Vampate di Calore in Menopausa: Cause e Rimedi

Le vampate di calore sono uno dei sintomi più frequenti della menopausa e, per la maggior parte delle donne, rappresentano indubbiamente l’inconveniente più temuto in questa particolare fase della vita. Le vampate di calore, infatti, si presentano nel 70-75% delle donne in menopausa e costituiscono un sintomo incontrollabile che, nell’arco della giornata, appare come un’ondata di calore che investe la donna, manifestandosi, principalmente, con arrossamento e sudorazione del volto anomali.

Che cosa sono le vampate di calore?

Le vampate di calore sono episodi di calore improvviso che si manifestano principalmente sul viso, collo e petto. Questi episodi possono durare da pochi secondi a diversi minuti e sono spesso seguiti da una sensazione di freddo. Le vampate di calore sono un sintomo comune della menopausa, ma possono verificarsi anche in altre condizioni mediche o come effetto collaterale di alcuni farmaci.

Tipologie o varianti

Le vampate di calore possono variare in base a:

  • Intensità: Alcune persone sperimentano vampate lievi, mentre altre possono avere episodi molto intensi.
  • Frequenza: Possono verificarsi occasionalmente o più volte al giorno.
  • Durata: La durata di una vampata può variare da pochi secondi a diversi minuti.

Cause delle vampate di calore

Le vampate di calore sono principalmente causate dai cambiamenti ormonali prima, durante e dopo la menopausa. Non è ancora completamente chiaro il meccanismo che provoca le vampate, ma le ipotesi più accreditate suggeriscono che si verifichino quando i livelli di estrogeno diminuiscono, rendendo più difficile la regolazione della temperatura corporea da parte dell’ipotalamo e della tiroide.

Tuttavia, possono essere causate anche da:

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  • Farmaci: Alcuni farmaci, come quelli per il trattamento del cancro al seno, possono indurre vampate di calore.
  • Condizioni mediche: Disturbi della tiroide o infezioni possono causare sintomi simili.
  • Fattori ambientali: Calore eccessivo o stress possono scatenare episodi.

Inoltre, alcuni fattori aumentano il rischio di avere vampate di calore, come sovrappeso e obesità, l’aumento delle temperature esterne come accade in estate, stress, alcol, specie di sera.

Ma le fluttuazioni ormonali e le vampate di calore non sono soltanto una prerogativa femminile. Sia nelle donne che negli uomini il problema può però essere associato anche a vere e proprie patologie, come l’ipertiroidismo, ma anche un tumore alla prostata, all’ipotalamo o all’ipofisi.

Sintomi e manifestazioni

Oltre alla sensazione di calore, le vampate di calore possono includere:

  • Sudorazione intensa
  • Arrossamento della pelle
  • Palpitazioni
  • Sensazione di ansia

Nelle donne in menopausa sono in genere più intense a livello del volto, del collo e del petto, dove la pelle si può arrossare. Possono essere associate a un aumento della frequenza cardiaca e a una sudorazione intensa seguita da un freddo altrettanto intenso. La loro frequenza varia da caso a caso, in genere durano pochi minuti e compaiono soprattutto di notte.

Le vampate notturne, chiamate anche sudorazioni notturne, possono essere particolarmente intense, tanto che alcune donne possono ritrovarsi con lenzuola e pigiama intrisi di sudore. Tuttavia, il disagio maggiore non è dato dalla sudorazione in sé ma dal fatto che la vampata notturna provoca il risveglio, ogni volta che si manifesta e che ogni vampata significa un innalzamento della pressione. Questo, nel tempo, può provocare disturbi importanti per la salute e del sonno, della concentrazione, della qualità di vita e, infine, conseguenze per la salute.

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La frequenza e l’intensità delle vampate di calore variano da donna a donna. In genere, un singolo episodio può durare da pochi secondi a 1-2 minuti, fino a 5 minuti. Non tutte le donne in menopausa avvertono le vampate, ma la maggior parte delle persone che le manifestano le sperimentano quotidianamente, per un periodo che va da 7 a 10 anni, in particolare nelle fumatrici, nelle persone con obesità e nelle persone di pelle scura.

