Pelle Vegana dal Vino: Cos'è e Come Rivoluziona la Moda Sostenibile

Oggi le cose stanno notevolmente cambiando nel mondo della moda e dei materiali. Senza dubbio, avrai nel tuo guardaroba giacche, borse, cinture ed altri accessori di ecopelle, o pelle ecologica, o ecocuoio. Spesso è facile confondersi, ma in realtà con questi termini indichiamo materiali sostanzialmente diversi. I dibattiti aperti sull'argomento non si contano: l'ecopelle e la pelle vegana sono la stessa cosa? Cosa è meno impattante sul pianeta? Cosa è davvero cruelty free? Perché attualmente, in fin dei conti, non si può parlare davvero di «ecopelle», né di vegan leather? E quali sono le alternative sostenibili alla vera pelle? Niente panico, andiamo per ordine.

Pelle, Ecopelle e Similpelle: Facciamo Chiarezza

A prima vista la pelle, l'ecopelle, la similpelle e la pelle vegana possono sembrare davvero simili tra di loro e mandarci in tilt. Come distinguere le une dalle altre?

Pelle: Cos'è e Come si Distingue

La pelle esiste da secoli, utilizzata in qualsiasi ambito, dalla moda al design: «Parliamo di un materiale bio-based naturale e rinnovabile, derivato dalle spoglie di animali. Gli altri materiali a imitazione della pelle sono tipicamente di origine sintetica, derivanti da fonti fossili, non rinnovabili e scarsamente biodegradabili. A livello visivo la differenza non è immediatamente percepibile, soprattutto se il materiale o il manufatto (calzatura, borsa, ecc.) che lo utilizza è nuovo: questo proprio perché i materiali sintetici nascono con l’intento di imitare la pelle nel suo aspetto esteriore. Sono il tempo e l’utilizzo del materiale che fanno emergere via via la diversità della pelle in termini di prestazioni e durabilità, oltre a un alto grado di riparabilità, che ne allunga ulteriormente il ciclo di vita», afferma Patrizia Pierro, Servizio Legale UNIC - Concerie Italiane.

Dal giugno 2020, con l'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del Decreto Legislativo che sancisce le nuove disposizioni in materia di utilizzo dei termini cuoio, pelle e pelliccia, intanto, in Italia non è più legale utilizzare la parola «pelle» se non per prodotti provenienti da animali. Continua Pierro: «Negli anni i produttori di materiali sintetici hanno giocato con la terminologia e la comunicazione dei propri prodotti per indurre il consumatore a ritenerli in grado di offrire le caratteristiche uniche e inimitabili della pelle. Fattispecie ovviamente non veritiera. Nel 2020 il legislatore è intervenuto con il D.Lgs. n. 68/2020 che ha fatto finalmente chiarezza in ambito terminologico vietando l’utilizzo di espressioni quali «ecopelle», «pelle sintetica», «pelle vegana» e similari, anche in lingua diversa dall’italiano, accostati a materiali sintetici».

Ecopelle: Cos'è? (Spoiler: è Pelle)

Sfatiamo subito un grande falso mito: l'ecopelle è vera pelle di animale, trattata con un processo di produzione a ridotto impatto ambientale. Non è dunque, e sottolineiamo non, come molti credono, un materiale sintetico: «Tra tutti i termini della moda, “ecopelle” è uno dei più fraintesi, sin dagli anni '90 quando questa parola ha fatto il suo ingresso trionfale nel mondo della moda. Allora, l’idea era chiara: rispondere alla crescente sensibilità ecologica del mercato con un trattamento più green della pelle, dunque con metodi di concia pensati per essere più gentili con il pianeta visto che la concia tradizionale non era esattamente amica dell’ambiente, con il suo alto consumo di acqua e i suoi effetti sugli ecosistemi», sottolinea Ornella Auzino, imprenditrice della pelletteria e produttrice di borse per conto terzi.

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«Con l’evoluzione degli standard di sostenibilità, però, quel che un tempo era considerato eco-friendly ora non lo è più. Sono entrati in gioco nuovi termini, come “similpelle” o “vegan leather”, pensati per offrire un’alternativa chiara e trasparente all’uso di materiali di origine animale, senza ingannare i consumatori, mentre contestualmente si è abusato del termine ecopelle per identificare qualcosa di origine non animale. Fino al 2020 quando la legge ha abolito l'utilizzo di questa parola per descrivere prodotti non derivati da animali. La legge, sollecitata dalle concerie italiane e dall’UNIC, chiarisce che la pelle è pelle, e basta. Tutto il resto deve essere chiaramente identificato per quello che è, senza lasciare spazio a confusione».

