La dieta chetogenica è una strategia nutrizionale che prevede un basso apporto di carboidrati e risulta spesso una soluzione rapida per chi vuole perdere peso. Più concretamente è una dieta che limita i carboidrati sotto una soglia più o meno bassa. L’assunzione di proteine e grassi è in realtà variabile a seconda anche del soggetto e degli obiettivi della dieta.
Vantaggi e Svantaggi della Dieta Chetogenica
Se per vantaggio pensi che possa far dimagrire e mantenere la massa muscolare, allora la dieta chetogenica funziona. Tuttavia, sono smentiti i vantaggi metabolici della chetosi, per cui è sbagliato pensare che una dieta chetogenica sia a prescindere migliore (o peggiore) di un’altra dieta per la perdita di grasso: semplicemente ci saranno persone che si trovano bene con un approccio chetogeniche e persone che ottimizzerebbero i loro risultati seguendo strategie alimentari differenti. Uno dei vantaggi attribuiti alla dieta chetogenica è l’aumento della sazietà, quindi un miglior controllo alimentare e una maggior compliance alla dieta. In sostanza non c’è nessun vantaggio o svantaggio metabolico rispetto a una dieta proteica o iperproteica non chetogenica sia per quanto riguarda la perdita di grasso che per il risparmio delle proteine muscolari. Da sottolineare, comunque, che la dieta chetogenica è considerata sicura, gli effetti collaterali sono minimi e temporanei.
Chetosi: Cos'è e Cosa Comporta
La chetosi è una condizione metabolica fisiologica che si instaura durante una dieta a bassissimo o nullo apporto di carboidrati o durante il digiuno. E’ da distinguere dalla chetoacidosi (patologica), la quale è presente in soggetti diabetici ed alcolisti. In condizioni alimentari “normali” e in uno stato di salute nutrizionale fisiologica, l’organismo utilizza una miscela di grassi, proteine e carboidrati a scopo energetico. Tuttavia, non tutti gli organi possono usare FFA: ad esempio, il cervello non può usare gli acidi grassi a scopo energetico ma può adattarsi all’utilizzo dei corpi chetonici. Contemporaneamente all’aumento dei chetoni nel sangue vi è un’ulteriore diminuzione dell’utilizzazione del glucosio e anche della sua produzione e di conseguenza una diminuzione della degradazione delle proteine utilizzate a scopo energetico. Ad ogni modo bisogna chiarire che l’adattamento alla chetosi non ha dimostrato di portare a maggiori vantaggi rispetto ad altre ipocaloriche iperproteiche.
Controindicazioni e Rischi
La dieta chetogenica è generalmente sicura. Tuttavia, per onestà intellettuale, questi studi non sono affidabili al 100%. In realtà la ricerca scientifica non è molto corposa a riguardo: in uno dei pochi studi a più lungo termine (solo 4 settimane comunque) non si sono osservati cambiamenti circa gli enzimi epatici in seguito a dieta chetogenica. La dieta chetogenica è particolarmente controindicata nei disturbi del metabolismo lipidico in quanto i protocolli dietetici chetogenici prevedono un abnorme apporto di lipidi. Anche se le diete a basso contenuto di carboidrati, e così le diete chetogeniche, tendono, generalmente, a normalizzare i livelli di insulina e di glucosio nel sangue, occorre tener presente che quando i carboidrati vengono reintrodotti, c’è un aumento dell’insulino-resistenza. Tuttavia, questo fenomeno non deve portare alla conclusione che sia meglio non introdurre a vita i carboidrati nella dieta.
