Nutrizione dei Rettili: Guida Completa

Qualche tempo fa abbiamo parlato dei rettili e di quanto siano sempre più popolari tra gli animali domestici. Tuttavia, è essenziale comprendere le loro esigenze specifiche, soprattutto in materia di alimentazione.

Introduzione all'Alimentazione dei Serpenti

L’alimentazione dei serpenti rappresenta un argomento affascinante che riflette la straordinaria adattabilità di questi rettili. I serpenti, esseri viventi evolutisi in diverse forme e dimensioni, hanno sviluppato strategie alimentari uniche per sopravvivere in vari habitat.

I serpenti sono carnivori, il che significa che la loro dieta si compone esclusivamente di carne. La varietà di prede che consumano è vasta, includendo insetti, uccelli, uova, piccoli mammiferi, e persino altri serpenti. La scelta della preda dipende principalmente dalla dimensione e dalla specie del serpente.

I serpenti possono essere classificati in base alla loro dieta in: insettivori, che si nutrono principalmente di insetti; roditori, che prediligono roditori e piccoli mammiferi; uccellivori, che cacciano uccelli e le loro uova; e ofiofagi, che si alimentano di altri serpenti.

La maggior parte dei serpenti predilige prede vive, un comportamento che stimola il loro istinto predatorio e garantisce il consumo di nutrienti freschi. La caccia attiva o l’agguato permettono ai serpenti di esercitare le loro abilità motorie e sensoriali, mantenendoli in buona salute fisica e mentale.

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I serpenti hanno sviluppato una serie di adattamenti per la caccia e l’ingestione delle prede. La loro flessibile mandibola permette di ingoiare prede di grandi dimensioni, mentre le specie velenose utilizzano il veleno per immobilizzare o uccidere le prede prima dell’ingestione.

La varietà dietetica è fondamentale per garantire la salute e il benessere dei serpenti, sia in natura che in cattività. Una dieta equilibrata, che rifletta le abitudini alimentari naturali del serpente, contribuisce al mantenimento di una buona salute fisica e mentale.

Alimentazione in Natura vs. in Cattività

L’alimentazione dei serpenti in natura, dove possono mangiare un po’ di tutto, è ben distinta da quella dei serpenti allevati in cattività.

Alimentazione del Serpente in Natura

In natura, la nutrizione del serpente prevede diversi step: inizia con la ricerca della preda, segue poi la cattura, l’uccisione, l’ingestione e la digestione. Quanto alle prede in natura la scelta è davvero vasta: roditori, piccoli mammiferi, anfibi, rettili, volatili, pesci e invertebrati.

Tutti i serpenti sono predatori, e in natura ogni specie di serpente ha abitudini di caccia e preferenze alimentari caratteristiche. La maggior parte delle specie si nutre di vertebrati (soprattutto piccoli mammiferi).

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Alcuni serpenti si nutrono invece esclusivamente di invertebrati come: insetti, ragni, lumache e chiocciole; Molti serpenti arboricoli si alimentano per lo più di uccelli. Diverse specie terricole includono nella loro dieta anche anfibi, sauri e persino altri serpenti più piccoli.

Alimentazione del Serpente in Cattività

Fortunatamente la maggior parte dei serpenti più diffusi in cattività possono essere abituati senza grosse difficoltà ai roditori da pasto (in particolare topi, ratti, criceti, gerbilli). I roditori da pasto rappresentano un alimento bilanciato e sicuro se allevati e nutriti in maniera corretta.

Alcuni serpenti di cattura potrebbero tuttavia risultare più “schizzinosi”, e richiedere quindi il passaggio a un regime alimentare basato su prede più simili a quelle di cui si nutrirebbero nel proprio habitat naturale. I roditori (ma anche gli altri animali da pasto) sono abbastanza facili da reperire in commercio, sia tramite rivenditori specializzati o negozi di animali, sia sul web.

