Analisi del Capello per Intolleranze Alimentari: Un Esame Approfondito

L'analisi del capello è un test che viene talvolta proposto per individuare intolleranze alimentari e altre condizioni allergiche. Tuttavia, è fondamentale esaminare attentamente la validità scientifica di questo tipo di test.

Intolleranze Alimentari e Analisi del Capello: Cosa Sono?

L'analisi del capello viene utilizzata in alcuni laboratori per scoprire la causa di malattie allergiche, soprattutto allergie alimentari, senza alcuna dimostrazione scientifica. Questo esame, in realtà, serve solo in medicina legale per scoprire un recente contatto o una esposizione tossica con metalli pesanti, ma non ha alcun valore per le malattie allergiche.

La presenza di un eccesso di metalli pesanti è stata collegata ad alcune malattie dei bambini come la sindrome ipercinetica del bambino. In alcuni casi i campioni di capelli del paziente sono studiati utilizzando le variazioni della frequenza di un pendolo!

Intolleranze Alimentari, Analisi del Capello e Allergie: Ci Sono Dimostrazioni Scientifiche di Attendibilità?

In uno studio sono stati analizzati campioni di sangue e capelli di pazienti allergici al pesce e di persone sane. Questi campioni numerati e in doppio venivano sottoposti al cytotest e all’analisi del capello. Nessuno dei 5 laboratori consultati è stato in grado di diagnosticare l’allergia al pesce ma sono state scoperte allergie ad altri alimenti cui i soggetti non erano allergici!

Inoltre il campione dello stesso soggetto ha dato luogo a risultati diversi nei diversi laboratori e nello stesso laboratorio nelle due valutazioni (Sethi TJ, Lessof MH, Kemeny DF et al. How reliable are commercial allergy tests.Lancet 1987).

Leggi anche: Importanza dell'Esame Biometrico

Un altro studio svolto con la stessa metodica dell’analisi del capello effettuata negli Stati Uniti e che ha coinvolto 13 laboratori commerciali che dichiaravano la loro metodica come in grado di valutare unavarietà di patologie è giunta alla conclusione che il test non ha alcun valore scientifico (Barrett S. Commercial hair analysis. JAMA 1985; 254 : 1041).

Il Problema dei Test di Intolleranza Senza Base Scientifica

Questi test allergici alternativi non sono basati su prove scientifiche. Sono uno spreco di denaro e possono suggerire a chi si sottopone lunghe liste di alimenti da escludere inutilmente dalla dieta.

Escludere un gruppo alimentare importante, ad esempio il grano o il latte, o una combinazione di alimenti diversi, può causare molte difficoltà.

Test per Intolleranze Alimentari della Medicina Alternativa

Oltre all'analisi del capello, esistono altri test proposti dalla medicina alternativa per individuare le intolleranze alimentari. Vediamo alcuni esempi:

  1. Il test leuco-cito-tossico: Questo test si basa sull’analisi della reazione dei leucociti, posti a contatto con gli estratti alimentari, nei confronti dei quali si vuole stabilire l’intolleranza. L’analisi viene effettuata direttamente sulle cellule leucocitarie, mediante un microscopio ottico in campo oscuro.

    La metodica seguita per l’esecuzione del test è quella proposta da Bryan e consta delle seguenti fasi: 5 ml di sangue si raccolgono in provetta con anticoagulante (citrato di sodio 3,8 g/L) e si centrifugano a 2000 - 3000 x g per 3’ minuti. Si formano così due fasi: la parte inferiore, contenente i globuli rossi e la parte superiore, contenete il plasma. Nell’interfaccia è presente l’anello leucocitario (buffy coat), sotto forma di sottile strato biancastro.

    Leggi anche: Significato Proteina di Bence Jones

    Mediante pipetta Pasteur monouso da 1 mL, si procede alla raccolta di questo anello leucocitario (buffy coat). Il materiale prelevato si trasferisce in una provetta, contenente da 1,5 a 2,5 mL di acqua (pH: 7, durezza: 27,5 F°) e si diluisce delicatamente con la pipetta. Singole gocce di tale materiale diluito si pongono a contatto con gli estratti alimentari predisposti sui vetrini.

