Nutrizionista Specializzato in Tiroidite di Hashimoto

La tiroide è una ghiandola endocrina a forma di farfalla che si trova alla base del collo. Secerne ormoni che coinvolgono quasi tutti gli organi, compresi il cuore e i polmoni, lo scheletro, il sistema digestivo e nervoso centrale.

La tiroidite di Hashimoto è una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario attacca la tiroide, causando una riduzione della produzione di ormoni tiroidei.

Come detto in precedenza, non vi sono chiari sintomi legati alla tiroidite di Hashimoto. Tuttavia, in alcune persone affette da tiroidite di Hashimoto potrebbe manifestarsi l’ingrossamento della tiroide, ovvero il “gozzo”, un rigonfiamento, nella parte anteriore del collo. Questo rigonfiamento raramente provoca dolore, sebbene possa essere sensibile al tatto.

Se non trattata, la tiroidite di Hashimoto può causare complicazioni, alcune delle quali possono essere gravi.

Il Ruolo dell'Alimentazione nella Tiroidite di Hashimoto

La tiroide è coinvolta in numerosi processi fisiologici e nel metabolismo, cioè nella trasformazione del cibo che mangiamo in energie. Per questo motivo per funzionare bene, è fondamentale seguire un’alimentazione adeguata.

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Infatti, alcuni cibi favoriscono la ripresa della normale funzionalità tiroidea, sia nel caso in cui abbia subito un rallentamento sia nel caso in cui sia eccessivamente attiva.

Uno dei principali nutrienti di cui la tiroide ha bisogno per funzionare correttamente è lo iodio. È importante assicurarsi di consumare abbastanza iodio e selenio, evitare gli alimenti che possono interferire con la funzione tiroidea e includere alimenti ricchi di antiossidanti nella dieta per la tiroidite di Hashimoto.

Alimenti Consigliati e da Evitare

Sicuramente, una delle prime indicazioni alimentari in caso di ipotiroidismo è di cominciare ad introdurre alimenti che maggiormente contengono iodio; mentre nel caso di ipertiroidismo è importante moderarne il consumo.

Lo iodio, infatti, ha un ruolo fondamentale nel funzionamento della tiroide in quanto è un minerale essenziale per la produzione degli ormoni tiroidei in ogni fase della vita dell’individuo. La carenza di iodio è un fattore noto che causa il gozzo della tiroide.

  • Per prevenire la carenza di iodio responsabile del rallentamento della tiroide è consigliato consumare sale iodato.
  • Per ridurre il consumo di iodio nei soggetti affetti da ipertiroidismo occorre utilizzare il sale non marino o senza iodio come quello dell’Himalaya e occorre moderare il consumo di: cavolfiori, rape, soia in quanto potrebbero interferire con il funzionamento della tiroide e modificare l’effetto della terapia farmacologica se assunti frequentemente e/o in alta dose.

Nei soggetti affetti da ipotiroidismo, invece, è raccomandabile introdurre alimenti che maggiormente contengono iodio. Quindi introduci nella tua alimentazione il pesce azzurro, come sgombro, baccalà, merluzzo, sardine e non dimenticare anche le uova. Mirtilli rossi e frutta secca sono ricchi di iodio e possono essere consumati con regolarità anche se bisogna sempre stare attenti a non esagerare.

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In genere, nei soggetti affetti da patologie alla tiroide è consigliabile seguire un’alimentazione antinfiammatoria, con il giusto apporto di vitamine e sali minerali utili alla salute ed evitare alimenti che, combinati ad altri fattori, possano scatenare l’infiammazione dannosa per la tiroide.

Evita cibi particolarmente ricchi di grassi idrogenati e cibi ultra-processati e industriali, limitando il consumo di zuccheri in quanto questi hanno un effetto pro-infiammatorio. Presta particolare attenzione all’integrazione in quanto sono fondamentali anche nutrienti come la vitamina D, antiossidanti, magnesio e zinco che permettono di ridurre l’infiammazione della tiroide.

