Si sente spesso parlare di metabolismo, in merito a salute, peso e alimentazione. Può essere alto o basso, lento o veloce, ma cosa significa esattamente? Il metabolismo è un processo attraverso il quale il nostro corpo converte in energia ciò che mangiamo e beviamo.
Energia di cui abbiamo bisogno non solo per muoverci, ma anche per garantire il dispendio energetico necessario a tutte le funzioni metaboliche vitali (metabolismo basale) come la respirazione, la circolazione del sangue o la riparazione delle cellule. Al metabolismo basale dobbiamo aggiungere il metabolismo energetico, determinato dal movimento e dall’attività fisica che compiamo ogni giorno, e dalla termogenesi indotta dagli alimenti.
Il metabolismo può essere “veloce” (alto) e trasformare più velocemente il cibo che mangiamo in energia, o “lento” (basso), impiegando più tempo per riuscire a farlo. Il metabolismo di un soggetto è dato dalla somma del metabolismo basale, dalla termogenesi dieta-indotta (l’energia che si sviluppa nei processi digestivi), e dall’attività fisica.
Un equilibrio tra le reazioni anaboliche (di costruzione) e le reazioni cataboliche (di distruzione) dell’organismo ci permette di modulare l’assunzione degli alimenti, al fine di mantenere un adeguato bilancio tra l’assunzione di cibo e la spesa energetica.
Essere in condizioni di sovrappeso ed avere una massa magra poco rappresentata determinano una riduzione del metabolismo, inoltre, se in aggiunta, manteniamo una attività fisica scarsa o assente andremo a peggiorare la condizione.
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Il 20% circa del metabolismo basale è rappresentato dalla muscolatura scheletrica, di conseguenza un aumento della muscolatura è il metodo fisiologico che abbiamo per aumentare il metabolismo basale. Inoltre, possiamo aiutare la massa magra a preservarsi nel tempo o ad aumentare, se serve, non soltanto con adeguato movimento ed attività fisica, ma anche assumendo la giusta quantità di proteine ripartita nei pasti della giornata.
Saltare la prima colazione, infatti, porta ad una riduzione della produzione insulinica nelle prime ore della giornata, con conseguente ed inevitabile incremento di peso nel tempo. È estremamente soggettivo. Ci aiuterà ad incrementare le motivazioni e le aspettative e a raggiungerle e mantenerle nel tempo.
Regolazione Ormonale e Omeostasi
Il corso si propone di favorire la comprensione dei meccanismi principali che caratterizzano la regolazione ormonale dell'omeostasi dell'organismo. Oltre ad aspetti generali della funzione endocrina (reazione ormone-recettore, concetto di feedback, sintesi-immagazzinamento-secrezione-trasporto degli ormoni), verranno presentati alcuni esempi di organizzazione in assi neuroendocrini (es: asse ipotalamo-ipofisi-corticosurrene, asse ipotalamo-ipofisi-gonadi).
La complessa gestione per via endocrina dell'efficienza del nostro organismo verrà illustrata facendo riferimento alle più comuni malattie endocrino-metaboliche. Significato di anabolismo e catabolismo, produzione e consumo di energia.
Programma del Corso
Il corso intende far conoscere i meccanismi di regolazione del sistema endocrino, i concetti fondamentali della regolazione metabolica, la fisiopatologia delle principali malattie metaboliche, i principi fondamentali di terapia delle patologie endocrino-metaboliche, i test diagnostici in endocrinologia.
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Modulo di Biochimica
Concetti chiave del metabolismo: sistemi che producono e sistemi che utilizzano energia. Vie metaboliche lineari e circolari: Le reazioni anaplerotiche Principali crocevia metabolici: Il ruolo Acetil CoA Principali meccanismi di regolazione delle vie metaboliche.