Effetti sui Lipidi e Stipsi
Effettivamente, i primi studi a breve termine hanno mostrato un forte aumento dei livelli dei lipidi nel sangue in seguito a una dieta high fat. Tuttavia alcune ricerche successive non hanno mostrato cambiamenti rilevanti nei parametri ematici e addirittura alcuni hanno mostrato una diminuzione dei livelli di colesterolo. Infine, un altro problema nel valutare i livelli di lipidi nel sangue sta nel fatto che questi sono assolutamente dipendenti dalla restrizione calorica e soprattutto dalla perdita di peso (peraltro parliamo di due aspetti correlati). Un’altra critica che viene fatta alle diete chetogeniche è la sua correlazione con la stipsi. Tale disturbo rappresenta uno degli effetti collaterali più comuni riscontrati in una dieta di questo tipo. Non vi è dubbio che la fibra sia un “nutriente” importante per la salute umana. A onor del vero, comunque, la ricerca pare stabilire (ma non in modo certo e assoluto per ora) che le fibre aggiunte non siano benefiche come le fibre che si trovano naturalmente negli alimenti.
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Proteine Idrolizzate e Integratori
Whey idrolizzate con nucleotidi e ProHydrolase® di Ethic Sport è un integratore alimentare di proteine del siero del latte isolate e idrolizzate, con nucleotidi e ProHydrolase®. Abbiamo sentito parlare molte volte di proteine, di proteine isolate, di proteine idrolizzate e di Optipep...ma poche (o mai) di nucleotidi e di ProHydrolase. Questi ultimi due ingredienti rendono davvero speciale questo prodotto, che va oltere l'integratore proteico.
HTP® Hydrolysed Top Protein è un integratore alimentare ad alto tenore proteico ottenuto esclusivamente da proteine del siero del latte isolate e idrolizzate Optipep® di Carbery. HTP® è estremamente digeribile e di rapida assimilazione, grazie all’alta concentrazione di polipeptidi idrolizzati. HTP® contiene ProHydrolase®, una miscela esclusiva di enzimi proteolitici, sviluppata per coadiuvare la digestione e l’assorbimento di miscele proteiche concentrate. La presenza di nucleotidi purissimi contribuisce a migliorare l’assetto nutrizionale della miscela proteica. La speciale tecnologia di idrolisi delle proteine isolate del siero del latte è garantita dal marchio Optipep®. La miscela contiene inoltre una elevata concentrazione di polipeptidi, lattoglobuline, lattoferrina e un’alta concentrazione di BCAA. La vitamina B6 contribuisce al normale metabolismo delle proteine e del glicogeno, al normale metabolismo energetico e alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento. Le proteine contribuiscono alla crescita e al mantenimento della massa muscolare e al mantenimento di ossa normali. Il prodotto è senza glutine, pertanto adeguato alla dieta di soggetti celiaci. HTP® ha un gusto gradevole e naturale grazie all’attento bilanciamento degli ingredienti. HTP® Hydrolysed Top Protein è un prodotto estremamente digeribile, con un elevato tenore proteico per il mantenimento e la crescita della massa muscolare, utile nella dieta dello sportivo che si allena intensamente.
Benefici delle Proteine Idrolizzate del Siero del Latte
Le Proteine Idrolizzate del siero del latte Optipep® rappresentano la soluzione avanzata tra le proteine del siero per la nutrizione sportiva e offrono un alta qualità ed il perfetto equilibrio tra impatto nutrizionale e ottimo sapore. Sono ottenute per idrolisi enzimatica, sono caratterizzate da elevato valore biologico, alta digeribilità e solubilità istantanea. La tecnologia di idrolisi di Optipep® produce livelli ottimali di aminoacidi liberi e di e tripeptidi. L’esercizio fisico aumenta il tasso di sintesi proteica muscolare (MPS) e l’abbattimento delle proteine muscolari (MPB). Il bilanciamento netto delle proteine muscolari (NPB) post esercizio è costituito dalla differenza tra MPS e MPB. Se non si assumono proteine nel post esercizio l’NPB risulta negativo. L’assunzione di proteine agisce sinergicamente con l’esercizio per aumentare ulteriormente il tasso di MPS ed inibire MPB. Ciò provoca un NPB positivo.