Quindi, introduci nella tua alimentazione frutta, verdura e grassi buoni come frutta secca, olio extravergine di oliva, noto per i suoi benefici per la salute correlati alla riduzione del rischio di cancro, malattie coronariche, ipertensione e malattie neurodegenerative e pesce azzurro. Quest’ultimo come abbiamo detto prima, è ricco anche di iodio che, nei soggetti affetti da ipotiroidismo, è necessario integrare correttamente.

Ferro, acido folico e vitamina B12, poi, sono particolarmente indicati nel caso in cui tu sia affetto da tiroide di Hashimoto a causa della frequente anemia e malattie cardiovascolari riscontrata in questi soggetti. Ma in generale, sono nutrienti fondamentali in ogni soggetto in quanto il ferro e l’acido folico favoriscono la replicazione cellulare, in particolare dei globuli rossi; mentre la vitamina B12 contribuisce alla riduzione della stanchezza e dall’affaticamento - tipici sintomi di soggetti affetti da ipotiroidismo- nonchè alla normale formazione dei globuli rossi.

Zinco, selenio e magnesio sono micronutrienti fondamentali accanto allo iodio per i soggetti affetti da disturbi alla tiroide. In particolare, il selenio potrebbe essere utile per prevenire delle disfunzioni tiroidee.

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L'Importanza di un Approccio Personalizzato

Per questo motivo, nei casi di disturbi alla tiroide, è consigliabile seguire un piano alimentazione personalizzato in cui tutti gli alimenti virtuosi e quelli da evitare siano calibrati in modo da garantirti il giusto apparto giornaliero e ti permettano di sentirti in salute.

La dieta che può far bene a chi soffre di ipotiroidismo autoimmune è senza dubbio articolata e complessa e va calibrata sul paziente in chiave quasi “sartoriale”. E’ normocalorica e normoproteica. Le diete ipocaloriche, come lo sono quelle classiche per dimagrire, rischiano di rallentare la funzionalità tiroidea, soprattutto se drastiche e protratte nel tempo.

Anche la sovralimentazione e l’obesità, tuttavia, possono indurre un calo di ormoni tiroidei.

Con stretta attinenza al punto precedente, è pensata per contrastare la disbiosi intestinale e migliorare la salute del microbiota, dal momento che l’equilibrio del nostro popolamento batterico simbiotico influisce anche sullo stato infiammatorio e sulla risposta immune.

Gli studi clinici e osservazionali su tiroidite di Hashimoto e alimentazione evidenziano la possibilità di ulteriori carenze nutrizionali implicate nella malattia, tra cui i deficit di iodio, potassio, rame, magnesio, zinco, ferro, vitamine A, C e del gruppo B. Segnalano inoltre l’importanza dell’adeguato livello di assunzione di proteine, fibre alimentari e acidi grassi insaturi, in particolare della serie omega 3.

Ulteriori Consigli per il Benessere della Tiroide

Sicuramente introdurre attività fisica personalizzata in base alla tua particolare condizione sarà di giovamento per la tua tiroide e ti aiuterà a mantenerti in forma e in salute. Così come ridurre il consumo di alcol e sigarette è una corretta abitudine di vita da introdurre in quanto, ad esempio, è noto in letteratura che il consumo di sigarette ha un effetto negativo sulle complicazioni oculari dell’ipertiroidismo autoimmune o malattia di Graves- Basedow.

Come vedi, imparare a mangiare correttamente nei casi di disfunzioni alla tiroide è davvero una strategia terapeutica imprescindibile non solo per gestire correttamente la tua patologia tiroidea ma anche per prevenire alterazioni tiroidee nel tempo.

La Levotiroxina

La Levotiroxina è un ormone sintetico che sostituisce l’ormone tiroideo mancante tiroxina (T4). Questo farmaco non presenta effetti collaterali. Solitamente chi assume questo farmaco lo dovrà fare per tutta la vita, in quanto l’uso regolare di Levotiroxina può riportare i livelli di ormone tiroideo alla normalità. Tuttavia, è bene effettuare regolari test in grado di monitorare i livelli ormonali.

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