La Dieta per Affamare il Tumore: Realtà, Finzione e Consigli

Quello fra i malati di tumore e il cibo è un rapporto spesso difficile, per via della perdita di appetito, nausea, infiammazioni del cavo orale, disturbi gastrointestinali o diarrea.

Il Ruolo dell'Alimentazione nel Percorso Oncologico

Il dottor Francesco Anichini, dietista della U.O.C. Immunoterapia Oncologica di Siena, spiega i principi fondamentali della corretta alimentazione per il paziente oncologico. Quando presenta delle indicazioni dietetiche ai suoi pazienti, non parla mai di calorie, calcoli particolari, cibi miracolosi o elisir di lunga vita. Il suo scopo è invece quello di far capire loro che se accettano di curare la propria alimentazione, devono partire dal credere che ottimizzare lo stile di vita possa supportare il trattamento farmacologico, contrastando l’avanzamento della malattia e migliorando la qualità della vita. Invita quindi i suoi pazienti ad organizzare meglio i pasti e la giornata, a programmare bene le attività e l’esercizio fisico settimanale, perché sono soprattutto le abitudini sbagliate a dover essere modificate, opponendo a queste ultime delle azioni che possano alimentare di energia positiva non solo il corpo ma anche la mente.

La parola dieta deriva dal greco dìaita e significa “modo di vivere”. È quindi un concetto che ha radici molto più profonde rispetto ad un mero esercizio di calcolo calorico. L’alimentazione rispecchia ad esempio la nostra capacità di socializzazione, e ha uno stretto rapporto con la sfera emotiva ed umorale, rappresentando quindi un vero e proprio modo di essere.

Il problema principale è quello di garantire ai pazienti un apporto nutritivo adeguato (durante e dopo le terapie oncologiche) perché non perdano troppo peso.

Malnutrizione e Perdita di Peso: Un Problema Comune

Circa il 30% dei pazienti oncologici soffre di uno stato di malnutrizione, o è a rischio di esserlo, già al momento della diagnosi, e con il passare del tempo e il susseguirsi delle terapie la nutrizione insufficiente diventa un problema molto comune, tanto da interessare fino al 60-80% dei malati.

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È necessario che lo screening e la valutazione nutrizionali entrino a far parte della valutazione multidimensionale del malato oncologico, durante tutto il percorso terapeutico. Va quindi prevenuta per diminuire la tossicità dei trattamenti antineoplastici, ridurre le complicanze, limitando la necessità e la durata di ricoveri ospedalieri e migliorare la qualità di vita generale del paziente e, quindi, anche la risposta positiva dell’organismo alle cure.

Per contrastare la perdita di peso per mancanza di appetito, può essere d’aiuto preferire cibi ad alto contenuto proteico o calorico, come legumi, uova, carne (preferibilmente bianca) e pesce, frutta secca a guscio, e consumare bevande arricchite di particolari elementi nutritivi.

I pericoli per i pazienti che dimagriscono sono molteplici e la letteratura scientifica mondiale è ormai concorde sul fatto che la perdita di peso, in particolare della massa muscolare, è associata al peggioramento della prognosi.

I pazienti che perdono peso e muscolatura possono infatti tollerare meno le terapie oncologiche, che risultano meno praticabili e dunque meno efficaci, con il pericolo di doverle interrompere. Inoltre, il deterioramento dello stato nutrizionale è un fattore di rischio per il prolungamento delle degenze ospedaliere, le ri-ospedalizzazioni e il peggioramento della qualità e quantità di vita.

Linee Guida Nazionali e Supporto Nutrizionale

È fondamentale garantire un supporto nutrizionale tempestivo e adeguato per i pazienti oncologici sin dall'avvio delle terapie, ed è proprio per dare uno strumento pratico e facilmente fruibile da tutti gli specialisti (oncologi, medici nutrizionisti e dietisti) che sono di recente state pubblicate le nuove linee guida nazionali coordinate dall'Aiom, l'Associazione Italiana di Oncologia Medica.

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Miti e Realtà sulla Dieta per Affamare il Tumore

Molti pazienti sono affascinati dalla dieta mima-digiuno e dall'idea che con una restrizione calorica «si tagliano i viveri» alle cellule cancerose che così «muoiono». Un concetto fondamentale da promuovere con fermezza è che ad oggi non esiste alcun piano dietetico, scientificamente riconosciuto, che da solo possa far guarire dalla malattia.

