Il fegato grasso, noto anche come steatosi epatica, è una condizione caratterizzata dall'accumulo di grasso nel fegato. In conseguenza dell’attuale epidemia di obesità, la steatoepatite non alcolica (NAFLD) è diventata la causa più comune di epatopatia in età preadolescenziale ed adolescenziale.
Cos'è il BMI (Body Mass Index)?
BMI è un indicatore di densità corporea utile per capire se abbiamo un peso adeguato alla nostra altezza: si tratta, insomma, di un parametro che mette in relazione il peso di un soggetto con la sua altezza.
Calcolare il Body Mass Index o Indice di Massa Corporea è molto semplice: il valore si ottiene dividendo il peso espresso in kg con il quadrato dell'altezza espressa in metri.
BMI = peso in Kg / H² in metri
Per esempio, il BMI di una persona alta 180 cm e che pesa 75 kg si otterrà dividendo il valore del peso (75 kg) con l’altezza al quadrato (1,80² m) così:
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75 kg / 3,24 m = 23,5 BMI
Il risultato di questa formula classifica il soggetto in un'area di densità corporea che può essere: magrezza; sottopeso; normopeso; sovrappeso; obesità di primo grado; obesità di secondo grado; obesità di terzo grado o morbigena.
Interpretazione del BMI
I range di questa tabella sono stati definiti da studi di rischio di morbilità e mortalità che risulta essere la più bassa tra 18.5 e 25, di fatto considerata la norma.
Il BMI da solo non è sufficiente per diagnosticare l’obesità e valutarne i rischi.
Fegato Grasso Non Alcolico (NAFLD) e Obesità
L’obesità è un importante fattore rischio per steatosi epatica non alcolica. Nello studio Dionysos, il rischio di steatosi epatica non alcolica dei soggetti obesi (Indice di Massa Corporea, IMC ≥ 30 kg / m2) è risultato 4.6 volte quello dei soggetti non obesi.
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Pertanto, in presenza di un quadro ecografico di fegato brillante, soprattutto se associato a sovrappeso (BMI > 85° percentile) o obesità (BMI > 95° percentile), l’orientamento diagnostico ‒ per motivi epidemiologici ‒ tende a propendere verso la NAFLD. Nella stragrande maggioranza dei casi, la diagnosi di NAFLD è appropriata ed è supportata dalla riduzione delle transaminasi secondaria alla diminuzione del peso corporeo ottenibile con la dieta ipocalorica e le modifiche dello stile di vita.
Ciononostante, bisogna tener presente che in una piccola percentuale di casi l’obesità può rappresentare un semplice fattore confondente o essere concausa della steatosi insieme alla malattia di Wilson o altri disordini genetico-metabolici.
NAFLD: Sintomi e Diagnosi
Il tipico paziente con steatosi epatica non alcolica è un uomo o una donna in sovrappeso od obesa, di mezza età, con transaminasi cronicamente elevate e modesta assunzione di alcool (≤ 20 g / die). I valori di AST e ALT sono compresi tra 2 e 4 volte la norma e il rapporto ALT:AST è superiore ad 1. L’esame obiettivo può identificare un’epatomegalia ma la palpazione del fegato è resa difficile dalla presenza di obesità. L’ecografia dimostra la presenza di steatosi epatica.
La biopsia è la tecnica di riferimento per la diagnosi di steatosi epatica ma è troppo invasiva per essere utilizzata come esame di primo livello. Essa può essere utile in casi selezionati per stabilire la presenza di steatoepatite.
Gestione e Trattamento della NAFLD
La terapia della steatosi epatica non alcolica è largamente empirica. Anche in assenza di dimostrazioni “forti” dell’ efficacia del calo ponderale nei confronti della steatosi epatica non alcolica, esso deve essere comunque perseguito per gli effetti benefici accertati sulle altre complicanze del sovrappeso (ad es., ipertensione arteriosa, dislipidemia, diabete mellito tipo 2).
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Riteniamo che l’ attività fisica sia una componente importante delle modificazioni dello stile di vita del paziente con steatosi epatica non alcolica (come è, più in generale, per la sindrome metabolica) non solo perché promuove il calo ponderale ma perché migliora la resistenza insulinica.
L'adozione di stili di vita sani, passando per la corretta alimentazione, buone abitudini di sonno e attività fisica, possono aiutare a raggiungere e mantenere un buono stato di salute e un Indice di Massa Corporea entro parametri ottimali.
Praticare regolare esercizio fisico, possibilmente per almeno 150 minuti di attività a moderata intensità, come una passeggiata a passo svelto o in bicicletta, alla settimana.
Il gemfibrozil, la vitamina E e la metformina possono ridurre l’ipertransaminasemia nei pazienti con steatosi epatica non alcolica. L’acido ursodesossicolico, la betaina e la vitamina E possono produrre anche un miglioramento del quadro istologico.
Tabella: Classificazione del BMI
| BMI | CONDIZIONE |
|---|---|
| < 16.5 | GRAVE MAGREZZA |
| 16-18,49 | SOTTOPESO |
| 18.5-24,99 | NORMOPESO |
| 25-29,99 | SOVRAPPESO |
| 30-34,99 | OBESITÀ CLASSE I (lieve) |
| 35-39,99 | OBESITÀ CLASSE II (media) |
| > 40 | OBESITÀ CLASSE III (grave) |
Questo articolo ha lo scopo di fornire informazioni generali sul fegato grasso e il suo legame con il BMI. È essenziale consultare un medico per una diagnosi accurata e un piano di trattamento personalizzato.