L'Istituto Sperimentale per la Nutrizione delle Piante: Storia e Attività

L'Istituto Sperimentale per la Nutrizione delle Piante ha una storia ricca e significativa nel panorama della ricerca agraria italiana. Fondata nel 1871, la Stazione aveva inizialmente sede presso il Regio Museo Industriale, situato in via dell’Ospedale 32 (oggi piazzale Valdo Fusi).

Nascita e Sviluppo dell'Istituto

Nel 1893, la Stazione divenne autonoma sotto la direzione di Alfonso Cossa, con l'obiettivo di realizzare meglio i suoi scopi. Per ospitarla, il Comune di Torino si fece carico di costruire un nuovo edificio in via Ormea. Nel 1897, la Stazione fu trasferita da via dell’Ospedale a via Ormea 47, un luogo strategicamente più vicino all’Accademia di Agricoltura e ai suoi orti sperimentali, nonché all’Orto botanico e alla nuova “Città della Scienza”, dove si erano raccolte le facoltà scientifiche universitarie.

Trasformazione e Ricerca nel Dopoguerra

Nel dopoguerra, l’Istituto proseguì la sua attività, sebbene in un contesto diverso dal passato. Dal 1936 esisteva a Torino una Facoltà di Agraria, che sviluppava una sua autonoma attività di ricerca. Inoltre, il quadro complessivo dell’agricoltura era cambiato ed evolveva rapidamente in un contesto dominato dalla produzione industriale. Nonostante ciò, la Regia Stazione continuò a sviluppare nuovi indirizzi di ricerca.

Nel 1967, con il D.P.R. n. 1318, la Regia Stazione di Chimica Agraria fu trasformata in Sezione Periferica Operativa dell'Istituto Sperimentale per la Nutrizione delle Piante di Roma. Il suo compito istituzionale divenne studiare l'influenza della concimazione sulla qualità dei prodotti agrari. La Sezione ha continuato a svolgere ricerche di grande interesse scientifico, tenendo alto il suo prestigio e collaborando con Enti scientifici di molti Paesi.

Attività Attuale: Riutilizzo dei Residui delle Biomasse

L’attività attuale dell'istituto si concentra sul riutilizzo dei residui derivanti dalla conversione energetica delle biomasse (digestati, ceneri, borlande) nella fertilizzazione delle colture. Sono previste caratterizzazioni chimico-fisiche dei residui, prove di distribuzione meccanica sul terreno e monitoraggio agronomico.

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Obiettivi e Responsabilità

L’obiettivo specifico è verificare gli effetti su colture e suolo dovuti all’utilizzo fertilizzante dei residui della conversione energetica delle biomasse.

Responsabilità: C.R.P.A. SpA e Terremerse.

Altri partners attivi: Fondazione CRPA.

Supervisione scientifica: Prof.

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