Ad esempio, spesso viene sostenuto che la dieta vegana sia la cura di tutti i mali, o che sia meglio adottare una dieta vegetariana perché più bilanciata, ma anche che una dieta chetogenica (a bassissimo contenuto in carboidrati) possa essere utile per “affamare le cellule tumorali”. Addirittura vengono proposti periodi di digiuno o di semi-digiuno, ma potrei andare avanti all’infinito con esempi di questo tipo.

Va ricordato che non esistono diete anti-cancro e che, ad oggi, non vi sono evidenze scientifiche che indichino che particolari tipi di alimentazione possano impedire la crescita del tumore.

I Pericoli del Digiuno "Fai-da-Te"

A malati e familiari va spiegato anche chiaramente il principio della restrizione calorica, su cui circolano moltissime informazioni scorrette e diete senza alcun fondamento, ancor più pericolose per una persona in trattamento per un tumore.

Sono moltissime le varianti di diete basate su diverse forme di digiuno e sappiamo che sono tra le più ricercate sul web dai malati stessi - chiarisce Nicola Silvestris, direttore del Dipartimento di Area Medica dell'IRCCS Istituto Tumori "Giovanni Paolo II di Bari, fra gli autori principali della ricerca -. Il concetto di base è che influenzando il metabolismo e il consumo di zuccheri, aminoacidi e acidi grassi, si vada a colpire anche il metabolismo della cellula tumorale. E che il non mangiare sia uno strumento per “affamare” le cellule tumorali e migliorare l’efficacia delle terapie.

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Inoltre un’alimentazione rudimentale ed approssimativa può determinare anche gravi danni, come ad esempio un’eccessiva perdita di peso e di massa muscolare o gravi intossicazioni.

Invita quindi tutti i lettori a diffidare delle fake news che frequentemente corrono su internet e sui social media, e di affidarsi sempre al supporto di professionisti riconosciuti in ambito sanitario e medico-scientifico. L’alimentazione è una cosa seria: può contribuire a prevenire l’insorgenza di malattie tumorali e metaboliche protagoniste degli ultimi due secoli della nostra storia, ma da sola non può ottenere risultati miracolosi.

Digiuno e Cancro: Cosa Dice la Scienza?

Sono stati indagati anche i potenziali effetti di uno schema di digiuno sia per prevenire il cancro, sia per rendere più efficaci le terapie. Tutta la ricerca in questo ambito è molto recente e ulteriori e più ampi studi sono necessari a consolidare risultati per ora preliminari. Nessuna linea guida, al momento, raccomanda schemi di digiuno a sostegno delle terapie oncologiche.

Sulla base delle prove attualmente disponibili, possiamo dire che è ragionevole pensare che la restrizione calorica mitighi la tossicità della chemioterapia. Gli studi hanno nel complesso evidenziato un ridotto danno al DNA, un aumento significativo della conta di globuli rossi, bianchi e piastrine, una riduzione dell’affaticamento e un miglioramento della qualità della vita nei pazienti che seguivano lo schema dietetico indicato rispetto a coloro che invece adottavano una dieta tradizionale.

Ripetiamo però che i risultati sono ancora molto preliminari e che studi più ampi, anche negli esseri umani, sono necessari a validare queste prime conclusioni.

Tipologie di Digiuno

Le evidenze scientifiche più solide riguardano tre forme di digiuno:

  • La dieta "mima-digiuno": prevede un basso apporto calorico (100-1.100 chilocalorie giornaliere) e di proteine (9-11%), ma elevato in grassi (44-46%) per i giorni 1-5 della settimana.
  • La restrizione calorica: prevede la riduzione giornaliera dell’apporto energetico (-20/-40%) ottenuto tramite un minore apporto di tutti i macronutrienti (ma non di vitamine e sali minerali).
  • Il digiuno intermittente: richiede di fare attenzione a quando lo si fa, concentrando l’assunzione di alimenti in determinati orari di una giornata (nelle ore di digiuno è consentito soltanto bere acqua e bevande prive di calorie, come il caffè e il tè).

Esempi sono la dieta “16:8” (che prevede di consumare i pasti di una giornata nell’arco di 8 ore) e quella “5:2” (che richiede di mangiare regolarmente 5 giorni alla settimana, limitando l’apporto calorico negli altri 2 giorni a 500-600 kcal).

