Michela De Petris: Nutrizionista e Specialista in Scienza dell'Alimentazione

Siamo lieti di presentare la Dottoressa Michela De Petris, medico specializzata in scienza dell’alimentazione. Sul sito della SSVN (Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana) è possibile leggere la sua biografia.

Percorso professionale e riconoscimenti

Sempre gentile e sorridente: è così che gli affezionati pazienti di Michela De Petris descrivono la loro dietista preferita. Michela, nata a Milano, si è laureata con lode in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Milano all'inizio del ventunesimo secolo. Si è poi specializzata in Scienza dell’Alimentazione nel 2004, sempre con massimo dei voti e lode.

E' diventata famosa un anno fa, quando ha partecipato alla trasmissione “Le Iene” dove ha parlato del rapporto tra alimentazione a base vegetale e regressione delle malattie tumorali.

L'alimentazione come terapia: l'esperienza della Dottoressa De Petris

Dottoressa Depetris, il suo intervento alla tavola rotonda porterà esempi di miglioramenti fisici grazie all'apporto di una corretta alimentazione. Oramai tutta la comunità scientifica è a favore dell'alimentazione come terapia, quali patologie sono, secondo la sua esperienza, maggiormente ricettive rispetto alla scelta di una dieta verde nella cura? Di esempi ce ne sono un sacco, giustamente per la prevenzione e la cura di numerose patologie, quelle maggiormente ricettive sono quelle cronico-degenerative e quindi: sovrappeso, obesità, diabete, ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, trigliceridi alti, gotta, osteoporosi.

La corretta alimentazione non solo previene ma è anche curativa... Certamente. Curare che non vuol dire sempre guarirle, ma vuol dire contenerle, stabilizzarle, migliorare la sintomatologia, aumentare i periodi di benessere, ridurre le recrudescenze; per cui si può fare davvero molto. E addirittura, sempre in letteratura, c'è scritto che “ se migliorare l'alimentazione aiuta ad ottimizzare la prognosi delle malattie, perseverare con abitudine alimentari scorrette non fa altro che peggiorare lo stato di salute della persona, le morbilità e anche eventualmente un esito negativo”. Per cui in ogni momento vale sempre la pena migliorare le proprie abitudini alimentari, spostandole il più possibile sulla scelta di cibi di origine vegetale.

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Consigli sull'alimentazione vegetale e vegana

Una mamma utente chiede quali consigli puoi indicare per uno svezzamento su base vegetale. Innanzi tutto, faccio i complimenti alla mamma, è la scelta migliore che possa fare per i propri figli. Vuol dire regalare salute con ulteriori evidenze una volta che diventerà adulto.

Per definizione lo svezzamento fisiologico è quello senza ingredienti di origine animale. Fino a 12 mesi non dovrebbero toccare cibi di origine animale (ndr a parte il latte materno). Servono naturalmente delle accortezze e delle modalità ben precise da ottemperare. Per questo non si può improvvisare, bisogna farsi seguire da uno specialista che monitori passo passo la crescita del bimbo o bimba e soprattutto sia competente in materia.

Dei consigli base molto importanti sono: posticipare l’introduzione del glutine dopo i 12 mesi, ridurre l’apporto di fibre (cereali, legumi) fino a circa 18 mesi, perché il sistema digerente del bimbo o bimba non è fatto per digerire e tollerare le fibre, visto che, ad esempio, nel latte materno di fibre non ce ne sono. In seguito introdurre i cereali integrali, ma devono essere passati, lo stesso vale per i legumi.

Bisogna stare attenti alle vitamine B12, C, D, all’apporto di zinco, iodio, agli acidi grassi omega 3 e al ferro. A proposito di Vitamina B12, in molti si chiedono come va integrata e se è realmente necessario farlo con cicli continui. A partire dai 14 anni di vita circa, consiglio di fare gli esami del sangue indipendentemente dal tipo di alimentazione. Qualora ci sia una carenza di vitamina B12 o vitamina D bisogna assumere un integratore. Diversamente, e nel caso in cui la dieta scelta è a base vegetale, diventa inutile aspettare che i valori si abbassino.

