Nel mio lavoro di specialista endocrinologo ritengo doveroso mettere a disposizione le mie informazioni per permettere ai pazienti di sentirsi parte attiva nel proprio percorso di cura. Come endocrinologo, appunto, proverò a fornire una panoramica quanto più esaustiva sull’osteoporosi, una patologia scheletrica molto diffusa, spesso correlata al fisiologico invecchiamento e a squilibri ormonali, ma anche a stili di vita e condizioni patologiche concomitanti.
Cos'è l'Osteoporosi?
L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro caratterizzata da una ridotta massa ossea e da un deterioramento della microarchitettura ossea, che comporta un aumento della fragilità dell’osso e, di conseguenza, un maggior rischio di fratture. L’osteoporosi è una patologia estremamente frequente, specialmente nella popolazione femminile in post-menopausa.
L’osteoporosi è una condizione clinica tanto comune quanto sottovalutata. Spesso definita “malattia silenziosa”, si manifesta senza sintomi evidenti fino alla comparsa di fratture che compromettono gravemente autonomia e qualità della vita.
La sua incidenza aumenta con l’età e interessa la maggior parte della popolazione oltre l’ottava decade di vita. L’osteoporosi è una malattia di rilevanza sociale.
Questa malattia interessa soprattutto le ossa sottoposte a maggior carico, cioè le vertebre, il femore, le ossa del polso e le coste. L’osteoporosi è una malattia dello scheletro caratterizzata da alterazioni qualitative e quantitative della massa ossea, che predispongono l’osso stesso a un aumentato rischio di fratture.
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Il Rimodellamento Osseo
Il tessuto osseo è un tessuto vivo, costantemente sottoposto a rimodellamento.
Ormoni e Metabolismo Osseo
L’osteoporosi è una condizione multifattoriale, strettamente connessa al metabolismo minerale e al sistema ormonale.Estrogeni: hanno un ruolo fondamentale nel mantenimento della densità ossea. Paratormone (PTH): prodotto dalle ghiandole paratiroidi, regola i livelli di calcio nel sangue.
Cause e Fattori di Rischio
L’osteoporosi è una patologia estremamente frequente, specialmente nella popolazione femminile in post-menopausa. I principali fattori di rischio includono: età avanzata, menopausa precoce, familiarità per fratture osteoporotiche, malattie endocrine (come l’ipertiroidismo o l’ipogonadismo), disturbi gastrointestinali che causano malassorbimento, uso prolungato di cortisonici, sedentarietà, fumo e alcol.
Anche un basso apporto di calcio e vitamina D gioca un ruolo importante. Alcune forme di osteoporosi sono secondarie ad altre patologie, come il mieloma, l’artrite reumatoide, o malattie renali croniche.
- familiarità per osteoporosi o fratture da fragilità (es.
- condizioni associate ad osteoporosi (es.
- Malattie autoimmuni (es.
- Malattie gastrointestinali: (es.
Il 30% del rischio di osteoporosi è rappresentato da fattori genetici, il rimanente 70% è riconducibile a fattori ambientali, sui quali si può intervenire tramite opera di prevenzione e informazione.
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Sintomi e Diagnosi
L’osteoporosi spesso viene definita una malattia “silenziosa” perché, nella maggior parte dei casi, è asintomatica finché non si verifica una frattura. L’osteoporosi è una malattia insidiosa, perchè decorre per lungo tempo senza che ci siano segni clinici o sintomi rilevanti.
Esami Diagnostici
- Densitometria ossea (DEXA) è a tutt’oggi l’esame di riferimento per la diagnosi di osteoporosi, in quanto in grado di quantificare la riduzione della massa ossea e valutare nel tempo l’efficacia del trattamento. Il parametro di elezione per la diagnosi di osteoporosi secondo i criteri OMS è una Bone Mineral Density (BMD) con valore di T-score < - 2.5 misurata con tecnica DEXA. L’esame è rapido, indolore e comporta una irrilevante esposizione radiante. La DEXA va eseguita in tutte le donne dopo i 65 anni di età, ma in presenza di fattori di rischio va anticipata nelle donne e eseguita anche nei maschi. L’esame è eseguito a livello della colonna lombare e del femore, e in casi particolari a livello dell’avambraccio. La sua ripetizione è raramente giustificata a intervalli inferiori ai 2 anni.
- Ultrasonografia ossea (QUS) Fornisce parametri che sono indici indiretti di massa e integrità strutturale dell’osso, misurati a livello del calcagno e delle falangi.