In linea generale i piccoli roditori (topi e ratti) - vivi o decongelati - rappresentano un alimento facile da reperire e adatto a diverse specie di serpenti, intesi come animali da compagnia. Ci sono, però, dei serpenti che preferiscono altri tipi di prede: è quasi impossibile adattare lo stesso tipo di alimentazione a tutti i serpenti.

Il pasto del serpente dovrebbe essere costituito da una sola preda per volta. Per quanto riguarda le dimensioni della preda devono essere commisurate alla capacità di ingestione del serpente, correlata alle dimensioni della testa e all’apertura delle fauci.

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Se il serpente viene alimentato correttamente non necessita di integratori di vitamine e sali minerali, indispensabili in caso di ipovitaminosi o altre patologie.

Peso e Dimensioni della Preda

Oltre al tipo di preda sarà opportuno valutare con attenzione la grandezza di quest’ultima. Un’ottima abitudine consiste nel pesare le prede somministrate ad ogni pasto, in maniera tale da essere certi di garantire al nostro serpete un’alimentazione adeguata alla sua taglia.

In linea di massima il pasto di un serpente (indipendentemente dall’età e dalle dimensioni) non dovrebbe mai superare il 20% del suo peso corporeo. Per fare un esempio pratico: un boa di 1 Kg potrà essere nutrito con un ratto da 200 g, o eventualmente con due ratti da 100 g ciascuno.

Oltre al peso è utile valutarne accuratamente le misure: lo spessore della preda non dovrebbe essere superiore al diametro del corpo del serpente nel suo punto più largo, e la sua lunghezza non dovrebbe superare il doppio della lunghezza della testa del serpente.

Frequenza dei Pasti

La frequenza dei pasti cambia in base all’età, alla specie di appartenenza e al tipo di preda offerta all’ofide.

Ogni quanto mangia un serpente? La frequenza dei pasti così come la dimensione delle prede varia in base all’età, alla specie e al momento fisiologico del serpente. Ai serpenti neonati si potranno offrire i cosiddetti “pinky” (topini appena nati ancora senza pelo di pochi giorni di vita).

Un giovane serpente in crescita avrà bisogno di non meno di un pinky ogni 2-4 giorni. Un esemplare subadulto potrà essere alimentato con un topo più grande o un piccolo ratto a settimana. Per i serpenti adulti sarà sufficiente un topo o un ratto (a seconda delle dimensioni) ogni 10-20 giorni.

Purtroppo non esiste una regola universale, e ogni serpente andrà gestito in maniera individuale, basandosi sul suo ritmo di crescita e sulla sua velocità di digestione. Più il proprietario sarà attento nell’osservazione di questi fattori più l’animale crescerà forte e in salute. Non è mai consigliabile iperalimentare un rettile per avere un tasso di crescita più rapido; a lungo andare l’animale andrà incontro inevitabilmente a patologie metaboliche e obesità.

Prima della somministrazione di ogni pasto sarà opportuno accertarsi che il serpente abbia già defecato quello precedente, per scongiurare il rischio di pericolose costipazioni.

Di certo, i serpenti sono ben diversi dagli altri pet: non lasceremmo mai un cane o un gatto (ma nemmeno un pappagallo, un ratto, un coniglio…) 15 giorni senza cibo; per i serpenti, invece, restare senza mangiare anche per periodi relativamente lunghi non è affatto strano.

In termini molto generali, si può dire che per un pitone reale la frequenza di alimentazione va da una volta ogni cinque giorni per i serpenti più giovani, i cosiddetti baby, a una volta ogni 15 circa per gli adulti.

Prede Vive, Pre-uccise o Decongelate?

In rete si trovano ancora numerosi video e alcuni articoli che mostrano o parlano dell’alimentazione con prede vive.

Alimentare un serpente in cattività con prede vive è una pratica altamente sconsigliabile per svariati motivi, non per ultimi quelli di natura etica. Oltretutto un serpente nato e cresciuto in cattività potrebbe non avere l’istinto predatorio necessario a uccidere prontamente una preda viva.

