Endometriosi: Dieta Raccomandata per Alleviare i Sintomi

L'endometriosi è una condizione anomala caratterizzata dalla presenza di endometrio al di fuori dell'utero. In condizioni normali, infatti, le cellule endometriali non fuoriescono dall'utero. Si tratta di una condizione molto frequente che colpisce circa il 10-20% delle donne in età fertile.

In molti casi è asintomatica mentre quando è sintomatica si manifesta con dolore pelvico che compare in prossimità del ciclo mestruale o durante i rapporti sessuali. È, per questo, una malattia quasi sempre dell’età feconda e delle giovani donne che spesso viene sottovalutata. Generalmente si imputa alla donna una esagerazione dei sintomi trascurando la gravità della malattia stessa.

Incidenza e Fattori di Rischio

L’Endometriosi esterna ha la sua massima incidenza tra i 30 e i 40 anni. Sembra che siano più predisposte all’endometriosi le donne nullipare e quelle che non hanno avuto gravidanze e parti prima dei 30 anni.

Sono oramai numerose le segnalazioni che nelle figlie, nelle sorelle, nelle nipoti di donne affette da endometriosi la malattia si sviluppa con maggior frequenza e talora anche in forma abbastanza estesa, la ereditarietà non supera il 7-8%. I risultati di molte ricerche hanno fatto ipotizzare che l’endometriosi sia dovuta ad una alterazione del sistema immunitario.

Anche alcune condizioni nelle quali in pazienti con endometriosi allo stadio I (endometriosi minima) si verifica sterilità o si hanno aborti precoci ripetuti, sono state attribuite ai meccanismi immunologici che sarebbero alla base di questa malattia. Si afferma che gli impianti di endometrio ectopico avrebbero un forte potere antigenico per cui si formerebbero anticorpi antiendometrio sia a livello uterino, sia nel siero, sia nel fluido peritoneale.

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Localizzazioni dell'Endometriosi

L’endometriosi superficiale dell’ovaio di solito è costituita da piccoli focolai nodulari o microcistici il cui diametro non supera i 5 mm. L’endometriosi profonda dell’ovaio da luogo a cavità ripiene di sangue nerastro, ubicate più o meno profondamente (cisti endometriosiche o endometriomi). Le cisti endometriosiche non superano, di solito, il diametro di 15 cm, hanno parteti spesse ed un contenuto ematico denso e piceo che le ha fatte per lungo tempo definire “cisti cioccolato”. Ad ogni ricorrenza mestruale questo contenuto può aumentare, fino a provocare la rottura delle cisti.

Raramente le cisti endometriosiche vanno incontro a suppurazione. La “salpingite istmica nodosa” è una lesione caratterizzata dalla presenza di immagini diverticolari che dal lume tubarico si approfondano nella muscolatura della salpinge e sono visibili sia all’esame isterosalpingografico sia a quello istologico. La malattia ha un andamento evolutivo, è spesso bilaterale e finisce per provocare ostruzione delle tube ed infertilità. Si può arrivare alla occlusione totale o parziale del lume tubarico, condizioni talora responsabili di sterilità o di una predisposizione alla gravidanza extrauterina.

Nel caso dell’endometriosi tubarica a sede sierosa si osservano noduletti ben delimitatim irregolari, piccoli (pochi millimetri) con un colorito variabile dal rosso al nero.L’endometriosi con sede nella mucosa tubarica appare come un’area emorragica. Nella forma primitiva si reperiscono sulla superficie della portio, in sede sottomucosa, dei piccoli (2-3 mm) noduli rosso bluastri meglio visibili in fase perimestruale.

L’adenomiosi del collo provoca frequentemente anche dolori pelvici e disturbi urinari perché la vescia diventa talora molto aderente al tratto cervicale e si congestiona. Nei casi di endometriosi secondaria o adenomiosi cervicale, se la paziente è in età perimenopausale e coesistono dolori pelvici, disturbi urinari e cervicorragie, è consigliabile l’intervento di isterectomia.

La manifestazione vaginale dell’endometriosi di solito deriva dal diffondersi di un’endometriosi del setto retto-vaginale; qualche volta è provocata dalla disseminazione di endometrio durante un intervento chirurgico (colpoperineoplastica). Più raramente si verifica dopo sutura di lacerazioni da parto quando l’endometrio è trasformato in decidua. Si localizza per lo più nel fornice posteriore e si manifesta sotto forma di noduletti piuttosto duri che, quando sono superficiali, assumono un colorito talora rosso e talora bluastro o nero.

