Nutrizione di Soccorso Api: Cosa è e Quando Intervenire

L’ape è un animale selvatico e, idealmente, ogni tipo di alimentazione artificiale andrebbe evitato. Tuttavia, il cambiamento climatico e altri fattori possono rendere necessaria l'alimentazione di soccorso per la sopravvivenza degli alveari.

Quando è Necessaria la Nutrizione di Soccorso?

Ci sono principalmente tre situazioni in cui è necessario intervenire con l'alimentazione di emergenza:

  1. Verso la fine della stagione produttiva, quando gli alveari hanno poche scorte per superare l'inverno.
  2. Durante la stagione produttiva (primavera o estate) a causa di eventi climatici avversi che esauriscono le scorte.
  3. Circa 40 giorni prima della fioritura principale, se si prevede che le fioriture non saranno sufficienti a stimolare la covata.

Errori Comuni nell'Apicoltura

Spesso, la necessità di alimentare le api è il risultato di errori nella gestione dell'apiario, come:

  • Eccessiva industrializzazione dell'azienda apistica.
  • Raccolta eccessiva di miele.
  • Utilizzo di ibridi o sottospecie non autoctone.
  • Collocazione degli apiari in zone di monocoltura.
  • Preparazione di nuclei poco equilibrati.
  • Trattamento tardivo contro la varroa.

Certamente è impossibile essere apicoltore senza fare errori, ma se nella gestione della tua attività ti trovi troppo spesso a dover fare i conti con la nutrizione degli alveari, che diventa generalizzata e frequente, allora, dopo aver alimentato le tue colonie per non farle morire, devi anche interrogarti sui motivi che ti portano a non poter fare a meno della nutrizione. In seguito devi lavorare per cambiare il tuo metodo di allevare le api.

Valutazione delle Scorte e Consumi

Non è possibile stabilire una quantità universale di miele necessaria come scorta invernale, poiché varia in base alla zona climatica e alle condizioni stagionali. Tuttavia, una media di 20 kg di miele in un alveare Dadant da 10 favi può essere sufficiente. È importante considerare che le scorte di miele non sono solo una fonte di sostentamento, ma aiutano anche a mantenere costante la temperatura all'interno dell'alveare.

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In inverno le api consumano pochissimo miele. È tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera che i consumi crescono vertiginosamente, di pari passo con l’aumento del numero di celle di covata allevate dalle colonie. All’interno del nido, poi, l'essere circondati da scorte di miele migliora la coibentazione perché il miele è un cattivo conduttore di calore: una volta scaldata la porzione di favo dove staziona il glomere, il calore non viene disperso se non leggermente, attraverso il favo.

Prima di nutrire gli alveari per integrare le scorte, è estremamente importante visitarli per poter giudicare se questo intervento sia davvero necessario. Eccessive scorte ancora presenti nei favi in questa stagione ritardano infatti la ripresa della famiglia, perché la regina non ha sufficienti cellette a disposizione per deporre le uova.

Una colonia forte consuma più di una colonia debole, ma il consumo non sarà mai proporzionale alla forza. Se lo valutiamo in proporzione alla dimensione, una colonia piccola consumerà di più di una forte: questo perché un glomere piccolo è meno efficiente nel mantenere il calore di uno grande. È poi fondamentale sapere che le colonie difficilmente muoiono di freddo, devono essere davvero molto piccole per non riuscire a scaldare la regina. Possono, invece, facilmente morire di fame seppure contornate da abbondanti scorte. Ciò capita quando le temperature fredde si protraggono per molti giorni. Il glomere di colonie piccole fa fatica a spostarsi tra i favi per raggiungere le scorte che ha magari solo a qualche centimetro di distanza.

Come Nutrire le Api: Candito e Sciroppo

Come regola generale, la migliore nutrizione degli alveari è sempre attraverso la somministrazione di candito. L’unica deroga a questa regola è quando abbiamo necessità di far costruire i favi alla colonia, ad esempio se utilizziamo come tecnica associata di lotta alla Varroa l’asportazione della covata o quando introduciamo un pacco d’api in un’arnia: solo allora utilizziamo dello sciroppo.

Il candito non stimola le api, non stimola neppure le loro malattie e le api lo consumano solo in caso di necessità impellente. Quindi la somministrazione di sciroppo non è una pratica che utilizziamo di frequente.

