Che si tratti di una scelta etica, ecologica o salutistica, il vegetarianismo è diventato una pratica sempre più diffusa in tutto il mondo, Italia compresa. Ma quanti sono i vegetariani in Italia? Secondo l’ultimo rapporto di Eurispes del 2024, il numero di persone che scelgono di adottare uno stile di vita vegetariano o vegano non è mai stato così alto, sia in Italia che nel resto del mondo.
Il Rapporto Italia 2024 di Eurispes, pubblicato a maggio, evidenzia un cambiamento significativo nelle abitudini alimentari degli italiani. Il 7,2% si identifica come vegetariano, mentre il 2,3% come vegano. Un altro 5% afferma di essere stato vegetariano in precedenza. Sommando queste due categorie, il 9,5% degli italiani adotta una dieta priva di carne o di tutti i prodotti animali.
Dati Statistici Dettagliati
Nel 2023, il 4,2% del campione ha intrapreso la scelta vegetariana mentre è vegano il 2,4% (in totale 6,6% contro l’8.2% del 2021). Considerando i vegetariani e i vegani insieme, la serie storica degli ultimi dieci anni mostra un andamento stabile negli ultimi due anni considerati (6,7% nel 2022 e 6,6% nel 2023), leggermente in calo rispetto alla media dell’intero periodo che si attesta a 7,3%.
Nel complesso, dunque, il 9,5% della popolazione dai 18 anni in su non mangia carne, un dato che coincide con quanto rilevato lo scorso anno. Il trend di coloro che si dichiarano vegetariani è in lieve flessione rispetto allo scorso anno (-0,6%), ma con valori in crescita rispetto agli anni che vanno dal 2017 in poi. D’altro canto, coloro che si dichiarano vegani sono in aumento rispetto al 2024 (2,9%, con un aumento dello 0,6%).
Secondo l’ultima indagine Eurispes i vegani in Italia rappresentano il 2,4% della popolazione, pari a 1,4 milioni di persone. I vegetariani, invece, che si limitano a escludere la carne, sono il 4,2% della popolazione italiana (2,4 milioni). Complessivamente, quindi, il 6,6% dei residenti italiani oggi non mangia carne e pesce.
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Distribuzione per Fascia d'Età
L’8,3% degli italiani nella fascia d’età tra i 18 e i 24 anni segue una dieta vegetariana: un valore, come abbiamo visto, molto più alto di quello medio (del 4,2%). La maggior adesione all’alimentazione vegana è riscontrabile invece nella fascia di età che racchiude i 25-34enni (3%).
Motivazioni Dietro la Scelta Vegetariana e Vegana
Ma cosa spinge sempre più persone a fare questa scelta? I motivi sono molteplici e variegati. Per molti, la decisione di diventare vegetariani o vegani è guidata dalla volontà di costruire un futuro più sostenibile, per altri a una maggiore attenzione alla propria salute. Oltre alla salute, un altro fattore determinante nella scelta di una dieta vegana o vegetariana è l’etica.
- Ragioni Etiche: Sempre più persone sono consapevoli dell’impatto che il consumo di prodotti animali ha sugli animali stessi e sull’ambiente. L’industria della carne, in particolare, è responsabile di una significativa quota di emissioni di gas serra, deforestazione e consumo di risorse idriche. L’adozione di una dieta vegetariana o vegana è anche vista come un modo per ridurre la sofferenza degli animali.
- Ragioni Salutistiche: Per il Ministero della Salute “è noto che una dieta vegetariana conferisca protezione dalle malattie cardiovascolari, da alcuni tipi di neoplasie (in particolare colon e tratto gastroenterico e vie respiratorie), e sia associata a una riduzione della mortalità per tutte le cause”.
In una guida agli equilibri nutrizionali pubblicata dal ministero di Lungotevere Ripa “rispetto alle diete vegetariane, la dieta vegana sembra offrire un’ulteriore protezione dall’insorgenza di obesità, ipertensione, diabete mellito di tipo 2 e mortalità cardiovascolare, soprattutto nel sesso maschile. La riduzione del peso corporeo e un miglioramento dei profili lipidici rilevati dopo l’utilizzo di queste diete potrebbero spiegarne l’effetto protettivo dalle patologie metaboliche e cardiovascolari, anche se altri fattori potrebbero intervenire.
