Integratori Dimagranti per la Tiroidite di Hashimoto: Cosa Sapere

Questo approfondimento è dedicato alla Tiroidite di Hashimoto, una condizione autoimmune che colpisce la tiroide. Questo nuovo articolo nasce con l’obiettivo di integrare e ampliare le informazioni presenti nell’articolo principale, fornendo un quadro ancora più completo e aggiornato sulla Tiroidite di Hashimoto.

Tiroidite di Hashimoto: Una Panoramica

La tiroidite di Hashimoto è una delle malattie autoimmuni più diffuse al mondo e riguarda soprattutto le donne tra la quarta e la quinta decade di età. Con il termine autoimmunità si intende un disturbo immunitario, in cui le cellule immunitarie attaccano e danneggiano uno o più organi del corpo.

Ciò non avviene in una condizione di salute immunitaria, in quanto l’immunità da un lato deve proteggerci da eventuali aggressori o minacce (es. patogeni) e, dall’altra, è in grado di riconoscere e tollerare le nostre cellule rispetto a ciò che è estraneo.

La tiroidite di Hashimoto è una delle cause principali al mondo di ipotiroidismo, in cui si assiste a bassi livelli degli ormoni tiroidei T3 e T4. Ricordiamo che gli ormoni tiroidei sono fondamentali per il buon funzionamento dell’organismo, in quanto controllano la crescita, il metabolismo, la composizione corporea, la sintesi di proteine, enzimi ed altri ormoni.

L’ipotiroidismo caratteristico delle tiroiditi di Hashimoto conclamate può portare allo sviluppo di un ampio spettro di sintomi. Uno dei primi segnali di una possibile alterazione del funzionamento tiroideo è l’aumento del peso corporeo.

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Molte persone con problemi tiroidei hanno grosse difficoltà a mantenere un peso salutare ed hanno un indice di massa corporea (IMC o BMI) ed una circonferenza vita tendenzialmente più elevati rispetto a chi ha un buon funzionamento tiroideo. Nei casi più gravi di ipotiroidismo l’abbassamento del dispendio energetico può essere fino al 50% in meno.

Ciò favorisce l’aumento del peso e predispone all’obesità qualora non cambi lo stile di vita, l’alimentazione, l’attività fisica e non si tratti adeguatamente il disturbo tramite terapie mirate.

È importante sottolineare che la perdita di peso non può essere scissa da un vero e proprio percorso di cura, in quanto le problematiche legate al peso sono una diretta conseguenza degli effetti della tiroidite. Pertanto questi due aspetti non possono essere separati.

Come Dimagrire con la Tiroidite di Hashimoto

Quando il peso è eccessivo dimagrire richiede la motivazione a cambiare diversi aspetti della vita. In particolare risulta fondamentale adottare un’alimentazione equilibrata sulla base dei propri fabbisogni, svolgere regolarmente attività fisica ed avere cura di uno stile di vita corretto.

In caso di tiroidite di Hashimoto si raccomanda di rivolgersi ad uno specialista al fine di impostare una cura adeguata sulla base non solo dei sintomi e dei dosaggi ormonali/anticorpali, ma anche dell’effettivo stato di salute complessivo della persona (non solo tiroideo). È opportuno, infatti, prendersi cura degli aspetti nutrizionali, metabolici, immunitari, ormonali e gastrointestinali che influenzano l’ipotiroidismo autoimmune.

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Se da un lato un’alimentazione specifica per la persona (e non standard o valida per tutti) supporta le cure e le terapie, dall’altro ciò è ancora più vero per chi è in sovrappeso o in una condizione di franca obesità.

Molti sono alla ricerca di soluzioni per stimolare la tiroide per dimagrire. Una tiroide sana è fondamentale per mantenere un metabolismo attivo e supportare la perdita di peso. L'ipotiroidismo è una condizione che rallenta il metabolismo, spesso causando aumento di peso.

Alimentazione e Tiroidite di Hashimoto

I benefici di una sana alimentazione non sono dovuti solo alle calorie ed ai vari nutrienti, ma anche all’insieme di molecole bio-attive che hanno effetti su vari sistemi fisiologici. Premettendo che non esiste una dieta valida per tutti (soprattutto se si soffre di qualche disturbo o malattia) è possibile far riferimento alle seguenti linee generali.

È importante che l’alimentazione sia innanzitutto il più varia possibile e prestando attenzione ai cibi ipercalorici, ma privi di nutrienti essenziali. È bene limitare il più possibile il consumo di zuccheri semplici, dolciumi, bevande zuccherate (anche con il miele), marmellate e frutta candida, energy drinks anche se privi di zuccheri ma di edulcoranti. (es. saccarina, aspartame, sucralosio).

Alimenti anti-infiammatori da includere:

Una dieta ricca di alimenti anti-infiammatori può supportare la funzione tiroidea e ridurre l’infiammazione.

