Glucoman® per Dimagrire: Funziona?

Quando si tratta di raggiungere i propri obiettivi di benessere e salute, la scelta del giusto integratore può fare la differenza. Due opzioni popolari sul mercato sono Glucoman® e Bruciagrassi®, entrambi progettati per supportare il tuo percorso verso una vita più sana. Ma quali sono le differenze tra i due? E quale potrebbe essere la scelta migliore per te?

Cos'è Glucoman®?

Glucoman® è una formula avanzata progettata per aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi di gestione del peso in modo efficace. La potenza di Glucoman® risiede nella sua capacità di supportare il metabolismo dei grassi attraverso i suoi principi attivi, mentre fornisce anche una sensazione di sazietà che può aiutare a controllare l'appetito.

Ingredienti Chiave di Glucoman®

  • Glucomannano: Una fibra solubile derivata dalle radici di Amorphophallus konjac K. Koch, il glucomannano è noto per il suo effetto saziante.

Glucoman® vs. Bruciagrassi®: Un Confronto

Sia Bruciagrassi® che Glucoman® offrono approcci unici e complementari per la gestione del peso. Bruciagrassi® si concentra sull'aumento del metabolismo basale, la combustione dei grassi e il miglioramento della vigilanza grazie alla caffeina e ad altri attivatori metabolici. Glucoman® punta sulla riduzione dell'appetito e l'inibizione dell'assorbimento dei grassi, grazie al glucomannano e al chitosano, oltre a fornire degli attivatori metabolici e un supporto nutrizionale con vitamine e minerali.

Grazie agli estratti di Cola acuminata e Tè verde, Bruciagrassi® favorisce il mantenimento di un peso equilibrato.

Come Funziona il Glucomannano?

Il glucomannano è un polisaccaride ad alto peso molecolare, formato dalla concatenazione di tante piccole unità di glucosio e mannosio (zucchero molto diffuso nei polimeri vegetali). Il glucomannano viene estratto dal tubero di Amorphophallus konjac, una pianta utilizzata nella cucina giapponese come agente gelificante. Il glucomannano purificato è considerato uno dei più efficaci prodotti per favorire il dimagrimento.

Leggi anche: Efficacia e Rischi della Puntura Dimagrante

Con la sua azione si è infatti dimostrato un supplemento ideale nell'ambito di diete globalmente finalizzate al controllo o alla riduzione del peso corporeo.

Nel lume intestinale il glucomannano viene degradato ad opera della flora batterica intestinale, con la formazione di molecole biologicamente attive come gli acidi grassi a catena corta, il mannosio ed altri residui zuccherini.

Benefici del Glucomannano

  • Perdita di peso: L'assunzione di circa 4g di glucomannano al giorno, in un contesto dietetico ipocalorico controllato, avrebbe migliorato l'aderenza alla dieta, contribuendo al contempo, sia ad un ulteriore abbassamento delle concentrazioni lipidemiche e glicemiche, sia ad una più adeguata perdita di peso.
  • Abbassamento del colesterolo LDL: In un recentissimo trial clinico, la supplementazione giornaliera con 1g di glucomannano in 20 donne obese, avrebbe contribuito a determinare un abbassamento significativo delle concentrazioni ematiche di colesterolo LDL, riducendo pertanto il rischio cardiovascolare.

Glucomannano e Controllo della Glicemia

Ci sono diversi modi per misurare i livelli di glucosio nel sangue. Per controllare il diabete ci si può affidare ai centri di analisi, ma è possibile anche auto-monitorare la glicemia nel sangue. Esistono due unità distinte per indicare il livello di zucchero nel sangue, che tuttavia possono essere convertite facilmente l’una nell’altra.

La misura espressa in milligrammi per decilitro (mg/dl) indica la concentrazione di glicemia nel sangue (milligrammi di glucosio per decilitro di sangue). Il monitoraggio periodico della glicemia da parte di un medico è importante sia per i diabetici che per i pazienti a rischio. Il medico può determinare sia il livello di glucosio nel sangue, sia il livello di glucosio nel plasma.

La misurazione glicemica da parte del medico deve essere eseguita al mattino e a stomaco vuoto, il che significa che il paziente non deve aver mangiato nulla o consumato bevande zuccherate almeno 8 ore prima.

Leggi anche: Dimagrire con le pere: verità o mito?

Oltre al valore attuale della glicemia, il medico può anche misurare un valore particolare dell’emoglobina nel sangue: l’emoglobina glicosilata o glicata A1c (in sigla HbA1c). La misura della percentuale di HbA1c, consente di effettuare una stima della quantità di glucosio presente nel sangue (glicemia) negli ultimi 2-3 mesi. Più alta è la concentrazione media di glucosio nel sangue, più emoglobina glicata si forma.

Oltre alla determinazione del livello di zucchero nel sangue, il medico può individuare anche altri parametri importanti, rilevanti per la diagnosi del diabete o per lo sviluppo della terapia. Questi includono, ad esempio, la tolleranza al glucosio, il livello di peptide C e la formazione di anticorpi specifici.

