Le api da miele sono impollinatori essenziali, capaci di visitare milioni di fiori al giorno. La loro società perenne permette loro di impollinare anche i fiori invernali, a differenza di altri insetti pronubi. Questa peculiarità è dovuta alla loro capacità di stoccare cibo sufficiente nel nido, un elemento cruciale per la sopravvivenza di una società così numerosa.
Il Miele: Cibo di Scorta delle Api
Il nettare, composto principalmente da acqua e zucchero, può fermentare rapidamente. Per trasformarlo in miele, le api utilizzano enzimi speciali per scindere gli zuccheri e un meccanismo di ventilazione per far evaporare l'acqua.
Questo processo trasforma il nettare in un liquido stabile, il miele, dove nessun microrganismo può sopravvivere grazie all'alta concentrazione di zuccheri. La glucossidasi scinde il glucosio in acido gluconico e acqua ossigenata, acidificando il miele e aumentandone la conservabilità.
Il miele è composto per il 79% da glucidi, circa il 17% da acqua e un 4% di altro, di cui meno dell’1% è formato da proteine. Durante la raccolta del nettare, un'ape visita in media 150 fiori prima di tornare all'alveare. Lo scambio di cibo avviene attraverso la trofallassi, un processo che disidrata il nettare e lo arricchisce di enzimi. Il nettare viene poi depositato nelle cellette del favo.
Il Polline: Essenziale per la Covata
A differenza della trasformazione del nettare, la lavorazione del polline sembra essere meno corale. Le api bottinatrici raccolgono il polline dai fiori vicini, riempiendo i peli del loro corpo. Lo pettinano con le spazzole delle zampe e lo impastano con un po’ di nettare, formando una corbicola che viene portata all'interno dell'alveare.
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Il polline viene scaricato in celle vicino alla covata, poiché è il miglior cibo lipo-proteico per le api. Per conservarlo, le api aggiungono un velo protettivo di miele e ne favoriscono la fermentazione, trasformandolo in "pane delle api" o "bee-bread".
Vitellogenina e Pappa Reale: Riserve Nutrizionali e Allattamento
Le api stoccano il surplus proteico nel loro corpo sotto forma di vitellogenina, una glico-lipo-proteina che funge da riserva e regola i ritmi della colonia. Un altro comportamento interessante è l'allattamento dei piccoli con pappa reale, un liquido biancastro prodotto dalle ghiandole delle api nutrici.
Tutte le larve ricevono pappa reale per i primi due giorni di vita, ma solo la larva della regina continua a essere nutrita esclusivamente con questa sostanza. La pappa reale è fondamentale per la crescita e lo sviluppo della regina, influenzando l'espressione fenotipica grazie all'epigenetica.
Le nutrici attingono alle riserve di vitellogenina per produrre pappa reale, soprattutto all'inizio della stagione. La secrezione di pappa reale è così logorante che riduce l'aspettativa di vita delle api.
Nutrizione Invernale e la Varroa
Le api non vanno in letargo, ma abbassano il loro metabolismo e interrompono la covata. In questo periodo, il consumo di cibo si riduce drasticamente. È importante notare che la varroa si nutre di vitellogenina, quindi i trattamenti contro questo acaro dovrebbero essere fatti entro i primi di agosto.
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Altri Prodotti dell'Alveare: Propoli e Cera
Oltre al miele, polline e pappa reale, le api producono propoli e cera. La propoli è usata per disinfettare il nido e riempire le fessure, mentre la cera serve per costruire i favi.
Nutrizione Artificiale: Quando e Come Intervenire
L'ape è un animale selvatico, e idealmente non dovrebbe essere alimentato artificialmente. Tuttavia, in alcune situazioni, come scorte insufficienti o condizioni climatiche avverse, può essere necessario intervenire. La legge stabilisce che il miele non deve contenere elementi che non derivino direttamente dalla raccolta di nettare o melata.
Esistono diverse tecniche di nutrizione artificiale, tra cui:
- Frequenza di somministrazione: Utilizzo di nutritori a depressione per somministrare piccole dosi giornaliere di sciroppo.
- Quale sciroppo: Utilizzo di sciroppi fatti in casa (saccarosio sciolto in acqua) o prodotti commerciali di qualità, privi di zuccheri complessi.
- Candito: Somministrazione di candito, soprattutto in inverno, per fornire un nutrimento ben digeribile.
È importante valutare attentamente le scorte dell'alveare prima di intervenire con la nutrizione artificiale. Eccessive scorte possono ritardare la ripresa della famiglia in primavera.
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Linee Guida per la Nutrizione Artificiale
Ecco alcune linee guida per la nutrizione artificiale delle api:
- Valutare attentamente le scorte dell'alveare.
- Utilizzare alimenti di alta qualità, privi di sostanze tossiche.
- Somministrare lo sciroppo solo se le api hanno la possibilità di uscire per defecare.
- Preferire il saccarosio come fonte di zucchero.
- Utilizzare nutritori sicuri e facili da riempire.
Ricorda che l'alimentazione non produce effetti positivi se gli alveari non hanno una regina giovane, sono in cattive condizioni sanitarie o soffrono di una qualche carenza.
In conclusione, la nutrizione delle api è un aspetto fondamentale per la salute e la produttività dell'alveare. Conoscere la composizione dei loro alimenti naturali e le tecniche di nutrizione artificiale permette di gestire al meglio l'allevamento e garantire il benessere delle api.
Tabella 1: Valori Nutrizionali Comparati
| Alimento | Glucidi (%) | Acqua (%) | Proteine (%) | Altro (%) |
|---|---|---|---|---|
| Miele | 79 | 17 | <1 | 4 |
| Polline | Variabile | Variabile | Alto | Variabile |
| Pappa Reale | Variabile | Variabile | Alto | Variabile |
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