Ricette Vegane a Las Vegas: Alla Scoperta dell'Impossible Pork

Il mondo dell'alimentazione vegana è in continua evoluzione, e una delle sfide più interessanti è la creazione di alternative vegetali che possano replicare il sapore e la consistenza della carne. Una delle aziende più innovative in questo campo è Impossible Foods, che ha lanciato sul mercato l'Impossible Pork, una versione vegana della carne di maiale.

Si tratta di una sfida importante per l’azienda americana, diventata nel 2019 partner di Burger King. Ecco perché Pat Brown punta molto su questo nuovo prodotto, annunciato a novembre durante il China International Import Expo. Per ora sotto forma di macinato, Impossible Pork è il secondo prodotto completamente nuovo ideato dall’azienda dopo la finta carne di manzo.

Gli ingredienti sono simili a quelli dell’Impossible burger e presentano come primi due baluardi acqua e proteine della soia. Impossible Pork contiene meno grassi saturi dell’equivalente di origine animale e meno calorie.

Durante il CES (la più importante fiera di tecnologia del mondo) a Las Vegas, alcuni giornali nazionali hanno avuto l'opportunità di assaggiare l'Impossible Pork. Se la consistenza ha passato i loro test, il sapore non è stato giudicato “sufficiente” ma forse (commenta Corriere della Sera) perché “l’azienda ha scelto un ristorante giapponese per il test, che ha riletto la finta carne con ricette asiatiche. Tutto buono ma così speziato da far scomparire il sapore della carne.

Il recente caso della peste suina in Cina e della conseguente uccisione di circa 200 milioni di maiali, ha messo in evidenza non solo, come sempre, la crudeltà di un’alimentazione a base di prodotti animali, ma anche la fragilità di questo sistema produttivo. Secondo i dati aggiornati allo scorso anno da parte del Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti d’America, infatti, il consumo mondiale totale annuo della carne di maiale rappresenta il 40,1 % contro il 21,4 della carne di manzo e il 33,3% rappresentato da quella di pollo (la restante percentuale è divisa fra carne di capra e montone).

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Nella puntata dello scorso 28 ottobre 2016 del programma di Maurizio Crozza in onda su La7, “Crozza nel paese delle meraviglie” si è parlato anche di allevamenti intensivi.

“Alla luce delle ultime scoperte scientifiche hanno ragione loro (i vegani); il tofu ti devasta l’umore ma fa molti meno danni all’ambiente” è la chiusa di questa intro. Lo sketch comincia con il racconto paradossale ma purtroppo vero di quanto accade nell’Heart Attack Grill (letteralmente “Grigliata da infarto”). Non ci si stupisce quindi che in questo locale viaggino tra i tavoli cameriere vestite da infermiere e armate di stetoscopio che praticano l’elettrocardiogramma ai clienti vestiti da degenti a cui viene fornita un’apposita uniforme da ospedale per non macchiarsi. L’insegna del locale inoltre recita: “Se pesi più di 350 libbre - circa 160 chili - mangi gratis tutto quello che vuoi”. Seguono immagini del tipico barbecue che i pompieri di Little Rock in Arkansas preparano in pausa pranzo: un pollo da quasi due chili, una costata di manzo, una punta di petto, 6 salsicce piccanti, un panino con carne di maiale e un’enorme coscia di tacchino.

E infatti negli Stati Uniti il 40% del cibo prodotto finisce nella spazzatura e nel mondo, afferma la FAO, un terzo del cibo prodotto viene sprecato (che si traduce concretamente in 1 miliardo e 300 milioni di tonnellate di cibo ogni anno).

Dati alla mano, Crozza spiega che: “Gli allevamenti intensivi di bovini sono la causa principale della deforestazione e del consumo di acqua nel mondo: per fare un chilo di carne servono 16 chili di foraggi e 15.000 litri d’acqua pari a due mesi di docce” (come già denunciato dal documentario Cowspiracy).

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