ProHydrolase®: Ottimizzazione della Digestione Proteica
ProHydrolase® è una miscela esclusiva di enzimi proteolitici, sviluppata per coadiuvare la digestione e l’assorbimento di miscele proteiche concentrate. Questo nuovo blend proteolitico è studiato per superare i problemi di biodisponibilità legati digestione e all’assorbimento delle proteine del siero di latte. Le proteine del siero sono una delle fonti più ricche di tutti i nove amminoacidi essenziali, ovvero gli amminoacidi che l’organismo non è in grado di produrre in autonomia. Per essere efficaci, le proteine devono essere suddivise in frammenti più piccoli entro circa 90 minuti dall’assunzione. Questo tempo di transito rappresenta il tempo in cui la polvere di siero passa dallo stomaco all’intestino tenue dove avviene principalmente la digestione/ assorbimento. Da qui le proteine ingerite verranno metabolizzate nella forma bio-utilizzabile che andrà a costituire le proteine muscolari. Le proteine del siero non digerite saranno semplicemente espulse dall’organismo, con conseguente potenziale spreco di aminoacidi. Inoltre, quando le proteine del siero non sono suddivise in frammenti più piccoli, danno origine a macro peptidi che possono causare disagi, come gonfiore, nausea e crampi.
Diversi studi hanno dimostrato la capacità di ProHydrolase® di frammentare rapidamente le proteine, diminuire i livelli di proteina C-reattiva e la quantità di macro peptidi associati a disturbi gastrici che possono derivare dal consumo di proteine.
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Nucleotidi: Importanza e Funzioni
I nucleotidi sono gli elementi costitutivi degli acidi nucleici (DNA e RNA), le macromolecole capaci di conservare l’informazione biologica. I Nucleotidi sono composti intracellulari di cruciale importanza per la funzione cellulare e il metabolismo. Hanno una funzione importante in quanto molecole in grado di fornire energia per promuovere reazioni chimiche energeticamente sfavorevoli, che normalmente sarebbero troppo lente o non potrebbero avvenire. Il termine Nucleotide descrive una sostanza costituita da una base azotata, uno zucchero e un gruppo fosfato. Le basi sono Purine e Pirimidine, lo zucchero è il Ribosio o il Desossiribosio.
I nucleotidi assumono un ruolo centrale in numerosi processi enzimatici, influenzando il metabolismo di proteine, grassi e glucidi. Non sono ancora conosciute patologie da deficit di nucleotidi, tuttavia numerose pubblicazioni scientifiche dimostrano una serie di vantaggi apportati dai nucleotidi esogeni in varie situazioni. È stato dimostrato ormai da diversi studi che l’integrazione con una fonte alimentare di nucleotidi riveste un ruolo significativo nel superamento di fasi critiche, quali l’accrescimento e il recupero da traumi, interventi chirurgici o patologie.
I nucleotidi partecipano a diversi importanti processi fisiologici dell’organismo. I nucleotidi, in quanto sintetizzabili dal corpo umano, non sono considerati un nutrimento essenziale ma lo diventano in caso di periodi di apporto insufficiente, durante la crescita e in presenza di deficit alimentare.
I nucleotidi alimentari agiscono come fattori di crescita sulle cellule intestinali, promuovendone la differenziazione e la maturazione. Ne consegue un maggior spessore della mucosa intestinale e dei li e l’incremento dell’attività degli enzimi digestivi. Diversi studi hanno dimostrato un maggiore assorbimento intestinale di alcuni nutrienti, in particolare calcio, fosforo e carotenoidi.
Aminoacidi Essenziali: Funzioni e Benefici
Gli aminoacidi sono le unità strutturali delle proteine e possiamo immaginarli come dei “mattoncini” che, uniti da un legame peptidico, vanno formare una lunga sequenza che dà origine ad una proteina. Come suggerisce il nome, gli aminoacidi essenziali sono quegli aminoacidi che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare da solo e che quindi deve assumere con la dieta o tramite integratori. Dei 20 aminoacidi necessari all’uomo per creare le proteine, 9 sono aminoacidi essenziali e ognuno di questi svolge importanti funzioni nel nostro organismo:
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- Fenilalanina: è un precursore di diversi neurotrasmettitori e quindi necessaria per specifiche funzioni cerebrali.
