Fette Biscottate Vegane: Ingredienti e Caratteristiche

Di fette biscottate ne esistono vari tipi, diversi per forma - tonde o quadrate - gusto e sapore - normali, fette biscottate dolci, fette biscottate al malto o al cacao ecc. A differenza del pane comune, le fette biscottate hanno una consistenza del tutto croccante.

Valori Nutrizionali e Caratteristiche

Dal punto di vista nutrizionale, rispetto al pane, le fette biscottate contengono meno acqua e più calorie; inoltre, hanno una maggiore concentrazione di maltodestrine e zuccheri semplici / solubili - anche saccarosio - e quindi un sapore decisamente più dolce. Le fette biscottate sono alimenti ad alta densità energetica, ovvero assai ricchi di calorie; questa caratteristica è determinata dall'elevata concentrazione di carboidrati, dalla bassissima umidità e dalla presenza di grassi - prevalentemente insaturi - necessari all'impasto e alla doratura.

Le fette biscottate contengono glutine; alcune mostrano anche piccole concentrazioni di lattosio, mentre il livello di istamina è trascurabile. Il contenuto di purine è basso, mentre l'apporto di fenilalanina sembra di media entità. Le fette biscottate contengono buone quantità di ferro - anche se poco biodisponibile - sodio - del sale da cucina -potassio, magnesio e zinco.

Benefici e Limitazioni

Le fette biscottate non sono una fonte proteica completa. Il valore biologico, di media entità - non contiene tutti gli amminoacidi essenziali per l'uomo nelle giuste quantità e proporzioni - richiede d'essere compensato assumendo fonti alimentari che contengono i cosiddetti amminoacidi limitanti. Tra queste - da assumere non necessariamente nello stesso pasto - possiamo includere tutti gli alimenti di origine animale, certe leguminose o altri semi e alghe marine.

La discreta quantità di ferro, anche se non biodisponibile, fa delle fette biscottate un alimento preferibile rispetto a tanti altri della stessa categoria e più poveri del minerale. Non possono comunque sostituire le fonti alimentari elitarie come la carne, il pesce e le uova - necessarie a prevenire-curare l'anemia sideropenica, più frequente nelle donne fertili, nelle gravide ecc. Il buon contenuto di potassio e magnesio aiuta a coprire il fabbisogno nutrizionale specifico di questi minerali alcalinizzanti e necessari alla trasmissione del potenziale d'azione neuro-muscolare; nell'organismo diminuiscono con l'aumentare della sudorazione e con le perdite fecali-urinarie. Lo zinco è fondamentale per la costituzione degli enzimi antiossidanti e per mantenere la salute della tiroide. Le vitamine del gruppo B svolgono il ruolo di coenzimi.

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Fette Biscottate e Diete Speciali

Le fette biscottate non si prestano alla dieta del celiaco. Se prive di latte e derivati, sono invece idonee alla terapia nutrizionale contro l'intolleranza al lattosio e l'allergia alle proteine del latte. Sono tutte adatte alla filosofia vegetariana, mentre solo quelle prive di latte e derivati, uova e derivati e grassi di origine animale si prestano alla dieta vegana.

Abbinamenti e Consigli

Le fette biscottate si prestano ad essere ricoperte di alimenti spalmabili, soprattutto dolci - miele, marmellata, confettura, gelatina, crema spalmabile alle nocciole tipo nutella, burro di arachidi, latte condensato ecc. - ma anche salati - robiola, crescenza, squacquerone, certosa, stracchino, ricotta, tipo philadelphia, pasta d'acciughe, salse tipo maionese o senape ecc.; non è raro che rimpiazzino le fette di pane anche per accompagnare verdure, carne, pesce, uova, formaggi duri come il grana padano, il parmigiano reggiano e il pecorino, e salumi come prosciutto crudo, il prosciutto cotto, il salame, la mortadella, la pancetta, la coppa ecc. - non sono adatte a raccogliere sughi e condimenti, cioè a fare la nota "scarpetta". Le fette biscottate potrebbero essere paragonate ad un pane dolciastro MOLTO tostato; dopo l'impasto, la lievitazione e la prima cottura, esse subiscono l'ungitura ed un ulteriore trattamento termico.

Fette Biscottate Vegane Senza Glutine Schar: Un'Alternativa

Fette Biscottate Schar senza glutine e vegan. All’interno 3 confezioni da 86,7g incartate separatamente. Ideali per una colazione sana e croccante!

Ingredienti: amido di mais , farina di riso , olio di girasole alto oleico , zucchero , fibre vegetali (psillio, bambù) , sciroppo di riso , addensante: idrossipropilmetilcellulosa ; farina di grano saraceno , farina di lenticchie , proteine di pisello , lievito , sale , aroma naturale . Può contenere tracce di soia . SENZA LATTOSIO. SENZA FRUMENTO.

Fette Biscottate Integrali Senza Lattosio Vegane Inglese

Le fette biscottate integrali senza lattosio e senza glutine Inglese vengono prodotte con soli ingredienti di alta qualità per dargli sempre quel sapore gustoso e croccante della classica fetta biscotta. Vengono confezionate in comode monoporzioni da due fette in modo da portarle sempre con te.

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Come Preparare in Casa Fette Biscottate Vegane

Le fette biscottate vegane sono fette di pane cotte due volte. In Francia vengono chiamate biscottes proprio per questo motivo. In Gran Bretagna sono conosciute invece come toast Français, nome datogli dall’unica ditta francese che le produceva e le importava, anche se non è certa l’origine francese del prodotto.

