Metabolismo Osseo: Valori Normali e Importanza della Valutazione

L’osso ha funzioni meccaniche ben note: fornisce rigidità e forma, protezione e supporto per le strutture del corpo e aiuta la locomozione. Contrariamente alla credenza popolare, l’osso è in realtà una struttura altamente dinamica in costante rimodellamento. È continuamente caratterizzato da riassorbimento e adsorbimento come parte del metabolismo osseo.

Con metabolismo osseo si intende l’insieme dei processi biochimici responsabili della continua demolizione e rigenerazione ossea e comprende l’attività di diversi ormoni/fattori, ad es.

Escrezione Urinaria di Calcio e Metabolismo Osseo

L’escrezione urinaria di calcio nelle 24 ore (24h-UCaE) rappresenta un indicatore cruciale per valutare l’equilibrio del metabolismo calcico e il rischio di patologie ossee come l’osteoporosi. Tuttavia, l’assenza di intervalli di riferimento validati per popolazioni specifiche e la scarsità di dati sulla relazione tra UCaE e metabolismo osseo ne hanno limitato l’impiego clinico.

Il valore mediano di UCaE è risultato pari a 2.27 mmol/24h nella popolazione generale, con differenze minime tra uomini (2.24 mmol) e donne (2.28 mmol). L’escrezione urinaria è risultata influenzata da numerosi fattori, tra cui età, stagione, assunzione alimentare di calcio, supplementazione di vitamina D e regione geografica. In entrambi i sessi, la UCaE/Ucr era maggiore in estate e autunno rispetto a primavera e inverno, e aumentava con il consumo di calcio alimentare.

La prevalenza di ipercalciuria era dell’11.6% nel campione esaminato, ma con un chiaro gradiente di genere: 7.5% negli uomini e 14.0% nelle donne. L’aspetto più rilevante del lavoro riguarda le correlazioni tra escrezione urinaria di calcio e marcatori del metabolismo osseo. L’assenza di correlazioni significative tra UCaE e marker ossei nelle donne apre interrogativi sulla diversa fisiologia calcica e ormonale tra i sessi. I dati suggeriscono che la valutazione dell’escrezione urinaria di calcio nelle 24 ore debba entrare a pieno titolo tra gli strumenti di screening e monitoraggio nei pazienti a rischio di osteoporosi e disturbi del metabolismo osseo. Il CHANCES study costituisce un fondamentale punto di partenza per lo sviluppo di linee guida più precise nella valutazione della calciuria nelle diverse fasce di popolazione.

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Diagnosi dell'Osteoporosi

L’osteoporosi è una patologia cronica, dalla forte rilevanza sociale, ed è caratterizzata da un’alterata struttura ossea con conseguente riduzione della resistenza al carico meccanico e un aumento del rischio di fratture. Come spiega il professor Gherardo Mazziotti: “L’osteoporosi è una malattia silente e l’esordio dei sintomi coincide con la comparsa di una frattura da fragilità. Tutti i distretti scheletrici sono affetti dall’osteoporosi e possono essere interessati da eventi fratturativi.

Esami Diagnostici

  • Radiografia: La radiografia, in genere richiesta per altri motivi, permette di sospettare la presenza di osteoporosi qualora nel referto sia riportata la dicitura “segni di osteopenia”. In questo caso, nella lastra l’immagine dell’osso risulta meno bianca, e quindi meno densa.
  • MOC (o DXA o DEXA): L’esame di riferimento per la diagnosi di osteoporosi è la densitometria ossea, o mineralometria ossea computerizzata, indicata comunemente con la sigla MOC, che permette di misurare esattamente la densità minerale ossea (Bone Mineral Density, BMD), cioè la quantità (espressa in g/m2) di minerali presenti nello scheletro in toto o in alcuni distretti scheletrici particolarmente soggetti alla perdita di massa ossea. La MOC è un esame semplice, rapido (non richiede più di 5 minuti) e assolutamente indolore.

La misurazione si esegue di solito a livello della colonna vertebrale (a livello lombare), del femore o del polso. La scelta del segmento da studiare dipende da diversi fattori, tra cui il sesso e l’età del paziente: in genere, si preferisce analizzare la colonna lombare nelle donne fino a 60 anni e negli uomini fino a 65, e il collo del femore nelle persone più anziane e/o in presenza di malattie della colonna lombare. Lo scostamento in più o in meno del valore misurato nella persona in esame dal valore medio della popolazione di riferimento si esprime come deviazione standard (DS) e ogni DS in meno equivale circa a una riduzione del 10-15% rispetto al valore medio di riferimento.

Interpretazione dei Risultati della MOC

“La diagnosi prevede innanzitutto l’esecuzione della densitometria ossea (DEXA o MOC), un esame che consente di calcolare la densità minerale ossea e che di routine viene valutata a livello della colonna lombare e del femore prossimale. I dati ricavati vengono confrontati con quelli attesi, per poi esprimere un valore numerico chiamato T-score per i pazienti di età superiore ai 50 anni e Z-score per i soggetti più giovani.

Sulla base dei valori di T-score, i valori densitometrici vengono definiti:

  • Normali (T-score > -1 SD)
  • Osteopenia (T-score tra -1.0 SD e -2.5 SD)
  • Osteoporosi (T-score < -2.5 SD)

Nei soggetti giovani, la diagnosi di osteoporosi si basa sul riscontro di un valore di Z-score uguale o inferiore a -2.0 SD.

