Dove Mangiare Vegetariano in Italia: Un Viaggio Gastronomico

I ristoranti vegetariani sono una meta sempre più ambita, se è vero che il futuro dell’alimentazione è - almeno in parte - vegano o vegetariano. Questo non significa che nessuno di noi mangerà più carne, ma è indubbio che il mondo vada in una direzione che impone un consumo più consapevole e corretto degli alimenti di origine animale. Lo dice la necessità di una maggiore sostenibilità etica e ambientale, lo chiede la salute, lo ribadiscono gli influencer.

Dietro alla scelta di seguire - del tutto o solo parzialmente - una dieta vegetale ci possono essere moltissime motivazioni, spesso condivisibili: animaliste ed etiche, salutiste, ambientaliste. O semplicemente c’è la volontà di seguire un filo conduttore che sta coinvolgendo sempre un maggior numero di consumatori. Una moda, per dirla in parole povere, senza voler sminuire le argomentazioni di chi fa questo tipo di scelta. Ma in fondo, una moda che propone di limitare il consumo di carne, o quantomeno di fare più attenzione alle proteine animali che si acquistano, non può essere che un bene.

È indubbio comunque che la filosofia vegetariana si stia diffondendo ampiamente, abbattendo i pregiudizi che fino a poco tempo fa la circondavano: d’altronde, quando anche i più scettici realizzano che un ottimo spaghetto al pomodoro non è altro che un piatto vegano, rivedono un po’ le loro posizioni.

I Ristoranti Vegetariani in Italia

Così, man mano che i consumatori vegani e vegetariani aumentano (nel 2021, secondo Eurispes, hanno fatto questa scelta l’8,2% del totale degli Italiani), si moltiplicano anche le proposte a loro dedicate. Le alternative della carne guadagnano consensi e arrivano (o arriveranno) nei supermercati e nei fast food, e perfino gli chef di alto e altissimo livello rivedono i loro menu in un’ottica plant based.

Un esempio? Già da tempo l’Eleven Madison Park di Daniel Humm, uno dei ristoranti più famosi del mondo intero, ha optato per un menu 100% vegano, causando inizialmente lo stupore generale negli addetti al settore. In particolar modo in quelli italiani, forse ancora poco avvezzi a questa piccola “rivoluzione” del fine dining. Eppure è indubbio che anche i nostri chef più capaci e creativi stiano da tempo lavorando per valorizzare i vegetali nella loro proposta: lo fa Enrico Crippa, tre stelle Michelin a Piazza Duomo ad Alba, ad esempio, che ha tra i suoi piatti più iconici un’insalata, e in generale una proposta molto incentrata sul vegetale. Così Michelangelo Mammoliti, al Boscareto Resort ora e alla Madernassa prima, ha costruito un bellissimo lavoro con le materie prime del suo orto. O ancora il St. Hubertus, dove lo chef Norbert Niederkofler ha sempre valorizzato i prodotti vegetali della sua montagna.

Leggi anche: Viaggiare vegetariano a Budapest

Grandi ristoranti affiancano «onnivori» che però fanno un bellissimo e intenso lavoro di ricerca sul filone vegetariano (se non vegano). Allo stesso modo, ci sono molti ristoranti che usano esclusivamente materie prime vegetali (o che più semplicemente non usano la carne) che varrebbe la pena di frequentare, anche se vegetariani non si è. Perché prima di essere veg, sono soprattutto buoni.

Rinunciare alla carne infatti non significa rinunciare al gusto ma darsi la possibilità di riscoprire la cucina anche tradizionale sotto nuove vesti ed emozioni! Parola di Chef Leeman.

