Perché gli anziani perdono peso: cause, prevenzione e quando preoccuparsi

Una perdita di peso durante la terza età, senza cause apparenti, è piuttosto comune. Piccole variazioni di peso possono essere considerate normali. Ma quando il “trend” è progressivo e il dimagrimento consistente (5-10% rispetto ai valori abituali) occorre sempre indagare con l’aiuto di un medico. Individuare la causa del fenomeno è molto importante, perché questa condizione può sfociare in una riduzione delle difese immunitarie, maggiore suscettibilità alle infezioni e alla perdita dell’autonomia funzionale. Inoltre, il calo di peso potrebbe nascondere problemi di salute più seri.

Quando preoccuparsi realmente?

Naturalmente non tutta la perdita di peso è motivo di preoccupazione, ma è fondamentale saper distinguere tra una variazione fisiologica e un campanello d’allarme che richiede approfondimenti. Se una persona perde oltre il 5% del peso corporeo nell’arco di un mese senza alcuna motivazione apparente, è senza dubbio il momento di consultare un medico. Un altro aspetto critico si traduce nella presenza di sintomi associati, come un calo dell’appetito, difficoltà digestive o dolori persistenti, che spesso vengono trascurati pensando siano normali conseguenze dell’invecchiamento. Per questo motivo è sempre bene porre una lente di ingrandimento sui sintomi della perdita di peso.

Cause della perdita di peso negli anziani

Le cause della perdita di peso involontaria possono essere molteplici e spesso interconnesse.

Cause psicologiche e sociali

Nella maggior parte dei casi, dietro il dimagrimento di un anziano si cela una perdita di interesse al cibo che influisce sulla quantità di alimenti assunta. Soprattutto chi vive da solo tende a mangiare meno, talvolta perché trova difficoltà a fare la spesa e cucinare. Oppure, poiché la tavola apparecchiata ricorda il marito o la moglie che non ci sono più. Agli aspetti psicologici a volte si sommano quelli economici. Spesso la pensione è troppo bassa per acquistare i cibi necessari e questo rende i pasti poveri, monotoni e poco bilanciati. L’isolamento sociale è tra i fattori che maggiormente possono spiegare la perdita di peso in una persona anziana. Nella maggior parte dei casi porta alla depressione e questo può far sì che le persone perdano le sane abitudini alimentari e sociali.

Tra le malattie psicologiche che influiscono sul peso vi è la depressione, un problema psicologico grave può influenzare la sfera dell’alimentazione sia in plus che in minus. Può portare da un lato a un aumento dell’assunzione di cibo o al contrario a una diminuzione dell’introito di cibo, come nel caso della anedonia.

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Anche patologie come il morbo di Alzheimer e le altre forme di demenza, che colpiscono la psiche, possono portare a una perdita di peso involontaria. Molti sintomi della demenza determinano cambiamenti nello stile di vita che si riversano nelle abitudini alimentari delle persone.

Cause organiche

Molto frequenti anche le cause legate all’invecchiamento dell’organismo: come una minore capacità da parte dell’intestino di assorbire i nutrienti, oppure la perdita dei denti, che rende difficile la masticazione e fa prediligere cibi più semplici da assumere ma inadeguati per coprire il fabbisogno quotidiano, come per esempio una tazza di latte o un piatto di minestra. Un’altra causa spesso sottovalutata è la presbifagia, cioè la difficoltà a deglutire che si riscontra di frequente nella terza età sia come conseguenza del normale processo di invecchiamento, sia a causa di piccoli fenomeni ischemici a carico di alcuni distretti neurologici deputati al controllo dei muscoli della deglutizione.

Infine, esiste anche un’anoressia definita senile, che sembra legata a particolari disordini ormonali: negli anziani aumenta la produzione del peptide YY, ormone che lancia al cervello il segnale di sazietà, facendo avvertire meno la fame.

Altre cause più o meno gravi possono essere:

  • disturbi gastrointestinali (come celiachia, gastrite, diarrea… );
  • malattie infettive di varia natura;
  • patologie renali (corredate da nausea e vomito);
  • insufficienza cardiaca;
  • demenza (senile o da Alzheimer);
  • cancro.

Farmaci e salute

Alcune sostanze presenti in farmaci, integratori o preparati erboristici (come la caffeina per esempio) possono indurre una perdita di peso perché diminuiscono l’appetito. Per questo è sempre bene informare il medico su tutte le cure seguite. Allo stesso tempo, un eccessivo dimagrimento (soprattutto quando coinvolge la muscolatura) può rendere meno efficaci le terapie farmacologiche.

