Il fiume Calore è tra i più importanti corsi d’acqua dell’Italia meridionale. In questo articolo, esploreremo il percorso del fiume Calore, dalle sue sorgenti alla sua foce, analizzando le sue caratteristiche uniche e l'importanza che riveste per il territorio circostante.
Le Sorgenti del Calore Lucano
Il Calore Lucano, conosciuto anche come Calore Salernitano, ha origine sulle pendici settentrionali del maestoso Monte Cervati, una delle vette più alte dell’Appennino campano, che raggiunge i 1.899 metri di altitudine. Le sue sorgenti principali sgorgano nella località Festole, nei pressi dell’area forestale di Pruno, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Dalle grosse polle d’acqua che zampillano in questa zona montuosa e incontaminata, il fiume prende vita.
Invece, il fiume Calore è il principale affluente del fiume Volturno e percorre la regione della Campania per circa 108 km. Spesso chiamato anche fiume Calore Irpino o Beneventano, per distinguerlo dal fiume Calore Lucano, questo corso d’acqua trova origine dal monte Accellica, montagna dell’appennino campano. E in particolare, nel territorio del comune di Montella, nella provincia di Avellino, all’interno del parco regionale dei Monti Picentini.
Identificazione delle Sorgenti
Identifichiamo tre gruppi di sorgenti: la Scorzella, Candraluni (Candraloni) e l’Aceleca (Accellica). L’acqua proveniente da queste sorgenti costituisce lo zoccolo di quello che viene definito “acquedotto orientale” e alimenta comuni di Nusco e Lioni.
Il Percorso Tortuoso e Spettacolare del Calore Salernitano
Con un percorso lungo 70 chilometri, il Calore si snoda interamente all’interno della provincia di Salerno, attraversando alcune delle zone più suggestive e integre del Cilento. Lungo il suo cammino, il fiume si insinua tra strette e alte pareti rocciose di origine calcarea, formando le famose Gole del Calore, veri e propri canyon naturali di straordinaria bellezza. Tra le più celebri vi sono le Gole del Festolaro a Valle dell’Angelo, le gole presso Laurino e quelle che separano i comuni di Magliano Nuovo e Felitto.
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Lungo 63 chilometri, nella parte più alta del suo corso, nel tempo, ha segnato profondamente il paesaggio, aprendosi la strada tra le rocce e incidendo gole selvagge in vari tratti. Particolarmente suggestive sono le gole vicine al borgo di Laurino e tra Magliano Nuovo e Felitto, scolpite nel monte Pescorubino.
Le Gole del Calore: Un Paradiso Naturale
Le Gole del Calore sono ubicate nella parte alta della Valle del Calore, vallata dell’appennino lucano che si trova in Campania. Responsabile della loro formazione è lo scorrere del fiume Calore Lucano, così chiamato per distinguerlo da un altro fiume Calore, ovvero il fiume Calore Irpino. Un’azione, quella del corso d’acqua, che è proseguita per millenni portando allo sviluppo dei 5 canyon. In particolare, a essere oggetto di interesse turistico è l’ambiente di relax e selvaggia natura che è possibile incontrare in località Remolino, nel comune di Felitto.
Le Gole del Calore sono percorribili grazie a un apposito sentiero attrezzato e agli occhi di chi arriva a visitarle appaiono meraviglie della natura come cascate, grotte, spianate, gorghi e ponti naturali, frutto del millenario scorrere delle acque del fiume tra le rocce. Inoltre, l’acqua del fiume che scorre incastrata tra le rocce, nel tempo ha dato origine a fenomeni particolarmente interessanti e suggestivi. Parliamo nello specifico di insolite formazioni chiamate Marmitte dei Giganti, ovvero cavità di forma semisferica generate proprio dal fluire turbinoso delle acque e rinforzato, allo stesso tempo, dall’azione meccanica dei sedimenti trasportati durante il suo scorrere.
