L’insulino resistenza (IR) rappresenta un problema crescente nella società moderna ed un fenomeno in aumento negli ultimi decenni. Myo-inositolo (MI) e D-chiro-inositolo (DCI) sono da tempo sotto l’attenzione della comunità scientifica e, grazie ai vari studi clinici effettuati, che ne hanno confermato l’efficacia e la sicurezza, sono consigliabili come integrazione in caso di insulino resistenza.
MI e DCI infatti agiscono come secondi messaggeri nella trasduzione del segnale dell’insulina regolando, però, processi insulino-dipendenti diversi. In particolar modo, MI è responsabile dell’uptake del glucosio nelle cellule, DCI invece è coinvolto nel metabolismo ossidativo del glucosio e nella sua conversione in glicogeno. Mentre MI può essere introdotto nell’organismo con la dieta o prodotto in maniera endogena a partire dal glucosio-6-fosfato, DCI è ottenuto per conversione di MI grazie ad una epimerasi ad azione insulino-dipendente.
Inositolo: Cos'è e Come Funziona
Era il 1998 quando il Prof. Larner pubblicava il primo articolo in cui evidenziava il ruolo dell’inositolo nel metabolismo degli zuccheri. Usando purtroppo termini piuttosto complessi, l’inositolo è un poliolo o polialcol (pòli- dal greco Πολυ), in chimica tale termine indica che un elemento o un gruppo funzionale è presente in un composto chimico un numero di volte maggiore di uno; nello specifico, il gruppo di cui si parla è il gruppo -OH (definito come gruppo alcolico). La formula chimica dell’inositolo (C6H12O6) ricalca un altro composto a noi molto più familiare, il glucosio.
Quando parliamo di inositolo però bisogna fare attenzione, perché così ci si riferisce in modo generico ad un gruppo di ben 9 molecole chimicamente simili, la cui differenza è data soltanto dalla disposizione spaziale dei famosi gruppi -OH (da qui il termine stereoisomeri). Il myo-inositolo si trova a livello della membrana cellulare, (questo significa che lo troviamo in ogni cellula dell’organismo!). I suoi ruoli sono molteplici e ancora non del tutto chiariti, ma ci soffermeremo qui sul ruolo come “secondo messaggero” di specifici ormoni: l’ormone-insulina, FSH e TSH.
Il Ruolo del Myo-Inositolo e del D-Chiro-Inositolo
Il myo-inositolo, per mezzo di una sostanza adatta allo scopo che si chiama genericamente enzima (nel nostro caso l’enzima si chiama “epimerasi”), viene convertito in un altro stereoisomero, il D-chiro-inositolo (DCI), meno abbondante del primo e che svolge un ruolo differente dal myo-inositolo all’interno dell’organismo umano. Una peculiarità di questi due inositoli è la loro distribuzione nei tessuti. Infatti, ogni tessuto e/o organo mantiene un rapporto myo/DCI specifico.
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Pensate al myo-inositolo come colui che ha il compito di scaricare la legna e poi di metterla sul fuoco per alimentare una macchina (il nostro organismo) e pensate al D-chiro-inositolo come a colui che invece prende la legna scaricata dal myo-inositolo e la mette da parte, facendo in modo che sia disponibile al momento del bisogno. Il myo-inositolo fa entrare nella cellula il glucosio e lo porta a trasformarsi in energia. Il D-chiro-inositolo invece prende il glucosio dalla cellula e lo porta in magazzino, sottoforma di una molecola più complessa che si chiama glicogeno.
Pertanto, i tessuti che non consumano molta energia avranno un rapporto più basso di MYO:DCI. I tessuti che invece hanno grandi necessità di energia, come cuore e cervello sono estremamente ricchi di myo-inositolo e quindi con un rapporto MYO/DCI più alto. Tra questi organi ci sono anche le ovaie; il glucosio nelle ovaie è fondamentale per la crescita dei follicoli e dei rispettivi ovuli. Fisiologicamente infatti sappiamo che il myo-inositolo, in quanto secondo messaggero dell’FSH, promuove una corretta ovulazione.
Insulino-Resistenza e Inositolo
Per insulino-resistenza si intende una condizione in cui l’organismo è sordo all’impulso dato dall’ormone-insulina, in caso di insulino-resistenza la staffetta si ferma alla partenza. Questo comporta due criticità:
- a livello ovarico, perché il segnale dell’FSH in carenza di myo-inositolo non si converte in un messaggio che porta alla maturazione follicolare per cui una delle tipiche manifestazioni delle donne con PCOS è l’anovulazione (assenza di cicli ovulatori, quindi di ovuli fecondabili) e l’oligomenorrea (cicli mestruali irregolari);
- a livello del resto dell’organismo, invece, la carenza di myo-inositolo comporta uno squilibrio dei famosi rapporti fisiologici MYO:DCI, per cui i vari tessuti non funzioneranno come dovrebbero.
L’ormone-insulina è deputato al metabolismo degli zuccheri e in particolare del glucosio. In mancanza di myo-inositolo questo ormone non è più in grado di far entrare il glucosio nella cellula, e l’organismo risponde producendo più insulina (in ambito medico-scientifico si parla di iperinsulinemia compensatoria). In una fase iniziale, questo “intoppo” nel meccanismo fa sì che le donne con PCOS non manifestino iperglicemia (elevati livelli di glucosio nel sangue). A lungo andare però, la cellula diventa completamente sorda all’insulina e quindi non riesce più a trasportare il glucosio e quindi a produrre energia sufficiente.