Chi Non Dovrebbe Digiunare

La comunità scientifica è concorde nel considerare una scelta di questo tipo non alla portata dei minori, delle donne in gravidanza o in allattamento, delle persone affette da diabete di tipo 1, di coloro che sono affetti da malattie croniche o che soffrono o hanno avuto esperienza di un disturbo del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, disturbo da alimentazione incontrollata, sindrome da alimentazione notturna, pica, disturbo da ruminazione).

Alimentazione Adeguata Durante le Terapie Oncologiche

L’attenzione alla dieta nel corso delle terapie oncologiche ha primariamente un obiettivo: evitare la comparsa della malnutrizione per difetto. Per prima cosa occorre sapere che la presenza di un tumore può causare una condizione di anoressia, con conseguente marcata perdita di peso.

Se l’alimentazione naturale è possibile, è consigliato seguire un piano dietetico personalizzato il più possibile rispondente alle preferenze dei pazienti. Dal punto di vista pratico, si possono adottare alcuni accorgimenti per aiutare i malati di cancro a seguire una dieta bilanciata, che preveda l’assunzione dei nutrienti (carboidrati, proteine, grassi, vitamine e sali minerali) attraverso il consumo di tutti i gruppi di alimenti (carni, pesce, uova; latte e derivati; cereali, tuberi e derivati; legumi; oli e grassi da condimento; ortaggi e frutta).

Ai pazienti oncologici si consiglia di mangiare poco, ma spesso, tenendo sempre a portata di mano qualcosa da sgranocchiare, e di farlo lentamente, masticando bene e riposando dopo ogni pasto.

Cosa Mangiare e Cosa Evitare

Tra gli alimenti da prediligere si segnalano in particolare: cereali integrali, legumi ben cotti (anche in crema), pesce (meglio se azzurro) e verdure di stagione. Da limitare invece le carni rosse e lavorate (salumi, insaccati), i formaggi molto grassi e tutti gli alimenti a base di amido e composti da zuccheri semplici (frumento, patate, mais), responsabili dell’aumento dell’indice glicemico.

Affrontare gli Effetti Collaterali delle Cure

Anche i più recenti farmaci a bersaglio molecolare, la radioterapia o le conseguenze di un intervento chirurgico possono provocare nausea e vomito, stipsi o diarrea e perdita di appetito, inducendo un calo di peso. Una dieta il più possibile varia ed equilibrata può aiutare l’organismo a rispondere alle cure, riducendo in parte questi e altri effetti collaterali.

Nausea e Vomito

La soluzione maggiormente consigliata per contrastare nausea e vomito è mangiare poco e spesso, spezzando i tre pasti principali in 6-8 spuntini al giorno.

È inoltre d’aiuto evitare i piatti troppo elaborati o pesanti e i cibi con sapori e odori troppo forti, seguendo piuttosto queste indicazioni:

  • Consumare alimenti secchi, come pane e cereali se possibile integrali.
  • Mangiare cibi freschi o a temperatura ambiente, evitando il più possibile quelli caldi o piccanti e quelli fritti.
  • Assumere solo piccoli sorsi di liquidi durante i pasti per evitare di sentirsi pieni.
  • Bere la maggior parte dei liquidi tra i pasti preferendo acqua, tisane tiepide e bevande tra cui quelle a base di zenzero o menta.
  • Preferire cibi facili da deglutire e con molte calorie concentrate in poco volume, eventualmente accompagnati da integratori indicati dal medico.

Stipsi

Per risvegliare un intestino pigro si può optare per cibi ricchi di fibre, come cereali integrali, verdura e frutta con la buccia. Invece si consiglia di mangiare senza esagerare e a piccole dosi, eventualmente sotto forma di creme, i cibi che favoriscono la formazione di gas, come legumi, broccoli e cipolle.

Diarrea

Anche in questo caso le raccomandazioni sono di bere lontano dai pasti e di distribuire questi ultimi nel corso della giornata. È bene sapere che, oltre a limitare i cibi grassi, fritti, o speziati, dolci, latte e latticini e le gomme da masticare, può essere utile mangiare alimenti ricchi di potassio e di sodio (come banane e mele) e di fibre solubili (come il riso e i fiocchi d’avena), magari ridotti in crema.

