Perché Limitare il Consumo di Carne nella Dieta: Motivi di Salute, Ambientali ed Etici

La campagna "Meat the Change" invita a riflettere sulle nostre abitudini alimentari e sul loro impatto sulla crisi climatica, incoraggiando a modificare il consumo di carne nella nostra dieta. La tendenza a ridurre il consumo di carne, battezzata "Reducetarian" in Gran Bretagna, si sta diffondendo in tutto il mondo occidentale. Le motivazioni alla base di questa scelta alimentare riguardano sia la salute personale che il rispetto per l'ambiente.

L'Impatto Ambientale del Consumo di Carne

Ridurre il consumo di carne è considerato obbligatorio per contenere il riscaldamento globale. Il settore zootecnico, in particolare gli allevamenti intensivi, è una delle principali fonti di gas climalteranti, contribuendo al 14,5% delle emissioni totali di gas serra. Questo supera il settore dei trasporti, che contribuisce per il 13%.

A livello globale, l'umanità utilizza il 59% della terra coltivabile per crescere foraggio per il bestiame. Un terzo di tutta l'acqua potabile usata dall'uomo è destinata al bestiame. Dall'avvento dell'agricoltura, gli esseri umani hanno distrutto l'83% di tutti i mammiferi selvatici e la metà delle piante, un disastro alimentato dalle fabbriche di carne che usano solo razze selezionate per l’allevamento intensivo.

Come ha rivelato una recente indagine del CREA, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria, il 51% degli italiani ha ridotto il consumo di carne. Secondo una indagine FAO, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, l'industria della carne produce quasi il 20% delle emissioni globali dei gas di serra. Senza contare che per la produzione servono quantità di acqua ben superiori rispetto a quelle impiegate per la coltivazione di alimenti vegetali.

Benefici per la Salute

Uno dei motivi principali per cui si sceglie di ridurre il consumo di carne è la ripercussione benefica sulla salute, soprattutto per quanto concerne la predisposizione a sviluppare patologie cardiocircolatorie e neoplasie. E' ormai assodato che il "ciclo" della carne, tra allevamenti intensivi e distribuzione, abbia un pesante impatto ambientale.

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«Sono sempre più numerosi gli studi che confermano un legame tra un eccessivo consumo di questo alimento e l'insorgere di malattie quali diabete, infarto, aterosclerosi, artrosi, fino ad alcune forme di tumore» dice Barbara Borzaga, nutrizionista. «E se non è dimostrato che eliminarlo del tutto dalla dieta preservi dall'ammalarsi, è però certo che limitarne il consumo possa abbassare il rischio. Per quanto riguarda quelle lavorate, come i salumi, la correlazione con un aumentato rischio di ammalarsi di tumore del colon-retto è comprovata da molti studi.

Per comprendere appieno ciò di cui abbiamo bisogno per mantenerci in buona salute, è bene far riferimento ai nuovi L.A.R.N. (Livelli di Assunzione Raccomandati di Nutrienti per la popolazione italiana) e alle linee guida INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione).

Per quanto riguarda la carne fresca, le linee guida invitano a non superare le quantità settimanali di 300-400g (che significano 100g, 3/4 volte a settimana) con un rapporto 1 a 3 - 1 a 4 fra carne rossa e carne bianca. Per quanto riguarda le carni conservate (salumi e insaccati) si consiglia di non superare i 50g, 1 o 2 volte alla settimana.

Riguardo ai fattori di rischio, la dott.ssa Elena Dogliotti consiglia di evitare ogni tipo di eccesso a favore dell'equilibrio alimentare. Il consiglio, quindi, è quello di mantenere corrette abitudini alimentari che, senza estremismi, portino a ridurre comportamenti "sbilanciati". Tra questi ultimi, evidenzierei l'eccessivo apporto calorico, elevate quantità di zuccheri semplici e sale, nonché un eccesso di grassi, soprattutto saturi.

La comunità scientifica internazionale è ormai concorde sul fatto che alcuni aspetti della dieta occidentale, in particolare il consumo di carne rossa, salumi e insaccati, rappresentino fattori di aumento del rischio di insorgenza di malattie tumorali. Una metanalisi condotta da Teresa Norat dello IARC di Lione ha dimostrato che un elevato consumo di carne, soprattutto se conservata, e una dieta con alte concentrazioni di grassi di origine animale aumentano il rischio di insorgenza di tumori al colon-retto.

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Altri scienziati hanno notato che il consumo elevato di carne rossa e di prodotti di origine animale è correlato allo sviluppo del tumore alla prostata. Infine, uno studio di Dominique Michaud e collaboratori del National Cancer Institute statunitense mostra come un'elevata quantità di carne nella dieta rappresenti un fattore di rischio per i tumori al pancreas.