- Isoleucina: è uno dei tre aminoacidi a catena ramificata ed è fortemente concentrata nel tessuto muscolare dove promuove la sintesi proteica.
- Leucina: è fondamentale per la sintesi proteica e la riparazione muscolare.
- Valina: aiuta a stimolare la crescita e la rigenerazione muscolare ed è coinvolta nella produzione di energia.
- Istidina: è un precursore dell’istamina, un neurotrasmettitore vitale per la risposta immunitaria, la digestione, la funzione sessuale e i cicli sonno-veglia.
- Lisina: oltre che nella sintesi proteica è coinvolta nella produzione di ormoni ed enzimi e nell’assorbimento del calcio.
- Metionina: svolge un ruolo importante nel metabolismo e nella disintossicazione del nostro organismo.
- Treonina: è parte integrante di proteine strutturali come collagene e elastina, importanti componenti della pelle e del tessuto connettivo.
- Triptofano: è un precursore della serotonina, un neurotrasmettitore che regola l’appetito, il sonno e l’umore.
Benefici degli Aminoacidi Essenziali
Gli aminoacidi essenziali hanno dimostrato azioni benefiche su un ampio spettro di tessuti e sistemi, migliorando:
- Funzioni immunitarie
- Omeostasi del glucosio e sensibilità all’insulina
- Funzioni cardiaca e renale nei pazienti diabetici
- Processo di guarigione dalle ferite
- Funzioni cognitive
Inoltre, solo gli aminoacidi essenziali, e non genericamente tutti gli aminoacidi, sono in grado di stimolare la sintesi proteica muscolare sia nel giovane che nell’anziano.
Malassorbimento Intestinale: Cause e Rimedi
Un corretto assorbimento intestinale è alla base di una buona nutrizione. Un’alimentazione corretta non garantisce il giusto apporto di nutrienti, perché, ciò che assumiamo, potrebbe non essere effettivamente assorbito. Sono numerosi i fattori che determinano un corretto assorbimento e sono molte le cause di malassorbimento.
Digestione e Assimilazione
Possiamo suddividere le attività digestive in due categorie principali: quelle di digestione e quelle di assimilazione. Digestione vuol dire scomposizione dei nutrienti, di cui è composto il cibo che assumiamo. Proteine, grassi e carboidrati devono essere scissi, dagli enzimi digestivi, presenti nel nostro organismo, in aminoacidi, acidi grassi e zuccheri semplici. Assimilazione è un processo successivo e consiste nell’assorbimento dei nutrienti, affinché possano essere utilizzati dall’organismo.
Tipi di Malassorbimento
Il malassorbimento può distinguersi in:
- malassorbimento generalizzato, se coinvolge le tre principali classi di nutrienti, e cioè proteine, zuccheri e grassi;
- malassorbimento selettivo, se riguarda una singola classe di nutrienti, per esempio alcuni tipi di zucchero (malassorbimento del lattosio);
- malassorbimento totale, se riguarda tutto un tratto intestinale, come l’intestino tenue;
- malassorbimento parziale, se riguarda solo un tratto dell’intestino, per esempio l’ultima ansa ileale infiammata.
Cause del Malassorbimento
Le cause potenzialmente responsabili di malassorbimento sono molte e difficili da classificare. Tra tutte, la celiachia rappresenta la malattia più frequentemente associata a malassorbimento. Esistono le sindromi da malassorbimento di natura infettiva, come la diarrea del viaggiatore, la virosi enterica e la parassitosi intestinale. Se mangiamo frettolosamente, il chilo (cioè il cibo masticato), che arriva nello stomaco, sarà più difficile da digerire. Inoltre, è anche più probabile accusare meteorismo e una digestione incompleta. La masticazione è importante anche per le proteine, perché, l’azione meccanica dei denti, aumenta la superficie di contatto tra il cibo triturato e i succhi gastrici dello stomaco e gli enzimi proteolitici dell’intestino.
