Il bonus condizionatori è una locuzione che indica i vari bonus utilizzabili per l’installazione di condizionatori. L’accesso all’agevolazione fiscale può avvenire a seguito dell’acquisto e dell’installazione di diverse tipologie di impianti come climatizzatori a basso consumo energetico, deumidificatori e pompe di calore.
Vediamo in sintesi le varie forme di incentivazione disponibili, indicando in via preliminare i tipi di apparecchi interessati, quali programmi di agevolazione li coprono e le scadenze. Il governo, negli ultimi aggiornamenti circa i vari bonus legati all’edilizia, ha anche individuato nuove scadenze, fatte salve ulteriori proroghe future, solitamente concesse finora.
Chi può richiedere il Bonus Condizionatori
Il Bonus può essere richiesto da tutti i contribuenti, residenti o non, in Italia. Il bonus in esame può essere richiesto non solo dai proprietari o dai titolari di diritti reali sugli immobili per i quali si effettuano i lavori, ma si estendono anche a chi detiene diritti reali o personali sugli immobili interessati dai lavori e ne copre le spese.
Questi includono:
- proprietari o nudi proprietari;
- titolari di diritti di godimento come usufrutto, uso, abitazione o superficie;
- locatari o comodatari;
- soci di cooperative (divise e indivise);
- imprenditori individuali (per immobili non classificati come beni strumentali o merce);
- soggetti definiti nell’articolo 5 del Tuir che generano reddito in forma associata. Questi possono essere società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti equiparati, oltre alle imprese familiari. L’accesso alle agevolazioni segue le stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.
La detrazione è concessa anche a chi, pur sostenendo le spese e risultando beneficiario di bonifici e fatture, rientra in una delle seguenti categorie:
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- familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado);
- coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge;
- componente dell’unione civile (la legge 76/2016, per garantire la tutela dei diritti derivanti dalle unioni civili tra persone dello stesso sesso, equipara al vincolo giuridico derivante dal matrimonio quello prodotto dalle unioni civili);
- convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016.
Tipologie di Bonus Condizionatori
Bonus Ristrutturazione: 36/50% sui Condizionatori come Manutenzione Straordinaria
Il bonus condizionatore può essere fruito in caso di ristrutturazione o manutenzione straordinaria dell’edificio. Questo, in caso di installazione di condizionatori nuovi a pompa di calore che consentono di ottenere un risparmio energetico.
In caso di installazione di condizionatori nuovi con l’ausilio di pompe di calore che permettono di conseguire un risparmio energetico per l’abitazione si può accedere al Bonus ristrutturazione del 36%.
La detrazione IRPEF prevista per gli interventi volti al recupero del patrimonio edilizio, di cui all’art. 16-bis comma 1 del TUIR). Quindi, il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione o manutenzione straordinaria su più unità immobiliari avrà diritto più volte al beneficio.
La detrazione è elevata al 50% nel caso in cui le spese siano sostenute dai titolari del diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento per interventi sull’unità immobiliare adibita ad abitazione principale. E’ previsto un recupero della spesa sostenuta in 10 anni, con un limite massimo di spesa di 96.000 euro.
L’intervento rientra infatti tra le spese detraibili per il risparmio energetico e gli interventi di climatizzazione invernale ed estiva agevolati nell’ambito della manutenzione straordinaria, come previsto dall’articolo 16-bis del TUIR. Poiché siamo nell’ambito della ristrutturazione straordinaria, non è richiesto che l’impianto sia abilitato al riscaldamento invernale.
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Ecobonus per Condizionatori in caso di sostituzione della caldaia a gas
L’acquisto di climatizzatori può rientrare nell’agevolazione Ecobonus nel caso in cui venga sostituita una caldaia a gas con un climatizzatore che consenta di evitare l’utilizzo del gas. Di fatto, quindi, deve trattarsi di un climatizzatore in grado di essere abilitato la raffreddamento ma anche al riscaldamento.
Si ha diritto all’Ecobonus se si decide di sostituire una caldaia a gas con uno o più climatizzatori da utilizzare, dunque, come impianto di riscaldamento in via esclusiva e non di appoggio al gas. In questo caso, quindi, l’impianto deve essere abilitato al riscaldamento invernale e lo deve sostituire.
Deve trattarsi, quindi, di un impianto legato al superamento del riscaldamento mediante i radiatori. L’ottenimento dell’agevolazione Ecobonus con detrazione IRPEF del 50% della spesa sostenuta ed è legato all’asseverazione di un tecnico abilitato e la scheda informativa degli interventi realizzati in cui riportare l’importo delle spese sostenute, il risparmio energetico ottenuto (tramite attestato di prestazione energetica), i dati catastali e personali di chi detrae la spesa.
Per accedere all’agevolazione non serve dunque un contestuale intervento di riqualificazione energetica, ma è necessario avere l’asseverazione di un tecnico abilitato e la scheda informativa degli interventi realizzati in cui riportar l’importo delle spese sostenute, il risparmio energetico ottenuto (tramite attestato di prestazione energetica), i dati catastali e personali di chi detrae la spesa.
