Integratori con Edulcoranti: Pro e Contro

Abitualmente torna di moda la questione dolcificanti artificiali: forse anche tu ti sei chiesto se fanno male o se fanno ingrassare anche più dello zucchero. Barrette proteiche, proteine in polvere, prodotti “dietetici”, bibite 0 kcal, alimenti light,… sono, nella maggior parte dei casi, presenti nella dieta di chi frequenta la palestra e, soprattutto, di chi vuole dimagrire o stare attento a non assumere troppi zuccheri e calorie. Ma è sicuro consumarli anche ogni giorno?

I dolcificanti sono prodotti edulcoranti con un gusto dolce utilizzati per sostituire gli zuccheri, come saccarosio (lo zucchero da tavola), miele e fruttosio. Si utilizzano perché hanno poche o zero calorie, pertanto aiutano a mantenere il peso forma o sono coadiuvanti nelle diete dimagranti.

Ma è sicuro consumarli anche ogni giorno? Sono sostanze che sono più dolci del classico zucchero da cucina (saccarosio) da 300 fino a 13’000 volte. Cosa significa? Utilizzandoli, a parità di percezione del gusto dolce, è sufficiente una quantità molto minore rispetto a quella di saccarosio.

La maggior parte dei dolcificanti artificiali non viene metabolizzata dall’organismo ed è, per questo motivo, che solitamente sono considerati sicuri. La FDA (Food and Drug Administration) ha stabilito una quantità giornaliera limite accettabile per ciascun dolcificante espressa in mg/kg peso corporeo ed è un valore che è solitamente settato ad 1/100 rispetto alla quantità a cui non si osservano effetti avversi.

Tipologie di Dolcificanti

Innanzitutto occorre fare una distinzione poiché esistono fondamentalmente due tipi di dolcificanti: quelli di derivazione naturale e quelli artificiali o sintetici.

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Dolcificanti Artificiali

I dolcificanti artificiali sono composti realizzati in laboratorio, spesso a partire da zuccheri o altre sostanze di origine naturale come alcune erbe:

  • Aspartame (E951): Forse il più noto e diffuso tra i dolcificanti artificiali, l’aspartame possiede un potere addolcente che supera di 200 volte quello dello zucchero.
  • Saccarina (E954): Anche in questo caso parliamo di un edulcorante il cui potere addolcente supera di gran lunga quello di zucchero e miele, addirittura di 500 volte!
  • Acesulfame K (E950): Non viene metabolizzato dal corpo e si elimina con le urine.
  • Sucralosio (E955): Un derivato del saccarosio 600 volte più dolce di questo al netto di zero calorie, anche se spesso viene mescolato ad altri dolcificanti che contengono calorie.

Dolcificanti Naturali

Parlare di dolcificanti “naturali” non è banale: così come gli edulcoranti sintetici, possono derivare da una base “naturale” ma aver subito processi industriali. Inoltre, molti dolcificanti sono veri e propri alimenti, per cui hanno calorie e sortiscono effetti sulla glicemia.

  • Derivati della stevia (glicosidi steviolici): Ecco un tipico esempio di dolcificante naturale che in realtà è il prodotto di un processo chimico a cui vengono sottoposte le foglie dell’albero della stevia, originario del Sud America. All’interno di queste foglie, infatti, sono presenti delle sostanze, gli steviosidi e rebaudiosidi, che sono fino a 300 volte più dolci del saccarosio. Il prodotto che troviamo al supermercato, la polvere bianca in bustina o in compresse, è più dolce del saccarosio solo di circa 30-50 volte.
  • Polioli (alcoli dello zucchero): eritritolo (E968), sorbitolo (E420), xilitolo (E967), mannitolo, smaltitolo, isomaltolo. Spesso vengono utilizzati in combinazione con altri edulcoranti, tra cui aspartame e acesulfame K, perché hanno un potere addolcente basso.
  • Tagatosio: È un dolcificante estratto dal latte, quindi è “naturale” come origine, ma in realtà è uno zucchero “modificato”. Ha come caratteristica quella di essere un po’ meno dolce del saccarosio (circa il 10% in meno), ma le sue calorie sono nettamente inferiori (solo il 38% del totale calorico dello zucchero) e soprattutto non ha un impatto sulla glicemia.

