Ipertiroidismo nel Gatto: Alimentazione e Gestione

L’ipertiroidismo è una malattia piuttosto comune nei gatti anziani, ed è una condizione che può destabilizzare profondamente la loro vita. Quando la tiroide inizia a produrre troppi ormoni, il metabolismo del gatto accelera, portando a una serie di sintomi fastidiosi, come perdita di peso, aumento della fame, nervosismo e persino problemi cardiaci. In questo contesto, l’alimentazione gioca un ruolo centrale nel gestire la malattia e migliorare la qualità della vita del nostro amico a quattro zampe. E non dobbiamo dimenticare che, oltre all’ipertiroidismo, anche l’ipotiroidismo, sebbene più raro, può colpire i gatti.

Ecco perché in questo articolo esploreremo l’importanza dell’alimentazione nel trattare i disturbi tiroidei nei gatti, soffermandoci sui tipi di cibo per gatti con problemi di tiroide migliori per affrontare queste patologie.

Ipertiroidismo gatto alimentazione: che cos’è l’ipertiroidismo nel felino e cosa cambia con l’ipotiroidismo?

L’ipertiroidismo e l’ipotiroidismo sono due disturbi endocrini che coinvolgono la tiroide del gatto, ma hanno effetti opposti.

L’ipertiroidismo è la condizione in cui la tiroide non funziona in modo adeguato e produce una quantità eccessiva di ormoni tiroidei. La ghiandola tiroide è localizzata nel collo, ai lati della trachea, e nei gatti è formata da due lobi. In quanto ghiandola ormonale, la tiroide svolge funzioni importanti e vitali nel metabolismo degli animali e dell'uomo. Questi ormoni influenzano ogni cellula del corpo e quindi l'intero metabolismo. La tiroide produce due tipi di ormoni tiroidei: T3, la forma attiva, e T4, la forma inattiva che viene immessa in circolo nel sangue. Le cellule dei tessuti sono in grado di captare il T4 e convertirlo in T3. La maggior parte del T4 circolante è trasportato dalle proteine del sangue e non può essere utilizzato dalle cellule; la parte che non è trasportata dalle proteine (il cosiddetto “T4 libero”) può invece penetrare nei tessuti per essere attivata.

L’attività della tiroide, e quindi la produzione di T4, è regolata dalla ghiandola ipofisi, una piccola ghiandola posta alla base del cervello, che ha una funzione fondamentale di regolazione di tutto il sistema endocrino del corpo (surrenali, tiroide, sistema riproduttivo, e altro ancora). L’ipofisi produce una sostanza chiamata TSH (ormone stimolante la tiroide). La forma attiva degli ormoni tiroidei, il T3, agisce come una specie di manopola del volume per il metabolismo.

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L’ipertiroidismo è il disturbo endocrino più comune nel gatto. L'ipertiroidismo è probabilmente la malattia ormonale più comune nei gatti. I gatti più anziani (dagli 8 anni in poi circa) sono spesso i più colpiti.

L’ipertiroidismo è una condizione in cui la tiroide produce un eccesso di ormoni tiroidei, accelerando il metabolismo del felino. I sintomi includono perdita di peso, aumento dell’appetito e irrequietezza.

Al contrario, l’ipotiroidismo comporta una produzione insufficiente di ormoni tiroidei, rallentando il metabolismo. In questo caso, il gatto può manifestare letargia, aumento di peso e perdita di pelo.

Questi due disturbi richiedono approcci alimentari differenti. Nello specifico, nell’ipertiroidismo è spesso consigliata una dieta con una riduzione dell’assunzione di iodio, ma allo stesso tempo è importante fornire proteine di alta qualità.

La proteina del pollo è particolarmente indicata, poiché facilmente digeribile e ricca di aminoacidi essenziali, fondamentali per il mantenimento della massa muscolare in gatti che perdono peso rapidamente a causa del metabolismo accelerato. Inoltre, essendo una proteina magra, aiuta a soddisfare il fabbisogno nutrizionale senza sovraccaricare il sistema digestivo. La gestione nutrizionale mirata, insieme a trattamenti medici, può migliorare significativamente la qualità della vita del felino affetto da ipertiroidismo.