Pelle Vegana: Cos'è e Qual è la Differenza con l'Ecopelle

A prima vista si potrebbe presumere che l’ecopelle e la pelle vegana siano la stessa cosa. Anche se è facile confondersi, questi termini significano cose totalmente diverse. Sull'ecopelle abbiamo chiarito sopra, mentre la pelle vegana (che non è pelle), come chiarisce la PETA, è molto spesso costituita da due diversi polimeri plastici: poliuretano (PU) e cloruro di polivinile (PVC), usati per la loro struttura rugosa che aiuta a dare l'effetto della vera pelle.

Oltre a questi materiali sintetici, la pelle vegana può essere prodotta anche con risorse più naturali, tra cui foglie di ananas, sughero, bucce di mela e plastica riciclata. Nonostante le materie prime non assomiglino affatto a quelle usate per i prodotti in vera pelle, la pelle vegana ha fatto passi da gigante negli ultimi decenni, il che significa che i prodotti ben fatti in questo materiale possono spesso essere scambiati per pelle autentica. Molti sono i fashion brand che la utilizzano, come Nanushka, amato da influencer e redattori di moda, ottimo esempio del potenziale dell’utilizzo di alternative alla pelle vegana senza compromettere lo stile.

Anche altri marchi si stanno rivolgendo ad alternative animali: chiaramente già da decenni Stella McCartney (pioniera nei Nineties dell'ecopelle e che utilizza, tra l'altro, un tipo di pelle vegana derivanti dal micelio, una delle parti che compongono le radici dei funghi, e un substrato di steli di mais e sostanze nutritive): Prada, Dior e Louis Vuitton hanno tutti acquistato pelle di pesce da Atlantic Leather per le ultime collezioni nel tentativo di ridurre la pressione della vera pelle.

Mela, mais e mango sono tutti gli altri sostituti animali utilizzati che non sono fabbricati con le stesse sostanze chimiche tossiche utilizzate nella concia della pelle, secondo Peta. «Questi tessuti del futuro, che vediamo emergere nelle collezioni più consapevoli, segnano una svolta. Dimostrano che è possibile conciliare stile e sostenibilità, senza dover necessariamente compromettere l’uno per l’altro», conclude Auzino.

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Similpelle o Finta Pelle: i Pro e i Contro

Come identifica il nome stesso, sembra pelle ma non è. Trattasi di un materiale di origine non animale, quindi 100% cruelty free, resinoso e plastico, appunto fake leather. Essendo un derivato dal petrolio non è il massimo a livello di impatto ambientale sia nella produzione che nella fase di smaltimento.

«La finta pelle è, per lo più, creata tramite resine poliuretaniche: può essere totalmente sintetica, oppure comprendere una percentuale di tessuto. Non essendo di origine animale, può essere un’alternativa per chi sceglie di fare acquisti vegan. Nonostante la finta pelle sia costituita, per lo più, da poliuretano, considerato a basso impatto ambientale, è importante sapere che non basta questo affinché la borsa o il capo siano eco-sostenibili. Nonostante, infatti, la volontà globale di imporre alcuni materiali e alcune resine, infatti, spesso ci troviamo di fronte alla plastica e ai suoi derivati: il pvc, rispetto al poliuretano, è molto più dannoso per l’ambiente e non può essere considerata una scelta sostenibile. Del resto, la plastica è uno dei rifiuti più difficili da smaltire, poiché altamente inquinante», afferma Ornella Auzino.

Se non si hanno troppe pretese, talvolta è possibile trovare capi fatti anche con un certo buon gusto, ma bisogna sempre valutare l’impatto ambientale specialmente se capi o accessori sono in 100% Pvc.

Pelle Vegana dal Vino: VEGEA®

Moda e vino: due eccellenze italiane, riconosciute nel mondo come icone di qualità e stile, unite in un prodotto ecologico, resistente, ideato e fatto in Italia, che promette una rivoluzione green e cruelty-free nel mondo della pelletteria. VEGEA® è un materiale innovativo caratterizzato dall’alto contenuto di materie prime vegetali, rinnovabili e riciclate: scarti d’uva provenienti dalla vinificazione, oli vegetali e fibre naturali provenienti dall’agricoltura.

Ogni anno, 13 milioni di tonnellate di vinaccia sono gettati via rischiando, attraverso il terreno, di raggiungere le falde acquifere. VEGEA è una pelle vegana realizzata utilizzando la vinaccia: il residuo della vinificazione costituito da bucce e semi di uva. Questa pelle vegana, chiamata anche pelle vino o wineleather, è prodotta in Italia dall’azienda italiana Vegea S.r.l.