Benefici Percepiti
Secondo il Rapporto Eurispes, l'86,4% degli intervistati afferma di sentirsi in una condizione fisica migliore, mentre il 73,3% ritiene che seguire una dieta priva di carne aiuti a mantenere più facilmente il peso forma. Un altro aspetto interessante è che il 66,5% dichiara di aver acquisito una maggiore creatività in cucina, trovando nuove ricette e combinazioni di alimenti.
Potenziali Carenze Nutrizionali
Il Ministero della Salute segnala, tuttavia, che le diete prive di carne e soprattutto di derivati animali, se non applicate correttamente, possono essere associate al rischio di carenze nutrizionali, in particolare di vitamina B12 e in minor modo di vitamina D, acidi grassi n-3, calcio, zinco e altri oligoelementi.
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Tuttavia, per l’Academy of Nutrition and Dietetics, la più grande associazione di nutrizionisti al mondo, le diete vegetariane, se correttamente pianificate, possono favorire lo stato di salute. Anche la Sinu (Società italiana di nutrizione umana) ha affermato che le diete vegetariane e vegane ben pianificate forniscono un adeguato apporto di nutrienti in ogni stadio della vita.
Uno dei dubbi principali legati alle diete vegetali - emerge da un report di Altroconsumo - riguarda l’eventuale carenza di proteine. Una dieta vegetariana o vegana bilanciata - dettaglia l’associazione - soddisfa il fabbisogno di proteine, anche quello degli atleti, a tutte le età. Le proteine vengono infatti fornite da un’ampia varietà di alimenti vegetali, tra cui i legumi, che garantiscono un apporto proteico adeguato.
Le diete senza latticini sono spesso considerate a rischio di una carenza di calcio. In realtà - si sottolinea nell’approfondimento - il calcio può essere assunto da diversi alimenti vegetali, come le verdure della famiglia delle crucifere (broccoli, verza, cavolo nero, cime di rapa, rucola) e le verdure verdi in foglia, le mandorle, il sesamo o anche i legumi.
Difficoltà e Sfide
Tuttavia, non mancano le sfide. Il 39,8% degli intervistati che hanno adottato uno stile di vita vegetariano o vegano confessa di rimpiangere i sapori dei cibi tradizionali. Inoltre, il 63,8% riporta di sentirsi infastidito, qualche volta o spesso, dalla presenza di chi consuma carne o pesce. Sul fronte delle dinamiche sociali, il 76,4% dei vegetariani e vegani ha dichiarato di aver vissuto episodi di intolleranza, sebbene con frequenze variabili.
Il passaggio a un regime alimentare vegetariano o vegano non è privo di difficoltà. Dopo l’entusiasmo iniziale è frequente incontrare degli ostacoli nel mantenimento costante di questo tipo di dieta. La problematica maggiormente incontrata dagli italiani vegetariani e vegani consiste nel mangiare in aereo, treno o nave: situazioni in cui non sempre è possibile trovare il cibo adatto al proprio regime alimentare. Questa difficoltà è comune al 59,7% degli italiani “veg”.
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Il Mercato Globale degli Alimenti Vegetariani e Vegani
Il mercato globale degli alimenti vegetariani ha un valore di 52,5 miliardi di dollari nel 2023 e dovrebbe raggiungere i 95,5 miliardi di dollari entro il 2029. Allo stesso modo, il mercato globale del cibo vegano, che comprende sostituti della carne, alternative ai latticini e pasti vegetariani, è stato valutato a 23,3 miliardi di dollari nel 2020.
World Vegetarian Day
Ogni anno, il primo ottobre è dedicato alla promozione di uno stile di vita alimentare basato su cibi vegetali. Il primo ottobre di ogni anno si celebra il World Vegetarian Day, una giornata interamente dedicata al vegetarianismo (o vegetarismo). Istituita nel 1977 dalla North American Vegetarian Society, questa ricorrenza mira a sensibilizzare l'opinione pubblica sui benefici di una dieta basata prevalentemente su alimenti vegetali.
Oggi, primo novembre, si celebra il World Vegan Day, istituito nel 1994 per commemorare il 50esimo anniversario della Vegan Society britannica. Questa giornata rappresenta un momento di riflessione sull'impatto che le scelte alimentari e di vita hanno non solo sugli animali, ma anche sull'ambiente e sulla società in generale.
Conclusioni
La crescente diffusione di diete vegane e vegetariane rappresenta un cambiamento significativo nella nostra società, sottolineato anche dal rapporto Eurispes 2024. Non si tratta solo di una questione di tendenze alimentari, ma di una trasformazione culturale che riflette una maggiore consapevolezza e responsabilità verso noi stessi, gli animali e il nostro pianeta.
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