Ipocloridria Gastrica
Oggi si considera, quale problema principale, un eccesso di acido cloridrico nello stomaco, che può causare gastriti, ulcere e reflusso. Si fa spesso uso esagerato di farmaci e parafarmaci, che hanno lo scopo di ridurre l’acidità nello stomaco. Ma può essere presente il problema opposto, cioè di un’ipocloridria. In questo caso, è la ridotta produzione di HCL a causare problemi. Questo disturbo si chiama ipocloridria e causa una condizione di malassorbimento, intossicazione e intolleranze alimentari.
Consigli Pratici per Migliorare l'Assorbimento
- Masticare bene e a lungo prima di deglutire il cibo.
- Integratori di HCL betaina, in caso d’ipocloridria confermata.
- Lo zinco è un oligominerale importante per stabilire la giusta cloridria.
- Piante amare, come l’imperatoria o la genziana, sono utili per stimolare la produzione di acido.
Alimenti Consigliabili per il Malassorbimento Intestinale
Gli alimenti idonei in assoluto sono tutti quelli ben digeribili e assorbibili, e quindi ben tollerati dal Paziente stesso, che assicurino all’organismo il giusto fabbisogno calorico.
Tabella: Esempio di integrazione alimentare per carenze specifiche
| Carenza | Alimenti consigliati | Note |
|---|---|---|
| Anemia da deficit di Ferro o di vitamina B12 | Carne e uova | L’assorbimento di Ferro è incrementato dall’associazione con alimenti ricchi di vitamina C |
| Anemia da carenza di vitamina B12 e folati | Prodotti di derivazione animale (B12), spinaci, broccoli, asparagi, lattuga, fagioli e piselli, frutti come kiwi, fragole e arance, mandorle e noci (folati) | Utile una dieta integrativa |
| Anomalo assorbimento di Calcio | Latte, latticini e derivati | A patto che non siano presenti altre patologie, come l’intolleranza al lattosio, che ne controindichino il consumo. |
Diete Proteiche: Funzionano?
Molte sono le persone soddisfatte dei risultati ottenuti con la dieta proteica, che sono riuscite a perdere da uno a due kg a settimana. Ricordiamo però che sono molti anche gli esperti del settore che sostengono che quando il soggetto ricomincerà ad introdurre tutti gli alimenti nel suo regime alimentare i benefici della dieta dimagrante andranno inevitabilmente perduti.
La dieta proteica deve essere seguita per un tempo limitato e finalizzata al raggiungimento del peso desiderato. Se protratte nel tempo queste diete possono arrecare danni alla salute. In ogni caso una dieta proteica può essere seguita per non più di un mese e sotto stretto controllo medico.
Esempio di Ricette Proteiche
- Insalata di pollo e noci: Per questa ricetta occorrono una fetta di pollo da 150 g, 20 g di noci e un vasetto di yogurt al naturale magro.
- Pesce spada ai funghi: Per questa ricetta occorrono una fetta di pesce spada da circa 150 g, 50 - 100 grammi di funghi, olio, erbe aromatiche.
- Carpaccio di manzo con scaglie di parmigiano: Per questa ricetta occorrono 100 - 150 g di carpaccio o bresaola, 100 g di parmigiano a scaglie, sale, pepe, olio e se lo si desidera anche un mazzetto di rucola.
- Uova ripiene al salmone: Per questa ricetta occorrono due uova sode, 100 grammi di salmone affumicato, prezzemolo, olio, sale e 40 grammi circa di maionese.
Pasta Proteica: Un'Alternativa Valida?