Modulo di Endocrinologia
- IL SISTEMA ENDOCRINO
- Come funziona il sistema endocrino
- Che cos’è un ormone
- Trasporto e natura chimica degli ormoni
- I recettori
- Come agiscono gli ormoni
- Feed-Back
- L’IPOFISI
- Ormoni ipofisari
- Sindromi da ipersecrezione ipofisaria
- Sindromi da insufficienza ipofisaria
- Adenomi ipofisari
- LA TIROIDE
- Fisiologia e ciclo dello iodio
- Esame clinico del gozzo
- Ipertiroidismo (fisiopatologia, clinica, diagnosi, terapia)
- Ipotiroidismi (fisiopatologia, clinica, diagnosi, terapia)
- Tiroiditi
- Gozzi semplici
- Noduli tiroidei
- Cancro della tiroide
- IL PANCREAS ENDOCRINO
- Insulina, Glucagone, Somatostatina
- Esame clinico del paziente diabetico
- Diabete mellito di tipo 1 (diagnosi, terapia)
- Diabete mellito di tipo 2 (diagnosi, terapia)
- Complicanze acute e croniche del diabete mellito
- Diabete gestazionale
- Sindrome metabolica
- LA CORTECCIA SURRENALE
- Fisiologia
- S. di Cushing, S. di Conn, Iperplasie surrenali congenite
- Insufficienza surrenale cronica, Insufficienza surrenale acuta
- LA MIDOLLARE DEL SURRENE
- Il feocromocitoma (clinica, diagnosi, terapia)
- LE GONADI
- Fisiologia (ormoni androgeni, estrogeni, progestinici)
- Esame clinico del paziente con ipogonadismo
- Classificazione degli ipogonadismi primitivi
- Sindrome di Klinefelter
- Amenorrea
- Sindrome di Turner
Sindrome Metabolica
La sindrome metabolica non è più una malattia della popolazione adulta, ma coinvolge anche bambini e adolescenti. La prevalenza della sindrome metabolica aumenta con l'aumentare dell'età; quasi il 40% delle persone soffre di questa malattia nel sesto decennio di vita.
La sindrome metabolica colpisce il 60% della popolazione statunitense di età >50 anni. Rispetto a tale fascia demografica, la percentuale di donne che hanno la sindrome è superiore a quella degli uomini.
L'incidenza globale della sindrome metabolica aumenta quasi parallelamente all'incidenza dell'obesità. In Europa e America Latina, circa un quarto della popolazione generale soffre di sindrome metabolica.
Il diabete di tipo 2 è considerato una complicanza della sindrome metabolica. Esiste una ricerca che associa la comorbidità alle malattie reumatiche. La sindrome metabolica è considerata una comorbidità della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) - fino al 50%.
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L'aumento di peso è associato alla sindrome metabolica, ma soprattutto nella sua forma centrale e viscerale o ectopica - cioè il grasso negli organi non progettati per l'accumulo adiposo.
I marker di infiammazione sistemica, inclusa la proteina C-reattiva, sono spesso aumentati, così come il fibrinogeno, l'interleuchina 6, il fattore di necrosi tumorale-alfa (TNF-α) ecc.
In simili condizioni, le cellule Beta del pancreas deputate alla produzione di insulina vanno incontro ad un lento processo degenerativo causato dal troppo lavoro. In base a tali parametri di riferimento, alcuni valori potrebbero comunque risultare nella fascia di normalità stabilita per le persone sane.
Una revisione sistematica di quattro studi randomizzati controllati ha affermato che, a breve termine, un pattern nutrizionale paleolitico ha migliorato tre delle cinque componenti misurabili della sindrome metabolica nei partecipanti - che avevano almeno uno dei componenti.
Il Caerphilly Heart Disease Study ha seguito 2.375 soggetti maschi in 20 anni e ha suggerito che l'assunzione giornaliera di ~ 568 ml di latte o prodotti lattiero-caseari equivalenti (ad es. yogurt) ha più che dimezzato il rischio di sindrome metabolica.
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