In ogni caso anche i serpenti più aggressivi e in salute potrebbero essere feriti con graffi, morsi o beccate, riportando ferite da preda che potrebbero infettarsi facilmente e avere gravi ripercussioni. La somministrazione di prede vive espone inoltre il serpente al rischio di trasmissione di parassitosi e/o malattie infettive.

Sebbene in alcuni rari casi la somministrazione di prede vive si dimostri indispensabile (serpenti di cattura che stentano ad abituarsi alle prede decongelate, animali particolarmente “difficili” ecc.) questa pratica andrebbe sempre evitata fin quando possibile per i motivi sopracitati.

Un’altra modalità di somministrazione delle prede è quella da “pre-uccise”, ovvero uccise subito prima di essere offerte al serpente. Questa strategia ha il vantaggio di conservare perfettamente intatte le proprietà nutrizionali e organolettiche della preda viva senza correre il rischio che il serpente venga ferito da essa; non preserva tuttavia l’animale da eventuali malattie infettive, per cui, a meno che non siate certi dell’assoluta sicurezza microbiologica della preda e dell’affidabilità del fornitore, questo metodo andrebbe comunque evitato.

Se volete nutrire il vostro serpente in modo del tutto sicuro e pratico, il consiglio che sentiamo di darvi è quello di somministrargli prede decongelate. Da una parte per ragioni etiche, nel senso che un topo o un ratto posti nella teca di un pitone possono essere sottoposti a un profondo stress e, a differenza di quanto avviene in natura, non hanno alcuna possibilità di fuga.

Gli animali che vengono venduti nei negozi dovrebbero essere uccisi in modo indolore, di norma con l’anidride carbonica. Dall’altra per ragioni pratiche non di poco conto: il congelamento, per esempio, consente di abbattere i patogeni del roditore che possono infettare il serpente.

Come notava già un articolo del 1953, i serpenti non fanno di norma schizzinosi se, invece di dover uccidere la preda, la trovano servita. Importante però che sia a temperatura corporea. Il serpente percepisce infatti la preda grazie a fossette termosensibili poste sul muso e che, come ha rivelato uno studio del 2010, funzionano grazie a un particolare tipo di canale ionico che agisce come recettore dei raggi infrarossi. Prima di “servire” il ratto o il topo, quindi, questo dev’essere decongelato e in parte scaldato perché il serpente possa “vederlo”.

Integratori: Calcio e Vitamine

Parte essenziale di questa dieta sono il calcio e le vitamine, che svolgono ruoli cruciali nella crescita, nella riproduzione e nel funzionamento generale del corpo del rettile.

Abbiamo già accennato, in un articolo precedente, al fatto che molte delle malattie dei rettili in cattività possono essere ricondotte all’alimentazione. Da una parte possono insorgere problemi legati alla sovra-alimentazione che, unita alla carenza di attività fisica (i serpenti come i pitoni non sono particolarmente attivi, ma un terrario piccolo e povero dal punto di vista ambientale limita ulteriormente i movimenti), può portare all’obesità. Dall’altra, non è infrequente, in particolare nei pitoni, che si manifesti anoressia.

Il fosforo è un elemento che si trova ad alti livelli nelle prede animali e negli insetti. Per metabolizzare correttamente il fosforo dal cibo, un rettile deve avere abbastanza calcio nel suo organismo; il doppio, per essere precisi. Quando non c'è abbastanza calcio affinché il corpo del rettile possa processare correttamente il fosforo, prenderà il calcio dalle ossa.

La maggior parte degli insetti contengono più fosforo che calcio, ed è per questo che si utilizza l'integratore di calcio in polvere. Gli integratori di calcio sono progettati per correggere lo squilibrio naturale tra calcio e fosforo.

Calcio con o senza D3?

Utilizzare un integratore di calcio con D3, anche se sembra una buona soluzione di riserva, in realtà rischia di causare un sovradosaggio, poiché il rettile riceverà D3 da due fonti.

