La dieta chetogenica è un particolare tipo di alimentazione che riduce l’assunzione di carboidrati per indurre la chetosi, una condizione metabolica che spinge l’organismo ad utilizzare i grassi a scopo energetico.
In questo modo la massa muscolare resta intatta e la massa grassa viene eliminata.
Come Funziona la Dieta Chetogenica?
Quando assumiamo carboidrati, il nostro corpo in parte li brucia per ottenere energia e in parte li immagazzina. Il glucosio in eccesso viene trasformato in grasso corporeo.
La dieta chetogenica permette di perdere peso grazie all’induzione della chetosi nel nostro corpo.
Il Processo di Chetosi
Ma cosa significa che il corpo va in chetosi? Quando eliminiamo completamente l’apporto di zuccheri nel nostro organismo, si attiva una particolare via metabolica (nota come beta-ossidazione degli acidi grassi) che attinge dai grassi di deposito per produrre i corpi chetonici.
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Questi corpi chetonici vengono usati dal cervello, dai globuli rossi e dal cuore per compensare la carenza di zuccheri in circolazione.
La chetosi, dunque, è il meccanismo del nostro corpo che brucia i grassi del tessuto adiposo per alimentare l’organismo.
Le Fasi della Dieta Chetogenica
La dieta chetogenica prevede l’esclusione di gran parte dei carboidrati e l’esclusione totale degli zuccheri. È prevista una fase iniziale di dimagrimento rapido, in cui la massa magra si mantiene intatta, migliora l’equilibrio osmotico cellulare di acqua e di tutti i nutrienti, viene eliminata l’acqua extracellulare in eccesso e il grasso, a partire da quello addominale.
In questa fase, la dieta si basa quasi interamente sull’apporto di proteine e di grassi, e questa particolare composizione di macronutrienti induce nell’organismo una condizione di chetosi. In assenza di carboidrati sono principalmente i grassi ad essere usati a scopo energetico e da qui deriva l’applicazione della dieta chetogenica ai fini del dimagrimento.
Per innescare il meccanismo della chetosi occorrono 2-3 giorni, durante i quali è importantissimo rispettare il piano alimentare stabilito dal nutrizionista.
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Fase di Attacco
La durata di questa prima fase di attacco varia a seconda dell’obiettivo di dimagrimento. Una persona che vuole perdere 10 kg impiega in media 45 giorni per la fase di attacco, in cui avviene il calo ponderale, e altri 2 mesi per consolidare il traguardo raggiunto.
Fase di Transizione
La seconda fase della dieta, quella di “transizione”, prevede la reintroduzione graduale dei carboidrati, secondo dei criteri medici specifici. In questa fase si consolidano i risultati raggiunti nella fase precedente, e si continua comunque a perdere peso e a definire.
Meccanismi Biochimici della Dieta Chetogenica
Durante un percorso di dieta chetogenica, il basso apporto di carboidrati aumenta la circolazione dei corpi chetonici. Questi vengono sintetizzati nel fegato mediante la beta-ossidazione degli acidi grassi.
Il livello degli acidi grassi aumenta in quanto vengono “liberati” dai depositi di grasso nel tessuto adiposo in eccesso e iniziano a circolare nel sangue. Sono proprio gli acidi grassi ad essere utilizzati dall’organismo per produrre energia al posto del glucosio (carente nella dieta chetogenica), come fonte energetica alternativa ai carboidrati.
La chetosi alimentare è quel meccanismo assolutamente fisiologico che si instaura in un individuo sano quando l’introito giornaliero di carboidrati scende al di sotto di un valore soglia approssimativamente individuato in 50g.
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Miti da Sfatare sulla Dieta Chetogenica
Sfatiamo il primo mito: contrariamente a quanto si possa pensare, l’organismo umano non dipende dallo zucchero, e non ha bisogno di assumere zucchero. I substrati che il corpo umano non è in grado di riprodurre vengono definiti essenziali e devono obbligatoriamente essere introdotti con l’alimentazione. Attualmente vengono definiti essenziali, e quindi immancabili nella alimentazione umana, soltanto un pool limitato di aminoacidi e due acidi grassi.
Sfatiamo il secondo mito: il meccanismo di chetosi è assolutamente svincolato dall’apporto proteico e non è assolutamente corretto il sillogismo chetosi-dieta proteica. Normalmente, in chetosi, l’apporto proteico viene calcolato in funzione della massa magra del soggetto risultando quindi adeguato alle sue necessità.
Processi Metabolici Dettagliati
La chetogenesi avviene prevalentemente a livello epatico. L’organismo umano necessita di glucosio, ma privato di fonti glucidiche, una volta esaurite le scorte di glucosio circolante e di glicogeno epatico, è costretto alla neo sintesi di glucosio ossia alla gluconeogenesi.
