Luca Avoledo ama gli animali, rispetta il pianeta e pensa che ognuno sia libero di scegliere cosa mangiare. Ma ha deciso di scrivere un libro per rispondere a tutte le persone che, nel suo studio e sul suo blog che si occupa di salute, lo interpellano continuamente sulla dieta vegana.
Se avete sentito che mangiare veg salva dal cancro, leggete questo libro. Se volete dimagrire e un'amica vi ha consigliato di consumare solo vegetali o se state pensando di far diventare vegana tutta la famiglia compresi i vostri bambini, leggete questo libro.
L’autore, esperto di alimentazione e attento osservatore degli stili di vita, ha raccolto dati, esperimenti, ricerche, prove, studi e in queste pagine racconta in modo semplice e accessibile tutto ciò che avete sempre voluto sapere sul veganismo, risponde alle domande più frequenti, ai dubbi, alle curiosità che circolano sui giornali, nel web, al bar e persino negli ambulatori medici. Fa finalmente chiarezza riguardo a una serie di luoghi comuni, false certezze, dogmi e affermazioni senza fondamento che rimbalzano in rete.
Alla fine, saprete esattamente a chi e a cosa credere, quali sono le scelte sane e quelle pericolose, come distinguere un ottimo slogan di marketing da una verità scientifica. Questo libro fornisce a chiunque voglia capire come stanno veramente le cose le informazioni essenziali per poterlo fare.
L'Alba del Veganesimo?
Prima di entrare in merito al libro, partiamo da una citazione presente nel primo capitolo del tuo libro: "Essere o diventare vegani è inevitabile. Il mondo sta andando in questa direzione e la nostra verrà ricordata come l’epoca nella quale è iniziato tutto. L’alba del veganesimo." (Fausto Brizzi, Ho sposato una vegana). Siamo davvero entrati in questa nuova era, dopo quella dell’Acquario?
Leggi anche: Come fare la Pasta Brisée Vegana
Avoledo risponde: "Non direi. Ho citato la frase di Brizzi perché rappresenta bene quello che tanti credono (e qualcuno vorrebbe), ovvero che l'intera popolazione stia diventando vegana. In realtà, i vegani nel mondo sono fermi ancora a percentuali minime, dell'1-3%, nonostante dalla nascita del movimento vegan siano passati più di 70 anni. La novità è che oggi si parla tanto di alimentazione vegana, ma a ben guardare è molta, molta di più l'attenzione al fenomeno che l'adesione allo stesso."
Moda o Cambiamento di Mentalità?
Aldilà di ogni scherzo, secondo te, si tratta di una moda, di un cambiamento di mentalità? Cosa l'ha innescata?
Le cause sono molteplici. Che il fenomeno sia di moda non si può negare, ma ci sono ragioni più complesse, e di varia natura, che per giunta si intersecano spesso tra loro. Una crescente attenzione ai temi della salute e della nutrizione, in primo luogo, ma anche motivazioni etiche e di tipo ecologico, nonché altre minoritarie, che spingono verso un'alimentazione che viene comunicata da chi la promuove come adatta a dare risposta a questi bisogni. Un conto però è quello che viene lasciato credere, altro ciò che è.
#NoVegan: Un Monito Ragionato
NO VEGAN è un titolo duro, che ha il suono di un monito. Eppure il tono del libro non è questo. Puoi raccontare di più ai nostri lettori?
NO VEGAN nasce un po' come slogan che ricorda, in antitesi, GO VEGAN, il “grido di battaglia” dei vegani, ma tutta la contrapposizione finisce qui. Non è infatti un libro antivegano, non critica chi segue l'alimentazione senza derivati animali: per cultura e scelta, ritengo che ognuno debba decidere di fare della propria vita ciò che preferisce e naturalmente questo vale anche a tavola.
Leggi anche: Come fare l'Uovo di Pasqua Vegano
Il libro critica invece la disinformazione che ruota attorno all'alimentazione vegana, i toni “miracolistici” che accompagnano certa cattiva comunicazione sulla dieta senza derivati animali, le affermazioni prive di fondamento sulla sua superiorità nutrizionale.
NO VEGAN è un libro interamente basato su studi e ricerche scientifiche, benché scritto in modo chiaro, di facile comprensione e non senza ironia. Non ha l'obiettivo di convertire i vegani, ma è destinato a chi desidera capire come stanno realmente le cose, al di là di quello che può sentire in giro o leggere in internet, separando i fatti dalle opinioni.