Se non stai usando la lampada UVB, il tuo rettile non sta producendo la propria D3 e ha bisogno di un'integrazione. In questo caso, scegli un integratore di calcio con D3. Tuttavia, è importante notare che i diversi integratori contengono concentrazioni diverse di vitamina D3. Alcuni ne forniscono troppa poca, mentre altri ne forniscono TROPPA. Gli integratori con una concentrazione intorno ai 23.000 UI/kg di vitamina D3 sono i più raccomandati.

Alla luce delle ricerche e delle esperienze acquisite in questi anni, noi di AgriPetGarden abbiamo testato in prima persona tutti i principali integratori di calcio e calcio con D3 presenti sul mercato.

Se lasci una ciotolina di calcio a disposizione del tuo rettile affinché possa leccarlo a piacimento, assicurati che non contenga vitamina D3.

Quando scegli un calcio in polvere, controlla l'etichetta degli ingredienti per la presenza di fosforo. Le polveri di calcio possono derivare da varie fonti, tra cui gesso/calce, argilla ricca di minerali, gusci di ostriche e carbonato di calcio creato in laboratorio. Se sei allergico ai molluschi, evita l'uso di polveri di calcio fatte con gusci di ostriche, poiché ciò potrebbe farti diventare "allergico" al tuo rettile!

I serpenti, a differenza dei rettili vegetariani, ottengono il calcio e la vitamina D di cui hanno bisogno direttamente dall’alimentazione. Forniscono così tutti i nutrienti di cui il serpente ha bisogno, per cui, salvo specifiche condizioni patologiche e in seguito a visita con un veterinario specializzato, non sono di norma necessari integratori.

L'importanza del Terrario

Le strutture che sono utilizzate di norma per l’allevamento indoor dei rettili sono i terrari, le gabbie e i terracquari/acquaterrari (secondo la prevalenza dell’acqua nei confronti dell’area asciutta). Alcune specie particolari necessitano il mantenimento in acquari.

Se il terrario è costruito in casa è essenziale che tutti i materiali utilizzati per la costruzione (vernici, silicone, colle, resine epossidiche, schiume di poliuretano ecc.) siano atossici e che siano lasciati asciugare almeno quattro o cinque giorni prima di immettere l’animale.

Naturalmente la forma del terrario/vivario varierà in funzione della biologia e della posizione ecologica dell’animale, ad esempio sviluppato più in altezza per animali arboricoli, mentre per rettili strettamente terricoli sarà sviluppata maggiormente la superficie inferiore. In ogni caso sarà opportuno che la teca abbia un certo sviluppo verticale per disporre dei rami ed eventualmente un punto caldo in modo da garantire un gradiente termico dall’alto al basso.

Un’adeguata ed efficace circolazione dell’aria è essenziale per evitare pericolosi ristagni d’umidità. Questi possono predisporre a varie patologie. Bisogna poi tenere conto che l’anidride carbonica prodotta dalla respirazione è più pesante dell’aria e tende ad accumularsi sul fondo del terrario.

Il substrato del terrario è il materiale che copre il fondo della teca. Substrati di aspetto più naturale sono corpuscolari (trucioli di legna, corteccia in pezzi, terriccio, ghiaia, ciotoli, sabbia silicea, substrati dedicati per rettili, fibra di noce di cocco,ecc). Tra questi ci sono anche i cosiddetti substrati attivi e bioattivi.

Quando si usano materiali particolati, il pasto dovrebbe essere messo a disposizione su un vassoio o una ciotola. Alcuni substrati a grana fine come i vari tipi di sabbia e ghiaia, possono provocare infezioni e ferite oculari, infiammazioni/infezioni respiratorie, problemi cutanei, costipazioni gastroenteriche etc.

Un substrato naturale ha d’altra parte anche dei notevoli vantaggi, primo aiuta a creare un ambiente il più possibile naturale (vivario “biotopo”) che sicuramente porta un notevole beneficio psicologico a un animale costretto alla cattività.

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