Donne anziane e salute sessuale: una panoramica completa

La sessualità, l’intimità e l’identità sessuale sono componenti basilari che accompagnano l’essere umano lungo tutto l’arco di vita, dall’infanzia all’anzianità. La sessualità, quale costrutto multifattoriale, comprende l’attività sessuale, il comportamento, la motivazione e la collaborazione tra partner. Dunque, contrariamente a certe idee preconcette, la sessualità non scompare con l’età, ma segue piuttosto un principio di continuità, in base al quale la vita sessuale in età avanzata dipende da quella che si è vissuta nel corso dell’intera esistenza dal punto di vista emotivo, fisico e psichico.

Fino a poco tempo fa, la maggior parte degli studi sulla sessualità negli adulti anziani erano prevalentemente focalizzati sull’impatto fisiologico dell’invecchiamento e sulle componenti disfunzionali e patologiche che possono influenzare il ciclo di risposta sessuale negli uomini e nelle donne. Solo recentemente, la ricerca sul benessere sessuale si sta spostando da un paradigma puramente medico ad un approccio bio-psico-sociale ed interpersonale.

Attività sessuale e invecchiamento: dati e statistiche

Molti studi dimostrano che gli anziani continuano ad essere attivi sessualmente e praticano una sessualità a 360 gradi, spaziando dai rapporti genitali (rapporti sessuali, sesso orale), non genitali (toccarsi, baciarsi, abbracciarsi) all’autoerotismo. Un importante studio ha preso in esame un campione di 3000 adulti anziani negli Stati Uniti (USA): il 53% degli intervistati di età compresa tra 65-74 anni e il 26% degli intervistati di età compresa tra 75 e 85 anni riportavano di aver avuto rapporti sessuali negli ultimi 12 mesi. Il medesimo studio indicava il rapporto vaginale come pratica più comune, seguito dal sesso orale e dalla masturbazione.

I recenti dati del National Survey on Sexual Health and Behavior hanno mostrato risultati simili: il 53% degli uomini e il 42% delle donne tra i 60 e i 69 anni, e il 43% degli uomini e il 22% delle donne oltre i 70 anni hanno rapporti sessuali. E non c’è solo Jane Fonda a trovare “grigia” la vita a 77 anni senza il sesso, come ha dichiarato tempo fa intervistata da Fabio Fazio. I settantenni - e anche gli ottantenni, novità della ricerca - risultano avere rapporti intimi in oltre la metà dei casi (54 per cento) se uomini e in un terzo se donne (31 per cento). E, di tutti questi, un terzo ha aggiunto di avere una vita sessuale intensa: almeno due rapporti al mese.

Anche l’affettuosità, gli scambi di tenerezza appaiono ancora vivi sia tra i maschi (31 per cento) sia tra le femmine (21 per cento) con frequenti baci e petting. Nicola Ferrara, ordinario di Geriatria all’Università Federico II di Napoli e presidente della Società italiana di Geriatria e Gerontologia, si sofferma in effetti soprattutto sugli ottantenni nel commentare i dati di un’indagine che si può pensare di ritenere valida anche per l’Italia. Inoltre, aggiunge, quando gli anziani rispondono di avere “almeno due rapporti al mese”, bisognerebbe anche vedere che cosa si intende per rapporti sessuali… «Certo, l’affettuosità c’è e resta a tutte le età.

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L’indagine è stata condotta in Gran Bretagna dall’Università di Manchester coinvolgendo settemila persone sopra i 70 e gli 80. E soltanto il 3 per cento ha declinato l’invito a rispondere alle domande dei ricercatori. Le difficoltà maggiormente denunciate sono, in campo femminile, il raggiungimento dell’eccitazione (32 per cento) e dell’orgasmo (27 per cento) mentre tra gli uomini i problemi vertono sull’erezione (39 per cento). Con tutto ciò le donne sono risultate nel complesso meno insoddisfatte degli uomini della loro vita sessuale, aggiungendo che con l’età aumenta anche la soddisfazione.