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Ipotiroidismo gatto alimentazione: il ruolo dell’alimentazione nell’ipertiroidismo

Quando si parla di ipertiroidismo gatto anziano o adulto, una delle soluzioni più efficaci è quella di adottare una dieta che limiti l’assunzione di iodio. Lo iodio è un minerale chiave nella produzione di ormoni tiroidei, quindi ridurne la quantità può aiutare a controllare il problema.

Alcuni cibi per gatti sono appositamente formulati per essere poveri di iodio e supportano il trattamento naturale dell’ipertiroidismo, soprattutto nei casi in cui le opzioni farmacologiche o chirurgiche non siano praticabili.

Per i gatti con ipertiroidismo, l’alimentazione ideale deve avere alcune caratteristiche specifiche. Oltre al basso contenuto di iodio, è fondamentale che il cibo sia ricco di proteine di alta qualità, perché questi gatti tendono a perdere massa muscolare a causa dell’aumento del metabolismo. Un cibo ben bilanciato, ricco di proteine, aiuta il gatto a mantenere la sua forza muscolare e a recuperare il peso perso.

Un’altra cosa importante da considerare è l’apporto calorico. Anche se il tuo gatto con ipertiroidismo sembra sempre affamato, è necessario bilanciare attentamente la quantità di calorie che assume, soprattutto dopo che il trattamento inizia a fare effetto. Un metabolismo troppo accelerato può portare a un rapido dimagrimento, ma una volta che il problema è sotto controllo, il rischio diventa quello di un aumento di peso indesiderato. Perciò, una dieta calorica ma non eccessiva è la soluzione migliore per mantenere il tuo gatto in salute a lungo termine.

Consigli per gestire l’alimentazione di un gatto con ipertiroidismo

Per garantire che la dieta del gatto sia efficace, è importante essere coerenti e scegliere il giusto cibo medicale per gatti. Una volta che hai scelto un cibo specifico per gatti con ipertiroidismo, dovresti evitare di dargli qualsiasi altro alimento che possa interferire con il piano nutrizionale, compresi snack e cibi comuni che non siano formulati per la sua condizione. Anche un piccolo eccesso di iodio potrebbe compromettere il trattamento.

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Un altro aspetto cruciale è monitorare il peso del gatto. All’inizio del trattamento, potrebbe sembrare che non ne abbia bisogno, poiché la perdita di peso è un sintomo comune dell’ipertiroidismo. Ma, con una dieta ben bilanciata e il giusto trattamento, il tuo gatto dovrebbe riprendere il peso perso. Controlla regolarmente la sua forma fisica, per evitare che, una volta normalizzato il metabolismo, diventi sovrappeso.

L’ipotiroidismo gatto: un disturbo meno frequente, ma da considerare

L’ipotiroidismo nel gatto, al contrario dell’ipertiroidismo, è una condizione meno comune ma altrettanto importante. Mentre l’ipertiroidismo accelera il metabolismo, l’ipotiroidismo lo rallenta a causa della produzione insufficiente di ormoni tiroidei. Questo porta a un quadro sintomatologico completamente diverso, dove il gatto può aumentare di peso senza mangiare di più, diventare letargico, perdere il pelo e mostrare segni di intolleranza al freddo.

Riconoscere i sintomi dell’ipotiroidismo nel gatto è fondamentale per agire tempestivamente. Molti proprietari di gatti potrebbero attribuire questi segni a un normale processo di invecchiamento, ma in realtà, con la giusta cura, è possibile migliorare la condizione del gatto. L’ipotiroidismo richiede un trattamento farmacologico specifico, generalmente sotto forma di ormoni tiroidei sintetici.

Anche per l’ipotiroidismo, l’alimentazione gioca un ruolo cruciale. Poiché il metabolismo rallenta, è fondamentale evitare che il gatto diventi sovrappeso. Una dieta a basso contenuto calorico ma ricca di proteine di qualità può aiutare a mantenere un peso sano, supportando al contempo la muscolatura del gatto.