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Vegea utilizza un alto contenuto di materiale organico, mentre il restante della composizione è di origine sintetica: 90% materiale organico + 10% poliuretano. E’ un buon modello di moda circolare e rappresenta una delle soluzioni per uno dei problemi più grandi che dovremmo affrontare: l’insostenibile modello lineare.

Al di là degli aspetti tecnici, quello che di Vegea colpisce sono la qualità, la resistenza e, soprattutto, il suo aspetto, in tutto e per tutto simile a quello dei pellami di derivazione animale. Vegea è un materiale dalle caratteristiche simili alla pelle, sia a livello visivo che a livello tecnico. Vegea dimostra la nostra capacità di dare vita a fibre in grado di creare tessuti tecnici sostenibili, evitando di gettare nei rifiuti circa 13 milioni di tonnellate di vinaccia: da 100 kg di uva si ricavano: 80/85 kg di mosto, 1/2 kg di feccia, 3/4 kg di raspi, 9/10 kg di bucce e 3/4 kg di vinaccioli, tutti elementi che oggi si considerano vinacce e che sono i residui solidi della lavorazione dell’uva.

Diversi brand hanno già iniziato a mettersi all’opera: Le Coq Sportif e H&M sono solo alcuni esempi. Ma anche Bentley ha già utilizzato Vegea per creare gli interni di alcune delle sue automobili.

Gianpiero Tessitore, founder di Vegea, ha dichiarato: “Siamo profondamente onorati che Bentley abbia scelto Vegea per creare questo prodotto straordinario. La sostenibilità è uno dei pilastri principali delle politiche di responsabilità sociale dell’azienda. Si basa su processi produttivi che utilizzano materie prime vegetali e riciclate e polimeri di origine biologica.

Caratteristiche e Cura della Pelle VEGEA

Le qualità del materiale possono variare in base alla miscelazione con altre fibre. Vegea è una similpelle e come tale richiede molta attenzione durante il lavaggio. Le similpelli sono più delicate rispetto alla pelle di origine animale, consigliamo quindi di rimuovere le macchie/incrostazioni con una spugnetta liscia imbevuta con un pò di acqua e un pizzico di detergente ecologico.

Alternative alla Pelle Vegana Tradizionale

Se sei contro il maltrattamento degli animali, la pelle vegana è l'opzione che stavi cercando. Ed è che la pelle vegana è considerata chiunque provenga da un materiale che non ha la sua origine animale. Sebbene possa sembrare un tessuto specifico, la realtà è che la pelle vegana è considerata chiunque non sia nato in pratiche crudeli con gli animali o l'ambiente.

Nello specifico, la pelle vegana è un concetto alternativo alla pelle di origine animale. Pertanto, alcune di queste alternative sono le seguenti:

  • Fibre vegetali: alcuni esempi di pelle vegana realizzata con fibre vegetali possono essere quella creata dalle fibre ottenute dalle foglie scartate dell'ananas (piñatex), dalle fibre dell'albero nopal (noto come deserto) o dalle foglie di teak
  • Corteccia d'albero: biodegradabile e riciclabile, il sughero Simaru imita la pelle di origine animale e proviene da un foglio ottenuto dalla corteccia della quercia da sughero mediterranea
  • Pelle di funghi: è probabilmente una delle alternative più sostenibili, poiché nasce da funghi che crescono nei sottoprodotti agricoli e forestali di prodotti come la segatura
  • Cotone organico cerato: questa alternativa alla pelle è realizzata in cotone trattato con diverse cere con cui è mescolato. Tuttavia la coltivazione del cotone, pur non generando sofferenza animale, può risultare insostenibile in conseguenza dell'utilizzo di grandi quantità di acqua per la sua lavorazione.
  • Pelle di tè vegetale: Questa alternativa viene prodotta fermentando il tè di kombucha per creare un materiale completamente biodegradabile e simile nell'aspetto alla pelle di origine animale. Per la sua colorazione non viene utilizzato nessun tipo di sostanza chimica, ma si scelgono metodi come coloranti di origine vegetale o fruttata o ossidazione ferrosa.

Come Viene Prodotta la Pelle Vegana?

Il processo di realizzazione della pelle sarà diverso se si tratta di pelle sintetica o vegetale. Mentre la pelle vegana sintetica è realizzata in PVC o PU; La pelle vegetale vegana nasce da fibre di origine vegetale (mela, arancia, uva, ananas, anche bucce di cactus) che vengono mescolate con altri composti o dalla lavorazione di residui derivati da vino, olio o altri materiali.