Riscaldate leggermente l’acqua in un pentolino, unite il malto e il lievito sbriciolato. Continuate a manipolare l’impasto fino a che non sarà morbido, non deve però appiccicarsi alle dita. Terminato il tempo della seconda lievitazione, scoprite lo stampo dal canovaccio. Portate il forno a 180°C e, appena sarà a temperatura, infornate lo stampo e lasciate cuocere il panetto per trenta minuti. Appena il panetto sarà completamente raffreddato, toglietelo dallo stampo e tagliatelo a fette spesse circa un centimetro e mezzo. Rivestite una teglia con carta forno e disponetevi sopra le fette.

Iniziamo al pomeriggio attivando in una ciotola il lievito sciolto in 100 g di acqua presa dal totale e la farina 00, copriamo con un canovaccio e lasciamo fermentare per un paio d'ore. Questo vi servirà a capire anche se il lievito è vivo, se dopo mezz'ora non si saranno create delle bollicine evitate di continuare e usate un altro tipo di lievito. Una volta creato il "lievitino", impastiamo tutto il resto degli ingredienti insieme a quest'ultimo. Impastiamo fino ad ottenere un impasto ben elastico e non appiccicoso. Dividiamo l'impasto in due palle, stendiamole con il mattarello e arrotoliamole su sé stesse come se volessimo fare delle girelle.

Ora cuociamo a 180° per circa 20 minuti, o fino a cottura ultimata (fate la prova stecchino). Adagiamo le fette in due placche da forno e biscottiamole a 140° per venti minuti, giriamole e facciamo lo stesso per altri 6,7 minuti o comunque finché non saranno diventate croccanti. Non saltate i passaggi della lievitazione, è essenziale per averle più fragranti possibili... se non lieviteranno bene e del tutto vi ritroverete con dei tozzi di pane secchi.

Ecco quindi la ricetta, per fare in casa le fette biscottate vegan integrali, più buone che ci siano, almeno per me, da guastare a colazione o a merenda, con un velo di burro di soia o di confettura.

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Nella mia ricetta delle fette biscottate vegan, ho più volte, sostituito la farina di Manitoba, che non amo per nulla, dato che di fatto è super raffinata, di volta in volta con altre farine ma, fino a oggi, non sono mai riuscita davvero a ritenermi soddisfatta delle sostituzioni fatte.

Da sempre, adoro le fette biscottate: sono versatili, comode ed hanno una conservazione molto lunga. Lo ammetto, la farina di Manitoba non la amo particolarmente, ma con il tempo, ho compreso che la sua presenza nella ricetta, è in grado di fare la differenza.

Forza della Farina

La forza della farina (w) corrisponde a quanto liquido e quanta anidride carbonica è in grado di trattenere l’impasto, durante la lavorazione e la lievitazione. Una farina forte, sarà anche ricca di glutine, tratterrà molti liquidi e anidride carbonica durante la lievitazione e non sarà quindi adatta a chi è sensibile al glutine. Un impasto realizzato a partire da una farina forte, sarà particolarmente elastico, compatto e perfetto per lunghe lievitazioni. Al contrario, una farina debole, sarà povera di glutine, assorbirà poca acqua e manterrà meno anidride carbonica.

La W scritta su alcune confezioni di farine, sta proprio ad indicare un coefficiente di forza. Purtroppo solo su pochi packaging, viene riportato il valore di W di una farina (sempre presente invece sui sacchi ad uso professionale) così, in modo empirico, possiamo leggere il valore proteico: più proteine sono presenti, più la forza della farina sarà maggiore.

Come abbiamo visto quindi, è molto utile conoscere la forza di una farina per capire se, la scelta per la ricetta che stiamo compiendo, è adatta alla farina che stiamo usando.

Il germe altro non è che il seme del frumento (in botanica si chiama cariosside), è un concentrato di salute perché contiene aminoacidi, vitamine, fibre e acidi grassi. Tuttavia durante il processo di raffinazione delle farine il germe (con crusca ed endosperma) viene eliminato, lasciando nelle farine più vicine allo “00” poche sostanze nutritive. Anche alcune farine integrali non contengono il germe, ma sono farine raffinate a cui viene aggiunta della crusca: per questo è bene scegliere farine integrali o di tipo 2 macinate a pietra, un metodo di lavorazione più naturale e meno elaborato.

Ma perché tolgono dalle farine il germe? Non per chissà quale complotto mondiale, semplicemente le farine meno raffinate essendo “vive” risultano di difficile lavorazione e tendono a conservarsi per meno tempo. E’ comunque facilmente acquistabile anche da solo nei siti specializzati, a me ne ha fatto dono KORO un sito tedesco con cui collaboro da un paio di mesi e che adoro (anche se questo post non è sponsorizzato!) e mi sono subito messa all’opera. Perfetto per arricchire pizze, focacce e dolci rustici è ricco di Omega 3 ed è un buon alleato per il controllo del colesterolo nel sangue. Insomma, acquistatelo se volete, per me è presenza fissa in dispensa!

Certo, c’è chi la colazione la fa e chi non la fa, il dibattito è ampissimo. E poi cosa mangiare? Pane tal quale, solo avena (integrale), un frutto… diciamoci la verità, le fette biscottate, almeno a me, ci salvano nei momenti di fretta o voglia di sgranocchiare: comprarle ha il suo vantaggio e spendendo un po’ di più si riesce a trovare un buon prodotto che non abbia all’interno molti ingredienti, ma quanto è semplice farle in casa?

Spesso non ci pensiamo, ma basta far tostare un buon panbrioche magari fatto qualche giorno addietro per ottenere il classico “biscotto della salute” che i nostri nonni amavano.

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