Sintomi dell’ipertiroidismo

I segni clinici associati all’ipertiroidismo felino possono essere numerosi. Il segno principale e più tipico è una perdita di peso nonostante l’appetito eccellente. Il gatto può anche mostrare aumento della sete e quindi della produzione di urina, irrequietezza, iperattività, vomito cronico, feci voluminose e di cattivo odore. Alla visita clinica si possono rilevare diverse alterazioni. Nel gatto normale i lobi della tiroide non si possono avvertire alla palpazione. Nel gatto ipertiroideo almeno un lobo di solito è aumentato di volume e può essere rilevato dal veterinario durante la visita. Il gatto può presentare tachicardia (aumento della frequenza cardiaca) e magrezza.

Altri sintomi includono:

  • Aumento della fame (49%)
  • Riduzione del peso corporeo (88% dei casi)
  • Magrezza (65%)
  • Vomito (44% dei casi)
  • Respiro affannoso e difficoltà respiratoria (10%)
  • Irritabilità
  • Iperattività (31% dei casi)
  • Aumento della quantità di urina prodotta e sete (poliuria 36%)
  • Aumento della quantità di feci prodotte (8%)
  • Pelo meno curato
  • Anoressia (7%)
  • Debolezza
  • Diarrea (15%)
  • Disappetenza (16%)
  • Diminuzione dell’attività (12%)

Diagnosi dell'ipertiroidismo

Alla visita, il veterinario rileva frequentemente:

  • Aumento della dimensione della tiroide (nell’83% dei casi), che diviene palpabile
  • Battito cardiaco accelerato
  • Ipertensione
  • Ipertermia
  • Soffio cardiaco (rilevabile alla visita 54%)
  • Aritmie - tachicardia (42%)
  • Atrofia muscolare

Per fare la diagnosi di malattia è necessario effettuare esami specifici, oltre a raccogliere tutti i dati che caratterizzano la vita e la storia del gatto (anamnesi). Con i soli sintomi sopra descritti, le malattie che dovrebbero essere considerate ed escluse sono: insufficienza renale cronica, neoplasia, diabete Mellito, cardiopatia, sindrome da malassorbimento e patologia epatica. A tale fine, sarà utile effettuare un prelievo del sangue (emocromocitometrico e biochimico) e delle urine.

L’aumento di almeno uno degli enzimi epatici (ALT, ALP, AST) si riscontrano nel 90% dei gatti ipertiroidei. I valori sono direttamente proporzionali alle concentrazioni di T4 e T3, che successivamente andranno valutate. Ma attenzione, in tutti i casi in cui si registra un aumento marcato di tali valori a fronte di ormoni tiroidei non molto elevati si deve sospettare una patologia epatica distinta.

I successivi accertamenti comprendono: ecografia addominale, radiografia toracica, per valutare la silhouette cardiaca e i bronchi (broncogramma), ecocardiografia (in cui spesso si nota un ingrossamento del ventricolo sinistro). Questi saranno utili soprattutto per mettere in evidenza patologie cardiache, che potrebbero essere, malattie singolarmente riscontrate (in assenza dunque di ipertiroidismo), oppure essere una complicanza secondaria all’aumentata produzione di ormoni.

La conferma diagnostica, arriverà da test specifici ed in particolare dalla misurazione degli ormoni tiroidei. Quello più probante è la misurazione della TT4 (Tiroxina totale).

Valori T4 nell’ipertiroidismo del gatto

Si è stabilito che:

  • Valori di tiroxina totale (TT4) maggiori di 4 mcg/dl sono molto probabilmente significativi di ipertiroidismo felino;
  • Valori di tiroxina totale (TT4) tra 3 e 4 mcg/dl sono possibili;
  • Valori di tiroxina totale (TT4) tra 2.5 e 3 mcg/dl sono sconosciuti (da indagare in altra maniera);
  • Valori di tiroxina totale (TT4) inferiori a 2 mcg/dl sono improbabili.

In situazione di dubbio, le vie da seguire sono due: ripetere il test a distanza di qualche settimana, effettuare una misurazione anche della parte libera di T4, la f-T4. Esiste un ultimo test che dovrebbe poter dare la certezza diagnostica: il test di soppressione con Tiroxina T3.