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Fattori di Rischio e Ulteriori Esami

Tuttavia, altri fattori possono influenzare il rischio di frattura indipendentemente dai valori di densità minerale ossea. Nelle osteoporosi secondarie, per esempio, il paziente può andare incontro a frattura anche in assenza di una diagnosi densitometrica di osteoporosi. Nei pazienti con diagnosi densitometrica di osteoporosi o in quelli con sospetta osteoporosi secondaria, va eseguita anche una radiografia della colonna vertebrale che consente di diagnosticare precocemente le fratture vertebrali, che rappresentano le complicanze più frequenti dell’osteoporosi.

“L’esame va prescritto a tutti quei soggetti, a prescindere dall’età, che presentino almeno uno dei seguenti fattori di rischio per fragilità scheletrica: pregresse fratture da fragilità; storia di malattie croniche o terapie note per essere cause di osteoporosi secondaria; riscontro radiologico di demineralizzazione ossea. Per le donne in post-menopausa altri criteri maggiori per indirizzare l’esecuzione dell’esame MOC-DEXA sono: familiarità per frattura di femore o di vertebra, menopausa prima dei 45 anni, magrezza (BMI ≤ 19 Kg/m2).

Ultrasonografia Quantitativa (QUS)

In tempi recenti è stata introdotta in clinica anche la valutazione della massa ossea mediante apparecchiature ad ultrasuoni (ultrasonografia quantitativa o QUS), che misurano la velocità di trasmissione dell’onda a livello del calcagno, della patella e delle falangi delle mani.

Osteocalcina: Un Marker del Ricambio Osseo

L'osteocalcina è una proteina formata da 49 aminoacidi, sintetizzata dagli osteoblasti (cellule che producono la sostanza fondamentale delle ossa). Per questo motivo, il parametro è altamente specifico per valutare lo stato del ricambio del tessuto osseo. L'osteocalcina può costituire fino al 3% delle proteine dell'osso e solo in piccola parte viene riversata nel circolo ematico. Il dosaggio di questo parametro è eseguito per controllare lo stato di salute dello scheletro e diagnosticare la presenza o meno di una malattia delle ossa.

L'esame dell'osteocalcina può essere prescritto con la M.O.C. Nota: l'intervallo di riferimento dell'esame può cambiare in funzione di sesso, età e strumentazione in uso nel laboratorio analisi. Per questo motivo, è preferibile consultare i range riportati direttamente sul referto. Alti livelli di osteocalcina si osservano in malattie ossee caratterizzate da un aumento del turnover osseo, quali: morbo di Paget, cancro associato a metastasi ossee, iperparatiroidismo primario e osteodistrofia renale. Un valore di osteocalcina più basso, invece, segnala che la formazione e rigenerazione degli osteoblasti è lenta e ridotta.

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Nonostante venga secreta anche dagli odontoblasti e dai condrociti periferici, la funzione più studiata dell'osteocalcina rimane quella sulla mineralizzazione ossea. Una volta sintetizzata, l'osteocalcina viene in gran parte depositata nella matrice dell'osso e in misura inferiore secreta nella circolazione sanguigna, dove si ritrovano anche i relativi frammenti generati a livello epatico, renale ed ematico.

Poiché l'osteocalcina è sintetizzata dagli osteoblasti, lega gli ioni calcio ed ha affinità per l'idrossiapatite, si ipotizza che un aumento dei suoi livelli in circolo sia spia di un aumentato processo di formazione e mineralizzazione dell'osso; per contro, essendo assimilata dall'osso neoformato ed ivi conservata, ed esercitando un'azione chemiotattica nei confronti degli osteoclasti, l'aumento dei livelli sierici di osteocalcina può evidenziare anche un elevato catabolismo della matrice ossea.

Altri Marcatori del Metabolismo Osseo

Oltre all'osteocalcina, esistono altri marcatori che possono essere utilizzati per valutare il metabolismo osseo. Alcuni di questi includono:

  • OPG (Osteoprotegerina): OPG è un regolatore negativo del riassorbimento osseo agendo come recettore esca per RANKL neutralizzando così la sua funzione nell’osteoclastogenesi.
  • RANKL: RANKL è il principale fattore stimolante per la formazione di osteoclasti maturi ed è essenziale per la loro sopravvivenza.
  • Vitamina D 1,25-(OH): Le concentrazioni della Vitamina D 1,25-(OH) sono circa 1000 volte inferiori rispetto a quelle di 25-OH. Eccellente correlazione con i leader del mercato (ad es. Cat. Standardizzazione: Standard calibrati rispetto al DEQAS n.
  • Ormone Paratiroideo: Negli individui sani, la regolazione della secrezione dell’ormone paratiroideo avviene normalmente mediante un’azione a feedback negativo del calcio sierico nelle ghiandole paratiroidi.
  • Proteina C-reattiva (CRP): La proteina C-reattiva (CRP) si forma principalmente negli epatociti. La velocità della sua sintesi è determinata dall’influenza delle citochine coinvolte nei processi infiammatori.
  • Sialoprotein Bone (BSP): Sialoprotein Bone (BSP) è una glicoproteina che rappresenta circa il 10% della proteina della matrice non collagena delle ossa. BSP (così come altre glicoproteine come l’osteonectina e l’osteopontin) svolgono un ruolo regolatorio nel metabolismo osseo, ad es.

Humanitas e l'Impegno nella Cura dell'Osteoporosi

Humanitas ha grande interesse nell’osteoporosi e prepara percorsi diagnostico-terapeutici dedicati alla malattia accanto a studi di ricerca di clinica. Di recente è stata istituita la Sezione di Ricerca, Diagnosi e Cura delle Malattie Osteo-Metaboliche a conduzione universitaria, di cui è responsabile il prof. Gherardo Mazziotti. Il Centro ha come obiettivo primario quello di soddisfare le richieste dei pazienti con fragilità scheletrica.

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