Fattori che influenzano l'espressione sessuale

I fattori che influenzano l’espressione sessuale negli adulti più anziani sono molteplici. Da una prospettiva psicologica questi includono la conoscenza e gli atteggiamenti sulla sessualità, l’importanza dell’attività sessuale e le determinanti culturali. Le coppie di anziani sono più inclini ad impegnarsi in attività sessuali rispetto ad anziani single. L’aspettativa di vita più lunga nelle donne contribuisce ulteriormente alla disparità di genere nella disponibilità del partner.

Sembrerebbe che se l’avanzare dell’età porti ad un affievolimento dei desideri sessuali dovuto soprattutto alla diminuzione della produzione ormonale, la componente affettiva e di ricerca dell’altro rimane pressoché identica. Ciò porta la donna matura a rivivere una sessualità tipicamente adolescenziale fatta di coccole, di masturbazione più che di istintualità. C’è una preferenza legata alla ricerca di contatto, di vicinanza, di accudimento più che alla reale volontà di penetrazione. Ecco che il rapporto diventa “appagante” in termini qualitativi più che quantitativi.

Cambiamenti fisiologici e menopausa

Il ciclo di risposta sessuale si modifica lungo l’arco di vita e le fasi fisiologiche e psicologiche del rapporto sessuale (desiderio, eccitazione, plateau, orgasmo e risoluzione/periodo refrattario) possono essere influenzati dall’invecchiamento. La menopausa, ad esempio, porta a cambiamenti significativi come riduzione del livello di estrogeni, atrofia vaginale, ridotta lubrificazione vaginale e diminuzione della sensibilità delle zone erogene. Il calo di testosterone può portare ad una diminuzione del desiderio e di intensità dell’orgasmo.

Bachmann e Nevadunsky (2000) hanno scoperto che fino al 40% delle donne in postmenopausa hanno sintomi di vaginite atrofica. Queste donne corrono anche un maggior rischio di sviluppare una condizione chiamata Lichen sclerosus genitale, un disturbo dermatologico cronico che colpisce in particolare la zona genitale e anale. La patologia di solito si presenta con chiazze bianche, pruriginose, dolenti sulla pelle delle zone interessate.

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Salute sessuale e malattie trasmissibili

La crescente prevalenza delle Malattie Sessualmente Trasmesse (MST) tra gli adulti più anziani è una preoccupazione crescente per la salute pubblica. Sebbene queste condizioni siano più comunemente diagnosticate nelle fasce d’età più giovani, una revisione ha mostrato una tendenza all’aumento dei tassi di diagnosi delle MST tra gli adulti più anziani.

Un’analisi dei dati di sorveglianza delle MST nel Regno Unito ha mostrato un raddoppio delle nuove infezioni da clamidia, herpes genitale e verruche, gonorrea e sifilide dal 1996 al 2003 nelle persone di età superiore ai 45 anni. Negli Stati Uniti le persone di 50 anni e oltre hanno rappresentato il 51% di coloro che vivono con una diagnosi di HIV nel 2018, e stime elevate di prevalenza delle MST sono state riportate in modo più ampio negli adulti più anziani in tutto il mondo, tra cui Cina, Corea, Kenya e Botswana.

L’aumento delle MST tra gli anziani può essere attribuito a molteplici fattori, tra cui la sopravvivenza più lunga, l’uso discontinuo del preservativo, la percezione errata della propria suscettibilità all’infezione e i livelli disomogenei di conoscenza sulla salute sessuale. Come nelle altre fasi della vita, gli anziani possono praticare comportamenti sessuali ad alto rischio a causa della mancanza di conoscenze o di idee sbagliate sui rischi connessi.

In generale, infatti, l’attenzione nella prevenzione dell’HIV e di altre MST è più alta nelle popolazioni più giovani, mentre le persone anziane sono spesso escluse dai programmi di prevenzione. Inoltre, gli operatori sanitari non sono sempre consapevoli della sessualità e dell’attività sessuale negli anziani. Ciò può portare a una comunicazione inadeguata riguardo alla salute sessuale e al rischio di contrarre HIV e altre MST.

