Il Ruolo del Nutrizionista nel Percorso Oncologico: Alimentazione e Prevenzione

È noto a tutti gli esperti del settore che la causa dei tumori è multifattoriale, ovvero i tumori non derivano da una causa sola, ma l’insorgenza delle neoplasie è legata a diversi fattori tra i quali la costituzione genetica dell’individuo (fino al 10% delle neoplasie ha una componente genetica-ereditaria), i fattori dietetici (quantità, ma soprattutto qualità e densità calorica degli alimenti introdotti), abitudini di vita (soprattutto il vizio di bere e di fumare, la limitata attività fisica), la composizione corporea (l’obesità nonché l’adiposità viscerale sono importanti fattori di rischio per diverse malattie tumorali), l’ambiente (conosciamo il peso dell’inquinamento, dei tossici industriali ecc.

Tutte queste affermazioni non sono gratuite, ma derivano da rilievi epidemiologici studiati su numeri elevati di individui che mettono in evidenza come particolari abitudini o circostanze siano associate a una maggiore incidenza di neoplasie nelle popolazioni esposte (ovviamente con riferimenti specifici a particolari tipi di cancro), e questi dati si traducono in probabilità (minore o maggiore a seconda dei fattori) di ammalare di neoplasia. Per esempio, per l’alimentazione è riconosciuta una certa influenza sui tumori dell’intestino, dello stomaco, e della prostata, per il fumo sui tumori del polmone (ma anche su numerose altre neoplasie), per l’eccesso di peso corporeo sui tumori della mammella, della sfera genitale e del pancreas.

Un altro aspetto da sottolineare è che l’effetto nocivo dei numerosi fattori favorenti è legato alla quantità di agente (sia esso cibo, sostanza, vizio o scorretto comportamento degli individui). Queste ricerche hanno prodotto numerosi dati che, obiettivamente, sono spesso difficili da leggere e interpretare con significatività statistica, essendo i dati molto eterogenei, che mettono insieme popolazioni diverse, in Regioni diverse, con etnie diverse e modi di vivere spesso non riducibili a un denominatore comune.

Per riferirci al consumo delle carni, per esempio, bisogna tener conto che negli USA e in Australia il consumo pro-capite di carne è superiore a 120 Kg all’anno, mentre in Italia non raggiunge gli 80 Kg pro capite. Anche il problema della qualità e della preparazione della carne non va trascurato, per cui è ragionevole operare un distinguo nell’interpretare i dati.

In generale è bene comunque ricordare che chi segue diete ricche di proteine animali, soprattutto carni rosse e lavorate, hanno un maggior rischio di sviluppare patologie come diabete, infarto e problemi cardiovascolari, obesità e cancro. I cibi di origine animale però contengono, oltre alle proteine, anche molte altre sostanze tra cui i grassi saturi che in dosi eccessive possono portare ad un aumento dei livelli di colesterolo e nel tempo ad in infiammazione del tratto intestinale, aumentando il rischio di sviluppare certe patologie in particolare il cancro del colon-retto. L’aumento dei rischi è direttamente proporzionale alla quantità e frequenza dei consumi. Gli esperti ritengono che un consumo modesto sia accettabile.

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Diversi studi indicano però che il gruppo eme stimola, a livello dell’intestino, la produzione di alcune sostanze cancerogene e induce infiammazione delle pareti intestinali. Un’infiammazione prolungata nel tempo dovuta a massiccia ingestione di carne rossa aumenta le probabilità di sviluppare tumori al colon-retto, che nei Paesi industrializzati, dove il consumo di carni rosse è molto diffuso, è il terzo tumore più frequente e la terza causa di morte per malattie oncologiche.

Va diffondendosi la scelta di molti che preferiscono non ricorrere a cibi animali, o di eliminare alcuni i cibi di particolari fonti animali, virando decisamente verso una dieta di tipo vegetariana. Questo fa parte di scelte personali basate su alcune convinzioni e supportata da documenti in materia, scelte che non possono essere certo condannate, a condizione che chi decide di metterla in pratica si accerti che il tipo di dieta seguita contenga tutti i principi nutritivi e le sostanze di cui l’organismo ha bisogno.