Automonitoraggio Glicemico

Le procedure di automonitoraggio glicemico sono utilizzate dai pazienti diabetici per controllare regolarmente i livelli di zucchero nel sangue. Le persone che sono particolarmente a rischio di sviluppare il diabete possono monitorare i livelli di glucosio nel sangue tramite l’autocontrollo glicemico.

Esistono molti dispositivi elettronici sul mercato che possono essere facilmente utilizzati per misurare il livello di zucchero dentro e fuori casa. Nei test fotometrici, una striscia reattiva preparata con il campione di sangue viene inserita nel misuratore. I misuratori amperometrici, invece, misurano la corrente che passa attraverso il sangue.

La scelta del misuratore glicemico appropriato dipende dalle esigenze individuali. I vari dispositivi differiscono, da un lato, per dimensioni e utilizzo. Anche la quantità di sangue per il test richiesta e la durata della misurazione variano da dispositivo a dispositivo. Per i pazienti più anziani con problemi di vista, ad esempio, sono particolarmente adatti gli apparecchi con un grande display o un’uscita vocale.

Leggi anche: Perdere Peso con una Dieta Graduale

È consentita l’immissione in commercio e la messa in servizio nel territorio italiano dei dispositivi medici recanti la marcatura CE. Gli apparecchi che soddisfano la norma devono avere un’accuratezza con un margine di tolleranza definito. Con una concentrazione di glucosio di almeno 5,6 mmol/l (100md/dl), si può avere una deviazione massima del 15% in almeno il 95% di tutte le misurazioni. Se la concentrazione di glucosio è inferiore a 5,6 mmol/l, la deviazione non deve superare 0,8 mmol/l (15mg/dl).

Integratori di Glucomannano: Modalità d'Uso e Avvertenze

Gli integratori di glucomannano sono disponibili sotto forma di polvere o compresse a base di estratto secco.

Modalità d'uso

2 capsule al giorno, prima dei pasti principali. Affinchè il prodotto raggiunga lo stomaco deve essere assunto con abbondante acqua.

Avvertenze

Non superare la dose giornaliera consigliata. Tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei 3 anni di età. Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano.

Il prodotto deve essere impiegato nell'ambito di una dieta ipocalorica adeguata seguendo uno stile di vita sano con un buon livello di attività fisica.

Avvertenze specifiche

Possibile pericolo di soffocamento per le persone con difficoltà di deglutizione o in caso di ingestione senza un'adeguata assunzione di liquidi.

Modi e tempi di conservazione

Conservare in luogo fresco e asciutto, a temperatura non superiore a 25°C, al riparo da luce diretta e fonti di calore.

Tirzepatide: Un'Alternativa per il Trattamento del Diabete di Tipo 2

TZP è approvato per il trattamento del diabete di tipo 2 (DM2) negli adulti, con tre dosaggi di mantenimento di 5, 10 e 15 mg una volta alla settimana per iniezione sottocutanea. Rispetto al placebo e ai comparatori attivi, con tutti i dosaggi ha ridotto significativamente i livelli di HbA1c (riduzione da -1.87% a -2.59% rispetto al basale). Ha dimostrato superiorità nel raggiungimento degli obiettivi di HbA1c rispetto ai comparatori attivi, sia semaglutide 1 mg che insuline basali titolate in modo intensivo, con il 97% dei pazienti che ha raggiunto HbA1c < 7.0%.

Per la prima volta nel trattamento del DM2, il programma SURPASS considera anche un obiettivo di normalizzazione di HbA1c (< 5.7%) e non solo di riduzione, che è stato raggiunto da un terzo dei pazienti trattati con TZP. La riduzione dell'HbA1c è estremamente rapida, significativa a partire dalla 4° settimana, e si mantiene fino a 104 settimane senza peggioramenti.

In tutto il programma SURPASS, TZP a tutti e tre i dosaggi ha ridotto il peso corporeo, con efficacia significativamente superiore anche rispetto a un agonista selettivo del GLP-1 come semaglutide 1 mg. Una metanalisi ha mostrato riduzione media di peso pari a 7.5 kg, 11 kg e 12 kg, rispettivamente, con 5, 10 e 15 mg/settimana.

La maggioranza dei soggetti (dal 67 all'88%) ha raggiunto l'obiettivo di riduzione del peso corporeo di almeno il 5%, mentre fino al 69% ha ottenuto riduzione >10%, entità considerata in grado di influire sulla progressione del DM2. L'elevata efficacia sulla riduzione del peso corporeo è stata dimostrata anche negli studi sull'obesità (programma SURMOUNT), con riduzione media del peso del 16% con 5 mg e di oltre il 22% alla dose più elevata di 15 mg.

Nonostante l'efficacia significativamente superiore su tutti i parametri metabolici, TZP presenta un profilo di tollerabilità favorevole simile a quello della classe degli agonisti di GLP-1. Si sono osservati nausea nel 20% dei trattati, vomito nel 9% e diarrea nel 16%.