Diagnosi

La diagnosi delle vampate di calore si basa principalmente sulla descrizione dei sintomi da parte del paziente. Il medico può eseguire esami del sangue per escludere altre condizioni mediche che potrebbero causare sintomi simili.

Se la menopausa ha inizio parecchio tempo prima dei 50 anni di età o se i sintomi non sono ben definiti, è consigliabile fissare una visita con il proprio ginecologo e eventualmente procedere con esami specifici. Infatti esistono situazioni diverse dalla menopausa che possono influenzare la comparsa delle vampate menopausa, come l’ipertiroidismo e l’effetto di alcuni trattamenti antitumorali. Inoltre, anche l’uso di farmaci come antidepressivi e anticonvulsivanti può essere correlato alla frequenza e all’intensità delle vampate menopausa.

Rimedi e Trattamenti

Il trattamento delle vampate di calore può includere:

Terapia ormonale sostitutiva (TOS)

Può essere efficace per alleviare i sintomi della menopausa. In genere il rimedio più efficace alle vampate di calore è l’assunzione di ormoni femminili. Anche gli uomini in cui il problema è scatenato da un trattamento antitumorale possono trarre beneficio dalla loro assunzione. Gli estrogeni assunti per via orale riducono la frequenza delle vampate di calore del 75%, ed esistono anche formulazioni per via transdermica (cerotti) o vaginale. La terapia ormonale a breve termine (fino a 5 anni) è ragionevole per la maggior parte delle pazienti con vampate disabilitanti.

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Tuttavia, diversi studi evidenziano potenziali effetti collaterali della terapia ormonale. Per questo bisognerebbe discutere con il medico del rapporto fra rischi e benefici nel proprio caso specifico. È importante sottolineare, tuttavia, che alla terapia ormonale possono associarsi diversi effetti collaterali. Prima di intraprendere questo percorso di cura, dunque, è consigliabile discutere con il medico il rapporto tra rischi e benefici in rapporto al proprio caso specifico.

I benefici della terapia ormonale sostitutiva sono un recupero del sonno, un miglioramento dell’umore, il mantenimento di un miglior tono della pelle e di densità ossea, importante per prevenire l’osteoporosi. La TOS tuttavia non è esente da rischi, a partire dal rischio di tipo trombotico. Questi farmaci in alcune donne possono aumentare rischio di trombosi venosa periferica o di embolia polmonare in soggetti già a rischio.

Farmaci non ormonali

Alcuni antidepressivi o farmaci per la pressione sanguigna possono aiutare. Taluni psicofarmaci a basso dosaggio come la paroxetina possono aiutare così come tecniche di respirazione, rilassamento, meditazione e antalgiche.

A inizio 2023 la Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha approvato un nuovo farmaco, non ormonale, (fezolinetant, nome commerciale Veozah®) per contrastare i sintomi della menopausa.

Fezolinetant: il nuovo farmaco

Sì, la notizia è un raggio di sole per tutte le donne in peri- e post-menopausa, la cui vita è devastata da vampate tremende, sgradevoli fino a essere invalidanti.

E’ stato approvato lo scorso 12 maggio dall’autorevole Food and Drug Administration (FDA), dopo aver superato brillantemente gli studi clinici controllati (Skylight) necessari per la registrazione. Studi iniziati nel 2017 e pubblicati sui rigorosi Lancet (2023), Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism (2023) e Obstetrics & Gynecology (2023). Il farmaco è attualmente in corso di valutazione da parte dell’European Medicines Agency (EMA) per poter essere approvato e utilizzato anche in Europa. Sviluppato, studiato e prodotto da Astellas Pharma, sarà in commercio per fine anno o all’inizio del 2024.

Il fezolinetant blocca la neurochinina b, che scatena il putiferio, in quanto è un antagonista del suo recettore. Di fatto, impedendo il legame, tiene quieti i neuroni che altrimenti “accendono” letteralmente la vampata. È come se bloccasse (reversibilmente) l’interruttore agendo su quello specifico meccanismo. Ecco perché funziona rapidamente, a volte fin dalla prima compressa. La riduzione delle vampate è significativa nel 60% delle donne. Gli effetti collaterali rilevati sono modesti, in una minoranza di pazienti, con cefalea e lieve incremento delle transaminasi, rientrato spontaneamente.