Altri edulcoranti naturali comunemente usati nell’industria alimentare o per la preparazione di dessert e marmellate casalinghe sono lo sciroppo d’agave, il mosto e il succo d’uva, la melassa, il malto di cereali, lo sciroppo d’acero, zucchero di palma da dattero e succo di frutta concentrato. Tutti contengono una quantità rilevante di calorie e impattano sulla glicemia, sebbene alcuni, in particolare il malto di cereali o lo sciroppo d’acero, siano anche un‘ottima fonte di antiossidanti e vitamine del gruppo B.

I Pro e i Contro degli Edulcoranti

Se i dolcificanti artificiali sono acalorici o hanno poche calorie, possono far ingrassare? E come se effettivamente non contribuiscono all’eccesso energetico? Sono stati proposti diversi meccanismi che correlano il loro consumo e l’ingrassamento. Un altro meccanismo vede, invece, come i dolcificanti artificiali abbiano un ruolo attivo a livello gastrointestinale e metabolico.

I recettori del gusto non sono presenti sono nel cavo orale ma anche (scoperta relativamente recente) nell’intestino, dove fanno da mediatori per la secrezione dell’ormone GLP-1 (glucagon-like peptide 1). Conosci il detto “Siamo quello che mangiamo“? Bene, ma non solo: sei anche quello che mangiano i tuoi batteri intestinali. Una volta che i macronutrienti vengono scissi, prima di venir assorbiti ed entrare nel circolo portale o linfatico, devono superare anche il microbioma intestinale che deve essere in salute per poter essere un alleato vantaggioso per l’uomo.

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Vantaggi

  • Basso contenuto calorico o assenza di calorie: Utile per chi cerca di ridurre l'apporto calorico o controllare il peso.
  • Controllo del diabete: Non influenzano significativamente i livelli di zucchero nel sangue.
  • Prevenzione della carie: Non contribuiscono alla formazione di placca dentale.

Svantaggi

  • Effetti collaterali: Alcune persone possono sperimentare mal di testa, disturbi gastrointestinali o reazioni allergiche.
  • Sicurezza a lungo termine: Sussistono preoccupazioni sulla loro sicurezza a lungo termine.
  • Dipendenza dal sapore dolce: L'uso prolungato può aumentare il desiderio di consumare dolci.
  • Retrogusto: Alcuni dolcificanti artificiali hanno un retrogusto sgradevole.
  • Instabilità al calore: Alcuni non sono adatti per la cottura ad alte temperature.

Sucralosio: Un Approfondimento

Il sucralosio è un dolcificante artificiale conosciuto anche come E955 nell'Unione Europea. Risulta essere 600 volte più dolce del saccarosio (il normale zucchero da cucina) e termostabile, cioè resistente al calore dunque utilizzabile in cottura (a differenza dell’aspartame ad esempio) e insensibile ad un ampio range di pH (utilizzabile anche in succhi di frutta con pH tendenzialmente acidi o in prodotti che sfruttano l’acidità come metodo di conservazione).

Il sucralosio è stato scoperto nel 1976 da Leslie Hough e da un giovane chimico indiano che durante dei test sugli zuccheri clorurati casualmente (confondendo il termine “test” con “taste”) assaggiò tale zucchero rendendosi subito conto del sapore eccezionalmente dolce, da lì i due iniziarono a mettere a punto la formula finale che come detto, risulta 600 volte più dolce del saccarosio.

La dose accettabile di ingestione giornaliera di sucralosio ammonta a 9 mg/kg del peso corporeo. Per determinare la sicurezza del sucralosio, il FDA ha fatto riferimento a dati provenienti da più di 110 studi su uomini e animali. Nessuno di tali effetti è stato riscontrato sull'uomo, e l'approvazione da parte del FDA si basa sull'accertamento che il sucralosio è adatto al consumo umano.