Superbonus per i condizionatori? Solo nell’ambito di interventi trainanti
Con il Superbonus è prevista una detrazione sul costo sostenuto per l’acquisto o l’installazione di impianti di climatizzazione e anche per la sostituzione dell’impianto di condizionamento.
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La spesa è ammessa a contributo solo effettuata nell’ambito di uno degli interventi trainanti del Superbonus (come l’isolamento termico delle superfici verticali e orizzontali o la sostituzione della caldaia con impianti centralizzati a condensazione) effettuati nei condomini.
Interventi come l’isolamento termico delle superfici verticali e orizzontali o la sostituzione della caldaia con impianti centralizzati a condensazione danno diritto alla detrazione. L’installazione dell’apparecchio deve garantire un miglioramento di due classi energetiche certificate con l’Ape. È richiesta l’asseverazione di un tecnico che certifichi proprio tale incremento del livello di efficienza energetica dell’edificio.
Nei Comuni situati nei crateri dei terremoti che, dal 2009, hanno interessato il Centro Italia, il Superbonus continuerà ad avere l’aliquota al 110% fino al 31 dicembre 2025.
Conto Termico
Il Conto Energia Termico prevede un incentivo massimo del 65% per la sostituzione dei vecchi impianti di climatizzazione con nuovi sistemi a pompa di calore, anche ibridi. Questo sistema di incentivazione è legato ad interventi di piccole dimensioni volti all´incremento dell´efficienza energetica e alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili e sono rivolti alla pubblica amministrazione e ai privati, intesi come persone fisiche o giuridiche.
L’incentivo è sempre erogato in due anni per le macchine fino a 35 kW di potenza e in 5 per quelle più grandi fino a 2.000 kW, ma la rata è unica per le Pubbliche amministrazioni e le ESCo che operano per loro conto, ad esclusione delle Cooperative di abitanti e delle Cooperative sociali. Il valore della somma erogata dipende da vari fattori, tra cui le prestazioni della macchina e la zona climatica di installazione.
Conto termico non ha un limite temporale prefissato, ma un tetto per i finanziamenti, che ammonta a 900 milioni di euro l’anno, di cui 200 destinati alle amministrazioni pubbliche.
Pompe di Calore: Cosa Sono e Come Funzionano
Ad esempio, per il riscaldamento invernale di un edificio, una pompa di calore opera sottraendo calore all´ambiente esterno per fornirlo a quelli interni, mantenendoli caldi. Infatti, a seconda della tecnologia impiegata, si avranno tre tipi di pompe di calore.
- La pompa di calore ad aria attinge il calore dall´aria esterna e lo trasferisce all´interno degli ambienti da riscaldare. Il meccanismo è opposto a quello di un frigorifero, nel quale il calore prodotto all´interno viene espulso all´esterno, mentre nel caso della pompa il calore è prelevato dall´esterno e portato all´interno di un edificio.
- In questo caso, la fonte di calore da cui la pompa attinge è l´acqua di superficie, come ad esempio quella di un fiume, del mare o di un lago.
- La fonte di calore che la pompa di calore geotermica utilizza è quella proveniente dalle acque del sottosuolo e dal terreno.
Infatti, le sorgenti termiche da cui la pompa di calore preleva calore sono l´energia aerotermica, idrotermica o geotermica, fonti di energia rinnovabili.
Le pompe di calore sono utilizzate per il riscaldamento degli edifici, per la produzione di acqua calda e in parecchi processi industriali, poiché assicurano un considerevole risparmio dei consumi di energia elettrica e, producendo energia pulita sotto forma di calore, riducono di molto anche le emissioni di CO2 nell’atmosfera.
IVA Agevolata al 10%
A latere dei noti benefici fiscali goduti nel 730 su ristrutturazioni e lavori energetici, vi è anche la questione dell’IVA agevolata al 10%. In edilizia, come del resto in altri ambiti, l’aliquota ordinaria dell’IVA è pari al 22% (ex 21); talvolta però possono essere applicate anche le due aliquote agevolate al 4 e al 10 per cento.
Il 4% non è mai applicato per gli interventi che usufruiscono della detrazione sul risparmio energetico, ma viene riconosciuto nel caso degli interventi finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche (adesso bonus 75%).
L’applicazione invece del 10%, nata in seno alla manovra 2010, interessa le prestazioni relative a interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati sui fabbricati destinati prevalentemente a una funzione abitativa privata. L’aliquota agevolata riguarda anzitutto la prestazione del servizio reso, vale a dire il lavoro esecutivo di manodopera svolto per il completamento della manutenzione.
Per quanto riguarda invece l’acquisto dei prodotti, l’applicazione dell’aliquota agevolata avviene esclusivamente nell’ambito del contratto di appalto. Per contratto di appalto si intende ovviamente l’accordo, anche verbale, esistente fra il contribuente e la ditta. Solitamente, infatti, la ditta che esegue i lavori è anche la stessa da cui si acquistano i prodotti da installare. È in questo caso che l’IVA al 10% viene applicata per intero sia sulla manodopera che sull’acquisto del bene, appunto perché l’acquisto è ricompreso nel contratto.
