Iperplasia Foveolare: Cause, Sintomi, Trattamento e Dieta

Se stai leggendo queste righe, significa che vuoi sapere qualcosa di più sull’iperplasia foveolare. Perfetto! Proseguendo con la lettura dell’articolo, potrai trovare le risposte a tutti gli interrogativi. Leggi il nostro articolo e scopri tutto sull’iperplasia foveolare, dai sintomi fino alla dieta migliore da seguire.

Che cosa si intende per iperplasia?

L’iperplasia è un termine medico che indica un aumento del numero di cellule in un tessuto o in un organo, che porta all’ingrossamento di quest’ultimo. Questo aumento cellulare è generalmente una risposta a uno stimolo, come ormoni, infiammazioni o altre condizioni patologiche.

L’iperplasia è un processo controllato, in cui le nuove cellule che si formano sono simili a quelle normali e non presentano caratteristiche di malignità.

È importante distinguere l’iperplasia dall’ipertrofia, che invece si riferisce all’aumento delle dimensioni delle cellule, non al loro numero. Entrambi i processi possono portare all’ingrossamento di un organo o di un tessuto, ma hanno cause e meccanismi differenti.

L’eccessiva risposta del tessuto connettivo, in termini di proliferazione cellulare, a fronte di ferite e in associazione a infezioni virali, può portare allo sviluppo di papillomi o alla formazione di verruche.

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Altri tipi di iperplasia:

  • Iperplasia prostatica benigna: aumento delle dimensioni della ghiandola prostatica, dovuto ad una maggiore proliferazione di cellule prostatiche.
  • Iperplasia surrenale congenita: malattia genetica dovuta ad un deficit di cortisolo e/o aldosterone, che può causare la sintesi di altri ormoni, come quelli androgeni sintetizzati dalle ghiandole surrenali. Tra le manifestazioni di questa patologia ci sono genitali ambigui (clitoride ingrossato) e irsutismo.
  • Iperplasia nodulare focale: tumore epatico benigno, il secondo tumore benigno che riguarda il fegato più frequente dopo l’angioma epatico.

Iperplasia Foveolare: Cos'è?

Quando si parla di iperplasia foveolare, si chiama in causa un quadro della gastrite in cui si ha a che fare con un ingrandimento delle fossette gastriche, altrimenti note come foveole. Per la precisione, gli esami - la gastroscopia innanzitutto - evidenziano un aumento della loro lunghezza e tortuosità.

Gli esperti sono concordi sul fatto che la sua presenza non debba in alcun modo mettere in allarme e far pensare all’insorgenza di un tumore. Entrando ancora una volta nel vivo del fenomeno, è infatti opportuno sottolineare che, quando si presenta, si può annoverare nell’ambito delle reazioni alla gastrite.

Con il termine gastrite si fa riferimento a un’infiammazione diffusa e superficiale della mucosa gastrica, cioè il rivestimento della parete interna dello stomaco, che ha la funzione di proteggere l’organo dall’azione aggressiva dei succhi gastrici.

Nessuna diagnosi di gastrite può essere fatta senza documentazione istologica.

Tipi di Gastrite:

  • Gastrite acuta, una condizione a causa quasi sempre nota.
  • Gastrite cronica, cioè una condizione che perdura nel tempo, più frequente nella popolazione adulta sana, soprattutto dopo i 45 anni, che può associarsi all’ulcera peptica. È caratterizzata dalla presenza di eritema, erosioni e assenza di pliche gastriche, anche dette “rughe dello stomaco”, ossia le numerose pieghe longitudinali della membrana mucosa dello stomaco.
  • Gastrite atrofica ad eziologia autoimmune: Ab anti cellule parietali (deputate alla secrezione di acido cloridrico e fattore intrinseco). Interessa soprattutto il corpo gastrico. È la forma meno comune, frequente negli anziani. Generalmente asintomatica, presenta acloridria e aumentato rischio di cancro gastrico.

Il processo di distruzione ghiandolare è associato a METAPLASIA INTESTINALE = sostituzione dell’epitelio gastrico foveolare o ghiandolare con epitelio simile a quello del piccolo intestino.

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Iperplasia Foveolare: Sintomi

Quali sono i segnali che dovrebbero far pensare all’insorgenza di un’iperplasia rigenerativa foveolare? Anche in questo caso, la situazione dipende da persona a persona. Tra i sintomi con cui si può avere a che fare spiccano senza dubbio il dolore di stomaco, ma anche le eruttazioni, la stitichezza e gli episodi di nausea.