Spossatezza

Si suggerisce di puntare su cibi integrali, legumi, fibre con un po’ di olio extravergine di oliva, che aiutano a mantenere livelli di energia più stabili nel tempo. Per fare una merenda veloce e leggera si può mangiare una porzione di frutta essiccata o qualche noce, mandorla o nocciolina che, contenendo magnesio, aiutano a combattere la fatigue. Inoltre, il tè è preferibile al caffè, perché l’effetto dell’agente stimolante, la teina, dura più a lungo di quello della caffeina.

Fastidi in Bocca

Per avere un po’ di sollievo può essere utile bere spesso piccole quantità di liquidi, ma anche succhiare cubetti di ghiaccio e ghiaccioli alla frutta. Se il disturbo è accompagnato anche da piccole ulcere della mucosa orale, allora è meglio evitare tutto ciò che è troppo salato, speziato o caldo, così come i cibi secchi e duri, l’alcol e il caffè. Si consiglia invece di consumare creme di cereali integrali o di legumi, come l’hummus.

Importanza del Supporto Multidisciplinare

È indispensabile che il malato di cancro del pancreas venga seguito da un’équipe multidisciplinare della quale facciano parte anche un medico nutrizionista e un dietista. In ogni momento del percorso terapeutico, il malato deve avere la garanzia che i suoi fabbisogni metabolici e nutrizionali siano soddisfatti. Se quest’obiettivo non può essere raggiunto con la sola alimentazione, lo specialista potrà prescrivere la terapia enzimatica sostitutiva e/o supplementi nutrizionali orali.

La Scoperta dell'IEO e IFOM: Affamare le Cellule Tumorali Attraverso il Metabolismo

Un gruppo di ricercatori coordinati da Saverio Minucci, Direttore del Programma Nuovi Farmaci dell’Istituto Europeo di Oncologia e Professore Ordinario di Patologia Generale dell’Università degli Studi di Milano (in collaborazione con il gruppo di Marco Foiani, Direttore Scientifico dell’IFOM e Professore Ordinario di Biologia Molecolare dell’Università degli Studi di Milano), ha scoperto un inedito meccanismo molecolare in grado, se attivato, di far morire “di fame” le cellule tumorali.

I ricercatori hanno scoperto che una dieta che porti a un abbassamento della glicemia, associata alla somministrazione di metformina, innesca una reazione a catena che, coinvolgendo la proteina PP2A, porta alla morte delle cellule tumorali. La metformina è un farmaco ben noto e ampiamente utilizzato contro il diabete di tipo II.

«Si sa da circa un secolo che il metabolismo è una delle differenze chiave fra la cellula cancerosa e quella sana - spiega Minucci - e quindi deve essere possibile uccidere le cellule malate sfruttando questa differenza.

Nel nostro studio, riducendo il tasso glicemico con la dieta e somministrando metformina, abbiamo inibito la plasticità metabolica e abbiamo fatto morire le cellule tumorali. Grazie a una dettagliata analisi funzionale a livello molecolare, abbiamo scoperto che ciò che fa morire la cellula tumorale è l’attivazione della proteina PP2A e del suo circuito molecolare.

Dieta Ipoglicemizzante e Choc Metabolico: Uno Studio

La dieta testata, ipoglicemizzante, prevedeva una restrizione calorica molto severa, di cinque giorni, da adottare ciclicamente ogni tre-quattro settimane durante la chemioterapia o l’immunoterapia, ovviamente sotto supervisione medica. Tre gli elementi che sono stati valutati a fondo: tollerabilità, effetti collaterali, efficacia.

I risultati hanno rivelato che su 101 pazienti sottoposti alla dieta-terapia solo quattro sono passati dalla condizione di normopeso a quella di sottopeso, e non in modo grave. Inoltre, il 99% dei pazienti è riuscito a fare almeno un ciclo di cure e di questi il 76% ne ha svolti almeno tre.

Lo studio ha rivelato che riducendo il più possibile il glucosio nei giorni di terapia è come se si colpisse il nemico su due fronti: con la dieta e con i farmaci. Allo stesso tempo, - ha rivelato lo studio - lo choc metabolico ha avuto effetto anche sul sistema immunitario, dove riduce il numero e l’attività di cellule “cattive”, che inibiscono la risposta immunitaria, e aumenta la quantità di quelle “buone”, potenzialmente in grado di riconoscere e uccidere le cellule tumorali.