5 Ristoranti Vegetariani da Provare in Italia

Ecco una selezione di ristoranti vegetariani in diverse città italiane, ognuno con la sua unicità e specialità:

1. Joia, Milano

Inaugurato da Pietro Leeman, chef italo-svizzero, è il primo ristorante vegetariano in Europa che ha vinto la Stella Michelin nel 1996. Ogni piatto che esce dalla sua superba cucina ti permette di vivere un’esperienza unica. Appagando la vista con i suoi abbinamenti di colori inaspettati e particolari. La sapiente mescolanza di sapori rende ogni degustazione dei suoi piatti un’esperienza appagante e quasi mistica. Potresti trovare inoltre qualche gusto orientale. Non ti preoccupare! Lo chef ama stupire i propri ospiti con sapori nuovi e moderni, che ha scoperto durante i suoi numerosi viaggi in Oriente. Sostanzialmente è una tappa obbligata, assolutamente da provare anche se non sei vegetariano!

2. Il Vegetariano, Firenze

Firenze, si sa, gastronomicamente è nota in tutto il mondo per la squisitezza delle sue bistecche alla fiorentina. Ciononostante, nel 1981, un gruppo di ragazzi audaci ha osato aprire il primo ristorante vegetariano di Firenze. Loro stessi amano definire come una trattoria atipica. Dove loro fanno sì che l’avventore si senta come a casa propria, in compagnia di amici accoglienti e informali. Nel narrare la storia della nascita del loro ristorante vegano, raccontano con semplicità che all’epoca desideravano solo mettere in pratica le convinzioni alimentari che avevano appreso durante i loro viaggi. Da Il Vegetariano infatti avrai modo di assaggiare piatti vegetariani tipici toscani e di altre regioni italiane ma anche piatti di provenienza internazionale. Inoltre, con le loro variegate proposte culinarie, sono in grado di soddisfare anche chi ha delle intolleranze alimentari nonché chi è vegano.

Leggi anche: Esperienza culinaria vegetariana a Praga

3. Apriti Sesamo, Parma

La storia di questo ristorante vegetariano è molto particolare. I proprietari, Antonella e Mimmo, erano una coppia di giovani sposini con numerose problematiche collegate alla digestione. Spinti dal desiderio e dalla necessità di trovare una soluzione che fosse risolutiva per entrambi, essi cominciarono a frequentare numerosi corsi. I quali li portarono ben presto a girare il mondo fino ad arrivare addirittura negli Stati Uniti! In questo loro viaggio, Antonella e Mimmo scoprirono i benefici di una dieta vegetariana e vegana. Nel giro di poco tempo infatti notarono che le loro problematiche legate all’alimentazione iniziarono a migliorare fino a scomparire. Fu così che oltre vent’anni fa venne loro l’idea di aprire un ristorante definito da loro stessi bioenergetico. L’obiettivo era di offrire alla clientela piatti cucinati esclusivamente con materie prime biologiche certificate. Per iniziare così a diffondere uno stile di vita alimentare più salutare. Da provare la pizza gluten free. Prendersi “cura” della propria salute e delle proprie “emozioni”, è l’unico modo per creare la grande “consapevolezza” che il mondo sta aspettando da troppo tempo. Sostiene Mimmo.

4. Il Margutta, Roma

Gli chef per realizzarla utilizzano solo i prodotti del loro orto a km zero coltivati nella riserva del Parco di Veio. Il Margutta rapidamente è divenuto nel tempo anche un prezioso e strategico punto di riferimento per molti personaggi illustri del mondo dello spettacolo e della moda. Tanto da attribuirgli l’appellativo di Vegetarian Food & Art. In questo spazio infatti è possibile non solo provare l’esperienza olistica vegetariana. Ma anche nutrire la mente con eventi del mondo dell’arte per un’esperienza a 360°. Numerosi sono infatti gli incontri e le esposizioni che potete trovare all’interno di questo ristorante vegetariano.