Inibitori dell'Alfa-Glucosidasi

Gli inibitori dell'assorbimento intestinale dei carboidrati comprendono una classe di farmaci denominati inibitori dell'alfa-glucosidasi. Questi pseudo-carboidrati (acarbosio, voglibosio e miglitol), ottenuti da processi di fermentazione di microorganismi (per acarbosio: Actinoplanes Utahensis), inibiscono competitivamente l'enzima alfa-glucosidasi presente sull'orletto a spazzola degli enterociti, che idrolizza gli oligosaccaridi non assorbibili e i polisaccaridi in monosaccaridi assorbibili.

Dato il loro meccanismo d'azione nel prevenire la digestione dei carboidrati complessi, gli inibitori dell'alfa-glucosidasi devono essere assunti all'inizio del pasto. Il loro effetto determina una riduzione della glicemia post-prandiale e un calo dell'HbA1c dello 0.6%.

Alcuni studi hanno dimostrato una regressione da alterata tolleranza ai carboidrati (IGT) a normale tolleranza e una riduzione del 49% del rischio relativo di sviluppare eventi cardiovascolari nei pazienti con IGT. Riducendo l'iperglicemia post-prandiale, riducono le citochine pro-infiammatorie e stabilizzano la placca carotidea, con conseguente prevenzione delle complicanze micro e macrovascolari del diabete.

L'acarbosio è indicato nei pazienti affetti da diabete mellito non insulino-trattato in terapia dietetica o in terapia con ipoglicemizzanti orali e nei pazienti affetti da diabete mellito insulino-trattato già in trattamento con terapia insulinica, nei quali non vi è un buon controllo della glicemia post-prandiale o un HbA1c non a target.

È controindicato nei pazienti con nota ipersensibilità al farmaco, nella chetoacidosi diabetica, nelle malattie infiammatorie intestinali, nelle ulcerazioni intestinali, nelle ostruzioni intestinali, nelle malattie intestinali croniche associate a disturbi della digestione o dell'assorbimento, nei pazienti con insufficienza renale grave (eGFR < 25 mL/min).

Si raccomanda di iniziare con una dose di acarbosio di 25 mg per tre volte al giorno, passando poi gradualmente (nel giro di 4-8 settimane) a 50 mg per tre volte al giorno, per arrivare alla dose di mantenimento di 100 mg per tre volte al giorno.

Inibitori del SGLT-2 (Gliflozine)

I farmaci di questa classe (detti anche gliflozine) agiscono sul riassorbimento del glucosio a livello del tubulo contorto prossimale del rene. Il glucosio viene normalmente filtrato dal glomerulo e riassorbito sino al 90% a livello del tubulo prossimale, grazie al co-trasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT-2).

Quando la quantità di glucosio filtrata supera la soglia di attività del SGLT-2, compare glicosuria (in genere per glicemia intorno a 160-180 mg/dL). Questo meccanismo di difesa, che garantisce l’omeostasi glicemica nel soggetto normoglicemico, risulta enfatizzato nel soggetto diabetico-iperglicemico, con iperespressione degli SGLT-2, che iper-riassorbono glucosio a livello tubulare, innescando un loop iperfiltrazione-iperriassorbimento-iperglicemia-aumento della glicosuria.

Inibire gli SGLT-2 rappresenta una strategia terapeutica valida, alternativa, che prescinde dalla riserva pancreatica ß-cellulare e può essere pertanto sfruttata in ogni momento della storia del diabete di tipo 2 (DM2). All’inibizione della funzione del co-trasportatore, consegue un ridotto riassorbimento di glucosio dal tubulo renale: circa il 40% del glucosio filtrato viene eliminato con le urine e la glicemia si riduce.

Le molecole attualmente disponibili in Italia appartenenti a questa classe sono canagliflozin, dapagliflozin, empagliflozin ed ertugliflozin.

Diversi studi randomizzati hanno dimostrato l’efficacia di questi farmaci sulla riduzione dell’HbA1c, sia in mono-terapia (riduzione di circa 0.79%), sia in associazione a altro ipoglicemizzante orale (circa 0.61%).

Un importante studio pubblicato nel 2015 (EMPA-REG OUTCOME) ha dimostrato che, rispetto al placebo, il trattamento con empagliflozin in pazienti con DM2 a elevato rischio CV riduce del 14% gli eventi CV maggiori, del 38% la mortalità CV, del 32% la mortalità totale e del 35% l’ospedalizzazione per scompenso cardiaco, con miglioramento del rischio già evidente dopo soli 3 mesi di terapia.

Tabella Comparativa Integratori

Integratore Ingredienti Chiave Benefici Principali Meccanismo d'Azione
Glucoman® Glucomannano Sazietà, supporto al metabolismo dei grassi, abbassamento colesterolo LDL Fibra solubile che si espande nello stomaco, riducendo l'appetito e inibendo l'assorbimento dei grassi
Bruciagrassi® Cola acuminata, Tè verde, Caffeina Aumento del metabolismo basale, combustione dei grassi, miglioramento della vigilanza Stimolazione del metabolismo e termogenesi

tags: #glucomen #per #dimagrire #funziona?

Scroll to Top