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Non raramente la lesione è evidente solo palpando con il dito il fornice posteriore. Un sintomo frequente legato all’endometriosi vaginale è la dispareunia (dolore nei rapporti sessuali). Intorno alle aree di endometriosi che hanno il classico colorito variabile dal rosso al nerastro, si verifica una reazione retraente di tipo cicatriziale della parete intestinale.

Per le modificazioni che ne risultano al lume intestinale si può arrivare dopo una serie di manifestazioni, caratterizzate da diarrea, tenesmo, stipsi (spesso ritmate dal periodo mestruale), a fatti subocclusivi o ad una occlusione vera e propria. Anche questi gravi episodi si verificano per lo più durante o subito dopo la mestruazione.

La localizzazione vescicale può essere primitiva o secondaria al diffondersi di una forma del setto vescica-vaginale. Il processo può coinvolgere la mucosa vescicale provocando ematuria, disuria, cistalgie cicliche, solitamente ritmate dalla mestruazione.

L’endometriosi polmonare si pensa derivi invece da una embolizzazione per via ematogena di frustoli endometriali. Occorre comunque tener presente che questi sintomi non sono sempre un segno specifico di endometriosi polmonare e pleurica. Di solito le lesioni toraciche di natura endometriosica risentono favorevolmente della terapia ormonale soppressiva.

Fra le localizzazioni più rare si possono annoverare anche quelle a livello delle cicatrici laparotomiche che insorgono specialment dopo interventi di miomectomia, metroplastica, isterectomia, ma anche dopo appendicectomie ed interventi sull’intestino in genere. Dopo taglio cesareo è più raro, ma non impossibile, che si formi un focolaio di endometriosi sulla cicatrice laparotomica forse perché l’endometrio decidualizzato gravidico, come di è detto, ha meno facilità ad impiantarsi e a proliferare ectopicamente.

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Le lesioni sulla cicatrice laparotomica si presentano sotto forma di noduli più o meno superficiali; quelli subito sotto la cute hanno un colorito bluastro. Il dolore, ordinariamente, compare in una prima fase solo in epoca mestruale, e spesso in una paziente che non aveva mai avuto, in precedenza, mestruazioni dolorose (dismenorrea secondaria).

Sintomi

La sintomatologia inizia qualche giorno prima del flusso e tende ad accentuarsi durante questo e soprattutto alla fine della mestruazione. Con l’evolvere della malattia il dolore non solo tende a farsi più forte, ma anche a protrarsi nella sua ciclica comparsa. Dura cioè di più e, ad un certo punto, la paziente presenta costantemente una dolenzia pelvica di tipo gravativo, un senso di tensione continua ed una condizione di permanente malessere nel quale si inseriscono le crisi dolorose mestruali, sempre più intense.

Il motivo di questo aggravarsi della sintomatologia dolorosa e del suo diventare praticamente costante, pur presentando ciclici peggioramenti di solito coincidenti con la mestruazione o con l’ovulazione, dipende dalla gravità delle lesioni che si determinano con l’andar del tempo. Non sempre questa è la storia naturale della malattia.

Un altro dei sintomi che, insieme alla dismenorrea ed alle algie pelviche, è abbastanza caratteristico dell’endometriosi è la dispareunia profonda (dolore nei rapporti sessuali), non orifiziale, che si riscontra in circa il 40% dei casi. Il dolore ai rapporti sessuali è soprattutto presente quando ad una localizzazione pelvica dell’endometriosi si associa, come sovente accade, una retroversione uterina fissa.

Il Ruolo dell'Alimentazione

L’alimentazione ha un ruolo importante nelle malattie a carattere infiammatorio. Una dieta antinfiammatoria può aiutare a ridurre i sintomi e a migliorare la qualità di vita delle donne affette da endometriosi. In generale è preferibile consumare alimenti non processati dall’industria alimentare e di origine prevalentemente vegetale. Per lo stesso motivo è importante mantenere un corretto peso corporeo, il sovrappeso, infatti, è associato ad uno stato infiammatorio cronico di basso grado.

Nell’ottica di una dieta antinfiammatoria si deve poi limitare il consumo di carni grasse, formaggi, alimenti ricchi di zuccheri e bevande alcoliche. Essendo una patologia infiammatoria, l’alimentazione per contrastarne i sintomi deve essere antinfiammatoria. Gli zuccheri in eccesso acuiscono i sintomi aumentando gli estrogeni e, dunque, l’infiammazione.