Il digiuno è un’arma straordinaria in prevenzione e non a caso è sempre stato praticato in tutte le culture tradizionali come strumento di depurazione. In terapia, invece, questa risorsa dovrebbe essere modulata caso per caso e mai adottata con un approccio fai da te o protocollata o standardizzata e sempre controllata da specialisti.

Il Libro "Il Cancro a Digiuno" di Valter Longo

Nel suo ultimo libro “Il cancro a digiuno” (Vallardi), Valter Longo propone terapie standard, come la chemioterapia, l’immunoterapia o la terapia ormonale, combinate a programmi dietetici restrittivi che mimano il digiuno. Questo l’approccio innovativo per la prevenzione e cura di diverse forme tumorali, anche in stadio avanzato.

Almeno 6 lavori di ricerca condotti e pubblicati da Longo su digiuno e tumori in collaborazione con altri esperti, che hanno coinvolto 260 pazienti, di cui 172 a digiuno o sottoposti a diete mima-digiuno, dimostrerebbero che il digiuno, anche in corso di terapie (chemio e/o radio), è ben tollerato, sicuro e in grado di ridurre gli effetti collaterali degli stessi trattamenti.

Il programma, studiato per favorire benefico dal digiuno sia in corso di terapia sia tra un ciclo e l’altro di trattamento, è messo a punto dalla stretta collaborazione fra oncologo e nutrizionista, preferibilmente con expertise in biologia molecolare, in modo da evitare che il paziente, nonostante il regime alimentare restrittivo, possa perdere massa muscolare, corra il rischio di cachessia o sia ulteriormente esposto a malnutrizione, evento avverso frequente nei pazienti oncologici.

La dieta mima-digiuno dura 5 giorni e prevede un periodo ideale di astinenza dal cibo, utile a prevenire patologie in assenza di situazioni specifiche e di storia familiare, di 12 ore tra la cena e la colazione del giorno seguente, con eventuale possibilità di ripetere periodicamente la dieta mima-digiuno. Il piano nutrizionale è formulato per mantenere un basso contenuto di calorie, proteine e zuccheri ed avere di contro un alto contenuto di grassi di origine vegetale.

Consigli per Pazienti e Familiari

Il paziente colpito da cancro deve sempre seguire un’alimentazione sana ed equilibrata. I pazienti affetti da questa neoplasia hanno spesso difficoltà ad alimentarsi in maniera adeguata.

È necessario che lo screening e la valutazione nutrizionali entrino a far parte della valutazione multidimensionale del malato oncologico, durante tutto il percorso terapeutico.

Per riassumere, ecco alcuni consigli:

  • Consumare acqua a temperatura ambiente lontano dai pasti, alternarla con tisane o infusi.
  • Fondamentale fare bocconi piccoli, masticare bene e lentamente il cibo per facilitare la digestione.
  • Può essere utile utilizzare posate di plastica o di legno (anziché di metallo), per ridurre il gusto metallico.
  • Quando è presente uno stato infiammatorio a livello dell’intestino e del cavo orale, è bene consumare cereali integrali abbinati a legumi sotto forma di creme, prediligendo lenticchie rosse decorticate.
  • Verdure come zucca o zucchine sono ottime come abbinamento. Altri alimenti utili a contrastare questo stato infiammatorio sono il pesce azzurro, la frutta fresca, olio extravergine di oliva ed olio di lino.
  • Quando insorgono diarrea, nausea e vomito, è opportuno suddividere i pasti in 5-6 spuntini affinché lo stomaco non resti mai vuoto. Il cibo poi deve essere a temperatura ambiente o tiepido, mai bollente.
  • È importante non dimenticarsi mai di consumare cibi ricchi di sodio o potassio come banane, succo di pesca e albicocca,...
Problema Consigli Alimentari
Nausea e Vomito Mangiare poco e spesso, cibi secchi e freschi, evitare cibi elaborati e con odori forti.
Perdita di Appetito Mantenersi attivi, preferire cibi ad alto contenuto proteico e calorico.
Stipsi Cibi ricchi di fibre (cereali integrali, verdura, frutta con la buccia).
Diarrea Bere lontano dai pasti, mangiare alimenti ricchi di potassio e sodio (banane, mele) e fibre solubili (riso, avena).
Spossatezza Cibi integrali, legumi, fibre con olio extravergine di oliva, frutta secca.
Fastidi in Bocca Bere spesso, succhiare ghiaccio, evitare cibi salati, speziati, caldi, duri, alcol e caffè. Preferire creme di cereali o legumi.

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