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Dieta Autoimmune Protocol (AIP):

La AIP è un approccio dietetico più restrittivo che mira a ridurre l’infiammazione e a migliorare i sintomi delle malattie autoimmuni. Si basa sull’eliminazione di alimenti che possono scatenare l’infiammazione (come cereali, legumi, latticini, uova, frutta a guscio e semi) e sulla reintroduzione graduale per identificare eventuali sensibilità alimentari.

Al momento, ci sono poche ricerche specifiche sull’efficacia della AIP nella tiroidite di Hashimoto. La maggior parte degli studi si concentra su altre malattie autoimmuni.

Importante: Tutte le informazioni contenute in questo articolo sono a scopo puramente informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire il parere del medico o di altri professionisti sanitari qualificati.

Dieta senza glutine: Quando e perché considerarla:

La dieta senza glutine è un approccio alimentare che esclude il glutine, una proteina presente in alcuni cereali come frumento, orzo e segale. Nella Tiroidite di Hashimoto, l’utilità di una dieta senza glutine è un argomento dibattuto.

Non ci sono prove scientifiche solide che dimostrino che una dieta senza glutine sia benefica per tutti i pazienti con Hashimoto. Alcune persone, pur non avendo la celiachia, possono sperimentare sintomi come gonfiore, affaticamento e dolori addominali dopo aver consumato glutine.

Importante: È importante sottolineare che una dieta senza glutine non è una cura per la Tiroidite di Hashimoto e che non è adatta a tutti.

Integratori Utili per la Tiroidite di Hashimoto

Per mantenere la tiroide in salute, l’alimentazione è fondamentale, ma in alcuni casi è utile integrare con nutrienti specifici. Gli integratori per la tiroide possono essere utili a chi ha una funzione tiroidea rallentata (ipotiroidismo) o iperattiva (ipertiroidismo), sempre sotto consiglio medico.

Iodio:

È parte integrante della struttura chimica degli ormoni tiroidei. In particolare, gli atomi di iodio, conferiscono agli ormoni tiroidei struttura e funzione tipica. Le carenze di Iodio, inducono il manifestarsi di una condizione tipica, nota come IPOTIROIDISMO, caratterizzata da un’ipertrofia della tiroide. Tale condizione si ripercuote negativamente su diverse funzioni organiche, tra le quali anche quelle relative al controllo del metabolismo e del peso corporeo.

Uno dei principali nutrienti di cui la tiroide ha bisogno per funzionare correttamente è lo iodio. È importante assicurarsi di consumare abbastanza iodio e selenio, evitare gli alimenti che possono interferire con la funzione tiroidea e includere alimenti ricchi di antiossidanti nella dieta per la tiroidite di Hashimoto.

Lo iodio è essenziale per la tiroide, ma va assunto con moderazione.

Selenio:

È un oligoelemento, in quanto presente solo in piccole tracce nell’organismo umano. L’integrazione è impiegata con successo in ambito clinico e preventivo. L’uso del selenio è coadiuvante al processo di dimagrimento, in quanto gli effetti diretti di questo oligoelemento si vanno a ricercare sulla funzionalità tiroidea. Per questo motivo, il selenio è annoverato a pieno titolo tra i così detti tireostimolanti.

Più precisamente, il selenio potrebbe coadiuvare l’enzima iodio-tironina deiodinasi, nelle deiodinazione dell’ormone T4, biologicamente poco attivo, nell’ormone T3 decisamente più responsivo.

Alcuni studi suggeriscono che l’integrazione di selenio può ridurre gli autoanticorpi tiroidei, ma i risultati sono variabili.

Il selenio è un minerale fondamentale per la salute della tiroide.

Esempi di Integratori:

  • Iosel Integratore: Un prodotto specificamente formulato per supportare la salute della tiroide. Questo integratore combina ingredienti efficaci come il selenio, lo iodio e altre vitamine essenziali per favorire la funzione tiroidea. Iosel è spesso raccomandato per le persone che soffrono di disfunzioni tiroidee o carenze nutrizionali.
  • Syrel: Un integratore alimentare formulato con selenio, iodio e BioPerine-Piper Nigrum, studiato per assicurare un apporto ottimale di selenio e normalizzare la funzione della tiroide. L'aggiunta di BioPerine-Piper Nigrum migliora l'assorbimento dei nutrienti, garantendo una maggiore efficacia del prodotto.
  • Solgar Amino Tirosina 500: Un integratore alimentare a base di tirosina, un amminoacido importante per la sintesi degli ormoni tiroidei e dei neurotrasmettitori.

Terapie Innovative per la Tiroidite di Hashimoto

Oltre alla terapia sostitutiva con levotiroxina (T4), un’altra opzione terapeutica per l’ipotiroidismo è la Tiroide Secca (nota anche come Natural Desiccated Thyroid - NDT). La Tiroide Secca è un farmaco derivato da ghiandole tiroidee animali essiccate e contiene sia T4 che T3.