Le donne anziane che trovano un nuovo partner possono essere piacevolmente sorprese dalla loro risposta fisica. Fang, Oliver, Jayaraman e Wong (2010) hanno riferito che tra il 1997 e il 2007, le malattie a trasmissione sessuale in Canada sono aumentate con tassi più elevati tra persone di 40-59 anni di età rispetto a gruppi di popolazione di età compresa tra i 15 e i 29 anni.

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Non sorprende tuttavia il fatto che le persone anziane non utilizzino metodi di di protezione contro le MTS, in particolare le donne: quando queste donne erano più giovani ed erano sessualmente attive, il virus dell’immunodeficienza umana/immuno deficienza sindrome acquisita (HIV/AIDS) non si conosceva e dunque anche le protezioni per prevenire le malattie sessualmente trasmissibili non erano ampiamente divulgate come viene fatto oggi con i più giovani.

A una conferenza sull’HIV nel 2009, una gerontologa, Kathleen Mairs, ha riferito di aver intervistato 299 canadesi con più di 50 anni, che erano andata in vacanza in Florida durante i mesi invernali (Mairs, 2009) scoprendo che la maggior parte di loro erano sessualmente attive, e quasi la metà aveva avuto almeno un nuovo partner nel periodo di vacanza. La secchezza vaginale inoltre aumenta il rischio di contrarre le malattie sessualmente trasmissibili.

Le difficoltà che incontrano le donne anziane che vivono in modo indipendente sono significative, ma questi problemi sono aggravati quando esse vivono in strutture di assistenza a lungo termine. Gli operatori sanitari spesso ricevono una formazione insufficiente o inadeguata per quanto riguarda la salute sessuale delle persone anziane. Quanto alla gestione delle attività sessuali dei residenti in un ospizio, in genere si opta per il lassez faire, essendo tutte le persone abbastanza mature e consapevoli di quello che stanno facendo. Giustamente, essi hanno bisogno di mantenere una loro privacy riguardo alla vita sessuale.

Interventi e prevenzione

Le misure di prevenzione primaria incentrate sulla comunicazione volta a modificare i comportamenti a rischio - utilizzando approcci comunicativi personalizzati per promuovere comportamenti positivi, coinvolgendo la comunità di riferimento nel processo di sviluppo - sono quindi fondamentali per ridurre la diffusione delle MST.

La revisione sistematica indaga l’effetto di alcuni interventi non farmacologici: attività di informazione, educazione e comunicazione (IEC) per la prevenzione primaria delle malattie sessualmente trasmesse (MST) e dei comportamenti sessuali ad alto rischio negli anziani, per lo più incentrate sull’HIV. I risultati della revisione sono stati suddivisi in tre aspetti: conoscenza, cambiamento del comportamento e altro.

Un maggiore dialogo su questi temi, sia in ambiti formali, come quello accademico, sia in ambiti informali, incentrato sul mantenimento della salute e della vitalità, aumenterebbe lo scambio di esperienze e opinioni se fossero sottolineati maggiormente gli aspetti positivi come la saggezza, l’esperienza e la diversità in campo sessuale derivanti dall’età adulta.

Ecco una tabella riassuntiva dei punti chiave:

Aspetto Dettagli
Attività sessuale Molti anziani rimangono attivi sessualmente, spaziando dai rapporti genitali a quelli non genitali e all'autoerotismo.
Fattori influenzanti Conoscenza, atteggiamenti sulla sessualità, importanza dell'attività sessuale, determinanti culturali e disponibilità del partner.
Cambiamenti fisiologici Menopausa nelle donne, calo di testosterone negli uomini, che possono influenzare il desiderio e la risposta sessuale.
Malattie sessualmente trasmissibili Prevalenza in aumento tra gli anziani, spesso a causa di mancato uso del preservativo e scarsa conoscenza dei rischi.
Interventi e prevenzione Importanza della comunicazione, dell'educazione e della prevenzione primaria per ridurre la diffusione delle MST.

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