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Come si arriva alla diagnosi

Durante l’anamnesi, il medico di base deve tenere conto di tutti questi elementi per formulare o escludere l’ipotesi di una perdita di peso dovuta a una dieta inadeguata. E, se necessario, indirizzerà il paziente a un centro di dietetica e nutrizione clinica per correggere il problema a seconda dell’origine. Inoltre, dovrà individuare “cosa” sta perdendo: liquidi, muscoli oppure grasso? Dai 50 anni in su inizia un fenomeno naturale chiamato sarcopenia, che consiste nella progressiva perdita di massa muscolare, talvolta peggiorata dalla presenza di malattie croniche.

Per capire se sta diventando patologica, il medico può prescrivere un’assorbimetria a raggi X a doppia energia (Dxa), test usato anche per diagnosticare l’osteoporosi e in grado di valutare con precisione la distribuzione dei tessuti osseo, magro e adiposo. Il medico può prescrivere anche altre indagini, dall’emocromo a esami più complessi (come l’elettroforesi, per analizzare le proteine presenti nel sangue) o specifici (tipo quello delle feci completo). Questi test servono a escludere che dietro la perdita di peso si nascondano problemi come ipertiroidismo, infezioni, infiammazioni croniche, patologie oncologiche, intestinali, renali, surrenali ed endocrine. Non esiste un “biomarker”, cioè un unico test che fornisca informazioni in questo settore. Il percorso diagnostico va tagliato e cucito su misura del paziente.

A casa, la persona anziana dovrebbe orientarsi su una comune bilancia, magari in versione digitale e parlante, in modo da sopperire agli eventuali problemi di vista e ai disturbi dell’equilibrio che impediscono di piegarsi in avanti per leggere il risultato.

Prevenire la perdita di peso involontaria

Prevenire la perdita di peso involontaria richiede un approccio globale e consapevole che integri una dieta equilibrata, attività fisica regolare e un monitoraggio continuo del proprio stato di salute. A livello alimentare, è fondamentale assicurarsi che ogni pasto sia ricco di nutrienti essenziali, come proteine, vitamine e minerali, che aiutano a mantenere la massa muscolare e le funzioni corporee ottimali. Anche l’esercizio fisico gioca un ruolo chiave: attività semplici come camminare, praticare yoga o esercizi di rafforzamento muscolare non solo migliorano il metabolismo, ma stimolano anche l’appetito e contribuiscono al benessere psicofisico.

Per incentivare l’appetito negli anziani demotivati, depressi e poco interessati al cibo come fonte di benessere personale, la prima cosa da fare è curare i dettagli, quindi:

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  • preparare sempre una tovaglia pulita e colorata;
  • scegliere ingredienti sani, ma realizzare piatti gustosi;
  • accontentare, nei limiti del possibile, i gusti della persona;
  • rendere piacevole l’atmosfera in cucina;
  • coinvolgere l’anziano nella scelta del menu.

Non solo il fisico, infatti, ma anche e soprattutto la mente influisce in modo molto rilevante nell’accettazione e nel rifiuto del cibo.

Il momento del pranzo o della cena deve essere rilassato e conviviale. Anche mangiare in compagnia, quando possibile, stimola l’appetito.

Consigli utili

Ecco 10 consigli per assumere tutti i micronutrienti di cui abbiamo bisogno:

  • Segui un’alimentazione varia, di tipo mediterraneo
  • Rispetta la stagionalità di frutta e verdura
  • Limita il sale aggiunto e i prodotti industriali che ne contengono molto.

Bere è fondamentale! L’acqua è davvero vitale per il nostro organismo: 2.5 l al giorno (assunti attraverso acqua, frutta e verdura) sono raccomandati, soprattutto in età geriatrica.

Per concludere

La perdita di peso involontaria negli anziani non è solo un problema estetico: è un campanello d’allarme per la salute generale, la forza e l’autonomia. Monitorare il peso con regolarità e adottare abitudini di vita equilibrate sono i primi passi per mantenere la salute sotto controllo. Attenzione ai segnali che il nostro corpo ci fornisce. La perdita di peso improvvisa, accompagnata da una stanchezza persistente, può infatti sembrare una condizione transitoria, legata allo stress o a un cambiamento nello stile di vita. Questo accade perché il corpo, in assenza di un adeguato apporto calorico o per via di difficoltà metaboliche, inizia a consumare le proprie riserve di grasso e muscoli, riducendo la forza e il benessere generale.

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