Anche perché esiste una correlazione inversa tra consumo di alimenti di origine animale e quelli di origine vegetale: significa che chi mangia tanta carne in genere consuma poca frutta e verdura, e su questo punto esistono invece prove di una relazione diretta tra alimentazione e cancro. In sostanza i vegetali hanno un'azione protettiva più ad ampio raggio, mentre le fibre aiutano a prevenire il cancro del colon-retto e quindi vanno privilegiate nella composizione dei pasti.

Ridurre il consumo settimanale di carne nel tempo può aiutare a ridurre anche il rischio di alcuni tumori, a cominciare dal cancro colorettale. Incrociando i dati, è emerso che i forti consumatori di carne (oltre la metà del campione) erano più esposti al rischio di tumore rispetto a tutte le altre categorie. I vegetariani avevano un rischio inferiore del 14 per cento, i pescetariani meno 10 per cento e i consumatori moderati di carne del 2 per cento.

Come ricorda l’OMS, al consumo di carne processata (salumi e altri insaccati, carni affumicate, sotto sale e trasformate) è associato un modesto aumento nel rischio di cancro, proporzionale alla quantità consumata. Per ogni porzione da 50 grammi in più al giorno, il rischio di carcinoma del colon-retto aumenta del 18 per cento.

La carne, conclude l’OMS, è anche una fonte di nutrienti importanti, ma se consumata in eccesso può aumentare il rischio di cancro ed è correlata a un rischio più alto di altre patologie come quelle cardiovascolari, il diabete e l’obesità.

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Benessere Animale

Gli animali allevati nelle fabbriche di carne sono esseri senzienti ridotti a ingranaggi di un macchinario, materie prime per essere trasformate e vendute a poco prezzo. Di conseguenza gli animali vivono la loro breve e dolorosa vita confinati in gabbie strette, spesso sono legati e sottoposti a mutilazioni: si tagliano i becchi, la coda e le ali, si procede alla castrazione senza l’uso di anestesia, le corna sono disincarnate a 5-6 settimane di età in modo da non ferirsi a causa dello stress e delle tensioni di uno stile di vita innaturale.

Infine, il trasporto al macello comporta di solito molte ore di viaggio in condizioni che generano grandi sofferenze, stress e paura. Pensate che nel 2018 oltre il 99 per cento degli animali consumati in America proveniva da allevamenti industriali.

Metti il benessere animale al primo posto. Per farlo, affidati a consorzi, associazioni o aziende che adottano disciplinari rigorosi sull’alimentazione e il benessere degli animali. Informati, chiedi, pretendi! Rifiuta carne proveniente da allevamenti che non rispettano gli animali. Leggi bene le etichette che possono fornire informazioni utili, sul tipo di carne che stai mangiando.

Alternative alla Carne

Per chi cerca di ridurre il consumo di carne, ci sono molte alternative nutrienti e salutari. La loro grande varietà permette di non stancarsi mai e si possono inserire nella dieta da soli o con altri alimenti, come i cereali e le verdure, creando così piatti nutrizionalmente completi.

  • Lenticchie: Fonte di proteine, vitamina B, minerali e aiutano a ridurre il colesterolo.
  • Ceci: Contengono acidi grassi essenziali omega 3 e fibre che regolano l'intestino.
  • Fagioli: Ricchi di carboidrati e lecitina, che favorisce l'emulsione dei grassi.
  • Soia: Contiene 22 tipi diversi di amminoacidi, antiossidanti e favorisce l'assorbimento del calcio.
  • Uova: Proteine facilmente assimilabili e stimola il fegato.
  • Formaggio: Contiene molte proteine ad alto valore biologico.

Come Diventare Reducetariani

Anzitutto, il passaggio alla dieta abituale a quella con meno carne deve essere graduale, prevedendo, per esempio, un giorno solo alla settimana senza questo alimento e poi via via riducendo la sua presenza sempre di più. Inoltre è sempre bene ricordarlo - ogni piano nutrizionale deve essere calibrato in base alle esigenze personali e allo stile di vita, magari consultando uno specialista.

Linee Guida e Raccomandazioni

Secondo le linee guida supportate dagli studi scientifici più accreditati, si dovrebbero portare a tavola dai 3 ai 400 grammi di carne alla settimana, preferendo quella bianca e i tagli magri. Fanno parte della categoria “carne” anche il pesce e i salumi.

Il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro consiglia di “non evitare completamente di mangiare carne [, ma] se mangi carne rossa, limitane il consumo a non più di tre porzioni a settimana. Tre porzioni equivalgono a circa 350-500 g di peso cotto.

Tabella: Raccomandazioni Settimanali sul Consumo di Carne

Tipo di Carne Quantità Raccomandata
Carne Fresca 300-400g (100g, 3/4 volte a settimana)
Carne Conservata (Salumi e Insaccati) Max 50g, 1 o 2 volte a settimana
Carne Rossa Max 3 porzioni (350-500g peso cotto)

Ricorda di variare la scelta dei tagli di carne e di riscoprire la gastronomia locale per evitare sprechi e favorire un consumo più consapevole.

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