La sintesi di glucosio avviene principalmente nel mitocondrio epatico ed inizia dall’ossalacetato. La gluconeogenesi è una via dispendiosa e necessita di energia per poter essere messa in atto.
I trigliceridi, conservati nel tessuto adiposo come riserva, vengono scissi dalle lipasi in acidi grassi e glicerolo; il glicerolo viene indirizzato direttamente al fegato che lo utilizza per la gluconeogenesi, mentre gli acidi grassi fuoriescono dal tessuto adiposo e vengono anch’essi destinati al fegato ma legati all’albumina sotto forma di NEFA.
Nel fegato gli acidi grassi diventano substrato della beta ossidazione, meccanismo attraverso il quale si produce ATP ed intermedi riducenti quali NADH e FADH2. Proprio questi ultimi sono indispensabili per far procedere la gluconeogenesi risultando, la “moneta” con cui il corpo umano “paga” la produzione di glucosio.
Semplificando, è possibile affermare che il dimagrimento, ossia la perdita di peso determinata dalla perdita di massa grassa, è determinato dalla necessità energetica della gluconeogenesi.
La beta ossidazione degli acidi grassi, necessaria per fornire l’energia alla gluconeogenesi, comporta l’accumulo di acetil-CoA. L’acetil-Coa è l’ultimo prodotto di degradazione degli acidi grassi ed in condizioni normali, andrebbe a condensare con l’ossalacetato entrando in questo modo nel ciclo di Krebs.
In chetosi la reazione tra acetil-Coa ed ossalacetato non può avvenire poiché quest’ultimo è stato indirizzato verso la produzione di glucosio.
I meccanismi appena descritti sono fisiologici, e se avvengono in presenza di una corretta sintesi di insulina, risultano completamente sicuri e privi di tossicità per il paziente. L’insulina infatti è l’ormone chiave nella regolazione di questo processo.
Come abbiamo visto instaurando il meccanismo di chetosi, l’organismo consuma tessuto grasso di riserva determinato il dimagrimento. Proprio l’efficacia e la semplicità rendono questo protocollo tra i più utilizzati a scopo dimagrante.
La Dieta Chetogenica a Contenuto Energetico Molto Basso (VLCKD)
La dieta chetogenica a contenuto energetico molto basso (VLCKD, Very Low Calorie Ketogenic Diet) è un trattamento dietetico a scopo terapeutico, caratterizzato da un apporto calorico estremamente ridotto, una forte limitazione dei carboidrati (meno di 50 g al giorno), una restrizione dei grassi (10-15 g/die sotto forma di olio extravergine d’oliva) e un apporto normoproteico controllato, tra i 65 e i 90 grammi di proteine ad alto valore biologico.
Negli ultimi decenni, la dieta chetogenica VLCKD ha guadagnato un ruolo sempre più centrale nel trattamento non solo dell’obesità e del sovrappeso, ma anche di numerose patologie correlate.
Principi Fisiologici e Regolazione Ormonale
I principi fisiologici alla base della dieta chetogenica sono relativamente semplici. Quando il glucosio introdotto con la dieta è presente in quantità sufficienti, esso rappresenta il substrato energetico preferenziale della maggior parte dei tessuti.
Una dieta con un contenuto estremamente ridotto di zuccheri (tra i 30 e i 50 g/die) e grassi (circa 10-15 g di olio extravergine d’oliva) determina una riduzione dei livelli di insulina e un aumento del glucagone.
L’adozione di un protocollo VLCKD, con un apporto glucidico non superiore ai 50 g/die, provoca nelle prime ore una lieve riduzione della glicemia, che stimola la secrezione di glucagone.
A partire da quel momento, il fabbisogno energetico dell’organismo è soddisfatto grazie all’utilizzo dei trigliceridi accumulati nel tessuto adiposo e alla gluconeogenesi.
Il Ruolo dei Corpi Chetonici
Contrariamente a quanto si pensi, i corpi chetonici non sono dannosi per l’organismo. I corpi chetonici rappresentano un substrato energetico alla pari di zuccheri e grassi.
L’acquisizione della capacità di utilizzare i corpi chetonici come fonte energetica anche per il cervello ha rappresentato un passaggio evolutivo cruciale, perché ha permesso di sfruttare l’energia accumulata negli acidi grassi liberi durante il digiuno, preservando la massa magra.
Dal punto di vista fisiologico, il principale fattore che regola la produzione dei corpi chetonici è il contenuto di glicogeno epatico, il cui compito è mantenere stabile la glicemia. Quando l’apporto di carboidrati scende sotto i 50 g/die, si verifica un abbassamento della glicemia, con conseguente riduzione dell’attività insulinica e aumento del glucagone.
Segue un ulteriore calo della glicemia, che riduce il rapporto insulina/glucagone, dando avvio all’attivazione del catabolismo dei trigliceridi.