5. Un Sorriso Integrale, Napoli

Un sorriso integrale è un ristorante vegetariano aperto oltre vent’anni fa a pochi passi dal centro di Napoli. La particolarità di questo posto è di disporre al suo interno di un’enoteca e anche di una libreria. Gestito dall’Associazione AmicoBio, il ristorante si propone di diffondere la cultura vegetariana non solo attraverso i gustosi piatti vegetariani e vegani realizzati con prodotti biologici di alta qualità. Ma anche attraverso la vendita di prodotti Bio, a km zero. Molto apprezzato dai napoletani stessi, questo ristorante vegetariano e vegano è scelto da chi ha l’esigenza di rimanere leggero. Ma anche spendere una cifra contenuta, in un ambiente accogliente con un’atmosfera new age. Il menù subisce costanti modifiche proprio per garantire ai clienti l’utilizzo di prodotti sempre freschi e genuini cucinati al momento.

Ristoranti Veg: L'Alta Cucina si Sposa con il Rispetto dell'Ambiente

Diceva Ann Wigmore: «Il cibo che mangi può essere o la più sana e potente forma di medicina o la più lenta forma di veleno». Veleno per la nostra salute o del nostro pianeta. Per fortuna, viviamo in un momento in cui un risveglio collettivo delle coscienze è tanto più necessario quanto possibile. Gli strumenti e gli esempi per farlo sono tanti: dalle ricerche sulla longevità di studiosi quali Michael Greger e Valter Longo, alla scelta di realtà virtuose che in Italia hanno fatto della sostenibilità gastronomica e ambientale il loro valore fondante.

Verso Sud, sull'isola di Vulcano, nelle EolieSpostiamoci a Sud: sulle tracce della cucina vegetale, nelle Eolie, a Vulcano, c’è Tenerumi, ristorante del Therasia Resort Sea & Spa. Qui lo chef Davide Guidara, Michelin Young Chef 2023, ha stilato un Manifesto di Nuova Cucina vegetale, vera celebrazione del verde, e ha convertito due ettari della proprietà in un orto. Per lui, sostenibilità vuol dire anche rispetto per l’ambiente: i pannelli solari trasformano i cocenti raggi siciliani in energia pulita.

Leggi anche: Scopri Klotho

Nel quartiere Bovisa a MilanoLo chef Tommaso Arrigoni, ad aprile di quest’anno, ha inaugurato la nuova sede di Innocenti Evasioni nel quartiere Bovisa di Milano. Primo ristorante in Italia con apicoltura urbana e dotato di un orto biologico che copre la metà del suo fabbisogno, questa realtà eccelle per sostenibilità ambientale, con un’impiantistica domotica d’avanguardia nel risparmio energetico, pannelli fotovoltaici, acqua microfiltrata con metodo a osmosi inversa e bioreattori per la purificazione dell’aria - un vero lusso a Milano. La circolarità è la filosofia guida di Arrigoni, tema del suo libro Uno chef senza sprechi: in cucina non si butta niente e lo scarto organico viene smaltito nei compost degli orti dell’amico dirimpettaio, il Politecnico di Milano.

In Calabria a Strongoli, affacciato sullo IonioPer l’enologa e chef Caterina Ceraudo, attenzione al biologico e rispetto per i ritmi della natura sono i punti di partenza per qualsiasi scelta di Dattilo, sempre Stella Michelin e Stella Verde fin dal 2021, a Strongoli in Calabria. Più che un ristorante, Dattilo è una promessa d’amore al lembo di terra affacciato sullo Ionio e a tutto ciò che esso ha da offrire. Vino, olio e la maggior parte delle materie prime arrivano dall’azienda agricola di famiglia, pioniera del biologico dal 1989, e dai produttori bio della zona.

Sono sempre più numerose le realtà che propongono un’esperienza di evasione dalla città, dove la vita rallenta e si impara a riscoprire la natura. Anche da Eremito, eco-resort di lusso in Umbria, l’esperienza ecosostenibile è a 360°. Riciclo delle acque piovane, impianti fotovoltaici che coprono il 100% del fabbisogno energetico, rivestimenti in pietra locale e politiche plastic free si completano con un ristorante vegetariano che propone le antiche ricette della tradizione monastica umbra con ingredienti biologici quasi interamente autoprodotti. La cena si consuma nel refettorio, in silenzio, senza smartphone, come in un vero e proprio eremo.