- Rx colonna vertebrale Permette lo studio morfometrico delle vertebre. Tale esame, inutile per porre diagnosi di osteoporosi, è fondamentale quando abbiamo il sospetto che il paziente possa avere una frattura vertebrale.
- - Markers di formazione e riassorbimento osseo (ad es.
Trattamento e Gestione
L’osteoporosi è una malattia cronica che non ha una cura definitiva. Tuttavia, le terapie disponibili mirano a prevenirne la progressione, rallentare il danno osseo, ridurre il rischio di fratture e migliorare la qualità della vita del paziente.
In caso di diagnosi di osteoporosi, la terapia deve essere personalizzata tenendo conto delle condizioni cliniche, dei rischi di frattura e delle preferenze del paziente. L’approccio moderno al paziente con osteoporosi, accanto alla valutazione dei valori densitometrici, pone particolare attenzione alla valutazione dei fattori di rischio.
Un adeguato apporto di calcio e vitamina D rappresenta la premessa per qualsiasi trattamento farmacologico specifico. Qualora l’apporto di calcio e vitamina D sia insufficiente, è necessaria una supplementazione farmacologica. Adeguato apporto di vitamina D (indispensabile all’ assorbimento del calcio).Le dosi di calcio vanno commisurate al grado di carenza alimentare e in genere oscillano tra i 500-1000 mg al giorno.
Opzioni Terapeutiche
- Terapia ormonale sostitutiva (TOS): nelle donne in menopausa, l’uso di estrogeni (associati a progestinici) può prevenire la perdita ossea.
- Bifosfonati (es.
Importanza dell'Attività Fisica
L'attività fisica, migliorando la forza muscolare, è efficace nella prevenzione dell'osteoporosi e delle cadute.
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Nelle persone anziane la forza muscolare si riduce dal 2 al 4% ogni anno, a partire dalla sesta decade. Questo è dovuto alla riduzione sia della massa muscolare che delle dimensioni e del numero di fibre e di cellule nervose nel midollo spinale. Dopo gli 80 anni la riduzione della forza muscolare è inoltre associata a un graduale aumento delle limitazioni funzionali e della frequenza di cadute.
È consigliabile quindi praticare attività con basso o moderato impatto di carico come il cammino e gli esercizi di resistenza (sollevare e abbassare un carico leggero per più ripetizioni). Negli anziani è controindicata un'attività fisica a elevato impatto, come la corsa o i salti, perché può provocare dolore articolare, fratture da stress e danni della cartilagine articolare.
Le continue contrazioni muscolari e le sollecitazioni dei tendini stimolano l’aumento della densità dell’osso. Negli anziani anche un’attività moderata, come una passeggiata, viene attualmente considerata valida nella prevenzione dell’osteoporosi e delle fratture. Camminare per più di 30 minuti al dì svolge un’azione positiva, aumentando la destrezza e riducendo il rischio di cadute.
Nei bambini e in età giovanile, dove è necessario il raggiungimento del massimo picco di massa ossea, è consigliabile un’attività sportiva regolare, preferibilmente in carico e con un impatto importante (calcio, basket, atletica leggera, pallavolo, …). Nella prima età post-menopausale e nelle donne in pre-menopausa si devono creare i presupposti per un mantenimento o una minore riduzione possibile della massa ossea, incoraggiando una regolare attività fisica, personalizzando la tipologia degli esercizi.
Il Ruolo dell'Endocrinologo
Il medico di riferimento per la prevenzione, la diagnosi e il trattamento dell’osteoporosi è l’endocrinologo specializzato in patologie del metabolismo osseo o “bone specialist”.
Al Centro Medico Polispecialistico In Salus è possibile rivolgersi ad Endocrinologi esperti e altamente qualificati nella diagnosi e nel trattamento delle patologie osteo-metaboliche, tra cui il Dott.
Presso il Cardarelli ci prendiamo cura dei pazienti affetti da osteoporosi e altre patologie metaboliche dell’osso attraverso un percorso multidisciplinare dedicato, attivo presso l’UOC di Endocrinologia.
L’Ambulatorio di Osteoporosi e Metabolismo Osseo è attivo dal 2014 e segue ogni anno circa 500 pazienti.
Complicanze
- Rischio tromboembolico: soprattutto nei pazienti immobilizzati dopo una frattura grave (ad es.
Se non diagnosticata e trattata adeguatamente, può avere conseguenze gravi sulla qualità di vita e sulle prospettive di autonomia del paziente.
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