Contrariamente a un pregiudizio ancora diffuso, i corpi chetonici non sono tossici per l’organismo.
Pilastri Fondamentali della Dieta Chetogenica
- Il primo elemento chiave è la limitazione dell’assunzione di carboidrati, che non deve superare i 50 g al giorno. Non bisogna temere che una simile restrizione possa causare ipoglicemia o ridurre la capacità di svolgere le attività quotidiane: i glucidi sono solo una delle tante fonti energetiche disponibili. La chetogenesi, in soggetti sani, non è pericolosa.
- Il secondo pilastro è rappresentato dal corretto apporto di proteine ad elevato valore biologico.
- Il terzo aspetto cruciale è la limitazione dei grassi alimentari.
Le fibre vegetali sono fondamentali per completare il senso di sazietà e per regolarizzare la funzione intestinale, prevenendo la stipsi.
Vantaggi Psicologici e Terapeutici
La dieta chetogenica è, nella sua essenza, un piano alimentare a bassissimo contenuto di carboidrati, limitato a non più di 50 g al giorno. Uno dei primi utilizzi medici della dieta chetogenica è stato nel trattamento dell’epilessia refrattaria ai farmaci, poiché si era osservato che i corpi chetonici erano in grado di ridurre, se non eliminare, le crisi epilettiche.
Successivamente, sfruttando la capacità dei corpi chetonici di ridurre l’appetito, sono stati sviluppati diversi protocolli a basso contenuto di carboidrati, che consentivano di mangiare liberamente alimenti proteici come carne, pesce, uova e alcuni formaggi.
La produzione controllata dei corpi chetonici permette un dimagrimento fisiologico e senza difficoltà. Molti pazienti apprezzano la possibilità di seguire la dieta anche fuori casa, senza pesare gli alimenti o stravolgere le proprie abitudini.
Anche dal punto di vista psicologico la VLEKT presenta alcuni vantaggi che consentono una migliore tolleranza dello “stare a dieta”. La rapidità nella perdita di peso rafforza la motivazione ed evita quello scoraggiamento che spesso accompagna un dimagrimento lento e faticoso.
L’assenza della fame non innesca il senso di deprivazione e non genera quel malessere che normalmente si accompagna alle restrizioni alimentari, sia sul piano fisico che su quello emotivo.
Nel corso della dieta non si registrano alterazioni dell’umore, anzi, compare una diffusa sensazione di benessere che contribuisce a mantenere l’equilibrio psico-emotivo, a rinforzare la fiducia in sé stessi e a sostenere la motivazione nel tempo.
Alimenti Consigliati e Vietati nella Dieta Chetogenica
Alimenti generalmente vietati:
- Alimenti zuccherati, come succhi di frutta, frullati, bibite, dolci, budini, gelati.
- Prodotti a base di grano, riso, pasta, cereali.
- La frutta, salvo piccole porzioni di frutti di bosco, fragole o altri frutti poco zuccherini.
- Legumi.
- Verdure amidacee, come patate, carote cotte, barbabietole.
- Bevande alcoliche, come birra, vino, liquori.
- Salse e condimenti che contengono zucchero, come ketchup, salsa di soia, aceto balsamico.
Indicazioni e Controindicazioni
Per chi è indicata?
La dieta chetogenica è normalmente scelta da chi desidera perdere peso ma, per via delle sue caratteristiche, è molto efficace anche negli stati patologici caratterizzati da:
- Insulinoresistenza.
- Sindrome metabolica.
- Diabete mellito di tipo 2.
- In alcune patologie neurologiche come emicrania e cefalea.
Controindicazioni della dieta chetogenica:
La dieta chetogenica è fortemente controindicata in alcuni casi, che comprendono:
- Gravidanza e allattamento.
- Infanzia e adolescenza.
- Presenza di patologie come l’insufficienza cardiaca, renale, epatica.
- Diabete di tipo 1.
- Presenza di patologie psichiatriche (disturbi psichici o del comportamento).
- Alcolismo.
- Disfunzioni del metabolismo dei grassi.
Tabella Riassuntiva dei Macronutrienti nella Dieta Chetogenica
| Macronutriente | Percentuale Calorie Giornaliere |
|---|---|
| Grassi | 70-75% |
| Proteine | 20-25% |
| Carboidrati | Meno del 5% |
No al “fai da te”: Poiché la dieta chetogenica è definita da una composizione biochimica molto specifica, deve essere sempre eseguita su indicazione e controllo medico.
La necessità di rispettare equilibri biochimici così specifici, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, rende inoltre necessario l’utilizzo di integratori che rispondano all’esigenza di mantenere un apporto di calorie e carboidrati controllato e insieme soddisfino le richieste nutrizionali e vitaminiche del nostro organismo.
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