Alcuni pazienti con Tiroidite di Hashimoto e ipotiroidismo riferiscono di sentirsi meglio con la Tiroide Secca rispetto alla sola levotiroxina, soprattutto se sospettano di avere problemi di conversione del T4 in T3.

Importante: La decisione di utilizzare la Tiroide Secca deve essere presa in consultazione con un medico esperto nella gestione dell’ipotiroidismo.

Terapie Immunomodulanti:

Le terapie immunomodulanti rappresentano un approccio promettente per il trattamento della Tiroidite di Hashimoto. Queste terapie mirano a modulare o “riprogrammare” il sistema immunitario, riducendo l’attacco autoimmune alla tiroide e preservando la sua funzione.

Trapianto di Cellule Staminali:

Il trapianto di cellule staminali è un approccio terapeutico sperimentale che viene studiato per diverse malattie autoimmuni, inclusa la Tiroidite di Hashimoto. L’obiettivo del trapianto è quello di “resettare” il sistema immunitario, sostituendo le cellule immunitarie danneggiate con cellule staminali sane, in grado di ripristinare la tolleranza immunologica.

Farmaci Biologici:

I farmaci biologici, come gli anticorpi monoclonali, sono farmaci di ultima generazione che agiscono in modo mirato su specifiche molecole coinvolte nel processo autoimmune. Nella Tiroidite di Hashimoto, alcuni farmaci biologici potrebbero essere utilizzati per bloccare l’azione di citochine infiammatorie o per sopprimere l’attività di specifiche cellule immunitarie.

Importante: È fondamentale sottolineare che queste terapie sono ancora in fase di studio e non rappresentano trattamenti standard per la Tiroidite di Hashimoto.

Gestione dei Sintomi Associati

Affaticamento Cronico:

L’affaticamento cronico è uno dei sintomi più comuni e debilitanti della Tiroidite di Hashimoto. L’esercizio fisico regolare, come camminare, nuotare o fare yoga, può aiutare a migliorare l’energia e l’umore.

Problemi Cognitivi:

La Tiroidite di Hashimoto può talvolta causare problemi cognitivi, come difficoltà di concentrazione, problemi di memoria e “annebbiamento mentale” (brain fog).

Supporto Psicologico:

La Tiroidite di Hashimoto può avere un impatto significativo sulla salute emotiva e psicologica. È importante riconoscere e affrontare le emozioni negative, come ansia, depressione e frustrazione, che possono derivare dalla convivenza con questa malattia cronica.

Importante: Non esitare a cercare aiuto se stai lottando con l’affaticamento cronico, i problemi cognitivi o le difficoltà emotive associate alla Tiroidite di Hashimoto.

Autoanticorpi e Rischio di Altre Malattie Autoimmuni

La presenza di TgAb e TPOAb è associata a un aumentato rischio di sviluppare altre malattie autoimmuni, come la celiachia, il diabete di tipo 1 e l’artrite reumatoide.

Importante: La presenza di TgAb e TPOAb elevati indica una predisposizione autoimmune e la necessità di un monitoraggio regolare della funzione tiroidea.

Complicazioni a Lungo Termine e Strategie di Prevenzione

Una Tiroidite di Hashimoto non diagnosticata o non trattata adeguatamente può portare a diverse complicazioni a lungo termine.

Malattie Cardiovascolari:

L’ipotiroidismo non trattato può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, come l’ipertensione, l’aumento del colesterolo LDL (“colesterolo cattivo”) e l’aterosclerosi (accumulo di placche nelle arterie). Questo perché gli ormoni tiroidei svolgono un ruolo importante nella regolazione della funzione cardiaca e del metabolismo dei lipidi.

Osteoporosi:

L’ipotiroidismo cronico può aumentare il rischio di osteoporosi, una condizione caratterizzata dalla riduzione della densità ossea e da un aumentato rischio di fratture. Questo perché gli ormoni tiroidei influenzano il metabolismo osseo.

Neuropatia Periferica:

L’ipotiroidismo, in alcuni casi, può essere associato a neuropatia periferica, una condizione che causa danni ai nervi e che può manifestarsi con dolore, intorpidimento, formicolio e debolezza alle estremità (mani e piedi).

Importante: Mantenere un buon controllo della funzione tiroidea con una terapia sostitutiva adeguata è fondamentale per prevenire le complicazioni a lungo termine della Tiroidite di Hashimoto.

Pur essendo una condizione cronica, la Tiroidite di Hashimoto non deve essere vista come un ostacolo insormontabile. Non esitare a consultare il tuo medico per discutere le opzioni terapeutiche più adatte a te e per ricevere il supporto necessario per affrontare al meglio la Tiroidite di Hashimoto.

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