Meglio puntare su una dieta a basso carico glicemico e insulinemico e, tra i carboidrati, prediligere riso, patate, frutta e verdura, fiocchi d’avena, miglio, pasta di grano duro, limitando gli zuccheri semplici che favoriscono picchi di insulina e promuovono l’infiammazione.

Ecco alcuni consigli pratici:

  1. Evita gli alimenti eccessivamente trasformati, sono pieni di additivi e carenti di nutrienti. Cucina con le materie prime e con metodi di cottura che non le alterino troppo (bollite, leggermente ripassate, al forno, al micronde).
  2. Ricorda di includere spesso qualche verdura cruda e della frutta - lontana dai pasti - ogni giorno.
  3. Riempi il frigorifero con verdure e frutta così da averle sempre a disposizione. È più probabile che tu possa migliorare le tue abitudini se quello che ti fa bene è anche facilmente reperibile.
  4. Costruisci i tuoi pasti attorno a un’abbondante porzione di verdure, non alla porzione di carne.
  5. Esplora nuove combinazioni.
  6. Trova qualcosa che ami fare e fallo! Chi dice che l’esercizio fisico deve essere esclusivamente una lezione di aerobica di o un’ora in palestra?

Contro l’endometriosi, un’alimentazione equilibrata può essere una valida alleata, soprattutto se si segue un’impostazione chetogenica e low carb. Accade molto spesso, nei casi di malattie croniche che provocano dolori più o meno intensi, che l’adozione di un’alimentazione corretta ed equilibrata rappresenti la terapia più efficace.

Uno stile di vita sano, infatti, è quasi sempre il primo tassello da mettere a posto per iniziare un percorso di benessere. L’endometriosi rientra pienamente in questa ipotesi. La dieta, unita all’assunzione di integratori specifici, può migliorare notevolmente la qualità della vita delle donne che soffrono di questa malattia tipicamente femminile.

Alimenti Consigliati

Le evidenze scientifiche raccomandano di aumentare il consumo di:

  • Fibra: la troviamo nella frutta, nella verdura, nei legumi e nei cereali integrali. La fibra favorisce il corretto transito intestinale ed abbassa il carico glicemico dei pasti, aiuta cioè a rallentare l’assorbimento degli zuccheri presenti nel piatto.
  • Omega 3: li troviamo soprattutto nel pesce, nella frutta secca e nei semi e nell’olio di lino. Gli omega 3 sono precursori di molecole antinfiammatorie e il loro apporto è quindi particolarmente prezioso nelle persone che soffrono di endometriosi o di malattie autoimmuni.
  • Vitamine e antiossidanti: queste sostanze sono presenti soprattuto negli alimenti di origine vegetale, in particolare modo in frutta e verdura.

Latticini e Vitamina D

I latticini, così come altri alimenti, sono in grado di stimolare la risposta infiammatoria e immunitaria dell’organismo, ma sono tuttavia anche ricchi di vitamina D, la cui carenza è ampiamente diffusa nella popolazione italiana. La vitamina D è importante sia per il corretto funzionamento del sistema immunitario sia per la salute delle ossa. Alti livelli di vitamina D nel sangue sono associati ad un minor rischio di sviluppare endometriosi. Può quindi considerarsi sicuro un consumo di latte e yogurt sia per ridurre il rischio di sviluppare endometriosi e sia per chi già ne soffre. In alternativa si possono consumare bevande vegetali addizionate di calcio e vitamina D.

Glutine

Il glutine è una proteina presente in diversi cereali, fra cui grano, farro, segale e orzo. L’endometriosi è di frequente riscontro nelle donne affette da celiachia e in questo caso vi è la raccomandazione di evitare il glutine ed ogni sua contaminazione. Nelle donne invece non celiache il tema del glutine è ancora controverso, in letteratura scientifica sono presenti infatti pochi studi.

Verdure Crucifere

Broccoli, cavolfiore, verza e rape sono verdure famose per il tipico odore pungente scaturito durante la loro cottura. I benefici che il loro consumo apporta, però, superano di gran lunga questo piccolo inconveniente. Le verdure crucifere, infatti, insieme alla frutta ed altri tipi di verdure, specialmente quelle verde scuro e giallo-arancio, sono associati a un rischio ridotto di tumore dell’endometrio.

I risultati, per quanto variabili da zona a zona, sembrano proprio suggerire che il consumo di frutta e verdura abbia effetti benefici sulla riduzione del rischio di tumore dell’endometrio, il secondo tumore ginecologico più frequente che conta circa 400.000 nuovi casi l’anno. La verdura e la frutta sono alimenti essenziali che contengono molti nutrienti che si ritiene abbiano un effetto benefico sull'organismo umano come vitamina C e flavanoni, che presentano proprietà antiossidanti, antimutazioni e antiproliferazione tumorale.