    I vetrini si coprono con gli appositi copri-oggetto da 24×60 mm e si lasciano incubare per 10- 15 minuti. I vetrini si analizzano ad un microscopio ottico con un ingrandimento finale di 20X e 40X (il 20X viene utilizzato per una visione globale, mentre il 40X per una visione dettagliata).

    Dall’osservazione dei leucociti, si attribuisce un diverso grado di reazione nei confronti dell’estratto alimentare secondo la seguente scala:

    • livello 0 = reazione assente (nessuna alterazione morfologica e strutturale dei leucociti)
    • livello 1 = reazione lieve (rari danni ai leucociti)
    • livello 2 = reazione media (leucociti con semplice rigonfiamento cellulare, ma senza lesioni della membrana cellulare)
    • livello 3 = reazione forte (leucociti con vacuoli e leggere lesioni della membrana cellulare)
    • livello 4 = reazione molto forte (leucociti fortemente danneggiati con membrana cellulare disgregata e apertura cellulare).

    Questi livelli di reazione vengono definiti in base allo stato del leucocita, il quale passa da una condizione normale ad una di rigonfiamento, poi di vacuolizzazione ed infine di rottura, ma anche dalla quantità relativa dei leucociti che hanno reagito rispetto al totale.

    Prima di procedere con l’analisi delle reazioni d’intolleranza ai vari cibi, si analizza il vetrino di controllo, sul quale i leucociti sono posti a contatto solamente con i composti usati per l’estrazione degli alimenti. In questa fase, non solo ci si assicura che le reazioni analizzate successivamente siano specifiche e relative all’alimento, ma si controllano anche la quantità dei globuli bianchi per campo ottico che si andrà ad analizzare (controllo sulla procedura di lavoro), così come lo stato dei globuli bianchi del singolo Paziente. I vetrini devono essere di altissima qualità, teflonati a 6 pozzetti, per la semplicità di lettura e per una massima precisione.

    Leggi anche: Proteinuria: cause e valori di riferimento

  2. Il test del capello per le intolleranze alimentari: L’analisi del capello viene utilizzata in alcuni laboratori per scoprire la causa di malattie allergiche, ma senza alcuna dimostrazione scientifica. Questo test esame si utilizza in Medicina Legale per scoprire un recente contatto o un’esposizione tossica a metalli pesanti, ma non ha alcun valore per le malattie allergiche o per una valutazione di tossicità o intolleranza.

    La presenza di un eccesso di metalli pesanti è stata collegata ad alcune malattie dei bambini, come la sindrome ipercinetica. In alcuni casi, i campioni di capelli del Paziente sono studiati utilizzando le variazioni della frequenza di un pendolo.

    In uno studio del lontano 1987 (Sethi TJ, Lessof MH, Kemeny DF et al. “How reliable are commercial allergy tests”. Lancet 1987) sono stati analizzati campioni di sangue e capelli di Pazienti allergici al pesce e di persone sane. Questi campioni, numerati e in doppio cieco, venivano sottoposti al cytotest (test leuco-cito-tossico) e all’analisi del capello.

    Nessuno dei 5 laboratori consultati è stato in grado di diagnosticare l’allergia al pesce, mentre sono state riscontrate allergie ad altri alimenti, di cui i soggetti non soffrivano. Inoltre, il campione dello stesso soggetto ha dato luogo a risultati diversi nei diversi laboratori e nello stesso laboratorio nelle due valutazioni.

    Un altro studio, svolto con la stessa metodica dell’analisi del capello, effettuata negli Stati Uniti e che ha coinvolto 13 laboratori commerciali, che dichiaravano la loro metodica come in grado di valutare una varietà di patologie, è giunto alla conclusione che il test non ha alcun valore scientifico (Barrett S. “Commercial hair analysis”. JAMA 1985; 254: 1041).

  3. Il test della forza per le intolleranze: Il test DRIA per le intolleranze alimentari è una delle metodiche più note per scoprire le sensibilità al cibo (food sensitivity), che possono favorire disturbi cronici o ricorrenti di vario genere. Il DRIA test è un supporto alla diagnosi delle intolleranze alimentari: è basato sulla valutazione della caduta della forza muscolare, è un test veloce e non invasivo.

    Alcuni comuni alimenti o ingredienti causano uno stato di malessere generale, caratterizzato da alcuni debilitanti sintomi: mal di pancia, gonfiore, pesantezza di stomaco, stanchezza o sonnolenza dopo il pasto, diarrea e alcune volte anche il vomito.