Tuttavia è sbagliato farne un problema di “bandiere” o di “fazioni contrapposte”; ciascuno deve essere libero di operare le sue scelte nel rispetto degli altri. In questo contesto, l'alimentazione è un aspetto fondamentale della prevenzione primaria del cancro. La ricerca scientifica si è impegnata molto in questo settore, tanto che arrivano importanti conferme sul fatto che alcuni fattori quali consumo di alcolici, obesità e fumo di sigaretta, sono associati a un rischio aumentato di sviluppare cancro al seno.

Alimenti Protettivi e Dieta Mediterranea

Gli alimenti universalmente riconosciuti come protettivi contro il cancro si trovano nella nostra dieta mediterranea. Alcuni alimenti però, sono particolarmente importanti per la prevenzione del tumore al seno, come ad esempio, tutti i prodotti vegetali che contengono naturalmente ormoni di origine vegetale chiamati fitoestrogeni. Si tratta di sostanze presenti in alcuni tipi di verdure, in grado di mimare, cioè hanno una struttura chimica e un’azione simile agli ormoni femminili. I cibi più ricchi di fitoestrogeni sono la soia e i suoi derivati (latte di soia, tofu, tempeh), tutti i legumi, le fragole, i mirtilli, i lamponi e le pesche.

Particolarmente ricca di lignani (un gruppo di fitoestrogeni) è la crusca di frumento che ne è una fonte concentrata. Tutte le verdure contengono fitoestrogeni, ma le crucifere (cavolo rosso, bianco e nero, le cime di rapa, il broccolo romano o quello verde, e i cavolini di Bruxelles) da tempo note per le proprietà anticancro, contengono anche una molecola chiamata indolo-3-carbinolo (I3C) che, come ha dimostrato una recente ricerca, sarebbe in grado di riattivare un gene che contrasta la crescita del tumore.

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La preparazione di piatti unici a base di cereali, come ad esempio la poké, è spesso la soluzione più veloce per una pausa pranzo o una cena leggera e gustosa. I legumi possono essere mangiati anche in altre forme, come ad esempio, polpette o hamburger fatti in casa a base di legumi e verdure (per esempio hamburger di soia e cavoli o cavolfiore oppure hamburger di ceci e broccoli), mentre il tofu o il tempeh possono essere aggiunti all’impasto delle polpette, ad esempio nelle polpette di tofu e spinaci.

Una conclusione molto importante emersa nel convegno di Bergamo Scienza è che l’introito calorico va limitato al reale fabbisogno energetico di ciascun individuo (dieta personalizzata), suddividendolo in dovute proporzioni tra carboidrati, proteine e grassi, e sempre attraverso il cibo a garantire all’organismo tutti quei principi nutritivi non calorici ma fondamentali per il suo buon funzionamento come l’acqua, le vitamine e i sali minerali. Alcuni alimenti, in particolare molte verdure, contengono composti anti-ossidanti e di altro tipo che sembrano garantire protezione contro la trasformazione cancerosa (licopene, glucosinolati, sulforafano, antocianine, polifenoli, catechine, terpeni).

Si è alla fine puntualizzato che la dieta mediterranea, alla fine è alla base dell’alimentazione degli italiani, ed è una dieta non lontana dai requisiti di una corretta educazione alimentare. Questa osservazione è confortata dai dati della sopravvivenza che nel nostro Paese è la più alta in Europa: 84,6 anni in media per le donne e 79,4 anni per gli uomini.

Il Nutrizionista Oncologico: Un Supporto Fondamentale

Il Servizio di Dietetica è parte integrante di Humanitas Cancer Center, con l’obiettivo di garantire un intervento adeguato dal punto di vista dietetico-nutrizionale ad ogni paziente con neoplasia. Una percentuale importante di persone con una diagnosi di tumore (soprattuto del tratto gastrointestinale e testa collo) va incontro a una malnutrizione per difetto. IN questi casi infatti, l’intervento chirurgico, insieme alle difficoltà ad alimentarsi e alle alterazioni metaboliche causate dal tumore stesso, possono portare alla perdita di peso corporeo e di massa muscolare.

