Farmaco Norvegese per Dimagrire: Una Panoramica Dettagliata

Negli ultimi anni, il mercato farmaceutico ha visto l'emergere di diversi farmaci progettati per aiutare nella perdita di peso. Tra questi, alcuni hanno guadagnato particolare attenzione per la loro efficacia e per le implicazioni che il loro utilizzo comporta. In questo articolo, esploreremo in dettaglio un farmaco norvegese per dimagrire, analizzando i suoi meccanismi d'azione, i benefici, i rischi e le alternative disponibili.

Il Successo di Semaglutide e Tirzepatide

Dopo quasi 100 anni di sostanziale normalità nella produzione di medicinali per il diabete, venerdì scorso la casa farmaceutica danese Novo Nordisk ha raggiunto i 425 miliardi di capitalizzazione, superando in valore il gruppo leader nel settore del lusso LVMH. Una crescita esponenziale e molto veloce, che ha rimodellato strutturalmente l’economia del proprio Paese. Il motivo? Il successo di Ozempic e Wegovy, medicinali a base di semaglutide, definiti ‘miracolosi’ nel contrasto all’obesità.

La semaglutide, utilizzata per il trattamento del diabete, è appartenente al gruppo degli agonisti del recettore del GLP-1, un ormone prodotto dall’intestino che stimola la secrezione di insulina. Negli ultimi anni, tuttavia, l’Ozempic si è rivelato un farmaco molto efficace per la perdita di peso: l’iniezione del farmaco, infatti, provoca un sostanziale miglioramento del controllo glicemico, inibisce la fame e rallenta lo svuotamento dello stomaco. Nel 2021 Novo Nordik ha lanciato sul mercato Wegovy, sempre a base di semaglutide ma specificatamente studiato per contrastare i problemi di peso.

Con qualche settimana di anticipo sulle previsioni, che stimavano l’arrivo del via libera per la fine dell’anno, nello stesso giorno le autorità per i farmaci di Stati Uniti (la Food and Drug Administration) e Regno Unito (la UK Medicines and Healthcare Products Regulatory Agency) hanno concesso l’autorizzazione all’impiego come dimagrante della tirzepatide. Si tratta di un farmaco antidiabetico della Eli Lilly che stimola i recettori del Glucagon-like Peptide 1 (Glp-1), facendo aumentare l’insulina. La specialità si chiamerà Zepbound, per distinguerla dallo stesso principio attivo, sempre di Eli Lilly, confezionato per i diabetici, il Mounjaro, che da mesi veniva largamente utilizzato off label per dimagrire.

Le caratteristiche sono molto simili a quelle della semaglutide e il dimagrimento (fino al 25%, contro il 20% delle altre molecole) è sempre reversibile non appena si interrompe la cura. Gli effetti collaterali, soprattutto a carico dell’apparato gastrointestinale, comprendono nausea, vomito e reflusso. I costi sono leggermente inferiori rispetto a quelli dei farmaci della Novo Nordisk. Se per la semaglutide, infatti, la cifra è attorno ai 1.300 dollari mensili e, in base agli sconti, non scende mai al di sotto dei 700-900, per la tirzepatide si parte da circa mille dollari, ma si può arrivare a 550. Si tratta di un costo comunque elevato, come hanno subito fatto notare molti analisti, che la stragrande maggioranza degli obesi non potrà mai permettersi, essendo quasi sempre persone a reddito basso e bassissimo.

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Come Funziona Semaglutide?

Il semaglutide è un agonista del recettore del glp-1, un ormone prodotto dall’intestino che stimola la secrezione di insulina. Migliora il controllo glicemico, inibisce la fame e rallenta lo svuotamento dello stomaco: di qui i risultati sul fronte del dimagrimento.

La semaglutide, venduta con i nomi commerciali di Ozempic o (all'estero) Wegovy, è farmaco iniettabile noto da una decina d'anni e utilizzato con successo contro il diabete di tipo 2 (diabete mellito). È prodotto dalla multinazionale farmaceutica danese Novo Nordisk. L'Ozempic è la prima versione del medicinale (esiste dal 2012), indirizzata ai pazienti con diabete. La seconda versione, con marchio Wegovy, contiene un dosaggio più alto di semaglutide ed è invece utilizzata nella gestione dell'obesità.