Ragioni per Essere #NoVegan
Nel senso appena chiarito, essere #novegan significa non fermarsi davanti alle apparenze, imparare a distinguere la propaganda dall'educazione alimentare, evitare di fare scelte per la propria salute credendo che siano di carattere medico-nutrizionale quando invece sono di natura ideologica. Ogni decisione è legittima, ma se è consapevole è meglio.
Tu sei un professionista, un nutrizionista affermato: qual è il luogo comune contro il quale devi lottare a proposito di alimentazione con le persone che si rivolgono a te?
Negli ultimi tempi, in assoluto quello della carne che fa male. Una delle affermazioni più ascientifiche in circolazione, ma che riesce comunque a far presa su un numero enorme di persone, anche tutt'altro che vegetariane o vegane, che hanno eliminato o estremamente ridotto la carne dalla propria alimentazione, senza preoccuparsi a sufficienza delle conseguenze o di come sostituirla.
Leggi anche: Torta di Mele Light e Vegana
Alimentazione Bilanciata: Integrare il Meglio di Entrambi i Mondi
Possiamo concludere dicendo che un'alimentazione che comprenda sia cibi vegetali che animali è la migliore: ma cosa salvi dalle abitudini dei vegani da introdurre in un’alimentazione corretta ed equilibrata?
La dieta vegana prevede di solito generose porzioni di verdura e frutta fresche, semi, legumi, cereali integrali, tutti alimenti ricchi di pregi nutrizionali e che non sempre sono ben rappresentati nel carrello della spesa degli italiani. Questo però è vero solo quando l'alimentazione veg è condotta in modo attento.
Vegano non equivale certo automaticamente a sano: Coca cola e patatine fritte sono perfettamente vegane. In ogni caso, un conto è mangiare tanta verdura, altro è diventare vegani. Io stesso, che vegano come si sarà intuito non sono, promuovo un'alimentazione che prevede prodotti animali, ma accanto a una quota, molto maggiore, di vegetali. E' questa l'alimentazione ritenuta più adatta all'uomo dall'intero mondo scientifico. Un'alimentazione che abolisca tutti gli alimenti di origine animale espone maggiormente al rischio di deficit di nutrienti vitali.
I vegetali non contengono tutti i minerali, le vitamine e gli altri nutrienti essenziali alla vita e alla salute dell'uomo, o comunque non li contengono in forme adeguatamente assimilabili o nelle quantità necessarie. I deficit alimentari in cui possono imbattersi i vegani con maggior facilità riguardano nutrienti quali vitamina B12, vitamina D, omega 3 a lunga catena, calcio, zinco, ferro, iodio e proteine.
Presto o tardi, la carenza di vitamina B12 è una conseguenza inevitabile dell'alimentazione vegana: nessun cibo vegetale contiene questa sostanza in forme utili per l'uomo. Gli omega 3 più importanti per la salute sono l'EPA (acido eicosapentaenoico) e il DHA (acido docosaesaenoico). Alcuni alimenti vegetali forniscono invece un altro omega 3, l'ALA (acido alfa-linolenico), da cui teoricamente l'organismo può ricavare gli altri due.
Esistono senz'altro fonti alimentari di calcio diverse dai prodotti lattiero-caseari. Nel caso del ferro, il problema della dieta vegana non riguarda gli introiti, che possono essere anche elevati, dal momento che molti vegetali contengono ferro. Contrariamente a quello che molti ritengono, persino con la comune dieta onnivora si rischia spesso di consumare una quota insufficiente di proteine.
Ma non è forse vero che si è visto che la dieta senza derivati animali può offrire anche benefici per la salute? Sì, ad esempio a livello cardiovascolare.
Verità sui Luoghi Comuni
Uno tra i luoghi comuni più diffusi tra chi ama disinformare e spaventare vuole che carne, latte e uova siano pieni di ormoni e antibiotici. L'Italia è poi in assoluto uno dei paesi al mondo in cui gli alimenti animali sono più controllati, tanto che i dati raccolti dal Ministero della Salute in attuazione del Piano nazionale per la ricerca dei residui negli animali e nei loro prodotti dimostrano che su 44.108 campioni esaminati le irregolarità ammontano solo allo 0,09% del totale.