Il test si basa sulla somministrazione di una alta concentrazione di Liotiroxina (T3). Questa, arrivando nei tessuti, normalmente blocca la produzione di T4. Attraverso dunque la misurazione prima e dopo la somministrazione del farmaco (che viene dato per bocca per due giorni consecutivi) a seconda del range di misurazione che si ottiene, si può avere una certezza di diagnosi. Se la produzione di ormone si riduce (in range poco significativi) si ha certezza di ipertiroidismo. In particolare:

  • la (T4) è diminuita del 50% non c’è malattia, la tiroide è normale;
  • la (T4) è maggiore di 1,6 mcg/dl, c’è ipertiroidismo;
  • la (T4) è inferiore a 1,6 mcg/dl, significa che la tiroide è normale.

Trattamenti per l'ipertiroidismo

Una volta compresa l’effettiva presenza della malattia, si hanno 4 possibili soluzioni:

  • Somministrazione di farmaci (a vita) che riducano la produzione dell’ormone
  • Rimozione chirurgica della ghiandola tiroide
  • Irradiazione con radioterapia per distruggere il parenchima (difficile trovare centri attrezzati)
  • Modificazione radicale della dieta che prevede la radicale riduzione dello iodio (non sempre applicabile)

Terapia medica per l’ipertiroidismo nel gatto: il Tiamazolo

La terapia medica consiste nella somministrazione di un farmaco il cui principio attivo è il Tiamazolo che blocca la produzione di ormoni.

Svantaggi del Tiamazolo nel trattamento dell’ipertiroidismo del gatto

Questo farmaco, non è scevro da effetti indesiderati (seppur rari) che possono essere: letargia, perdita di appetito, vomito, prurito facciale. Riducendo la filtrazione glomerulare (la parte funzionale del rene), può dare insufficienza renale, motivo per cui è fondamentale monitorare costantemente la funzionalità del rene. In questi casi la sospensione del farmaco per un certo periodo e la rivalutazione dello stesso a dosaggi inferiori, ha comunque consentito di ottenere risultati soddisfacenti. Rari casi hanno invece richiesto la sospensione del farmaco che si è rivelato tossico e quindi non più somministrabile.

Vantaggi del Tiamazolo nel trattamento dell’ipertiroidismo del gatto

Facilità di somministrazione (è una compressa), è presente anche una formulazione in gel applicabile all’interno del padiglione auricolare, costo ridotto, se non crea effetti collaterali nei primi mesi di somministrazione, è raro che ce ne siano in tempi successivi, ha buona efficacia, gli effetti collaterali sono comunque rari. A prescindere dalla tolleranza al farmaco, è comunque consigliato ed indicato effettuare un controllo del sangue per valutare la funzionalità epatica e renale ogni 2-3 mesi. Inoltre, per valutare l’efficacia della terapia e l’aggiustamento eventuale della dose, è necessario effettuare una misurazione del T4, dopo due o tre settimane dall’inizio della terapia.

Ipertiroidismo e insufficienza renale nel gatto

L’insufficienza renale è patologia che spesso non si manifesta in modo eclatante se non a stadi piuttosto avanzati. Non è raro che gatti con ipertiroidismo, manifestino un miglioramento della funzionalità renale (apparente) a causa dell’aumento della pressione arteriosa concomitante. Il trattamento con farmaci risolutivi per l’ipertiroidismo quindi, possono fare emergere una sintomatologia di insufficienza renale che prima non era manifesta. In queste situazioni bisogna trovare la mediazione tra una riduzione della sintomatologia della tiroide e un peggioramento del rene, sfruttando quindi l’apparente “vantaggio” dell’ipertiroidismo sull’insufficienza renale.

Come prevenire l’ipertiroidismo nel gatto?

Come per il cane anche nel gatto, sarà l’osservazione attenta del micio da parte tua a essere determinante, per notare anche piccole modificazioni del carattere e comportamento precocemente e non far avanzare la malattia. Inoltre, la consapevolezza di una alta probabilità di patologia negli animali adulto/anziani, sarà utile nell’effettuare accertamenti diagnostici di routine che possano metterla in luce prima che questa si conclami. Importante quindi sarà certamente fare i controlli, ma anche uno stile di vita sano, potrà aiutare nella prevenzione. Una dieta fresca, cercando di ridurre il più possibile i contaminanti ambientali sarebbe già un buon inizio.

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