La semaglutide imita il comportamento di un ormone prodotto dall'intestino, il GLP-1 (glucagon-like peptide 1), incaricato di stimolare la produzione di insulina e inibire quella di glucagone (un altro ormone che fa aumentare il livello di zuccheri nel sangue) quando la glicemia è elevata. Ha un effetto ipoglicemizzante, aiuta cioè ad abbassare la glicemia, ossia la concentrazione di zuccheri nel sangue. L'insulina è un ormone prodotto dal pancreas che permette alle cellule di prelevare lo zucchero presente nel sangue e assunto con l'alimentazione, per utilizzarlo come fonte di energia. Nelle persone con diabete di tipo 2 l'insulina è disponibile, ma l'organismo è scarsamente sensibile alla sua azione: ecco perché la semaglutide è efficace contro il diabete.

Ma il GLP-1 ha anche il compito di segnalare al cervello il senso di sazietà alla fine di un pasto.

Semaglutide fa perdere peso?

I pazienti, che hanno osservato una dieta e hanno ricevuto consulenze sullo stile di vita adeguato per perdere peso, sono stati suddivisi in due gruppi, uno dei quali ha ricevuto un'iniezione settimanale di semaglutide per 16 mesi. Al termine dello studio, i pazienti trattati farmacologicamente avevano perso in media oltre 15 chili e 5.5 punti di BMI (su un valore iniziale di 30, che indica obesità di I grado) rispetto al gruppo trattato con placebo. «Questo effetto dimagrante così marcato è descritto soprattutto negli studi di vita reale, quelli in cui si associano al farmaco anche una dieta opportuna e un counseling che possano rinforzarne l'azione» spiega a Focus.it Claudio Tubili, Direttore UO di Diabetologia dell'Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma. «Del resto nella pratica clinica osserviamo abitualmente calo di peso anche molto spiccato nei soggetti che, oltre a avere la prescrizione del farmaco, seguono con un'alta aderenza la dieta, fanno attività fisica e sono motivati».

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Come riesce la semaglutide a far dimagrire?

«È un farmaco che agisce su più livelli - spiega Tubili - oltre a modulare la secrezione di insulina da parte del pancreas, effetto particolarmente importante nella cura del diabete, agisce sul tratto gastrointestinale, rallentando lo svuotamento dello stomaco e dando di conseguenza una sensazione di sazietà.

«È un effetto sulla sazietà in termini edonici, quell'aspetto della sfera alimentare più o meno governato dalla nostra corteccia, cioè dalla parte più razionale e più nobile del nostro cervello, che ci spinge a mangiare per curiosità, per piacere», chiarisce Tubili. «La semaglutide stimola i recettori del sistema nervoso centrale che ci danno l'appagamento: nel quotidiano i pazienti riferiscono meno fame, perché già sufficientemente gratificati dal pasto.

Alternative Farmaceutiche

Oltre al Wegovy, ci sono poi il Mounjaro e lo Zepbound, prodotti da Eli Lilly, hanno la tirzepatide come principio attivo e presentano pochi effetti collaterali. A questi si aggiunge il Saxenda, prodotto sempre da Novo Nordisk con la liraglutide come principio attivo.

Gli Effetti Collaterali e i Rischi

Gli agonisti GLP-1R sono diventati estremamente popolari, nonostante la scarsità di dati a lungo termine sulla loro sicurezza. Sono stati riportati eventi avversi seri, quali pancreatiti, ostruzione intestinale, paresi dello stomaco, comparsa di pensieri di suicidio (non confermata in studi più recenti, in più di 1.5 milioni di pazienti con diabete di tipo 2) o di autolesionismo. Tuttavia servono conferme a queste osservazioni. Per molti pazienti obesi e a rischio elevato di malattie cardiovascolari, diabete e malattie renali, probabilmente i benefici superano i rischi, almeno a breve termine.

Quando una persona perde molto peso in breve tempo, come capita con semaglutide e gli altri agonisti GLP-1R, si perde non solo grasso, ma anche la massa muscolare magra, in quanto introducendo meno alimenti ad elevato contenuto in proteine (ad esempio pollo, pesce, uova), vengono a mancare gli aminoacidi necessari a mantenere la muscolatura, e quindi la forza. D’altra parte vanno evitati alimenti ad alto contenuto di grassi, perché rendono dolorosa la sensazione di sazietà avvertita dal soggetto.

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«Gli effetti avversi sono limitati e tendono a ridursi nel tempo» dice Tubili. «La sensazione di sazietà può all'inizio della essere molto spiccata e spiacevole, e manifestarsi con senso di nausea, pesantezza epigastrica, in qualche caso anche con vomito. Il confine tra sensazione di sazietà e di pienezza spiacevole è soggettivo e dipende molto dalla soglia individuale.