Numerosi studi clinici hanno dimostrato che l’assunzione costante di myo-inositolo è in grado di ripristinare sia la funzionalità ovarica che metabolica. Le ultime ricerche si stanno rivolgendo oggi ad un uso combinato di Myo-inositolo e D-chiro-inositolo, in quanto in grado di lavorare sul fattore metabolico molto più velocemente del solo Myo-inositolo. Tale velocità di azione si rende necessaria nelle donne con PCOS che presentano sovrappeso o obesità e nelle quali i fattori metabolici hanno una compente di rischio più elevata.
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Dosaggio e Assunzione
Nonostante l’efficacia della combinazione MI/DCI nel miglioramento del quadro clinico dell’insulino resistenza sia da tempo provata e accettata dalla comunità scientifica, l’apporto ideale rimane ancora un argomento di dibattito. Secondo l’articolo “Polycystic Ovary Syndrome: Insights into the therapeutic approach with Inositols” di M.A. Sortino e collaboratoti, data l’importanza del dosaggio sull’efficacia dei singoli stereoisomeri di inositolo, è più importante valutare, in una formulazione integrativa, la concentrazione assoluta di MI e DCI, piuttosto che il loro rapporto.
Lo stesso studio riporta come il dosaggio giornaliero ottimale di una combinazione MI/DCI dovrebbe essere almeno di 2-4 g di MI e 300-1500 mg di DCI. Dikirogen Zero, integratore alimentare a base di myo-inositolo, d-chiro-inositolo, acido folico e manganese, assicura un apporto giornaliero in monosomministrazione di 2 g di myo-inositolo e 400 mg di d-chiro-inositolo, utile per colmare le carenze alimentari o gli aumentati fabbisogni organici di tali nutrienti. La formulazione è senza zuccheri in modo da non compromettere ulteriormente una condizione già caratterizzata da uno squilibrio del metabolismo glucidico.
L’inositolo viene assunto comunemente con l’alimentazione, ma di solito in quantità già insufficienti per le persone sane, a causa della eccessiva raffinazione degli alimenti. Esistono anche delle moderne formulazioni in capsule molli che permettono una maggiore biodisponibilità del principio attivo, per cui le quantità somministrate possono essere inferiori (600mg) . I dati invece sulla formulazione combinata MYO/DCI sono stati ottenuti con quantitativi pari a 550mg di Myo-inositolo e 13,6mg di DCI-inositolo (due volte al giorno).
Oltre all’importanza dei dosaggi, gli studi evidenziano altri due elementi cardine per l’efficacia di queste due molecole. Il primo è l’assunzione, per le formulazioni in polvere, lontana dai pasti al fine di non avere interferenza con il loro assorbimento. Seconda accortezza la somministrazione ripetuta durante la giornata. Gli studi di cinetica hanno dimostrato un’emivita di 6 ore dell’inositolo.
Inositolo: un nutriente essenziale
L’inositolo, chiamato anche vitamina B7, è una molecola che il nostro organismo è in grado di produrre autonomamente e che ritroviamo soprattutto nei fosfolipidi delle membrane cellulari. Esistono diverse forme chimiche dell’inositolo ma la più importante, dal punto di vista delle funzioni biologiche, è il mio-inositolo. Si tratta di un composto idrosolubile quindi, una volta sintetizzato o introdotto con la dieta, l’eccesso viene metabolizzato ed eliminato con le urine.
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Le principali fonti alimentari di inositolo sono:
- crusca
- cereali integrali
- germe di grano
- agrumi
- carne, soprattutto fegato
- legumi
Trattandosi di un composto idrosolubile (capace di sciogliersi in acqua), la bollitura degli alimenti ne provoca la perdita.
Una volto prodotto l’inositolo viene trasformato in fosfatidilinositolo che funziona come precursore di una serie di secondi messaggeri responsabili della trasmissione di informazioni da una cellula all’altra. L’inositolo risulta essere particolarmente utile nelle seguenti patologie:
- sindrome dell’ovaio policistico e infertilità
- diabete e insulino-resistenza
- dislipidemie
- cancro
Inositolo e cancro
Diversi studi in letteratura, in vivo e in vitro, hanno mostrato che l’inositolo (o le sue forme fosforilate) è dotato di proprietà antitumorali grazie alla sua capacità di:
- bloccare il ciclo cellulare e la proliferazione delle cellule cancerose
- indurre la morte cellulare programmata (apoptosi) nelle cellule tumorali
- bloccare la formazioni di nuovi vasi sanguigni (angiogenesi), processo necessario al tumore per poter crescere
- inibire il processo di metastatizzazione e la progressione tumorale
- agire in sinergia con i tradizionali farmaci chemioterapici potenziandone l’effetto antitumorale e riducendo la chemioresistenza
Questi risultati si raggiungono grazie alla capacità dell’inositolo di:
- ridurre l’espressione di p27
- inibire la fosforilazione di pRB
- contrastare l’attivazione del pathway PKC/RAS/ERK
- ridurre l’espressione di Akt ed ERK e conseguentemente di NF-kB (fattore di trascrizione coinvolto nei processi infiammatori)
Le principali forme tumorali sulle quali sono stati osservati questi effetti sono:
- prostata
- tumori della pelle
- colon-retto
- pancreas
- leucemia
Controindicazioni ed effetti collaterali
Dal momento che il nostro corpo è in grado di produrlo e che è abbastanza distribuito negli alimenti, la carenzadi inositolo è abbastanza rara. Anche sintomi da tossicità sono rari in quanto l’eccesso di inositolo viene eliminato senza il rischio di accularsi.
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