La figura del nutrizionista oncologico è cruciale per sostenere dignitosamente le terapie invasive. Nel malato oncologico, la ridotta alimentazione, insieme alle alterazioni metaboliche che il tumore provoca nell’organismo, è responsabile della malnutrizione per difetto caratterizzata dalla perdita di peso e di massa muscolare. Si tratta a tutti gli effetti di una “malattia nella malattia” in quanto è una condizione di riduzione delle riserve energetiche, proteiche e di altri nutrienti dell’organismo, spesso non prontamente riconosciuta.

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Il servizio viene garantito quotidianamente ed erogato da un team multiprofessionale composto dalla Dietista Clinica, la Dott.ssa Manuela Pastore e dal Nutrizionista, Dott. Il nutrizionista oncologico è la figura specializzata in nutrizione con esperienza maturata, appunto, in ambito oncologico. I percorsi formativi in Italia prevedono iter diversi per i professionisti che lavorano nell’ambito della nutrizione.

Una volta definita la terapia nutrizionale per il paziente, viene attivata la nutrizione artificiale domiciliare, richiesta la preparazione delle sacche di nutrizione e dispositivi necessari (pompa nutrizionale, deflussori, cateteri). Responsabile Dott.

«Infatti, per ottenere la massima efficacia da qualunque trattamento antitumorale, è necessario evitare il peggioramento dello stato nutrizionale del paziente oncologico. Un’alimentazione soddisfacente e un supporto nutrizionale adeguato evitano la perdita di peso e la perdita di massa muscolare, condizioni che si associano ad un peggioramento della malattia, della qualità di vita e spesso non consentono di portare a termine le cure in modo efficace. L’alimentazione deve, per quanto possibile, soddisfare i fabbisogni calorici e proteici e deve essere compatibile con gli effetti collaterali delle terapie oncologiche.

«Per esempio, in alcuni casi potrebbe essere utile frazionare i pasti, mangiando piccole porzioni di cibo più spesso nel corso della giornata. In situazioni che lo richiedano è invece consigliabile cambiare modalità di preparazione dei cibi, utilizzando cotture che facilitino la digestione oppure che stimolino l’appetito, o ancora che modifichino la consistenza del cibo per facilitare la masticazione e la deglutizione.

«È importante non demonizzare a priori nessuna fra le categorie alimentari, seguire una dieta equilibrata ed evitare mode e stili dietetici non supportati da evidenze scientifiche. Occorre inoltre fare molta attenzione a tutti i prodotti non farmacologici che si assumono, come integratori o prodotti erboristici, che spesso non vengono considerati durante l’anamnesi, mentre è importante comunicare ai medici oncologi se si assumono perché possono interagire con i farmaci chemioterapici, come nel caso di pompelmo, ginseng, aloe, echinacea, iperico (ma ce ne sono molti altri!).

Da anni le società scientifiche nazionali e internazionali raccomandano di seguire alcune linee guida per una sana alimentazione che protegga la nostra salute dalle malattie più diffuse. Mangiare alimenti ricchi di fibre, ridurre l’apporto dei grassi e il consumo di alcolici, mantenere un peso corporeo ragionevole, se non ideale, praticando attività sportiva. Queste sono alcune regole d’oro che possono aiutare a prevenire anche alcune tipologie di cancro.

Ma qual è l’alimentazione adeguata per il paziente oncologico? In molti casi l’alterazione del metabolismo causata dalla malattia e gli effetti collaterali dei trattamenti di chemioterapia e radioterapia (nausea, stomatite, alterazione del gusto e dell’olfatto…) non favoriscono una corretta assunzione di cibo. Questo squilibrio non solo può causare un progressivo dimagrimento ma può anche ridurre l’efficacia delle terapie, aumentando il rischio di complicanze infettive a causa della diminuzione delle difese immunitarie.

Il documento è stato sottoscritto nel 2017 dall’Associazione italiana di oncologia medica, dalla Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia e dalla Società italiana di nutrizione artificiale e metabolismo. con l’obiettivo di definire lo screening nutrizionale, compito del nutrizionista onocologico.