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Lo zucchero che le api preferiscono e che tutte le ricerche scientifiche tendono a considerare il migliore perché non diminuisce l'aspettativa di vita delle api è il saccarosio, ovvero il semplice zucchero da cucina. Naturalmente il migliore alimento zuccherino in assoluto, dal punto di vista nutrizionale, è il miele ed è così ovvio che non ci sarebbe neppure il bisogno di dirlo; ma restituire alle api il miele può essere un’operazione che riserva delle spiacevoli sorprese. La prima è di tipo sanitario: se il miele è di dubbia provenienza, potrebbe essere veicolo di malattie, quali la peste americana; e a questo puoi ovviare utilizzando sempre il tuo miele. Il secondo rischio è quello di innescare fenomeni di saccheggio.

Preparazione dello Sciroppo

Per velocizzare la sua preparazione ti conviene scaldare l'acqua intorno a 80°C ed in seguito versare lo zucchero, rimestando per una decina di minuti. Mentre per far sì che si mantenga a lungo puoi utilizzare, come conservante e anti fermentativo, il timolo in polvere nella quantità di 1 g che in precedenza avrai solubilizzato in 5 ml alcol; questa quantità è sufficiente per 15 litri di sciroppo. O anche dell’acido formico: 2 ml per ogni litro di sciroppo.

Lo sciroppo, però, deve essere somministrato solo se le api hanno la possibilità di uscire per defecare. Le api trattengono i loro escrementi, quando non possono uscire dall’alveare, in un'apposita ampolla rettale. Lo sciroppo aumenta il loro metabolismo aumentando, quindi, anche gli escrementi. Se non possono uscire per purificarsi, rischiano di ammalarsi di nosemiasi.

Qualità degli Alimenti

Qualsiasi alimento zuccherino tu decida di somministrare alle api, questo deve essere di ottima qualità. Ci sono degli zuccheri quali galattosio, mannosio e lattosio che a certe concentrazioni possono essere tossici. Molto tossici sono anche quegli alimenti troppo ricchi di minerali.

Un altro elemento tossico è il 5-idrossimetilfurfurale (HMF), prodotto di degradazione degli zuccheri, soprattutto il fruttosio. È stato osservato che sciroppo o candito somministrato alle api con dosi alte di HMF influenzano l’aspettativa di vita delle operaie.

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Strumenti per la Somministrazione

Esistono diversi tipi di nutritori per la somministrazione dello sciroppo:

  • Nutritore cilindrico: Veloce da riempire, ma può attirare insetti.
  • Nutritore a depressione: Più facile da pulire, ma più lento da riempire.
  • Nutritore a tasca: Può essere utilizzato come diaframma e permette alle api di ingerire lo sciroppo ad una temperatura più consona.

Stimolazione Primaverile

La nutrizione delle api in primavera è molto diversa da quella invernale. In primavera si effettua prevalentemente una nutrizione detta stimolante, che ha lo scopo di rafforzare le famiglie e favorire l’ovodeposizione per aumentarne la numerosità con l’obiettivo finale di raccogliere più miele. In questo caso a differenza dell’alimentazione invernale, andranno preferiti i classici sciroppi (composti da glucosio, fruttosio e saccarosio) da diluire in acqua.

Di norma una diluizione ottimale prevede un composto finale con il 50% di acqua ed il 50% di sciroppo - tuttavia questo dipende anche molto dal periodo della stagione, dalle condizioni metereologiche e dalla zona climatica in cui si trova il nostro apiario. Di norma una buona pratica è quella di iniziare circa 40 giorni prima del raccolto. Stimolare tramite sciroppo per massimo 15-20 giorni.

Per l’alimentazione delle api, sia tramite candito che tramite sciroppo, viene utilizzato uno strumento chiamato nutritore. Si tratta in parole semplici di un contenitore all’interno del quale viene posizionato il nutrimento scelto. Esistono nutritori di diverse forme e capienze ma in generale essi si dividono in due categorie principali: i nutritori a tasca e i nutritori a coprifavo.

Consigli Utili

  • Valutare attentamente le scorte prima di intervenire con l'alimentazione artificiale.
  • Utilizzare alimenti di alta qualità.
  • Scegliere il metodo di somministrazione più adatto alle proprie esigenze.

Imparare a conoscere i bisogni reali delle nostre api e capire quando necessitano di un’integrazione alimentare artificiale è una delle abilità che ogni apicoltore deve acquisire. Recandoti spesso in apiario acquisirai la giusta dose di sensibilità e sarai sempre più in grado di comprendere di cosa hanno bisogno le tue api.

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