Inoltre, le fibre fornite principalmente dall'assunzione di verdura e frutta, interferiscono con il metabolismo degli ormoni estrogeni diminuendo la concentrazione della β-glucuronidasi intestinale, un enzima che deconiuga gli estrogeni e li trasforma nella loro forma attiva, capace di legarsi ai recettori degli estrogeni e di influenzare così i processi estrogeno-dipendenti. Le verdure a foglia verde scuro e gialle sono particolarmente povere di calorie e ricche di carotenoidi, vitamina A, vitamina C, folato, fibre, potassio, magnesio e calcio.

Le verdure crucifere, invece, sono ricche di glucosinolati, metaboliti che vengono poi scomposti in isotiocianati (ITC) e indoli, noti per avere un effetto bioattivo, benefico per la salute. Inoltre, le verdure crucifere contengono la molecola sulforano a cui si deve il tipico odore pungenteche presenta proprietà antimicrobiche e anticancerogene. Le molecole benefiche presenti in questi particolari ortaggi sono facilmente solubili in acqua e poco resistenti alla cottura; per questo motivo è consigliato consumarli croccanti, preferendo cotture brevi e in poca acqua, che può essere riutilizzata per risotti o cous cous.

Condizioni Ormonali e Prevenzione

Tra le cause che potrebbero determinare un aumento dei casi di tumore dell’endometrio troviamo sicuramente le condizioni ormonali, come un eccesso di estrogeni o una carenza di progesterone che possiamo ritrovare in caso di menarca precoce, menopausa tardiva, assenza di figli, terapia ormonale sostitutiva (TOS) e obesità. Cercare di tenere controllato il peso corporeo e il carico glicemico, e svolgere regolarmente attività fisica rappresentano utili strumenti preventivi.

Iperplasia Endometriale

La struttura dell’endometrio possa esserne compromessa. Appare frequentemente nei pazienti con anovulazione cronica, con sindrome dell’ovaio policistico o con problemi di obesità, entrambi costituiscono fattori di rischio. Avere una condizione genetica (come la sindrome di Lynch) che aumenta il rischio di cancro dell’endometrio rappresenta anch’esso un fattore di rischio. Il sintomo più frquente è il sanguinamento uterino disfunzionale, anche se può anche essere asintomatico.

È difficile riscontrare questo problema in pazienti giovani ma quando ciò accade causa infertilità legata ad un endometrio che non funziona. Va sottolineato che la diagnosi di iperplasia endometriale viene effettuata mediante analisi istopatologica dell’endometrio. Di conseguenza, è necessaria una biopsia endometriale. Pertanto, questa biopsia endometriale può essere eseguita “ad occhio” o mirata. Pertanto, la procedura ad occhio viene eseguita introducendo una cannula attraverso la cervice e ottenendo un campione endometriale attraverso di essa.

a una situazione del genere si agisce in base alla diagnosi. di eseguire un terapia mirata. Tuttavia, l’iperplasia endometriale con atipie suppone un rischio per la paziente trattandosi di una lesione precancerosa. Il trattamento ideale in questo caso sarebbe l’isterectomia ma per pazienti giovani che vogliono preservare la loro fertilità e non accettano di sottoporsi a un intervento chirurgico (giovani, cicli mestruali regolari, nessuna necessità di terapia con estrogeni per la gravidanza, assenza di altri rischi clinici e genetici di cancro all’endometrio) si può applicare una terapia conservatrice a base di progestinici per sei mesi, eseguendo biopsie endometriali ogni tre mesi e se dopo 12 mesi non si riscontra alcun miglioramento bisogna riconsiderare l’intervento chirurgico.

Sebbene l’iperplasia endometriale non sia una patologia completamente evitabile, è stata strettamente associata all’obesità.

Conclusioni

Nonostante l’endometriosi sia un disturbo piuttosto comune (sviluppano l’endometriosi il 10-20% delle donne in età fertile), la patologia viene individuata spesso per caso, durante visite ginecologiche di controllo o esami svolti in un percorso di diagnosi di altri disturbi. L’infiammazione alla base dell’endometriosi, infatti, si manifesta tendenzialmente in modo asintomatico, ma possono rappresentare un campanello d’allarme per la paziente alcuni sintomi dolorosi.

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