Altri Ristoranti Vegetariani da Non Perdere

Dall’Oltrepò Pavese alle Eolie, la cucina vegetariana si trasforma in un’esperienza gourmet. In tutta Italia, si possono trovare ristoranti che non solo offrono piatti vegetariani, ma che elevano questa scelta alimentare a veri e propri percorsi gastronomici di alta qualità. Che si tratti di reinterpretazioni della tradizione italiana o di sperimentazioni innovative, ecco altri ristoranti da Nord a Sud per un’esperienza plant based di eccellenza:

  • La Cena di Pitagora - Pavia: Immerso tra boschi e colline, offre un menu degustazione con prodotti biologici, stagionali e locali.
  • Apriti Sesamo - Parma: Punto di riferimento per la cucina vegana, con un menù in costante evoluzione e ingredienti certificati.
  • Il Margutta - Roma: Uno dei più celebri ristoranti vegetariani della capitale, con un'ampia varietà di piatti e un brunch domenicale.
  • Lord Bio - Macerata: Cucina biologica e vegetariana con materie prime a chilometro zero, in un palazzo storico.
  • I Tenerumi - Vulcano: Ristorante stellato Michelin con un menù degustazione vegetale che esalta gli ingredienti locali.

Ormai è assodato: le verdure convincono sempre di più, e tutti i ristoratori, dai grandi chef ai titolari dei wine bar, si divertono a giocare con il mondo vegetale. Ecco perché nella guida Ristoranti d’Italia 2024 del Gambero Rosso un posto speciale è riservato alle insegne con la miglior proposta vegetariana.

Fàula di Casa Langa - Cerreto Langhe (CN)

Qui la favola, in una cornice incantevole (un 5 stelle realizzato con materiali ecosostenibili e provvisto di orto biodinamico), è quella che ogni giorno mette in scena Daniel Zeilinga, autore di una cucina frutto di un percorso professionale che lo ha visto a fianco di grandi maestri, primo fra tutti Enrico Crippa, dal quale ha mutuato una particolare sensibilità nei confronti del mondo vegetale. Le migliori materie prime della zona come punto di partenza, una proposta contemporanea senza eccessi, pulita e riconoscibile, piatti di grande equilibrio. La carta è misurata con tre portate per partita fra le quali almeno una di pesce; due i menu, il Degustazione (sei corse a 120 €) e Sapori dell’Orto (cinque a 100 €), quest’ultimo una vera ode al vegetale con creazioni come il fagiolino con mousse di fave e granita al basilico in salsa leggera di latticello e olio al basilico, l’eccellente scarola - sia cotta in bassa temperatura che in salsa - mandorle anch’esse crude, in salsa e in schiuma. Poi la potente melanzana alla griglia con la sua purea e polvere di orzo tostato e infine una torta di carote con crumble di cacao, gel di arancia, sorbetto all’ACE, verdure cotte, frutti erbe e fiori dell’orto.

Silene, simbiosi che si amplifica nella ricerca di un percorso emozionale

Roberto Rossi è Silene, simbiosi che si amplifica nella ricerca di un percorso emozionale e si identifica nei colori, profumi, sapori dei suoi menu: “Diario dei nostri orti” viaggio nell’orto-giardino, due ettari di erbe aromatiche, fiori edibili, insalate, verdure. E “I miei 36 anni al Silene”, repertorio di piatti storici e di successo. Ricca cantina, carta dei tè e distillati, ambiente elegante, mise en place sartoriale, servizio di classe.