Attività alle Gole del Calore
Le Gole del fiume Calore sono un luogo dove è possibile praticare diverse attività. In particolare è l’area compresa nel territorio di Remolino ad essere meta molto apprezzata, anche grazie al fatto che vi sono state predisposte aree attrezzate per trascorrere del tempo in compagnia dei propri cari facendo un picnic. Durante la stagione estiva è poi possibile dedicarsi ad attività che vengono gestite per consentire a chi raggiunge questo angolo di tranquillità di accendere l’entusiasmo che lo sport all’aria aperta sa donare. Tra le passioni che diventano protagoniste figurano allora quella per la canoa, con la quale è possibile intraprendere delle vere e proprie escursioni. Chi preferisce il pedalò non resterà deluso, poiché proprio su questo “mezzo di trasporto acquatico” vengono organizzate delle visite guidate che permettono di scoprire il fascino della natura e i segreti delle marmitte dei giganti.
I Comuni Lambiti dal Fiume
Numerosi sono i paesi del Cilento che si affacciano sulle sponde del Calore Salernitano, custodendo preziose testimonianze del passato. Tra questi comuni troviamo: Piaggine, Laurino, Magliano Nuovo e Felitto. Si possono ammirare antichi ponti medievali a “schiena d’asino” che un tempo permettevano l’attraversamento del fiume. Questi manufatti, costruiti con la tipica tecnica ad arco ribassato, rappresentano un importante patrimonio storico-architettonico della regione.
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Attraversa i territori di dodici Comuni, il Calore lucano, che conta due importanti affluenti, il Tanagro e il torrente Fasanella.
Un Ecosistema Fluviale Incontaminato
Il Calore è annoverato tra i fiumi più puliti d’Europa e fa parte dei siti d’importanza comunitaria per la regione biogeografica mediterranea. Le sue acque cristalline, che scorrono incontaminate tra i boschi del Parco Nazionale, offrono un habitat ideale per la vita acquatica e terrestre. Qui trova rifugio la rara Lontra europea, un prezioso mammifero semi-acquatico divenuto simbolo della conservazione ambientale del fiume.
La Foce del Calore: Dove Termina il Viaggio
Dopo aver percorso il suo tortuoso cammino tra le montagne del Cilento, il Calore Salernitano si immette infine come affluente di sinistra nel fiume Sele, nei pressi della città di Battipaglia. In questo punto, le sue acque confluiscono in quelle del più grande corso d’acqua campano, che sfocia nel Mar Tirreno dopo aver attraversato la Piana del Sele.
Il Calore lucano è a sua volta affluente di sinistra del fiume Sele, a cui unisce le sue acque nelle vicinanze di Paestum.
Il Calore Irpino e la sua Confluenza nel Volturno
Il fiume Calore prosegue poi il suo corso verso nord fino a Castelfranci, raggiungendo poi Taurasi e Apice. In quest’ultimo territorio questo corso d’acqua riceve le acque dell’affluente Ufita. Dall’incontro con questo fiume prosegue poi il suo percorso verso ovest attraversando Benevento, il Camposauro e la pianura della valle Telesina fino alla confluenza nel fiume Volturno.
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Il Calore Salernitano, Un Patrimonio Naturale da Preservare
Il Calore Salernitano rappresenta un vero e proprio scrigno di bellezze naturali e storiche incastonato nel cuore del Cilento. Dalle sorgenti che sgorgano ai piedi del Monte Cervati fino alla foce nel fiume Sele, questo corso d’acqua conduce i visitatori in un viaggio mozzafiato attraverso paesaggi incontaminati e suggestivi borghi antichi.
È fondamentale preservare l’integrità di questo prezioso ecosistema, tutelando il fiume e le sue sponde da ogni forma di inquinamento e sfruttamento indiscriminato.
| Fiume | Origine | Foce | Lunghezza |
|---|---|---|---|
| Calore Lucano (Salernitano) | Monte Cervati | Fiume Sele (Battipaglia) | 70 km |
| Calore Irpino (Beneventano) | Monte Accellica | Fiume Volturno (Castel Campagnano) | 108 km |