Come già anticipato la definizione di un piano alimentare per chi è in terapia oncologica va fatta ad hoc sul paziente con l’obiettivo di contrastare quelli che in gergo medico vengono definiti i nutrition impact sintoms, ovvero: nausea, vomito, diarrea, disgeusia, disfagia eccetera.

Visita Nutrizionistica: Anamnesi e Valutazione

La visita nutrizionistica prevede diverse fasi:

  • Anamnesi generale fisiologica e patologica: lo specialista raccoglie informazioni dettagliate sulla storia clinica del paziente, includendo familiarità, patologie pregresse e/o presenti, e valuta gli esami ematochimici. Questo passaggio è fondamentale per individuare eventuali condizioni mediche che possono influenzare il piano alimentare.
  • Storia ponderale: viene esaminata l’evoluzione del peso corporeo negli anni, tenendo conto delle diete precedenti e dell’eventuale ricorso a farmaci e/o ricoveri specifici per disturbi alimentari. Questa fase aiuta a comprendere meglio le sfide e i successi passati del paziente in termini di gestione del peso.
  • Rilevazione dati antropometrici: misurazione precisa del peso corporeo, altezza e circonferenze. Questi dati forniscono una base oggettiva per monitorare i progressi e adattare il piano alimentare.
  • Bioimpedenziometria: un esame non invasivo che valuta la composizione corporea e il metabolismo basale. Rileva dati su idratazione, stato nutrizionale, massa magra e grassa e metabolismo basale, fornendo una visione dettagliata della salute corporea complessiva.
  • Anamnesi alimentare: analisi approfondita delle abitudini alimentari del paziente, includendo i cibi consumati abitualmente, la quantità e la frequenza di consumo.

Il primo controllo viene programmato a 4 settimane dal primo incontro per valutare i progressi e apportare delle eventuali modifiche.

Centri di Nutrizione Oncologica in Italia

Di seguito è riportato un elenco di centri specializzati in nutrizione oncologica in diverse regioni d'Italia:

  • PIEMONTE:
    • ALBA CN SAN LAZZARO Dott.
    • ALESSANDRIA Ospedale S.Antonio Dott.
    • ALESSANDRIA Ospedale S.Ant.e Margh.
    • BIELLA Ospedale Infermi Dott.
    • CANDIOLO TO IRCCS Dott.
    • NOVARA H.Maggiore Dott.
    • TORINO OspedaleS. Croce Dott.
    • TORINO Ospedale Molinette Dott.
    • TORINO Ospedale S.Giovanni Bosco Dott.
    • VERBANO-CUSIO-OSSOLA Ospedale S.Biagio Dott.
    • VERBANO-CUSIO-OSSOLA Ospedale Castelli Dott.
    • ASTI Ospedale Civile Massaia Dott.ssa Bianchi
  • LOMBARDIA:
    • BERGAMO Papa Giovanni Dott.
    • BRESCIA Spedali civili Dott. Andreoli
    • COMO Ospedale “Sant’Anna” (San Fermo Della Battaglia) Dott.
    • COMO Ospedale “Valduce” (Como) Dott.ssa Anna Toldi
    • LECCO Ospedale “A.
    • MILANO Ospedale Niguarda Dott.
    • MILANO Ospedale Sacco Dott.
    • PAVIA Policlinico San Matteo Dott.
    • PAVIA Asp. Santa Margherita Prof.
  • VENETO:
    • PADOVA Policlinico Universitario Prof. Spinella
    • ROVIGO Ospedale S.M.Della Misericordia Dott.ssa Barbara Cavallaro
    • VICENZA Ospedale San Bortolo Dott.ssa Gessica Schiavo
    • VERONA Ospedale Negrar Dott. Anselmi
    • VERONA Ospedale Legnago Dott. Turcato
    • VERONA Ospedale Pederzoli Dott. Pasqualoni
    • VERONA Ospedale Btrento Dott.Tondullo
    • VERONA Ospedale Btrento Dott. Zamboni
    • VERONA Ospedale B.Roma Dott. Bonaiuto
    • TREVISO Ospedale Ca’ Foncello (Ass 2 Marca) Dott.
  • TOSCANA:
    • AR, SI,GR USL Sud Est Dott. Ceccherini Emanuele
    • FIRENZE USL Centro Dott.
    • FIRENZE AOU Careggi Dott.
    • LUCCA Ambulatorio Nutrizione Cittadella della salute Campo di Marte Dott.
    • PISA-PONTEDERA Ospedale felice Lotti Dott.
    • PRATO Ambulatorio Nutrizione Ospedale Vecchio di Prato Dott. Paolo Andrea Biagioni
  • MARCHE:
    • Torrette Dott.
    • ANCONA I.N.R.C.A. Dott.
    • Fabriano Dott.
    • ASCOLI PICENO Madonna del Soccorso Dott.
    • MACERATA Generale Provinciale Dott.
    • PESARO-URBINO Santa Croce Dott. Augusto Sanchioni
  • ABRUZZO:
    • CHIETI ASL 2 - Lanciano Dott. Pierpaolo Carinci
  • MOLISE:
    • CAMPOBASSO Ospedale Cardarelli - ASREM Molise Dott. Pasquale Di Biase
  • PUGLIA:
    • BARI Policlinico Dott.
    • BAT Ospedale Dimiccioli Barletta Dott.
    • BRINDISI Ospedale Perrino Dott.
    • FOGGIA ASL Dott.
    • FOGGIA Ospedale S.
    • LECCE ASL/FAZZI Dott.
    • TARANTO Ospedale Annunziata Dott.
  • SICILIA:
    • CATANIA Presidio Ospedaliero Rodolico Dott.
    • CATANIA Ospedale Vittorio Emanuele Dott.
    • CATANIA Ospedale Cannizzaro Dott.
    • RAGUSA Presidio Ospedaliero Modica Dott.
  • SARDEGNA:
    • OLBIA Ospedale Civile vecchio Dott. Ilario Carta
  • LAZIO:
    • FROSINONE Distretto Territoriale Dott.
    • LATINA Santa Maria Goretti Prof.
    • RIETI San Camillo de Lellis Dott.
    • ROMA A.O. Pol. Umberto I Roma Prof.
    • ROMA A.O. Pol. Umberto I Prof. Gianfranco Cappello
    • ROMA A.O. Pol. Gemelli Prof.
    • ASL RM 2 Dott.
    • ROMA ASL RM 3 Dott.
    • ROMA A.O.
    • ROMA A.O. San Giovanni Addolorata Dott.
    • VITERBO Belcolle Dott. Aristide Pellegrini
  • LIGURIA:
    • GENOVA Villa Scassi (ASL 3) Dott.
    • GENOVA Ospedale San Martino Dott.
    • GENOVA Ospedale Civile Sestri Levante (ASL 4) Dott.
    • SAVONA S Paolo (ASL 2) Dott.ssa Monica Pivari
  • CAMPANIA:
    • NAPOLI ASL NA1 Dott. Antonio Maddalena
    • NAPOLI ASL NA2 Dott.
    • NAPOLI ASL NA3 Dott.
    • NAPOLI A.O.COLLI Dott.
    • NAPOLI Ospedale Federico II Dott.
    • CASERTA ASL CE Dott.
    • BENEVENTO ASL BN Dott.
    • AVELLINO ASL AV Dott.
    • AVELLINO Ospedale Moscati Dott.
  • FRIULI-VENEZIA GIULIA:
    • UDINE Ospedale S. Maria Misericordia (Azienda Sanitaria Friuli Centrale) Dott.
    • PORDENONE Ospedale s.
    • PORDENONE I.R.C.S.S. Cro di Aviano Dott. Carlos Bertuzzi
  • BASILICATA:
    • POTENZA ASL Dott.
    • MATERA Osp. Madonna delle grazie Dott.ssa Carmela Bagnato
  • CALABRIA:
    • COSENZA Ospedale Annunziata Dott.
    • CATANZARO Ospedale Germaneto Dott.ssa Tiziana Montalcini
  • VALLE D'AOSTA:
    • AOSTA Ospedale Parini-Aosta Dott. Ciccarelli
  • Altre Regioni:
    • Al momento non ci risultano iniziative in questa regione ma saremmo felici di ricevere delle segnalazioni

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