C’è poi la questione dei cosiddetti “beni significativi” che delimitano in pratica una sorta di enclave nel regolamento IVA. Tali beni sono individuati dal Dm del 29 dicembre ‘99 e sono, nello specifico: ascensori e montacarichi, infissi esterni e interni, caldaie, videocitofoni, apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria, sanitari e rubinetteria da bagno, impianti di sicurezza.
In questi casi sull’acquisto del bene l’IVA al 10% non viene applicata per intero ma “soltanto fino a concorrenza del valore della prestazione”, e sempre a condizione che la ditta da cui sono stati acquistati i beni è la stessa che poi verrà a installarli. Volendo quindi fare un esempio pratico, se l’installazione di un condizionatore ammonta a 500 euro, mentre per il semplice acquisto se ne sono pagati 1.000, l’Iva al 10% sarà applicata su tutti i 500 euro dell’installazione, più su 500 - dei 1.000 complessivi - spesi per l’acquisto. Sui restanti 500 euro dell’acquisto si applicherà invece l’Iva ordinaria al 22%.
Riguardo infine alle modalità di fatturazione degli interventi agevolati, il prestatore che realizza l’intervento di recupero agevolato deve indicare in fattura, oltre al servizio oggetto della prestazione, anche il valore dei beni significativi.
Il Servizio di Installazione e Sostituzione di caldaie e climatizzatori rientra tra i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria realizzati su immobili a prevalente destinazione abitativa (articolo 7, comma 1, lettera b della Legge 23 dicembre 1999 n. Per il climatizzatore deve essere rilasciato l’attestato di conformità e il libretto d’impianto. La fattura deve comprendere acquisto e installazione, oppure è possibile avere due fatture distinte.
L’acquisto di una pompa di calore gode dell’Iva agevolata al 10%, poiché rientra nella categoria dei “beni significativi”.
Come Richiedere il Bonus Condizionatori
Allo stato attuale il bonus condizionatori si può ottenere solo attraverso la dichiarazione dei redditi senza limiti Isee (non è più prevista né lo sconto in fattura né la cessione del credito). Inoltre, il pagamento deve avvenire tramite bonifico parlante, indicando nella causale del versamento il riferimento normativo, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il codice fiscale o la partita IVA del beneficiario del pagamento.
Esempio di causale: Acquisto condizionatore ai fini della detrazione fiscale per recupero edilizio, art. Partita IVA o codice fiscale del beneficiario del pagamento (es.
Per l’accesso alla detrazione fiscale è necessario sostituire il precedente impianto di riscaldamento presente in un immobile con un sistema a pompa di calore ad alta efficienza energetica.
Per beneficiare della detrazione prevista, occorre effettuare la richiesta in sede di compilazione della dichiarazione dei redditi, mediante modello 730 oppure mediante il modello Redditi PF. La dichiarazione delle spese non deve essere fatta in una sola denuncia dei redditi, ma deve essere suddivisa in 10 anni. Tuttavia, prima della dichiarazione dei redditi è necessario compilare una apposita documentazione che sarà poi messa a disposizione, dell’Agenzia delle Entrate, in caso di controlli.
È necessario, poi trasmettere tutti i documenti all’ENEA in modalità telematica tramite il portale designato, entro e non oltre i 90 giorni relativi all’installazione e al collaudo. Per gli interventi che usufruiscono delle agevolazioni fiscali per la riqualificazione energetica bisogna produrre anche l’asseverazione tecnica di un professionista abilitato.
Va precisato che per coloro che hanno in atto una ristrutturazione e di conseguenza hanno usufruito dell’Ecobonus, sono obbligati ad inviare la comunicazione all’ENEA, entro 90 giorni dal termine dei lavori.
Per gli interventi che usufruiscono delle agevolazioni fiscali per la riqualificazione energetica bisogna produrre anche l’asseverazione tecnica di un professionista abilitato.
Tabella riassuntiva degli incentivi
| Incentivo | Descrizione | Detrazione | Durata | Massimale di spesa |
|---|---|---|---|---|
| Bonus Ristrutturazione | Installazione di condizionatori a pompa di calore durante una ristrutturazione | 50% (abitazione principale) / 36% (altre abitazioni) | 10 anni | 96.000 euro per edificio |
| Ecobonus | Sostituzione di una caldaia a gas con un climatizzatore a pompa di calore | 50% | 10 anni | Nessuno specificato |
| Superbonus | Installazione di condizionatori a pompa di calore nell'ambito di interventi trainanti | 110% (in determinati comuni) | 5 anni | Variabile a seconda dell'intervento |
| Conto Termico | Sostituzione di vecchi impianti di climatizzazione con nuovi sistemi a pompa di calore | Fino al 65% | Erogazione in 2 o 5 anni | Nessuno specificato (tetto finanziamenti annuale) |
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