Ciò che chi cita questo testo come prova della superiorità della dieta vegana non sa o si dimentica di dire è che la scienza lo ha sconfessato e definito inattendibile. Il deficit di vitamina B12, assente nei vegetali, è presto o tardi conseguenza inevitabile della dieta vegana.
I vegani pensano con la loro scelta di evitare la morte e lo sfruttamento degli animali. Credono di non fare del male alla natura e agli animali semplicemente perché rinunciano alla bistecca e alle uova. Così come ignorano un aspetto persino più importante, ovvero la quantità di habitat e territorio che viene sottratta alla fauna e alla vegetazione naturale per far spazio alle diverse opere e attività umane di cui tutti beneficiamo: oltre all'agricoltura, le abitazioni, le strade, le industrie. Anche i vegani dipendono direttamente dagli animali per la loro sopravvivenza.
Tanti fautori della dieta priva di derivati animali sostengono che se chiunque diventasse vegano verrebbe sconfitto il problema della fame nel mondo, di cui attribuiscono la colpa agli allevamenti e alle risorse ambientali da questi consumate. Anche qualora tutti ci convertissimo al veganismo non cambierebbe alcunché. Per riuscire a nutrire le popolazioni che patiscono cronicamente la fame basterebbe evitare di sprecare 1,3 miliardi di tonnellate di alimenti, come invece avviene attualmente in Europa e negli Stati Uniti.
On line girano video e immagini truculente di macelli provenienti da chissà quali paesi del terzo mondo, che giustamente scandalizzano, ma che non rappresentano la realtà, perlomeno quella italiana. Nel nostro paese vige una precisa regolamentazione sul benessere degli animali da reddito in attuazione di direttive comunitarie e i maltrattamenti sono severamente puniti dalla legge. Chi lo desidera, comunque, può anche scegliere di rivolgersi agli allevamenti etici, realtà ormai non più così rare.
Chiunque ha il diritto di decidere di mangiare come preferisce - e certo anche vegano -, auspicabilmente dopo essersi bene informato.
Conclusioni Provvisorie
Abbiamo mangiato proteine animali per tutta la nostra storia evolutiva e così hanno fatto prima di noi gli ancestrali progenitori dell'uomo, gli australopitechi. La nostra specie si è perfino evoluta ed è diventata ciò che è grazie al consumo di carne, che ha consentito, tra le altre cose, un'espansione del cervello senza eguali nel regno animale. Possediamo denti non specializzati che ci consentono di nutrirci sia di vegetali che di tessuti animali, enzimi digestivi perfettamente atti a demolire le proteine animali, un apparato digerente di dimensioni intermedie tra quello lungo degli erbivori e l'intestino corto dei carnivori.
E' stata la stessa IARC a dover intervenire per far chiarezza, dopo il panico scatenato da certa cattiva stampa e tante inutili polemiche: è l'eccesso di carne rossa ciò che può essere nocivo (come per qualunque alimento, d'altronde), mentre un consumo moderato è del tutto sicuro e persino benefico, basta non superare i 700-750 grammi (peso a crudo) di carne rossa alla settimana.
Personalmente questo libro mi è piaciuto. Un po' di chimica, biologia e anatomia animale l'ho studiata a scuola, quindi posso dire che non ci sono scritte castronerie dal primo di turno. Nel libro l'autore si occupa principalmente di fare chiarezza in un mondo (in termini generali) pieno di disinformazione. Ecco, "No vegan" serve proprio a questo scopo: fare chiarezza su tante dicerie, sbagliate, che circolano sulla dieta vegana. Qui si parla principalmente in termini salutistici, visto che questo è il mestiere di Avoledo.
Non è assolutamente volontà dell'autore far cambiare opinione a chi ha deciso di seguire questo stile di vita, ma semplicemente fornire degli strumenti per scegliere con più consapevolezza e, magari, farsi accompagnare da un nutrizionista esperto, evitando la dieta fai da te, che è rischiosa in ogni caso. Inoltre condanna non chi ha scelto questo stile di vita in modo pacifico e condivide le proprie idee con rispetto dell'altro, ma chi vuole imporlo a tutti, anche con l'uso della violenza fisica, verbale e psicologica. Io consiglio di leggerlo, a vegani e non vegani, non tanto per aderire al punto di vista dell'autore o pensare "avevo ragione", ma per conoscere un punto di vista differente.