Nei pazienti oncologici, la malnutrizione e la perdita di massa muscolare sono problematiche frequenti, dovute a inadeguata assunzione di alimenti, riduzione dell’attività fisica e disordini metabolici catabolici. Questi fattori hanno un effetto negativo sull’esito clinico.
In tutti i pazienti - eccetto i pazienti terminali - devono essere soddisfatti i requisiti di energia e substrato con l’offerta progressiva di interventi nutrizionali che vanno dal counseling alla nutrizione parenterale.
Malnutrizione nel Paziente Oncologico
La malattia neoplastica è molto spesso associata a un progressivo decadimento dello stato di nutrizione. Il cancro provoca nel 50%-80% dei pazienti uno stato di malnutrizione severa che può avvenire sia per l’interessamento diretto del tratto digerente - con un relativo malassorbimento delle sostanze nutritive-, sia per le modifiche metaboliche innescate dalla patologia neoplastica stessa che portano a un ridotto introito calorico correlato a un maggiore fabbisogno di nutrienti essenziali.
Definita come perdita di più del 10% del peso corporeo in 6 mesi, la malnutrizione è una sindrome frequentemente riscontrata nei pazienti con cancro in stadio avanzato con impatto negativo sulla prognosi. È, infatti, associata a diminuzione della capacità fisica, ridotta tolleranza ai trattamenti e ridotta sopravvivenza.
Il capitolo affronta il problema della malnutrizione nei pazienti oncologici, una condizione patologica estremamente diffusa (interessa dal 20% al 70% dei pazienti a seconda del tipo e stadio del tumore) e con un impatto significativamente negativo sugli esiti clinici.
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La malnutrizione nei malati di cancro può peggiorare la prognosi, aumentare la tossicità dei trattamenti antitumorali, prolungare i tempi di recupero e degenza, ridurre la qualità della vita e, in alcuni casi, contribuire direttamente al decesso del paziente (si stima che circa il 20% dei pazienti oncologici possa morire a causa della malnutrizione).
Nonostante l’evidenza scientifica dimostri che un supporto nutrizionale appropriato possa contrastare o almeno mitigare questi effetti negativi, la malnutrizione in oncologia rappresenta ancora un bisogno assistenziale non pienamente soddisfatto (“unmet need”).
La sua gestione non è sempre integrata nel percorso di cura standard e spesso non viene affrontata in modo sistematico e multidisciplinare fin dalle prime fasi della malattia.
Immunonutrizione come Supporto Terapeutico
L’aumentata incidenza del cancro sta spingendo la ricerca di strade innovative per la prevenzione, il trattamento e i risultati migliorati. In seguito a diversi meccanismi il cancro genera nel paziente uno stato di malnutrizione proteico-calorica, interferendo con l’immunocompetenza umorale e cellulare, con le funzioni tessutali e quelle riparative dell’organismo.
L’immunonutrizione è il risultato dell’integrazione tra i campi eterogenei dell’immunologia e della nutrizione. Gli immunonutrienti sono quindi dei substrati nutrizionali che, aggiunti in specifici dosaggi alle miscele per la nutrizione enterale, svolgono un effetto fra loro additivo e sono in grado di modulare la risposta immunitaria e infiammatoria.
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Sappiamo, inoltre, che l’immunonutrizione con arginina, ribonucleotidi e acidi grassi omega-3, diminuisce le complicanze post-operatorie e le ri-ospedalizzazioni, e modula favorevolmente la risposta immunitaria del paziente.
Esistono chiare evidenze che alcuni aminoacidi, come l’arginina, possono migliorare il decorso del carcinoma del colon-retto (CRC) e le sue complicanze.
Strategie e Approcci Nutrizionali
In presenza di una neoplasia e, soprattutto, quando è richiesto un intervento chirurgico a livello gastro-intestinale, un attento screening nutrizionale preoperatorio deve essere eseguito in tutti i pazienti al fine di identificare precocemente lo stato di malnutrizione e correggerlo prontamente.
I pazienti neoplastici frequentemente convivono con una condizione di compromissione dello stato nutrizionale dettata fondamentalmente da fattori legati ad una drastica diminuzione dell’introito alimentare e fattori legati all’attivazione di una risposta infiammatoria al tumore; entrambi sono accentuati dai trattamenti chemio e radioterapici che ormai frequentemente affiancano la chirurgia nella strategia terapeutica. La correzione di uno stato di malnutrizione in tempi più rapidi possibili diviene fondamentale per migliorare i risultati alle terapie e migliorare il decorso postoperatorio.
Modulari, completi, arricchiti: i supplementi nutrizionali sono di diverse tipologie per potersi adattare alle differenti problematiche del paziente.
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Solo il 30-40% dei pazienti oncologici che ne avrebbero bisogno, ricevono un adeguato supporto nutrizionale.
Linee Guida AIOM e Integrazione del Supporto Nutrizionale
La soluzione al problema della malnutrizione in oncologia risiede nell’implementazione sistematica e diffusa delle linee guida cliniche sulla nutrizione, in particolare quelle elaborate dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), e nella piena integrazione del supporto nutrizionale nel percorso assistenziale del paziente oncologico all’interno delle Reti Oncologiche Regionali (ROR).
Adozione e Applicazione delle Linee Guida AIOM: Utilizzare le linee guida AIOM sulla nutrizione clinica in oncologia come riferimento per lo screening, la valutazione e la gestione della malnutrizione.
Effetti Collaterali e Tossicità delle Terapie Oncologiche
Effetti collaterali, come la mucosite, derivanti da specifici trattamenti oncologici, incidono sullo stato nutrizionale del paziente.
Nei pazienti sottoposti a radioterapia del distretto testa e collo, l’incidenza di mucositi è elevatissima, seppur con grado variabile.
La radioterapia può determinare diversi effetti indesiderati, ma le reazioni al trattamento variano da una persona all’altra e in funzione della zona irradiata.
Alterazioni del gusto: farmaci, radio e chemioterapia, sono solo alcuni dei fattori che possono modificare la percezione del gusto nel paziente oncologico.
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