Poiché opera solo e selettivamente sul centro termoregolatore, non agisce sugli altri organi che soffrono per la carenza di estrogeni. Quindi non previene l’osteopenia o l’osteoporosi, né la sarcopenia, né la sindrome genito-urinaria della menopausa.

Modifiche dello stile di vita

Adottare uno stile di vita sano e attivo, con 30-40 minuti di camminata intensa al giorno, preferibilmente all’aria aperta, ed evitare l’alcol che influisce negativamente sulla termoregolazione dell’ipotalamo già “alterata”, sono accorgimenti che possono aiutare a migliorare la vita. Indossare abiti leggeri, mantenere una temperatura ambiente fresca e ridurre lo stress possono essere utili. Puoi praticare dello yoga, imparare le regole della respirazione profonda, oppure scegliere la meditazione. Inoltre, cerca di non vivere in ambienti troppo caldi e vestiti leggera, magari a strati, così, quando giunge la sensazione di calore, è per te più facile togliere “correre ai ripari”.

In particolar modo per affrontare al meglio il periodo delle vampate menopausa consigliamo: di ridurre il consumo di caffeina, alcol, bevande troppo calde e cibi piccanti. Anche gli esercizi di respirazione profonda quando inizia una vampata possono essere efficaci.

Come affrontare la menopausa al meglio?

  • Non saltare i pasti, ma scegli cibi leggeri e bilanciati
  • Consuma almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, variando i colori e rispettando la stagionalità
  • Mantieniti idratata bevendo acqua.
  • Limita, quanto più possibile, gli alcolici, le bevande eccitanti e non fumare!

Rimedi Naturali

Le terapie alternative sono utilizzate dal 50-75% delle donne in post-menopausa, che ricorrono a rimedi come la soia, la cimicifuga racemosa (detta anche cohosh nero) e l’agopuntura. Queste pratiche però non hanno mostrato di essere più efficaci del placebo nel contrastare le vampate di calore.

Esistono, inoltre, dei rimedi a base di piante, come la cimicifuga o la soia, che si sono dimostrati utili coadiuvanti per il contrasto dei disturbi della menopausa, tra cui le vampate di calore. In ogni caso, si consiglia di consultare il proprio Medico per capire se l’integrazione può essere utile e consigliata in base alla vostra storia clinica.

  • Zafferano: ricco di molecole bioattive come crocina e safranale, è particolarmente indicato per migliorare il tono dell’umore. Nello specifico, un estratto standardizzato di zafferano al 3.5% di Lepticrosalides® (affron®) ha dimostrato di ridurre le vampate menopausa: il gruppo trattato con questo estratto, ha mostrato una significativa riduzione dei sintomi psicologici già dopo le prime 4 settimane di somministrazione rispetto al placebo, insieme a una diminuzione di vampate menopausa e sudorazioni.
  • Palmitoiletanolamide (PEA): è stata individuata come un promettente alleato contro le vampate menopausa. Questa molecola, prodotta naturalmente dal nostro organismo quando necessario, prolunga l’attività degli endocannabinoidi endogeni, contribuendo così alla modulazione del dolore e alla riduzione dell’infiammazione di basso grado.
  • Equiseto: è una pianta officinale ricca di attivi: flavonoidi, fitosteroli e minerali, tra cui il Silicio. Gli integratori a base di Equiseto possono migliorare la salute di unghie e capelli e favorire la salute dei tessuti connettivi e della pelle, proprio grazie alla ricca presenza di sicilio. Inoltre l’Equiseto è noto per la sua potente attività anti-ossidante; per tale ragione trova largo spazio nel contrastare l’aumento dei radicali liberi nel periodo perimenopausale.

Quando rivolgersi al medico

È consigliabile consultare un medico se le vampate di calore:

  • Interferiscono significativamente con la qualità della vita
  • Sono accompagnate da altri sintomi preoccupanti
  • Si verificano in assenza di una causa evidente come la menopausa

Prognosi e possibili complicanze

Le vampate di calore legate alla menopausa tendono a diminuire nel tempo. Tuttavia, se non trattate, possono influire negativamente sulla qualità del sonno e sul benessere generale.

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