L'aspetto della pelle vegana sintetica è più simile alla plastica ed emana un odore difficile da rimuovere. Rispetto alla pelle vegetale vegana , è meno traspirante poiché i pori sono artificiali e modellati.

Come Viene Curata la Pelle Vegana?

A differenza di quanto accade con la pelle di origine animale, la pelle vegana è facile da pulire, poiché priva di pori che assorbono acqua o macchie. Ora, per prendersi cura della pelle vegana, si consigliano le seguenti azioni:

  1. Se un articolo in pelle vegana è consumato o sporco, dovrebbe essere strofinato con un panno morbido e non abrasivo per rimuovere lo sporco e la polvere dalla sua superficie.
  2. Inumidire un panno pulito con acqua tiepida e strofinare con un movimento circolare per pulire la pelle.
  3. Se hai una superficie molto ruvida, puoi usare uno spazzolino da denti per accedere ad aree più inaccessibili.
  4. Procedere all'asciugatura del prodotto in pelle con un panno in microfibra.
  5. Applicare un trattamento protettivo che funge da scudo contro lo sporco.

La Pelle Vegana è Sostenibile?

Ci sono due potenti ragioni che rafforzano la sostenibilità di questa pelle alternativa a quella di origine vegetale e sono le seguenti:

  • Impedisce l'allevamento degli animali: di conseguenza non vengono utilizzate grandi quantità di acqua. Anche nel caso di allevamenti intensivi si registra un aumento delle emissioni di CO2.
  • Riciclo dei rifiuti

La produzione di pelle vegetale può causare sprechi in termini di lavorazione, sebbene tengano conto della sostenibilità ambientale. Ora, i sintetici non sono sostenibili, visto che nascono da PVC o PU che derivano dal petrolio e richiedono un trattamento con prodotti inquinanti. Inoltre, impiegano più tempo a degradarsi, il che rappresenta un rischio per l'ambiente.

Come Prendersi Cura di Pelle, Ecopelle e Similpelle

La pelle di borse & Co, proprio come quella umana, ha bisogno di attenzioni per mantenerela sua bellezza e integrità nel tempo. Ecco i passaggi chiave secondo Ornella Auzino:

  1. Pulizia regolare: Usare un detergente delicato specifico per la pelletteria.
  2. Asciugatura corretta: Dopo la pulizia, rimuovere l’eccesso con un panno asciutto e assicurarsi che il capo o accessorio sia completamente asciugata all’aria, da fonti di calore diretto, per evitare che la pelle si deformi o si screpoli.
  3. Idratazione: Esistono prodotti specifici che ne mantengono l’elasticità e la proteggono dagli elementi esterni.
  4. Conservazione attenta: nello specifico, quando la borsa non viene utilizzata, riempirla condella carta per mantenere la forma e riporla in un luogo asciutto, lontano dall’umidità. Evitare di lasciare tracolle e manici piegati per non creare pieghe permanenti.

Tutti i prodotti da utilizzare per la manutenzione delle borse devono essere adatti alla pelletteria e studiati proprio per la manutenzione degli accessori.

Cura dei Materiali Sintetici (Similpelle)

  1. Meno pulizia: A differenza della pelle, per i materiali sintetici è meglio limitare le pulizie per non disidratarli. Utilizzare prodotti specifici per sintetici (che puliscono senza rimuovere troppi strati di materiale applicato per dare un determinato aspetto) fanno in modo di mantenere il materiale flessibile.
  2. Cura nella conservazione: Anche per le borse sintetiche, usare della carta per mantenere la forma è una buona pratica. Evitare di esporle a fonti di calore diretto o condizionatori, che possono accelerare il processo di invecchiamento e causare l’effetto serra, che può seccare il materiale e farlo spellare.

In entrambi i casi, la chiave sta nell’attenzione ai dettagli e nella regolarità della manutenzione.

Tabella Comparativa dei Materiali

Materiale Origine Impatto Ambientale Cruelty-Free Utilizzo
Pelle Animale Alto (concia tradizionale) No Abbigliamento, accessori
Ecopelle Animale (con concia a basso impatto) Medio No Abbigliamento, accessori
Similpelle Sintetica (PU, PVC) Medio-Alto (derivati del petrolio) Abbigliamento, accessori
Pelle Vegana (VEGEA) Scarti di vinificazione Basso (riciclo scarti) Abbigliamento, accessori, interni auto
Pelle Vegana (Piñatex, Funghi, etc.) Vegetale Basso (risorse rinnovabili) Abbigliamento, accessori

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