La pasta proteica è una pasta ottenuta con farine alternative rispetto a quelle tradizionalmente utilizzate per la produzione di pasta secca come quella di semola di grano duro che è per eccellenza la farina della pasta italiana. A correre in salvo di chi è a dieta o non deve assumere troppi carboidrati per ragioni di salute, le farine di legumi che sono naturalmente proteiche e ricche di fibre, oltre che capaci di dare alla pasta un buonissimo sapore. Si trovano così sul mercato la pasta fatta con farina di lenticchie, ceci o piselli.
Benefici della Pasta Proteica
- La presenza di fibre e proteine nella pasta proteica è un buon alleato per il controllo del peso, soprattutto perché apporta meno carboidrati rispetto alla pasta tradizionale.
- Chiunque debba costruire massa muscolare, per ragioni sportive o per un percorso riabilitativo in seguito a infortuni e malattie, potrà trovare nella pasta proteica un valido alleato.
Ricette con Pasta Proteica
- Pasta proteica al pesto: Cuoci la pasta proteica in acqua salata seguendo le istruzioni sulla confezione. Nel frattempo, prepara il pesto. In un robot da cucina, frulla basilico, noci, aglio, formaggio e olio d’oliva fino a ottenere una consistenza cremosa. Aggiusta di sale e pepe. In una padella, cuoci i pomodori ciliegini a fuoco medio con un filo d’olio per 5-7 minuti finché sono morbidi. Scola la pasta, aggiungi il pesto e i pomodori ciliegini.
- Pasta proteica con verdure: Cuoci la pasta proteica in acqua salata seguendo le istruzioni sulla confezione. In una padella capiente, scalda un po’ di olio d’oliva lascia cuocere la cipolla e l’aglio finché sono teneri. Aggiungi la zucchina e il peperone rosso, lascia cuocere per qualche minuto fino a quando le verdure sono morbide ma ancora croccanti. Aggiungi i pomodori, l’origano e fai cuocere per un altro paio di minuti.
- Pasta di ceci con crema di zucchine e noci: Porta a ebollizione una pentola d’acqua salata e aggiungi la pasta di ceci e cuoci seguendo le istruzioni sulla confezione fino a quando è al dente. Intanto in una padella, scalda un cucchiaio di olio d’oliva, aggiungi gli spicchi d’aglio tritati e le zucchine a cubetti. Cuoci fino a quando le zucchine sono tenere. Frulla le zucchine cotte, le noci tostate, la scorza di limone grattugiata, sale e pepe fino a quando non otterrai una salsa cremosa. Scola la pasta e unisci gli ingredienti.
- Pasta di piselli con pesto di piselli e menta: In una padella, cuoci i piselli fino a quando sono teneri. Poi, lasciali raffreddare leggermente. In un frullatore, unisci i piselli cotti, le foglie di menta, le noci tostate, l’aglio tritato, l’olio d’oliva e il succo di limone. Frulla fino a ottenere una consistenza cremosa. Aggiusta di sale e pepe e mescola alla pasta di piselli che avrai cotto in abbondante acqua salata. Se riuslta troppo denso, allunga il pesto con qualche cucchiaio d’acqua di cottura della pasta.
- Pasta di lenticchie con pesto di spinaci e pomodori: In una padella, scalda l’olio d’oliva a fuoco medio, aggiungi la cipolla tritata e l’aglio e falli dorare bene. Aggiungi i pomodori pelati schiacciati, regola di sale e lascia cuocere a fuoco medio-basso per circa 15-20 minuti. In un frullatore, unisci gli spinaci freschi, le noci tostate, il formaggio parmigiano grattugiato e il succo di limone. Frulla fino a ottenere una consistenza cremosa. Aggiungi infine la pasta di lenticchie lessata e scolata nella padella con la salsa di pomodoro. Mescola bene, aggiungendo gradualmente l’acqua di cottura della pasta per ottenere la consistenza desiderata. Servi la pasta di lenticchie su piatti individuali e aggiungi una generosa cucchiaiata di pesto di spinaci sulla parte superiore.