Da non trascurare sono anche segnali come il calo dell’appetito e il senso di gonfiore addominale, per non parlare degli episodi di flatulenza e dell’insorgenza di un senso di debolezza e di malessere generale. In queste circostanze, è chiaramente fondamentale rivolgersi tempestivamente al proprio gastroenterologo di fiducia.

Generalmente è asintomatica, ma può essere associata a dispepsia. Il decorso è nella maggioranza dei casi asintomatico. La dispepsia non è direttamente e sempre associabile al quadro di infiammazione della mucosa gastrica.

Altri Sintomi della Gastrite:

  • Dolore epigastrico (talora assente) di entità lieve-moderata.
  • Sanguinamento (manifesto o più spesso occulto).
  • Anemia ipocromica (sideropenica) secondaria alla perdita ematica protratta; nei casi di sanguinamento manifesto, i 2/3 hanno melena, 1/3 ematemesi.

Iperplasia Foveolare: Cause

La mucosa gastrica è importante per l’emopoiesi. La produzione di ioni idrogeno H+ e di fattore intrinseco da parte delle cellule parietali gastriche sono necessari rispettivamente per l’assorbimento del ferro e della vitamina B12.

Questa forma di gastrite è in genere localizzata all’antro e ha una distribuzione multifocale. In alcuni casi si estende al corpo-fondo (pangastrite, tipo AB). È causata da agenti ambientali tra cui l’Helicobacter pylori.

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  • La causa più frequente della gastrite cronica è, invece, un batterio molto diffuso nella popolazione detto Helicobacter Pylori (HB), che può colonizzare la mucosa gastrica.
  • Nella maggior parte dei casi, la gastrite acuta è provocata da un consumo eccessivo di alcolici o dall’abuso di farmaci antinfiammatori a base di cortisone o FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei) che, indebolendo la barriera difensiva dello stomaco, lasciano esposta la mucosa all’azione corrosiva dei succhi gastrici, originando in questo modo il disturbo.
  • In altri casi, la gastrite acuta compare in seguito a un’indigestione o a un’alimentazione scorretta, ricca soprattutto di cibi ad alto tenore in grassi. Anche lo stress può essere causa di gastrite acuta.

Iperplasia Foveolare: Trattamento

Gastrite autoimmune: non esiste terapia. L’eradicazione dell’H. pylori può essere necessaria.

Le lesioni tipiche della gastrite acuta sono evidenziabili attraverso l’esame endoscopico. L’Helicobacter Pylori può essere diagnosticato attraverso semplici ed efficaci test non invasivi, come il test del respiro (Urea Breath Test - UBT) oppure attraverso la ricerca dell’antigene fecale con uso di anticorpi monoclonali, che ha un’accuratezza diagnostica simile a quella del test del respiro.

Iperplasia Foveolare: Dieta

Come è meglio muoversi a tavola nel momento in cui si riceve la diagnosi di iperplasia foveolare? La prima cosa da dire al proposito è che i consigli specifici dipendono dalle condizioni della singola persona, motivo per cui il riferimento migliore rimane il gastroenterologo di fiducia (ovviamente bisogna rivolgersi anche a un nutrizionista specializzato).

A livello generale, per tenere sotto controllo la situazione è consigliabile seguire una dieta utile contro la gastrite. Questo implica il fatto di consumare i pasti in situazioni prive di stress. Inoltre, è importante cercare di mangiare lentamente e di masticare il maggior numero possibile di volte.

Un altro consiglio che è bene tenere presente è la moderazione nelle quantità. L’optimum sarebbe dilazionare il più possibile l’apporto calorico durante la giornata. La gastrite - e le sue conseguenze, come appunto l’iperplasia gastrica foveolare - si previene mirando sì alla sazietà, ma evitando, se possibile, di riempire completamente lo stomaco.

Per quanto riguarda il tipo di alimentazione, il paziente dovrà venire a studio con una diagnosi precisa sul tipo di gastrite accertata dal medico.

Le raccomandazioni dietetiche hanno come obiettivo primario la riduzione della secrezione acida dello stomaco, poiché non esistono diete e/o restrizioni particolari per questo disturbo. Tuttavia, una dieta quantitativamente corretta può migliorare o attenuare i sintomi dolorosi. Può essere utile, soprattutto nelle fasi acute della malattia, frazionare l'alimentazione in pasti piccoli e frequenti (colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena).