Vantaggi del Sucralosio

  1. A differenza di altri dolcificanti artificiali ha un sapore simile a quello del saccarosio (zucchero da tavola) ed è privo di retrogusti sgradevoli, tutto ciò dimostrato da test scientifici che dimostrano proprio come il sapore del sucralosio sia uno dei più simili rispetto allo zucchero.
  2. Stabilità termica, come accennato in precedenza, il sucralosio è dotato di un’eccezionale stabilità termica il che lo rende ideale per l’utilizzo in cottura, nelle conserve in scatola, nella pastorizzazione, nei trattamenti in asettico e in altri processi di produzione che richiedono temperature elevate.
  3. Non essendo metabolizzato dal nostro organismo, non ha calorie, passa rapidamente attraverso il corpo praticamente immutato, poiché non è interessato dal processo digestivo e non si accumula nell’organismo. Sostituendo lo zucchero col sucralosio nei cibi e nelle bevande le calorie possono essere ridotte oppure, in molti prodotti, praticamente eliminate.

Aspartame: Un Focus Specifico

L’aspartame è uno dei dolcificanti artificiali più diffusi ed è comunemente utilizzato in bevande dietetiche e prodotti alimentari senza zucchero. È fino a 200 volte più dolce dello zucchero, ma non contribuisce significativamente all’accumulo di calorie. Il suo uso comune prevede l’impiego in bevande gassate dietetiche, dolcificanti in bustine e caramelle “senza zucchero” per bambini e adulti.

L’aspartame contiene fenilalanina, un aminoacido (un “mattoncino” delle proteine) presente in molti cibi. Normalmente, la fenilalanina è utile all’organismo, ma in alcune persone può provocare gravi problemi.

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Fenilchetonuria (PKU)

Questa rara malattia ereditaria è causata da un’alterazione del gene necessario a produrre l’enzima che scompone la fenilalanina (il principale costituente dell’aspartame) e quindi provoca un accumulo nell’organismo di questa sostanza.

Stevia: Un'Alternativa Naturale

La stevia (nome scientifico Rebaudioside A) è un dolcificante artificiale di origine naturale, perché estratto dalle foglie della pianta Stevia rebaudiana. Sebbene le foglie della pianta non siano molto più dolci del comune saccarosio, gli estratti artificiali che si ricavano in laboratorio sono fino a 200-300 volte più dolce dello zucchero. È molto comune trovarlo come dolcificante in bustine da utilizzare in casa o al bar perché non contiene calorie.

La dottoressa Manuela Pastore, dietista dell’Istituto Humanitas, suggerisce l’utilizzo della stevia al posto dello zucchero, velenoso per gli oltre 4 milioni di italiani che soffrono di questa malattia.

Dolcificanti e Microbiota Intestinale

Un altro meccanismo vede, invece, come i dolcificanti artificiali abbiano un ruolo attivo a livello gastrointestinale e metabolico. I recettori del gusto non sono presenti solo nel cavo orale ma anche nell'intestino, dove fanno da mediatori per la secrezione dell’ormone GLP-1 (glucagon-like peptide 1). Una volta che i macronutrienti vengono scissi, prima di venir assorbiti, devono superare anche il microbioma intestinale che deve essere in salute per poter essere un alleato vantaggioso per l’uomo.

Alcuni studi recenti hanno mostrato che l’assunzione di dolcificanti potrebbe alterare il microbiota intestinale (disbiosi). Ad esempio, il sucralosio fa male al microbiota.

Raccomandazioni e Avvertenze

Cadere preda di facili giudizi o pregiudizi è sempre facile. Non conviene bere litri e litri di coca cola zero al giorno, anche se non ha calorie e allo stesso modo non conviene neanche privarsi dei dolcificanti artificiali. Se da una parte sono utili per ridurre l’apporto di zuccheri e l’intake energetico, dall’altra un loro abuso non fa bene alla salute. Come quasi sempre in nutrizione, la chiave sta nella moderazione e non nell’eliminazione o l’eccesso!

In generale si sconsiglia l’uso dei dolcificanti artificiali nei primi anni di vita e durante la gravidanza mentre per i dolcificanti naturali si consiglia di non superare i 15/20 grammi al giorno nell’adulto.

L'indicazione è di non superare i 50 grammi al giorno (20 per il mannitolo) per non incorrere negli effetti lassativi di queste sostanze, ma è bene mantenersi sotto una soglia inferiore a causa dei possibili rischi per la salute.

Condizioni specifiche in cui limitare o evitare i dolcificanti:

  • Intestino irritabile (Ibs).
  • Emicrania o mal di testa cronici.
  • Diabete o pre-diabete.
  • Fenilchetonuria (Pku).
  • Bruciore di stomaco e reflusso.

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