassicurante sostenendo che un consumo di aspartame all’interno dei limiti della dose giornaliera accettabile (DGA) di 0-40 mg/kg di peso corporeo non comporta problemi per la salute. In sostanza, però, quanto aspartame possiamo assumere quotidianamente senza avere effetti negativi sulla nostra condizione fisica?
La maggior parte dei consumatori si mantiene abbastanza al di sotto del limite stabilito ma quello che ci sentiamo di rimarcare come OMS è di limitarne i consumi”, ha raccomandato Branca.
“Restare nel limite della dose giornaliera massima consentita di assunzione di aspartame, che è di circa 40 mg per kg di peso corporeo, cioè di 2800 mg per un individuo di 70 kg, riduce notevolmente il rischio di cancro a livelli minimi ma non lo porta a zero”, ha commentato Branca.
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Consumi piuttosto elevati di bevande contenenti aspartame possono essere rischiosi; considerando il contenuto, per esempio nelle bevande gassate, dove, a seconda del prodotto, una lattina può contenerne dai 200 ai 300 mg, è ritenuto pericoloso il consumo di oltre 9 lattine al giorno, circa 3 litri di liquidi.
Tabella: Dose Giornaliera Accettabile di Aspartame
| Peso Corporeo (kg) | Dose Massima di Aspartame (mg) | Numero Massimo di Lattine (200-300mg/lattina) |
|---|---|---|
| 70 | 2800 | 9-14 |
L'aspartame negli Alimenti
L'aspartame è un dolcificante artificiale (chimico) ampiamente utilizzato in vari prodotti alimentari e bevande a partire dagli anni '80, tra cui bevande dietetiche, gomme da masticare, gelatina, gelati, prodotti lattiero-caseari come lo yogurt, cereali per la colazione, dentifricio e farmaci come gocce per la tosse e vitamine masticabili.
L’aspartame è presente in oltre 5000 prodotti alimentari. Viene usato come additivo per conferire il sapore dolce, senza aggiungere praticamente calorie, in una varietà di cibi e bevande a basso contenuto calorico o come edulcorante da tavola.
L'OMS, nel dare l'annuncio, ricorda infatti che l'aspartame è usato «per diverse bevande comprese bevande dietetiche, gomme da masticare, gelatina, gelati, latticini come yogurt, cereali per la colazione, dentifricio e farmaci come pastiglie per la tosse e vitamine masticabili».
Raccomandazioni e Conclusioni
L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) consiglia di consumare in modo moderato cibi contenenti aspartame perché questo ingrediente può provocare il cancro. Il dolcificante è spesso presente per esempio in bevande di tipo “diet” o “zero”.
Come ha affermato Francesco Branca, direttore della nutrizione e della sicurezza alimentare dell'OMS: «non stiamo consigliando alle aziende di ritirare i prodotti, né stiamo consigliando ai consumatori di smettere del tutto di consumarli, ma di limitarne il consumo».
«Il consumo di prodotti contenenti dolcificanti, aspartame compreso, è aumentato. Molte persone, infatti, per evitare l’eccessiva ingestione di zuccheri, decidono di affidarsi ai dolcificanti, naturali o artificiali. È una scelta sensata?»
«Se si consuma l'aspartame per evitare un elevato consumo di zucchero e i suoi effetti, ad esempio sul peso corporeo - spiega Francesco Branca - , non dimentichiamo che l’OMS ha già raccomandato di moderare sia il consumo di zuccheri liberi sia il consumo di dolcificanti. Quindi, se i consumatori si trovano a scegliere se prendere una bevanda con dolcificanti o una con zucchero, penso che dovrebbe essere presa in considerazione una terza opzione, ovvero bere acqua, e in generale limitare il consumo dei prodotti dolcificati, soprattutto per i bambini. Se esposti abbastanza presto a un aggiustamento del gusto, infatti, saranno sostanzialmente instradati a continuare a consumare prodotti zuccherati.
Leggi attentamente le etichette nutrizionali: prima di acquistare un prodotto leggi gli ingredienti in modo da identificare la presenza di aspartame.
Saranno quindi necessari ulteriori e più approfonditi studi, in ampi gruppi di popolazioni e con tempi di osservazione più lunghi per confermare o smentire in modo più conclusivo l’associazione tra aspartame e cancro.
«Le valutazioni dell’aspartame hanno indicato che, anche se non ci sono grandi preoccupazioni per la sicurezza alle dosi comunemente utilizzate, sono stati descritti potenziali effetti che devono essere investigati da più e migliori studi.
I risultati di una limitata evidenza di cancerogenicità nell'uomo e negli animali, e di come questa possa verificarsi, sottolineano la necessità di ulteriori ricerche per affinare la nostra comprensione sul rischio cancerogeno legato al consumo di aspartame. La IARC e l'OMS continueranno a monitorare le nuove evidenze e a incoraggiare gruppi di ricerca indipendenti a sviluppare ulteriori studi sulla potenziale associazione tra l'esposizione all'aspartame e gli effetti sulla salute dei consumatori.
Come ricorda Francesco Branca, «il cancro è una delle principali cause di morte a livello globale. Ogni anno, 1 decesso su 6 nel mondo è dovuto al cancro. La scienza è in continua espansione per valutare i possibili fattori iniziali o facilitanti del cancro, nella speranza di ridurre questi numeri e il tributo umano. Le valutazioni sull'aspartame hanno indicato che, sebbene la sicurezza non sia una preoccupazione importante alle dosi comunemente utilizzate, sono stati descritti effetti potenziali che devono essere indagati con studi più approfonditi e di migliore qualità».
Per concludere, nonostante le preoccupazioni sollevate, è importante considerare che l’aspartame è stato studiato in modo approfondito da esperti in campo alimentare e sanitario. Attualmente il suo consumo è considerato sicuro entro i limiti dell’ADI.
La regola è sempre una: il buon senso.
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