Alimenti da Evitare o Limitare:

  • Alcool, in quanto vi è un rapporto diretto tra il suo consumo e la gastrite legato alla capacità dell’etanolo di danneggiare la mucosa gastrica. Per quanto riguarda il vino, il suo consumo deve essere estremamente moderato: massimo due bicchieri al giorno per gli uomini e uno per le donne.
  • Tonno in scatola, acciughe, pesce in salamoia o affumicato e piatti pronti.
  • Bevande e cibi contenenti sostanze nervine (es. caffè, tè, cioccolato).
  • È bene ridurre l’apporto di carne rossa, così come quello di cibi conservati.
  • Proseguendo con l’elenco dei consigli alimentari di cui tenere conto nel momento in cui si punta a combattere o a prevenire l’iperplasia foveolare rigenerativa, un doveroso cenno deve essere dedicato alla riduzione dell’assunzione di bibite gassate e ad alto tasso di acidità (p.e. la Coca Cola).

Alimenti Consigliati:

  • Spazio invece a carni magre, ortaggi, legumi non cotti, pesce non troppo grasso.
  • Pasta, riso, avena e cereali in genere, meglio se integrali.
  • Frutta matura e verdura di stagione, variando spesso i colori per favorire la corretta assunzione di vitamine, sali minerali, fibre e antiossidanti. Tra le verdure, prediligere broccoli, finocchi, carote, zucchine e cavoli poiché sembrano in grado di attenuare i dolori di stomaco. Per quanto riguarda la frutta, prediligere quella con un maggior contenuto di fenoli come il mirtillo (studi in vitro hanno dimostrato un’azione antibatterica, protettiva anche nei confronti dell’infezione da H. pylori).
  • Carni magre (es. pollo, tacchino, coniglio o vitello).
  • Formaggi magri quali primo sale, fiocchi di latte, mozzarella di vacca o parzialmente decremati come il Grana Padano DOP. Questo formaggio è naturalmente privo di lattosio, quindi può essere consumato in tranquillità anche da chi è intollerante allo zucchero del latte, è il più ricco di calcio tra tutti quelli comunemente consumati, contiene ottime proteine ad alto valore biologico (inclusi i 9 aminoacidi essenziali), vitamine importanti come la B2 e la B12 e antiossidanti come vitamina A, zinco e selenio.
  • Acqua.
  • Miele, in quanto alcuni studi hanno dimostrato un’azione antibatterica efficace anche nel prevenire l’infezione da H. pylori.
  • Probiotici, in quanto potrebbero rafforzare il sistema immunitario e contrastare l’infezione da H. pylori.

I pasti devono essere consumati con calma. La fretta è nemica della gastrite. La gastrite tende a riacutizzarsi nel cambio di stagione, in particolare con l’arrivo della primavera, perché fisiologicamente aumenta la secrezione di acidi e l’Helicobacter Pylori potrebbe approfittare dell’abbassamento delle difese immunitarie tipico di questo periodo.

Quando la fase acuta della gastrite è passata, è bene fare delle prove mangiando piccole quantità di determinati alimenti (quelli ritenuti più a rischio per l’insorgenza o il peggioramento del disturbo).

Esempi di Ricette Consigliate:

  • Torta salata di farro con Grana Padano e ricotta
  • Passato di ceci e zucca
  • Merluzzo in crosta di patate
  • Zuppa tiepida di primavera
  • Sedani ai broccoli, cavolfiore e ricotta
  • Millefoglie melanzane e capperi
  • Passato di porri e patate
  • Branzino al trito di basilico con le verdure
  • Spiedini di pesce spada e cipolla rossa
  • Filetto di orata con polenta

Stile di Vita e Iperplasia Foveolare

C’è una cosa che spesso si tende a sottovalutare, ed è lo stile di vita. Quando si ha a che fare con l’iperplasia foveolare, non basta solo stare attenti a cosa si mangia. Anche le abitudini di tutti i giorni contano, eccome.

Prendiamo il fumo e l’alcol: se si riesce a ridurli o, meglio ancora, eliminarli, lo stomaco ringrazia. Sono due cose che irritano parecchio la mucosa e non aiutano per niente. Lo stesso discorso vale per certi farmaci, tipo gli antinfiammatori: presi per lunghi periodi, possono peggiorare la situazione.

E poi ci sono quelle cose che sembrano piccole, ma alla lunga fanno la differenza: dormire poco, mangiare di corsa, saltare i pasti. Tutto questo può far sentire i sintomi ancora più forti. Anche lo stress gioca un ruolo: nei periodi più tesi, spesso i disturbi si fanno sentire di più.

Quindi sì, rilassarsi ogni tanto, muoversi un po’, fare una passeggiata o semplicemente staccare un attimo, può davvero aiutare. Nessuno dice di stravolgere tutto in una notte, ma fare qualche cambiamento qua e là può migliorare le cose, anche più di quanto si pensi.

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