Il Paradigma della Cucina Plant-Based

Fino a pochi anni fa l’alimentazione vegetariana, e ancor più quella vegana, viveva di una comunicazione legata al concetto di “privazione”. Mangiare piatti senza carne, infatti, implicava in qualche modo cercare di sostituirne il gusto, camuffando tofu e altri prodotti per assumere la consistenza delle proteine animali. Oggi, grazie al lavoro di chef illuminati, il paradigma della cucina plant-based è completamente cambiato, rendendo finalmente protagonisti i vegetali.

Quando oggi si parla di ristoranti vegani, si apre quindi un mondo fatto di sperimentazione, eccellenza delle materie prime e rispetto della stagionalità, per valorizzare al meglio le caratteristiche organolettiche degli ingredienti che nascono direttamente dalla terra. Gli ospiti di questi locali, non sono solamente coloro che per scelta (o esigenze di salute) hanno eliminato carne e pesce dalla loro dieta. Ai tavoli dei migliori ristoranti vegani d’Italia si siede infatti chiunque voglia provare un’esperienza di degustazione inedita, lasciandosi stupire da tutte le sfumature di gusto degli ingredienti plant-based.

I Templi dell'Alta Cucina Vegetale

  • Joia (Milano): Il regno dello chef Pietro Leemann è il tempio per eccellenza dell’alta cucina vegetale. Si tratta infatti dell’unico ristorante vegetariano Italiano, e il primo in Europa, ad aver ottenuto la stella Michelin, che detiene dal 1996. L’esperienza di degustazione è legata ai principi di una cucina sana su base vegetale, sostenibile per l’ambiente e rispettosa di ogni essere vivente. Il servizio, sempre attento e cortese, è sostenuto da una rilassante musica ambientale, che ben si abbina ai piatti coloratissimi e gustosi. Come “L’ombelico del mondo”, un risotto alla lombarda che racchiude i gusti dell’India, a base di riso selvaggio e taccole croccanti e i sentori di mango e basilico.
  • Tenerumi (Vulcano): Guidato dal giovanissimo Davide Guidara (eletto chef dell’anno 2023 dalla Guida Michelin), Tenerumi è il ristorante all’interno del Therasia Resort Sea & Spa delle Isole Eolie. Da poco detiene una stella e anche il macaron verde, simbolo di grande attenzione all’ambiente e dell’applicazione di principi sostenibili in cucina. Qui si mangia all’aria aperta, su bassi tavoli in legno e morbidi sacchi verdi, che permettono di connettersi in modo più diretto e autentico con la natura circostante.
  • Altatto (Milano): Dalle allieve di Pietro Leemann è nato il progetto di Altatto, ristorante vegetariano e vegano di Milano tra le vie di uno dei quartieri emergenti della città. Accomodati ai suoi tavoli, gli ospiti mangiano con tutti i sensi e possono apprezzare la varietà degli ingredienti del territorio, selezionati secondo principi di micro-stagionalità. Il menu varia in relazione alla disponibilità del mercato e può comprendere piatti come ‘fagiolini in panko con zenzero marinato in tempura e polvere di togarashi e ortiche’.
  • Antonio Chiodi Latini (Torino): Antonio Chiodi Latini si definisce “il cuoco delle terre” e per questo ha aperto un locale che porta il suo stesso nome. Si trova tra le vie di Torino e, con le sue pareti verdi e i giochi di luce, trasmette ai commensali un senso di natura già dal primo momento in cui mettono piede tra le sue mura. I piatti si ispirano alla cucina internazionale e sono ricchi di colori, realizzati con materie prime che interpretano il meglio di ogni stagione, provenienti da agricoltori e piccoli produttori selezionati.

Questi ristoranti rappresentano solo una piccola parte della vivace scena vegetariana in Italia. Esplorare le diverse regioni e lasciarsi guidare dai sapori locali è il modo migliore per scoprire nuove gemme culinarie e vivere un'esperienza gastronomica indimenticabile.

tags: #dove #mangiare #vegetariano #Italia

Scroll to Top