    Il test DRIA è una metodologia analitica, non invasiva e del tutto indolore, per evidenziare la presenza di intolleranze alimentari e sensibilità al cibo, diverse da quelle rilevabili con i comuni test allergologici, utilizzati in ambito medico.

    Il test DRIA per le intolleranze alimentari si basa su una reazione fisica documentata: la variazione della forza muscolare, quando l’organismo entra in contatto con sostanze non idonee. Il test riprende i principi di una disciplina chiamata kinesiologia applicata, di cui però cerca di superare i limiti: la soggettività dell’interpretazione dell’Operatore è, nel DRIA test, sostituita dalla lettura computerizzata della performance muscolare del Paziente. Vi sono, tuttavia, altre soggettività che rendono il test non ripetibile.

    Il test DRIA prende il nome dal tester dinamometrico Driaton, sul quale viene effettuato e consiste in un sedile a scocca rigida. Il Paziente, per mezzo di una cinghia fissata a una caviglia, esercita una trazione su una cella di carico, mentre il Medico gli somministra diluizioni standard delle sostanze sospette. La forza di trazione è visualizzata sullo schermo di un computer; il contatto con una sostanza avversa determina un calo della curva di sforzo. Si tratta in pratica di una “prova di scatenamento”, in cui si valuta cosa avviene nel muscolo, quando l’organismo entra in contatto con la sostanza sospetta.

    Il test si basa sull’assunto che, grazie a meccanismi ancora non chiariti nella loro articolazione, documentati da Metzger nel 1989, in presenza di reattività o ipersensibilità ad una determinata sostanza, si determinerebbe una caduta di forza muscolare, quando la sostanza responsabile - alimento o allergene respiratorio - viene posta a contatto della mucosa nasale o sublinguale.

    Il DRIA è un test creato da Ricercatori italiani per la determinazione delle intolleranze alimentari. Come gli altri test sulle intolleranze è non convenzionale, ma gli Autori hanno tentato di dargli credibilità, presentando risultati a numerosi Congressi medici, a partire dal 1994. Questi risultati non sono mai stati ripetuti da gruppi indipendenti di controllo.

    In realtà, il test DRIA non fa altro che riprendere (con strumentazione opportuna) il test proposto dal kinesiologo Goodheart nel 1964. Già le basi della kinesiologia classica sono poco credibili, ma il test nella sua formulazione originaria era veramente molto rozzo, perché l’Operatore pretendeva di misurare la diminuzione della forza del muscolo deltoide del soggetto, semplicemente contrastando il movimento del braccio, dopo aver somministrato la sostanza da testare.

    Alla base del DRIA c’è lo sforzo di rendere oggettivo, ripetibile e scientificamente dimostrabile, il riflesso di variazione di forza muscolare, in presenza di un’ipersensibilità alimentare.

  4. VEGA test Il Vega test è un sistema diagnostico di naturopatia, non riconosciuto dalla medicina tradizionale. Viene utilizzato per svelare eventuali malfunzionamenti di organi (reni, fegato, ghiandole endocrine ed esocrine ecc.) o per identificare delle reazioni avverse agli alimenti. Il Vega test è il progenitore degli attuali strumenti per la diagnosi di intolleranze alimentari; il suo principio di funzionamento si basa sulla fisica quantistica, una teoria ad oggi non ancora univocamente accettata dalla comunità scientifica.

È importante sottolineare che molti di questi test non hanno una solida base scientifica e la loro efficacia non è stata dimostrata da studi validi.

Test non validati scientificamente

Diffidare da chiunque proponga test di diagnosi di intolleranza alimentare per i quali manca evidenza scientifica di attendibilità. I test non validati sono: dosaggio IGg4, test citotossico, Alcat test, test elettrici (vega-test, elettroagopuntura di Voll, bioscreening, biostrengt test, sarm test, moratest), test kinesiologico, dria test, analisi del capello, iridologia, biorisonanza, pulse test, riflesso cardiaco auricolare.

Per una corretta diagnosi è fondamentale rivolgersi a personale medico qualificato che possa valutare i sintomi e prescrivere esami validati scientificamente.

tags: #esame #del #capello #per #intolleranze #alimentari

Scroll to Top