Invece, per quanto riguarda giovani fino ai 14 anni, normalmente non si fanno esami del sangue, a meno che ci siano esigenze particolari. In definitiva se non ci sono carenze particolari, se l’alimentazione è equilibrata, bilanciata e vegana, gli unici integratori da prendere sono la vitamina B12 e gli acidi grassi omega 3 (soprattutto consigliati per i più piccoli).

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Le indicazioni della società scientifica di nutrizione vegetariana dicono che in gravidanza, allattamento, e nei bimbi fino ai 3 anni di vita, in qualunque caso, a prescindere dall’alimentazione, gli omega 3 vanno presi attraverso un integratore poiché sono fondamentali per andare a costruire bene il sistema nervoso centrale, e periferico, la retina ed inoltre sono degli antinfiammatori e antitumorali.

Dolci e dieta vegetale: un connubio possibile?

Chi sceglie una dieta vegetale per salute, deve necessariamente rinunciare a tutti i dolci? Assolutamente no. Si possono mangiare dolci, torte, biscotti, cheesecake, muffin, gelati … tutti vegani, addirittura senza glutine, crudisti, senza zucchero.

Inoltre, se si tratta di un prodotto da forno, bisogna utilizzare delle farine integrali e non raffinate. Se si tratta dei dolci raw (crudisti) non bisogna utilizzare burro di cocco o olio di cocco. Se si tratta di gelati devono essere fatti senza zucchero. A tale proposito ho un gruppo di amici che mi hanno rinominata “Dottoressa Tortariana” proprio per la mia propensione ai dolci. Infatti, ogni giorno ho il mio dolcetto sano che mi aspetta.

Si trovano soprattutto negli oli tropicali, come quello di palma e di cocco. Questi oli sono molto ricchi di grassi saturi, proprio per questo motivo a temperatura ambiente tendenzialmente restano più solidi di altri oli vegetali. Un consumo di grassi saturi prolungato e copioso può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, ma anche di tumori. Bisogna fare attenzione a ciò che si mangia, soprattutto per i prodotti di tipo industriale, poiché per dare consistenza, struttura e stabilità ai cibi confezionati, spesso se ne usa in quantità. Consiglio di usare maggiormente frutta secca, semi oleaginosi, e oli (non tropicali).

Dieta vegana: cosa significa realmente?

Dieta vegana non vuol dire mangiare solo frutta e verdura. Vuole chiarire questo concetto ai lettori che ancora non si sono avvicinati a questo regime alimentare? Dieta vegana non vuol dire frutta e verdura e basta, ma vuol dire tantissimi tipi diversi di cereali, di legumi, di secondi vegetali alternativi, dal tofu, al tempeh al seitan, all'hummus di ceci, ai felafel, che sono le crocchette di fave o di ceci. Vuol dire l'utilizzo della frutta secca, dei semi oleoginosi, delle alghe.. per cui veramente passare ad un'alimentazione a base vegetale si apre tutto un mondo.

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Di solito gli onnivori non si discostano molto dalla pasta asciutta, dal riso in bianco, dal formaggio o dall'affettato. Invece per un vegetariano, ma ancor più per un vegano vuol dire addentrarsi nel mondo della quinoa, dell'amaranto, del grano saraceno, del tempeh, dell'hemp-fu che è il tofu di canapa.. di alternative ce ne sono davvero tantissime, la cosa bella è sperimentarle, sia come gusto sia anche per la sensazione di benessere che viene data all'organismo; perché non c'è come eliminare i cibi che intossicano l'organismo fisicamente e anche mentalmente,anche psicologicamente, per sentirsi decisamente molto meglio.

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