Nel luglio 2023 l'EMA, l'agenzia europea per i medicinali ha annunciato che sono in corso di revisione dati sul potenziale rischio di pensieri suicidari e di autolesionismo associati con i medicinali della classe GLP-1, dopo che l'agenzia islandese per i medicinali ha segnalato tre casi di pazienti che ne avevano avuti in seguito all'assunzione di medicinali di questo tipo.

A chi si può prescrivere l’Ozempic?

In Italia semaglutide (Ozempic®) è rimborsato dal Sistema Sanitario Nazionale (SSN) solo per il trattamento di adulti affetti da diabete mellito di tipo 2 non adeguatamente controllato, in aggiunta alla dieta e all’esercizio fisico: a) come monoterapia, quando l’uso di metformina è considerato inappropriato a causa di intolleranza o controindicazioni; b) in aggiunta ad altri medicinali per il trattamento del diabete. Per quanto riguarda l’obesità, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha recepito la valutazione positiva dell’Agenzia Europea dei Farmaci (EMA) per semaglutide, approvando il farmaco anche per questa ulteriore indicazione, ma per ora non ne è prevista la rimborsabilità dal SSN.

In sintesi, in Italia semaglutide ha l’indicazione anche per il trattamento dell’obesità, ma comunque solo a pagamento. A questo proposito è interessante osservare che le aziende produttrici di farmaci agonisti GLP-1R stanno adottando diversi nomi commerciali per lo stesso prodotto, in relazione all’indicazione terapeutica specifica (diabete di tipo 2 o obesità). Questo è anche il caso di semaglutide, in commercio col nome di Ozempic® per il trattamento del diabete di tipo 2 e col nome di Wegovy® (non ancora disponibile in Italia) per l’obesità.

L'impatto sul settore alimentare

Gli effetti, poi, si vedono nel settore alimentare, per diversi motivi. Innanzitutto, chi era obeso e perde decine di chili, quasi sempre diventa molto più consapevole della qualità di ciò che mangia. Per questo motivo Walmart, la catena della GDO statunitense, che sta già registrando un calo di vendite in queste categorie, sta progettando di modificare alcuni prodotti, abbassando la quantità di zucchero e grassi, e lo stesso sta facendo il colosso Conagra, che negli Stati Uniti vende decine di prodotti classificabili come junk food, pieni di zuccheri, sale e grassi e che ora vuole ridurre le dimensioni degli snack.

Anche i produttori di birra come Carlsberg e il gruppo statunitense AB InBev, che detiene marchi quali Budweiser, si stanno adeguando, offrendo più birre a zero calorie o comunque a contenuto ridotto di zucchero.

Nuove Prospettive: Amycretin

Pochi giorni fa, l’azienda danese Novo Nordisk ha annunciato i risultati di uno studio clinico di fase uno per un nuovo potenziale farmaco contro l’obesità, l’amycretin. La sua somministrazione per via orale avrebbe permesso ai partecipanti di perdere il 13% del peso corporeo in tre mesi, un’efficacia circa doppia rispetto a quella dell’Ozempic (o Wegovy) prodotto dalla stessa Novo Nordisk. Gli esperti sottolineano che saranno necessari ulteriori dati sull’efficacia e sulla sicurezza a lungo termine della molecola.

Come agisce la nuova molecola

Amycretin agisce, come l’Ozempic, legandosi al recettore dell’ormone intestinale Glp-1, che causa una riduzione dell’appetito. La nuova molecola, però, mima anche l’effetto di un secondo ormone, l’amilina. Secreta dalle cellule beta del pancreas insieme all’insulina, anche l’amilina promuove il senso di sazietà e rallenta lo svuotamento gastrico. Ozempic (il cui principio attivo è costituito dal semaglutide) era stato inizialmente progettato per il trattamento del diabete di tipo due, e un farmaco a base di amilina modificata (il Symlin) è stato approvato dalla statunitense Food and Drug Administration per i pazienti con diabete di tipo uno o due che non riescono a controllare i livelli di glicemia attraverso l’assunzione di insulina.

Possibili vantaggi di amycretin

I possibili vantaggi di una doppia azione (sul recettore dell’ormone Glp-1 e su quello dell’amilina) per il trattamento dell’obesità o dell’eccesso di peso sono allo studio da tempo nei modelli animali. Drucker non ha partecipato direttamente allo studio sulla nuova molecola, ma avrebbe fatto da consulente per Novo Nordisk, oltre che per altre aziende farmaceutiche. Lo scienziato sottolinea comunque che serviranno ulteriori dati sull’efficacia e la sicurezza a lungo temine della molecola, dato che il presente studio ha avuto una durata di tre mesi.

Un altro vantaggio di amycretin riguarda il fatto di poter essere somministrata per via orale, al contrario di Ozempic che deve essere iniettato.

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